Aurora Pro Patria 1919
| Aurora Pro Patria 1919 Calcio |
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| Tigrotti | |||
| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Inno | Che cos'è Massimo Tornese |
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| Dati societari | |||
| Città | Busto Arsizio | ||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Lega Pro Seconda Divisione | ||
| Fondazione | 1919 | ||
| Rifondazione | 2009 | ||
| Presidente | Angelo Zaro | ||
| Allenatore | Giovanni Cusatis | ||
| Stadio | Carlo Speroni (4.627 posti) |
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| Sito web | aurorapropatria1919.it | ||
| Palmarès | |||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | |||
La Aurora Pro Patria 1919, meglio conosciuta come Pro Patria, è una società calcistica con sede a Busto Arsizio (VA). La famiglia Tesoro ha acquisito i diritti sportivi della fallita "Pro Patria Gallaratese G.B. S.r.l." il 3 giugno 2009 e il 26 giugno la FIGC[1] ha trasferito il titolo sportivo dalla vecchia alla nuova Società. In precedenza il nome storico della Società è stato "Pro Patria et Libertate" che ha accompagnato la compagine di Busto Arsizio fino al 1995.
La Pro Patria vanta ben 16 stagioni nella massima divisione nazionale (comprese le quattro annate immediatamente antecedenti la riforma che ha dato il via all'attuale Serie A nel 1929), abbandonata l'ultima volta al termine del campionato 1955-56, mentre l'ultima stagione in Serie B risale al 1965-66;
[modifica] Storia
La società venne fondata nel 1919 col nome di Pro Patria et Libertate. Nonostante ciò, gli albori del calcio bustocco risalgono al 1881, data della fondazione della Ginnastica Pro Patria et Libertate, una delle più anziane e gloriose società sportive italiane, dalla quale la squadra di calcio eredita la celebre casacca biancoblù. Ma il primo club calcistico locale affonda le radici nei primi anni del Novecento, con l'Aurora che nella stagione 1907 disputa le prime partite ufficiali. Nei dieci anni e più che la separarono dalla nascita della Pro Patria, videro la luce altre squadre locali, che però ebbero un'esistenza piuttosto breve. A metà della stagione 1912-13 l'Aurora era decisa a salire nella categoria superiore (attuale serie B). A fine gennaio l'Aurora venne sconfitta per 3-0 dalla Pro Lissone in Brianza. Balzò subito all'occhio del dirigente bustese Luigi Ferrario la minor dimensione del terreno di gioco della squadra locale, in raffronto a quello dell'Aurora, ubicato a Busto Arsizio, nella zona dell'attuale via Cesare Battisti. Venne immediatamente inviato reclamo al C.R.L. per dimensioni non regolamentari del terreno di gioco (70 m di lunghezza) del campo lissonese, unitamente a C.S. Saronnese e S.G. Gallaratese. Il Comitato Regionale Lombardo non accettò il reclamo, e l'Aurora si rivolse così alla Presidenza Federale in Torino. Il 20 febbraio 1913, dopo un sopralluogo federale a Lissone, che constatò che effettivamente il terreno di gioco non era regolamentare. La presidenza federale, decise così che tutte le gare disputate sul campo Lissone erano annullate e si sarebbero rigiocate a Monza ad iniziare dalla gara Pro Lissone-Aurora in data 9 marzo 1913. I lissonesi non si presentarono e l'Aurora ebbe gara vinta per 0-2, guadagnò due punti e raggiunse la Trevigliese in vetta alla classifica. La gara di spareggio venne disputata in data 6 aprile 1913 sul Campo Ausonia Pro Gorla di Milano, terminò con il risultato di 2-1 in favore dell'Aurora permettendo alla squadra bustocca di salire nel campionato di Promozione, pari alla attuale serie B. Nelle annate seguenti sfiorò in un paio di volte l'accesso alla massima serie nazionale.
[modifica] Nasce la Pro Patria et Libertate
La nuova società Pro Patria, viene costituita ufficialmente il 26 febbraio 1919, presso il Caffè Brugioli, quando venne convocata un'assemblea e Guidali pronunciò questo discorso: "Nonostante fossimo tutti ragazzi di valore e coraggio, già prima della guerra, sparsi in tante, troppe formazioni o società, non fummo in grado di costituire una grande squadra, che potesse rappresentare con onore il nome di Remigio Bossi, uno dei padri fondatori della Pro Patria Busto. Adesso che siamo reduci dalla guerra, il cercare di rimettere in piedi preesistenti società sarebbe un'autentica follia. Perciò, visto che si deve ricominciare daccapo, io dico di unirci tutti quanti in una sola grande società, capace di difendere degnamente il nome e il prestigio di Busto Arsizio".
