Unione Sportiva Pistoiese 1921

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
US Pistoiese 1921
Calcio Football pictogram.svg
Us-pistoiese-1921.jpg
Arancioni, Orange, Olandesina
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Arancione.svg Arancione
Inno Forza Arancioni
Marino Menichini
Dati societari
Città Pistoia
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1921
Rifondazione 1988
Rifondazione 2009
Presidente Italia Orazio Ferrari
Allenatore Italia Cristiano Lucarelli
Stadio Marcello Melani
(13 000 posti)
Sito web www.uspistoiese1921.it
Palmarès
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« La vecchia città dorme nell'attesa che sorga il sole giusto. A proposito, il sole che circola da queste parti, alla levata e al tramonto, è arancione! »
(Marcello Melani, presidente della Pistoiese dal 1974 al 1984)

L'Unione Sportiva Pistoiese 1921 S.p.A. è la squadra di calcio della città di Pistoia. Fondata inizialmente il 21 aprile 1921[1] con il nome di Unione Sportiva Pistoiese, rifondata successivamente nel 1988 con il nome di Associazione Calcio Pistoiese, e rifondata ancora nel 2009 con il nome di Unione Sportiva Pistoiese 1921.

Ha disputato un campionato in serie A nel 1980-1981, e assieme al Treviso sono le uniche due squadre ad aver finora disputato solo un campionato di Serie A dall'inizio del girone unico nel 1929.

Milita in Lega Pro e disputa le sue partite casalinghe allo Stadio Marcello Melani. Il colore sociale è l'arancione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini agli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni di vita la società arancione, fondata il 21 aprile 1921, vinse alcuni campionati minori fino ad approdare alla Divisione Nazionale nel 1928. Tra il 1929 e il 1936 partecipò al campionato cadetto sfiorando un paio di volte la massima serie, mentre il periodo tra il 1937 e il 1977 fu invece caratterizzato da una serie di saliscendi tra la Serie C, la Serie D, il campionato di Promozione, la IV Serie e una breve parentesi in Serie B subito dopo la seconda guerra mondiale, dove ottenne comunque un terzo posto.

La Pistoiese gioca l'ultimo campionato nel 1939-1940 prima di un lungo stop a causa del conflitto mondiale, poiché le difficoltà societarie divennero enormi sia dal punto di vista umano che economico; pertanto, anche a Pistoia, seguendo l'esempio di altre società, si decide di cessare ogni attività agonistica. Dopo la liberazione dall'occupazione tedesca si raccolgono in città gruppi di appassionati e nel 1945 viene rifondata l'Unione Sportiva Pistoiese, che viene ammessa dalla Federazione al campionato di Serie C Centro Sud, girone A. Gli allenamenti si svolgono al campo di volo, le prime partite si giocano a San Piero Agliana.

Il 24 febbraio 1946 si gioca Pistoiese-Lucchese, una partita ritenuta decisiva per la promozione in Serie B. L'arbitro è il fiorentino Alfiero Goracci, lo stadio è pieno in ogni ordine di posti, c'è molta tensione tra i tifosi. La Lucchese passa in vantaggio con una rete giudicata irregolare e a causa di una serie di episodi controversi i tifosi pistoiesi abbattono la rete di recinzione, entrano in campo infuriati verso il direttore di gara, Goracci viene malmenato, qualcuno addirittura tenta di schiacciarlo con il rullo compressore che serve per spianare il terreno di gioco. L'arbitro viene giudicato guaribile in 2 mesi. Il campo della Pistoiese viene squalificato per 6 mesi. Gli arancioni sono costretti a giocare in trasferta tutte le gare rimanenti. Tuttavia si rendono vacanti alcuni posti per il completamento dei quadri della nuova Serie B strutturata su tre gironi: Pistoiese, Carrarese e Viareggio vengono quindi ammesse al campionato cadetto.

Le difficoltà arrivano quando nella stagione 1947-1948, a seguito della riunificazione del campionato di Serie B da tre ad un unico girone, la squadra non dispone di un organico capace di reggere il confronto e scivola in Serie C. Nella stagione 1950-1951 la squadra retrocede in Promozione al termine di uno spareggio disputato a Forlì contro la Fermana: decisivi risultarono quindi i due punti persi a tavolino a causa di una svista dei dirigenti societari che in una gara avevano schierato un giocatore squalificato. L'ennesima riforma dei campionati voluta da Barassi porta al varo della Serie C a girone unico e della IV Serie, quindi soltanto le prime 4 squadre classificate di ogni girone, più qualche ripescata, accederanno a quest'ultima. La Pistoiese scivola nei campionati dilettantistici regionali. Nella stagione 1952-1953 viene promossa in IV Serie.

