Patrizio Sala

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Patrizio Sala
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Dati biografici
Nome Patrizio Sala
Nato 16 giugno 1955
Bellusco
Paese bandiera Italia
Nazionalità {{{codicenazione}}}
Passaporto {{{passaporto}}}
Morto
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Altezza 176 cm
Peso 68 kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
Monza
Squadre di club1
1973-1975 Monza 37 (4)
1975-1981 Torino 159 (4)
1981-1982 Sampdoria 34 (1)
1982-1984 Fiorentina 21 (0)
1983-1984 Pisa 23 (0)
1984-1988 Cesena 95 (4)
1987-1989 Parma 36 (0)
1989-1990 Solbiatese 14 (0)
Nazionale
1978
1976-1980
Bandiera dell'Italia Italia Under-21
Bandiera dell'Italia Italia
3 (0)
8 (0)
Carriera da allenatore
 ? Monza (Giovanili)
 ? Leffe
 ? Varese
 ? Pistoiese
 ? Biellese
 ? Vis Pesaro
 ? Casale
 ? Pro Patria
 ? Torino (Giovanili)
Incontri disputati

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Palmarès

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 10 marzo 2009

Patrizio Sala (Bellusco, 16 giugno 1955) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano che giocava nel ruolo di mediano.

Indice

[modifica] Caratteristiche tecniche

Mediano infaticabile, efficace incontrista, era un giocatore più di quantità che di qualità.[senza fonte] Ma alle carenze stilistiche sopperiva con un inesauribile lavoro di copertura e di rilancio e la capacità di verticalizzare il gioco, preferibilmente sulla fascia destra. Il suo arrivo a Torino apportò una sostanziale modifica al telaio della squadra.[senza fonte]

Con lui in campo in mediana, il titolare Roberto Salvadori si spostò nella posizione di terzino e venne sacrificato alla causa Marino Lombardo, in precedenza detentore della maglia n. 3.[senza fonte]

[modifica] Carriera

[modifica] Club

Cresciuto nelle giovanili del Monza disputò due campionati di serie C prima di approdare nel 1975 al Torino seguendo Luigi Radice, suo primo allenatore a Monza e “scopritore”.

Fu infatti Radice, assunto nel Torino al posto di Gustavo Giagnoni, a caldeggiarne l’acquisto intuendo nel giovane brianzolo ampi margini di miglioramento.

Arrivato ufficialmente come rincalzo di Roberto Salvadori, lo sostituì in occasione di un incontro di Coppa Italia suscitando immediatamente ampi consensi tanto da ottenere il posto in squadra.

È grazie anche al suo apporto dinamico, unitamente alle intelligenti geometrie di Eraldo Pecci e la sagacia tattica di Renato Zaccarelli, che il Torino poté contare sul miglior centrocampo della Serie A aggiudicandosi così lo storico scudetto 1976.

La grande stagione 1975-76 gli spalancò le porte della nazionale, ma in azzurro ebbe sempre poco spazio, chiuso irrimediabilmente da Romeo Benetti.

Si confermò ancora tra i protagonisti l’anno successivo, quello dello storico duello con la Juventus conclusosi con una volata solitaria a due che premiò i bianconeri per un punto (Juventus 51, Torino 50), per poi pagare il progressivo scardimento della squadra, sempre più lontana dal vertice della classifica e in chiara difficoltà societaria, oltreché alle prese con divergenze nello spogliatoio.

Per esigenze di bilancio venne ceduto alla Sampdoria in Serie B nel 1981. Dopo un peregrinare in Toscana tra Fiorentina (1982-1983) e Pisa (1983-1984), l’approdo a Cesena ove militò per quattro anni (dal 1984 al 1988) ambientandosi positivamente, guadagnando la promozione in serie A e tornando, anche se con la limitazione della non più giovane età, agli standard dei tempi migliori.

Concluse la sua parabola professionistica nel Parma in serie B.

Appese le scarpe al chiodo ha allenato le giovanili del Monza, la prima squadra di Leffe, Varese, Pistoiese, Biellese, Vis Pesaro, Casale, Pro Patria e le giovanili del Torino.

[modifica] Nazionale

Esordì in Nazionale A il 25 settembre 1976 (Italia-Jugoslavia 3-0). Convocato ai Mondiali 1978 in Argentina disputò solo un incontro, peraltro in qualità di titolare per le concomitanti assenze di Romeo Benetti e Marco Tardelli, la finale per il 3° posto persa contro il Brasile (2-1). Dopo due anni di assenza dalla nazionale, fu convocato nel 1980 per l'incontro contro il Lussemburgo per la sua ottava e ultima presenza in Nazionale maggiore

Per lui il curriculum azzurro parla di 3 partite in Nazionale Giovanile, 6 con la Nazionale B e 8 nella Nazionale maggiore.

[modifica] Curiosità

Gli fu affibiato il soprannome di "Sventolino"

[modifica] Bibliografia

  • Dizionario del Calcio Italiano (M.Sappino – Ed. Baldini & Castaldi)
  • Granatissimo – i 35 grandi del Toro (S.Barbero – Graphot Editrice)
  • Il ritorno degli dei granata (P.Ferrero – Bradipolibri)

[modifica] Collegamenti esterni

FIGC - Statistiche in Nazionale

Strumenti personali