[modifica] In Divisione Nazionale
L'esordio in Divisione Nazionale, massima serie dell'epoca, avvenne il 23 settembre 1927, diventando nella stagione 1928-1929 una delle squadre qualificate a far parte del primo campionato di Serie A della storia; in quel campionato vi fu la contestata gara del 20 gennaio 1929 in cui il bustocco Nicolò Giacchetti (nato a Sussak il 14 novembre 1903 e morto a Fiume 19 ottobre 1936), sino ad allora presente in 34 gare di massima categoria, colpì l'arbitro Gama, protagonista di un arbitraggio contestatissimo, venendo per questo motivo squalificato per un anno[2]. Nella sua storia, la Pro Patria vanta ben 16 stagioni complessive nella massima serie nazionale calcistica, di cui ben 12 stagioni in Serie A, tra gli anni trenta e gli anni cinquanta; l'ultimo datato alla stagione 1955-56.
[modifica] Per sempre Tigrotti
Alla stagione 1930-31, risale l'appellativo Tigrotti che da allora ha caratterizzato e sostanzia squadra e tifoseria: fu una felice intuizione del famoso giornalista della Gazzetta dello Sport Bruno Roghi, che in seguito fu anche a lungo storico direttore della rosea stessa. Coniò per giocatori della Pro Patria il termine di Tigrotti, in virtù dello spirito, del carattere combattivo espresso sul terreno di gioco dagli stessi giocatori bustocchi, con un articolo pubblicato su "La Domenica Sportiva" (supplemento festivo de La Gazzetta dello Sport), il 12 marzo 1931.
[modifica] Nel periodo bellico
Il campionato di serie C 1940-41 era articolato su otto gironi. Le squadre che si classificavano al primo posto erano ammesse a due gironi finali con diritto di accesso alla serie B per le prime due di ogni girone. La Pro, inserita nel girone C (composto da 16 squadre), vinse il proprio raggruppamento, davvero alla grande, con 52 punti conquistati davanti a Biellese punti 44 e Varese punti 40, stabilendo un record difficile tuttora da eguagliare, contraddistinto da 24 partite vinte, 4 pareggi, 2 perse, 67 gol fatti e 20 solo subiti. Il presidente Cavalier Giovanni Calcaterra, aveva affidato la guida tecnica al bustocco Natale Masera, brillante attaccante biancoblù degli anni trenta, con trascorsi all'Ambrosiana-Inter, poi con Napoli, Bari e Varese. La rosa dei titolari era formata dal portiere Turconi I, non spettacolare, ma sobrio ed efficace, la linea difensiva schierata con i quattro “mastini” Borsani, Bernacchi, Ivaldi, Renoldi. A centrocampo lo storico capitano Crippa, nel ruolo di centromediano metodista a dirigere le operazioni, con a supporto le mezze ali Borra ed Erba, all'occorrenza dava una mano in difesa e passava di prima palle invitanti alle punte Fasoli, Gallazzi e Pierino Dondi. Fasoli, scattava, saltava l'avversario ed andava a rete sovente. Gallazzi era un vero panzer, segnava da ogni posizione, grazie al suo tiro potente e implacabile, vero incubo per l'avversario di turno. Dondi, ala sinistra, scaltro, sornione e navigato: aspettava l'attimo fuggente per condannare l'avversario. Supportati a turno da Angelo Turconi (II), il quale diverrà in seguito una colonna della Pro in Serie A, Ferrario, Crespi, Tremolada, Canavesi, Guidi, Massironi, Barberis e Ballarati. Alla 7^ di campionato la Pro Patria aveva già conseguito 5 vittorie e due pareggi. Nell'arco delle trenta gare vale la pena rammentare il 5-0 all'Omegna, il 4 a 1 a Pavia e Lecco fuori casa, ed il 3 a 1 rifilato al Legnano in casa.
[modifica] Il sogno Kubala
| Per approfondire, vedi la voce László Kubala. |
Il presidente Peppino Cerana, dopo la salvezza sofferta della stagione precedente era intenzionato a costruire una squadra che potesse giocarsela con le migliori, pronto a stendere un programma ambizioso ma concreto, cerando di mantenere i migliori elementi della rosa biancoblù e cercando rinforzi validi e già nell'aprile del 1949, cercò di piazzare un colpo a sensazione László Kubala che arrivò a Busto da esule, ma la formazione bustocca, non poté mai farlo giocare per motivi burocratici.
[modifica] Dalla Serie B all'Eccellenza
Lasciò la Serie B al termine del campionato 1965-66. Riconquistò la Serie C1 al termine del campionato 1981-82, classificandosi seconda alle spalle della Carrarese di Corrado Orrico; in C1 rimase però per una sola stagione, segnata anche da una serie episodi dubbi legati al calcio-scommesse che sarebbe poi esploso nelle stagioni successive, e conclusasi con il penultimo posto a soli 29 punti.
Alla fine del campionato 1987-88, retrocedette in Interregionale, al termine di una stagione costellata da problemi economici, di infortuni ma soprattutto dalla morte di Andrea Cecotti, colpito da trombosi carotidea, durante l'incontro Treviso-Pro Patria al 28' di gioco; morirà sei giorni dopo, il 14 novembre 1987, nell'ospedale del capoluogo della Marca.
La crisi finanziaria, causata da una scellerata gestione, fece retrocedere il club fino a farlo scivolare in Eccellenza, al termine del campionato 1991-92.
Iniziò la risalita al termine della stagione 1993-94, quando vinse il campionato di Eccellenza, nell'annata seguente ottenne un piazzamento a centroclassifica in Interregionale.
[modifica] Il ritorno tra i professionisti come Pro Patria Gallaratese
Ritornò a calcare i campi del mondo professionistico nella stagione 1995-96: la "Pro Patria et Libertate" non si iscrisse al Campionato di Serie D di quell'anno (pur rimanendo attiva la partita IVA e il numero di matricola FIGC); l'allora Gallaratese, che aveva appena acquisito sul campo il titolo per partecipare al campionato di Serie C2, cambiò sede legale, colori sociali e nome (operazione permessa delle N.O.I.F. - Norme Organizzative Interne della Federazione - in quanto Busto e Gallarate sono paesi confinanti) riportando pertanto la Pro Patria nei campionati professionistici, dando vita alla "Pro Patria Gallaratese Gallarate Busto srl" (abbreviata normalmente dalla FIGC in Pro Patria Gallaratese G.B srl) e mantenendo la matricola FIGC della Gallaratese. Quell'anno, con Mario Beretta in panchina, arrivò ai play-off, dove in semifinale venne eliminata dal Lumezzane.
La stagione seguente, con Carlo Garavaglia, arrivò al 3º posto finale e venne poi eliminata (vittoria andata 0-1 a Sesto, sconfitta 2-0 in casa) in semifinale play-off dalla Pro Sesto di Cristian Brocchi, poi al Milan.
Nella stagione 1997-98 arrivò al 4º posto ed in semifinale play-off incontrò la Triestina di Gambaro, Coti e Zampagna, perse la gara di andata 2-0. Al ritorno si portò sul 2-0 con reti di Polvani al 51' e Bandirali all'85'. Nel mezzo ci sono diverse invasioni del terreno di gioco dei tifosi alabardati, in una dei queste colpiscono con uno schiaffo il proprio giocatore Bambini. Con il doppio vantaggio sarebbe qualificazione, ma la Pro non fece i conti con l'arbitro Tiziano Pieri da Genova, il quale decretò l'espulsione dello stesso Bandirali, quindi prolungò il recupero di 7 minuti, fino a quando gli alabardati non segnarono al 97' con Gubellini, in un'azione inficiata da diverse infrazioni di gioco. La gara venne sospesa al 98' per invasione di campo di alcuni sostenitori bustocchi che cercarono di colpire l'arbitro. Il Giudice Sportivo, che avrebbe potuto ordinare la ripetizione del match per il grossolano errore tecnico, assegnò così partita vinta alla Triestina con lo 0-2, squalificando anche lo "Speroni", per due giornate. L'arbitro Tiziano Pieri, sarà negli anni a seguire al centro di numerose e forti polemiche per i suoi arbitraggi, feroci le accuse del Presidente di Lega Adriano Galliani nei suoi confronti. Nell'estate del 2006, venne coinvolto nello scandalo Calciopoli2 ed indagato dal Tribunale di Napoli, venendo sospeso dall'AIA. Nell'Agosto 2008, venne condannato alla squalifica di un anno e sei mesi, con lui Moggi (1 anno e due mesi) ed Angelo Fabiani (4 anni). Al termine di quel play-off alcuni dirigenti (Caravatti) escono dalla società, fondando la Nuova Gallaratese, che si reiscrisse al campionato di Terza Categoria.
Nel dicembre del 1999, arrivò la famiglia Vender a prendere le redini della società. Nella stagione 2000-2001, si piazzò al secondo posto, con Gianfranco Motta in panchina; in semifinale play-off incontrò ancora la Triestina di Ezio Rossi da cui venne eliminata.
[modifica] La promozione in Serie C1 e le due finali di Coppa Italia
Nella stagione 2001-02 Gianfranco Motta, a febbraio, venne sostituito da Carlo Muraro, ex attaccante dell'Inter degli anni ottanta. Arriva ai play-off con il quinto posto, in semifinale incontra il Novara e lo elimina pareggiando in casa la gara di andata per 1-1 con reti al 32' pt Salvalaggio (Pro) e 34' pt Palombo (N). Al ritorno i tigrotti approdano in finale con la vittoria per 2-1 grazie ad una spettacolare doppietta di Stefano Dall'Acqua che segna prima di astuzia al 18' del primo tempo e poi raddoppia con una punizione-missile da trenta metri al 55' che s'insacca nel sette. In finale play-off affronta la Sangiovannese di Leo Acori e la supera. con un doppio 1-0, siglato da Simone Erba in Toscana e Marco Zaffaroni in casa, venendo promossa in Serie C1, dopo vent'anni di assenza. La squadra titolare: Capelletti (Caniato), Toniolo, Dato (Pennacchioni), Asara, Salvalaggio, Zaffaroni, Erba (Ferraresso), Arioli, Dall'Acqua, Manicone, Romairone (Porfido); a disposizione Sgroni, Mariani, Trezzi, R. Colombo. Due le finali di Coppa Italia di Serie C, contro nel 2002-03 contro il Brindisi (0-1 e 1-1 in Puglia) e Cesena (4-1 in Romagna e sconfitta interna 0-1) nel 2003-04 con Patrizio Sala in panchina.
La stagione 2004-05 si conclude con una tranquilla salvezza, con un 11º posto finale.
Nel campionato 2005-06 con in panchina Giancesare Discepoli sconfisse in casa il Genoa per 4-3, imbattuto da oltre un anno.
Nel 2006-07, una stagione travagliata, con una salvezza sofferta, inizialmente con Marco Rossi in panchina poi sostituito da Loris Dominissini alla 15ª giornata, quindi ancora Rossi, con cui evita i play-out di un soffio grazie a tre vittorie consecutive nelle ultime tre giornate. In particolare l'impresa riuscì anche grazie ad una partita che è passata alla storia: quella contro il Pisa Calcio allo "Speroni". La Pro Patria, sotto di 2 reti dopo mezz'ora, ed in 10 uomini, prima pareggia, e poi, con un altro espulso per ciascuna squadra, segna altre due reti per un finale di 4-2.
Nel campionato 2007-08, in panchina viene riconfermato Marco Rossi. Dopo un buon girone d'andata, chiuso nelle prime posizioni, perde poi molte posizioni in classifica fino a giocarsi la salvezza ai play-out contro l'Hellas Verona. La partita di andata, giocata al Bentegodi di Verona, finisce 1-0 per i padroni di casa con rete dell'ex Morante al 95'. Al ritorno pareggio per 1-1 (37' Negrini per la Pro e al 90' Zeytulaev per il Verona), che sancisce la retrocessione in C2, dopo sei campionati.
[modifica] La stagione 2008-09: tra fallimento ed il sogno Serie B
Il 26 giugno 2008, a Milano, avviene il passaggio di proprietà con la Famiglia Vender, mentre la maggioranza passa ad un nuovo gruppo, guidato da Giuseppe Zoppo ed il Dott. Roberto Cerboni (che però abbandona quasi subito), che scelgono come nuovo allenatore Franco Lerda. Il 31 luglio 2008, in seguito all'esclusione di diverse società tra Serie B ed ex C1, viene ripescata in Prima Divisione (ex Serie C1). Il 9 novembre 2008, superando il Cesena 3-1, nell'incontro valevole per l'undicesima giornata, arriva a quota mille vittorie (conteggiando solo quelle di campionato).
Parallelamente, a marzo 2009, emergono i primi segnali di una situazione finanziaria altamente deficitaria; il direttore generale, Francesco Lamazza, viene sollevato dal suo incarico per aver criticato pubblicamente il presidente Zoppo, di cui i tifosi iniziano a chiedere le dimissioni. Viene nominato d.g. Flaviano Tonellotto, ex presidente della Triestina, che però se ne va dopo 3 giorni, a causa delle durissime contestazioni subite allo stadio dalla squadra e tifosi con il tecnico Franco Lerda che lo accompagna direttamente alla macchina.
Il 2 aprile 2009, la società viene dichiarata fallita dal Tribunale di Busto Arsizio per debiti. Il rag. Luca Regalia è nominato curatore fallimentare. Quattro giorni dopo, su provvedimento del Gip di Busto Arsizio, la Guardia di Finanza arresta l'ex patron Giuseppe Zoppo, accusato di bancarotta fraudolenta: dopo aver perso tutti i suoi soci nell'acquisto della società tigrotta, e dopo non essere riuscito a rivenderla a luglio 2008, avrebbe dirottato le sovvenzioni degli sponsors su suoi conti privati, bloccato i pagamenti ai creditori e smesso di versare gli stipendi.[3]
Il 3 giugno 2009, alla terza ed ultima udienza utile, la Società "Aurora Pro Patria 1919", guidata dalla famiglia Tesoro, ha acquisito il ramo d'azienda del fallimento, dando così continuità alla storia della Pro Patria. Il tutto mentre la squadra è impegnata nei play-off, per il ritorno in Serie B dopo 43 anni. Il 31 maggio, i biancoblù avevano affrontato nella gara di andata di semifinale play-off la Reggiana al Giglio, imponendosi per 5-4, in una partita rocambolesca che al 36' del primo tempo vedeva i tigrotti soccombere per 3-0, facendo partire poi una rimonta storica che al 38' vedeva Do Prado, accorciare, quindi Mosciaro tre minuti dopo. Al quarto d'ora della ripresa arriva il pareggio bustocco con Cristiano di testa, quindi il vantaggio ancora con Do Prado, a cui fa seguito il pareggio dei padroni di casa. Ad un minuto dalla fine Do Prado realizza la sua personale tripletta su rigore, per un netto fallo subito da Toledo, fissando il punteggio sul 5-4 finale per la Pro. In finale affronta il Padova, la gara in Veneto, termina sullo 0-0, con Giambruno che al 9' di gioco, para un rigore al patavino Rabito. La gara di ritorno si gioca allo "Speroni", che viene esaurito in prevendita già al primo giorno. Alla fine del primo tempo i padovani rimangono in 10 uomini per l'espulsione del terzino Di Venanzio per doppia ammonizione. Alla Pro, basterebbe lo 0-0, per essere promossa e la squadra sembra giocare per mantenere quel risultato che però è pericoloso, infatti a 10' dal termine Di Nardo, su un rimpallo manda la palla in rete e due minuti dopo, su contropiede, complice anche un errore difensivo biancoblù, raddoppia. Nei minuti finali Urbano accorcia le distanze, fissando il punteggio sul 2-1 e allo scadere, in pieno recupero, Do Prado fallisce clamorosamente un gol,colpendo di testa centrale, nonostante la favorevole posizione: è l'ultima azione della partita, la Pro Patria perde una promozione in un campionato che avrebbe sicuramente meritato di vincere, probabilmente anche a causa della vicenda societaria e del disinteresse di alcuni giocatori che abbandonano immediatamente il campo di gioco, tra i quali Music, Fofana, Correa e Do Prado, che il giorno dopo, il 22 giugno, è già accasato tra le file del Cesena, neopromosso in Serie B.
Il 27 giugno la FIGC[1] assegna il titolo sportivo alla nuova società Aurora Pro Patria 1919 S.r.l.
[modifica] La stagione 2009-10:la retrocessione in Lega Pro 2
La panchina viene affidata inizialmente a Giuseppe Manari, nella stagione precedente secondo di Lerda ma, essendo privo del patentino, come tecnico figura il preparatore dei portiere Raffaele Di Fusco. Sono solo sei i confermati dal fantastico campionato precedente, Morello, Bruccini, Melara, Giambruno, Polverini e Cristiano, mentre arrivano Nicolas Caglioni, Mario Pacilli, Antonio Aquilanti, Matteo Serafini, Matteo Pivotto, Tommaso Chiecchi, Giovanni Passiglia, Mathias Urbano, Francesco Ripa e lo svizzero Lombardi. La squadra però non ingrana e resta inesorabilmente a fondo classifica. All'ottava giornata, a seguito della sconfitta in Toscana contro il Figline, maturata all'89', Manari consegna le dimissioni ed al suo posto viene chiamato Vincenzo Cosco. La situazione inizialmente sembra migliorare, ma le sconfitte continuano a fioccare e la squadra resta inchiodata in piena zona playout. Pertanto anche Cosco, dopo la sest'ultima giornata, si dimette da allenatore a causa di dissidi col patron Savino Tesoro e per dare una scossa positiva alla squadra. Al suo posto viene promosso allenatore il preparatore dei portieri Raffaele Di Fusco, che aveva già coadiuvato il primo allenatore Manari. La situazione resta comunque estremamente critica, tant'è che dopo appena due settimane Di Fusco è tornato ad essere solo preparatore dei portieri: il nuovo allenatore è, dal 20 aprile 2010, Gianluca Gaudenzi, cui però non riesce il miracolo di raddrizzare la stagione: la Pro infatti, il 30 maggio, retrocede in Lega Pro Seconda Divisione dopo il doppio confronto ai play out con il Pergocrema (2-2 in casa, 1-1 in trasferta, con cremaschi salvi in virtù del miglior piazzamento al termine della stagione regolare). In virtù del probabile fallimento ed esclusione del Perugia dal campionato di Prima Divisione i tigrotti sperano ancora in un possibile ripescaggio in Prima Divisione, essendo la miglior classificata delle retrocesse, cosa che appare però improbabile in quanto la Lega intende escludere le società, come la Pro Patria, che hanno già beneficiato del lodo Petrucci.
[modifica] Stagione 2010-2011: una nuova crisi societaria
Il 18 giugno 2010 la Pro Patria sceglie il nuovo allenatore: Raffaele Novelli, nel 2009/2010 sulla panchina del Sorrento. Il compito del nuovo allenatore sarà di riportare prontamente la formazione bustocca in Prima Divisione.
Il campionato inizia bene, con una squadra vittoriosa, che occupa fin dall'inizio posizioni di vertice in classifica. Il 28 settembre 2010, però, il Presidente, Antonio Tesoro, rassegna le dimissioni a causa delle incomprensioni con la proprietà, rappresentata da Savino Tesoro, padre dello stesso Antonio. Successivamente il patron Savino Tesoro manifesta la volontà di cedere al più presto e a titolo gratuito la società, nella quale non vuole assolutamente più investire un solo euro. A novembre, dopo una situazione di stallo durata olre un mese, il patron minaccia di mettere in liquidazione la società, causandone la radiazione da tutti i campionati di calcio professionistici. L'amministrazione comunale, capitanata dal Sindaco Gigi Farioli e dall'Assessore allo Sport (e Presidente Onorario della Pro Patria) Alberto Armiraglio, interviene per ovviare alla difficile situazione. L'amministrazione comunale riesce a scongiurare l'avvio della procedura di liquidazione della società e vista la mancanza di acquirenti, decide di fondare il Consorzio "La Tigre nel Cuore", basato sull'azionariato popolare. Tutti i tifosi possono, infatti, a seconda delle proprie disponibilità economiche, investire capitali nella società. Nel consorzio dovrebbero figurare anche alcuni noti imprenditori locali, che versando importanti quote di capitale, dovrebbero permettere di salvare la Pro Patria. Intanto, nonostante la difficile situazione societaria, la squadra continua a vincere ed occupa la prima posizione in classifica, anche se ci saranno quasi sicuramente delle penalizzazione in classifica che vengono attenuate dalla sapiente opera professionale del segretario generale Giuseppe Iodice il quale grazie alle sue capacità riesce a limitare i danni in classifica, e quindi a ridurre al minimo le penalizzazioni per via dal mancato pagamento di stipendi e contributi, causato dal disimpegno societario della famiglia Tesoro. Nonostante queste difficoltà,la squadra,sostenuta dall'affetto dei tifosi e dallo spirito carismatico del mister Raffaele Novelli riesce a concludere il campionato piazzandosi in zona playoffs; le rivali dei tigrotti verso la lega Pro prima divisione (la vecchia C1) furono la Pro Vercelli battuta all'andata 5-2 allo stadio Speroni di Busto Arsizio partita entrata nella storia con il nome di manita e nella partita di ritorno a Vercelli i tigrotti decimati dall'arbitraggio riescono a resistere e perdere 2-0 conquistando la finale. In finale la Pro incontro la FeralpiSalò; a Busto l'andata finì 1-1 mentre il ritorno a Salò finì 2-1 per la FeralpiSalò dopo che la Pro Patria era passata in vantaggio nel primo tempo. La Pro Patria non riesce a conquistare la promozione, ma sul fonte societario invece viene definitamente salvata dal baratro della liquidazione ed iscritta al campionato successivo.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria della Pro Patria | |
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[modifica] Tifoseria
La tifoseria biancoblù, ha visto subito una buona partecipazione al seguito della squadra, con trasferte organizzate in treno, macchine e camion già negli anni venti del Novecento.
Negli anni venti e trenta con la squadra in Serie A, molti erano i tifosi che la seguivano dalle zone limitrofe, in particolare dalla Valle Olona, da sempre un motore del tifo per la Pro, anche ai nostri giorni.
Nel periodo del secondo dopoguerra e fino alla fine degli anni cinquanta veniva stampato un giornale dalla tifoseria "Il tigrottino", scritto da Adamo Cocco, edito da un club di tifosi che con grande impegno andava in distribuzione già nella tarda serata dopo le partite. Nel 1969, veniva fondato il Pro Patria Club, con sede al Bar Belvedere che riprese la tradizione del giornale, distribuito gratuitamente nelle gare interne. Lo stesso club, negli anni a seguire aprì una sezione anche in Valle Olona. Nel 1981-82, al seguito della Pro c'erano tre differenti clubs, che poi si riunirono sotto le insegne del Pro Patria Clubs. Questo club di tifosi biancoblù può contare su altre tre sezioni, Sacconago, Marnate e Vanzaghello
Nella metà degli anni novanta nacque il Club Forza Tigri. Dall'ottobre del 2007 esiste anche un club in Versilia, precisamente a Lido di Camaiore. Nel 2008 viene fondato il Club Forza Tigri Valle Olona-Castellanza. Marzo 2009 nasce il club Il Tigrotto. Gli ultras della Pro Patria, si sono organizzati in vari gruppi nel tempo. Vanno ricordati i Tigers Supporters, nati nel 1973 e sciolti nel 1990, il Commandos Tigri, nati nel 1973 e sciolti nel 2003, e i Busto Crew, nati nel 2000 e sciolti nel 2003. Seguono i gruppi "Battaglion Bustocco", "Ultimo Baluardo" ed "United88".
Il 1 Giugno 2011 la Regione Lombardia, nella persona dell'Assessore allo Sport Sig.ra Monica Rizzi, ha insignito tutta la tifoseria biancoblù, del prestigioso premio “Rosa Camuna”, massima onorificenza concessa dall'istituione regionale, come esempio positivo a sostegno di una squadra di calcio. La Pro Patria da diversi mesi era in piena crisi societaria, abbandonata dalla proprietà, la Famiglia Tesoro, nonostante la squadra fosse in vetta al campionato. I tifosi biancoblù (e con essi alcuni imprenditori), sostituendosi di fatto alla società, si fecero carico delle spese autotassandosi, promuovendo eventi come cene allo stadio, spettacoli di cabaret (presso il Teatro Manzoni di Busto, a cui parteciparono tra gli altri Fabio Oreglio e Gigi Rock) e tornei di calcetto, raccogliendo i fondi necessari per arrivare a fine stagione, permettendo ai giocatori di poter fare la spesa, pagare gli affitti di casa, e provvedere alle trasferte. La medaglia venne consegnata sul campo Domenica 3 Giugno 2011, prima della finale di andata di play-off, Pro Patria - FeralpiSalò, dall'addetto alle pubbliche relazioni della Regione Lombardia, Leo Siegel. (3)
Come tifoseria esiste un solido gemellaggio con i sostenitori della Triestina, datato 1977. Altra amicizia per gli ultras quella con i ragazzi di Sassari. Esiste invece una profonda rivalità con la tifoseria del A.C. Legnano, del Novara Calcio e del Associazione Sportiva Varese 1910, del Lecco, Mantova, Pavia, Alessandria e Como. Alla squadra è stata dedicata una canzone che porta il nome omonimo della squadra. Pro Patria, appunto, del gruppo Oi! Erode
[modifica] Colori
Storicamente, la Pro ha sfoggiato sempre come prima divisa una maglia a strisce orizzontali bianco-blu, con pantaloncini azzurri e calze pure bianco-blu. La Pro Patria è l'unica squadra professionistica italiana con la divisa principale a strisce orizzontali. La divisa da trasferta ha subìto invece vari cambiamenti:dal blu si è passati al bianco e, quest'anno, al rosso, con a sinistra una striscia bianca contenente la scritta verticale PRO PATRIA e il logo, pantaloncini bianchi e calze bianco-blu. Fornitore tecnico è Macron.
Lo stemma era fino all'anno scorso ovale, diviso in due: da un lato lo stemma di Busto Arsizio (troncato rosso con B maiuscola bianca, e bianco con B maiuscola blu e fiamma nascente), dall'altro strisce orizzontali bianco-blu, con tutt'attorno il nome PRO PATRIA CALCIO 1919 BUSTO ARSIZIO. Con la costituzione della nuova società il simbolo riportato sulle maglie, pur mantenendo i colori suddetti, è diventato a forma di scudetto, con in cima il nome AURORA PRO PATRIA 1919.
[modifica] Campionati disputati
[modifica] Campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
14 | 1927-1928 | 1955-1956 |
B |
19 | 1922-1923 | 1965-1966 |
C |
45 | 1935-1936 | 2011-2012 |
D |
8 | 1972-1973 | 1994-1995 |
In 84 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall'esordio il 12 novembre 1922, compresi 2 tornei di Divisione Nazionale (A), 6 tornei fra Seconda Divisione e Cadetteria Alta Italia (B), e 16 tornei di Serie C2. In precedenza la Pro Patria afferiva al Comitato Regionale Lombardo, nel quale ritornò per demerito sportivo fra il 1992 e il 1994.
[modifica] Campionati regionali
- 2 campionati di Prima Categoria del Comitato Regionale Lombardo.
- 1 campionato di Promozione del Comitato Regionale Lombardo.
- 2 campionati di Eccellenza della Lombardia.
[modifica] Statistiche
- Il miglior piazzamento in Serie A della Pro Patria è l'ottavo posto al termine del campionato del 1948.
- Con le sue 12 partecipazioni in Serie A, è la prima squadra espressione di una città non capoluogo di provincia, come numero di presenze in massima serie.
- I più titolati; tre i Campioni del Mondo, Peppino Meazza (34-38), Mario Varglien (1934) e Ernesto Vidal (Uruguay 1950). Ed Annibale Frossi Campione Olimpico nel 1936 a Berlino)
- Sono 5 (cinque) i giocatori cresciuti nella Pro Patria che hanno poi vinto uno scudetto; Carlo Reguzzoni bustocco, 4 scudetti con il Bologna con 119 partite, 35-36 / 36-37 / 38-39 / 40-41: con 141 reti, miglior bomber di sempre del Bologna. Mario Varglien I, 5 con la Juventus, dal 1930-31 al 34-35. Arturo Boniforti, Bologna nel 1940-41, Enrico Candiani, bustocco, Ambrosiana-Inter nel 39-40. Luciano Re Cecconi, 1 scudetto nella Lazio, 73-74, Bruno Rogora, 1 con la Fiorentina 68-69.
- Quattro sono stati i nazionali con la maglia della Pro: Angelo Turconi, Lello Antoniotti, Emidio Cavigioli e Francesco La Rosa.
- Enrico Muzzio, nella stagione 1962/63, in Serie B, segnò cinque reti in una sola gara, Pro Patria-Parma 5-0, eguagliando il record di Carlo Dell'Omodarme in Cagliari-Como 1-5 (Serie B 1959/60). Il record è tuttora imbattuto.
- Due furono i giocatori alle Olimpiadi di Londra del 1948, Angelo Turconi ed Emidio Cavigioli.
- Il portiere Angelo "Bubo" Uboldi 265 presenze tra Serie A e B tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta, fu convocato nella Nazionale cadetta allora diretta da Vittorio Pozzo.
- Nella stagione di serie B 1946/47 ottenne 21 vittorie interne, ossia vinse tutte le partite casalinghe.
- Nel 2000 è giunta seconda classificata nel prestigioso concorso istituito dal "Guerin Sportivo", sulle maglie più belle delle squadre d'Europa.
- Il 9 novembre 2008, superando il Cesena 3-1 allo "Speroni", nell'incontro valevole per l'undicesima giornata, arriva a quota mille vittorie (conteggiando solo quelle di campionato).
[modifica] Record individuali
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Record presenze
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Record marcature
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[modifica] Giocatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori dell'Aurora Pro Patria 1919. |
[modifica] I Campioni del Mondo della Pro Patria
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[modifica] Biancoblù in nazionale A
Di seguito i giocatori nella rosa della Pro Patria che hanno giocato con la Nazionale; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancoblù.
| Giocatore | Data | Partita | Risultato | Presenze | Gol |
|---|---|---|---|---|---|
| Emidio Cavigioli | 2 agosto 1948 | Italia - Stati Uniti | 9 - 0 | 2 | 3 |
| Francesco La Rosa | 16 luglio 1952 | Italia - Stati Uniti | 8 - 0 | 2 | 0 |
| Angelo Turconi | 2 agosto 1948 | Italia - Stati Uniti | 9 - 0 | 2 | 1 |
[modifica] Stranieri della Pro Patria (presenti e passati)
- 4
Argentina: Beniamino Jo Santos, Josè Giarrizzo, Lucas Correa, Matías Urbano - 4
Ungheria: Andreas Kutik, Tibor Garay, István Turbeky, Jenő Eugen Vinyei - 3
Brasile: Robson Machado Toledo, Guilherme Raymundo do Prado, William Justino - 2
Danimarca: Svend Jørgen Hansen, Ugo Acunto De Lorenzo - 2
Olanda: Wim Lakenberg, Ricky Testa La Muta - 2
Repubblica Ceca: Radek Petr, Jen Jelinek - 2
Uruguay: Ernesto Vidal, Washington Cacciavillani - 1
Grecia: Theofilos Karasavvidis - 1
Nigeria: Ike Kalù - 1
Romania: Norberto Höfling - 1
Cecoslovacchia: Vladislav Kubala - 1
Francia: Mohamed Fofana - 1
Bosnia Erzegovina: Vedin Music - 1
Gambia: Simon Barjie - 1
Camerun: Thomas Fabrice Som - 1
Albania: Xhuljano Kulli - 1
Svizzera: Alessandro Lombardi
[modifica] Allenatori illustri
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Allenatori dell'Aurora Pro Patria 1919. |
[modifica] Rosa 2011-2012
[modifica] Staff tecnico
| Allenatore: | |
| All. in 2^: | |
| Preparatore dei portieri: | |
| Preparatore atletico: | |
| Fisiologo: |
[modifica] Staff medico
| Medico sociale: | |
| Medico: | |
| Massofisioterapista: | |
| Massofisioterapista: |
[modifica] Note
- ^ a b Comunicato ufficiale FIGC del 3 giugno 2009
- ^ Luca Dibenedetto, El balon fiuman, pagina 146
- ^ «Arrestato Giuseppe Zoppo, ex presidente della Pro Patria». Varese News, 07 05 2009. URL consultato in data 13-05-2009.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Calci di Passione - Cento anni di storia sportiva a Busto Arsizio di A.Brambilla, M.Linari e C.Magni - Città di Busto Arsizio (VA) - Italgraf Snc, Castellanza.
[modifica] Collegamenti esterni
- http://www.aurorapropatria1919.it Sito Ufficiale
- http://www.extra-pixel.com/ Il sito per vedere le foto della Pro Patria (a partire dal 2005)
- http://www.extra-pixel.com/propatria2.htm Le foto della stagione 2005/06
- http://www.youtube.com/watch?v=TVh23cQ8IQY&feature=related la canzone degli Erode dedicata alla squadra