Nella stagione 1956-1957, con Vannino Vannucci presidente, la Pistoiese spende 100 milioni.[senza fonte] L'allenatore è Leonardo Costagliola, già portiere del Bari, della Fiorentina e della Nazionale. Gli arancioni tuttavia disputano un pessimo campionato. Sulla panchina l'allenatore-giocatore Bergamasco sostituisce l'esonerato Costagliola; a questo subentra Olivieri (un ritorno) e infine Alberto Tuci. La squadra, non senza sforzi, riesce a salvarsi. La stagione successiva si cambia, prima di tutto l'allenatore: Tagliasacchi, ex attaccante arancione, guiderà la Pistoiese al secondo posto alle spalle del promosso Pisa.

Nel campionato 1958-1959, la Pistoiese per 21 partite consecutive non conosce sconfitte, con 36 punti e 45 reti segnate. Emblematica è la partita giocata al Monteoliveto contro l'Empoli, diretto concorrente per la promozione. Gli arancioni vincono 6-0. Il bilancio finale di quel campionato recita 77 reti messe a segno; la difesa è la meno perforata con 24 reti subite. Così la squadra riguadagna la Serie C dopo 8 anni.

Gli anni sessanta costituiscono un periodo stabile per la squadra di Pistoia che milita ininterrottamente in Serie C per 10 stagioni consecutive. L'undicesima sancisce invece la retrocessione in Serie D: fu la stagione 1970-1971, sotto la presidenza di Oriano Ducceschi.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Il portiere Lido Vieri, estremo difensore degli arancioni nella seconda metà degli anni settanta.

Ad inizio anni settanta la Pistoiese si ritrovava in Serie D. Allo spareggio nella stagione 1971-1972, giocato contro il Montevarchi a Firenze, il 3 giugno, la Pistoiese perde per 1-0: è ancora Serie D. Si giunge ad una svolta con l'abbandono del presidente Oriano Ducceschi nella stagione successiva. Al suo posto arriva Marcello Melani, che però al termine del campionato lascia la società, decidendo di interessarsi solo alla squadra da lui creata: l'Unione Valdinievole appena promossa in Serie D. Melani affida quindi la presidenza ad un suo uomo di fiducia, Ezio Giotti.

La stagione 1973-1974 rappresenta un vero e proprio calvario per la Pistoiese, dato che tutte le attenzioni di Marcello Melani vengono rivolte solo alla propria squadra, l'Unione Valdinievole, che milita nello stesso campionato degli arancioni. Qualcuno fa notare a Melani che essere proprietario di due squadre inserite nello stesso campionato può generare un conflitto d'interessi. Melani prende quindi una decisione: lascia la sua squadra per dedicarsi "anima e corpo" alla Pistoiese, e promette la Serie A in cinque anni. Intanto è subito Serie C. A Pistoia arrivano giocatori come Palilla, Sergio Brio, Gattelli, Volpato, ma il presidente ancora non è soddisfatto dei risultati raggiunti. Si ritorna sul mercato con Sergio Borgo, Stefano Di Chiara, Picella, Dalle Vedove e il portiere Lido Vieri. La Pistoiese con Bruno Bolchi in panchina stravince il campionato di Serie C 1976-1977, e torna nella serie cadetta dopo 29 anni di assenza.

Dopo una stagione difficile, e la salvezza strappata solo nelle ultime battute del torneo, la squadra del 1978-1979 è la mina vagante del torneo cadetto, e fino alle ultime giornate tiene in apprensione Monza e Pescara, in lotta per la terza piazza.

Il primo giugno 1980 la Pistoiese, pareggiando con il Lecce, è matematicamente promossa in Serie A. Il presidente Marcello Melani, detto "Faraone" che molti consideravano, almeno all'inizio, un visionario, ha portato a termine il suo programma con un solo anno di ritardo (1974-1980). Uno degli artefici di questi anni fu la mezzala Mario Frustalupi, già campione d'Italia con Inter e Lazio, diventato il faro della squadra e poi uno dei giocatori più amati di tutti i tempi nella storia del club arancione.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

La Pistoiese del 1980-1981, nella sua unica apparizione in Serie A.

La Pistoiese aveva già giocato in Divisione Nazionale (corrispondente all'attuale Serie A) nel campionato 1928-1929, arrivando dodicesima nel Girone B. La prima ed unica partecipazione al campionato di Serie A a girone unico fu quindi nella stagione 1980-1981.

La squadra, che esordì il 14 settembre 1980 perdendo di misura al Comunale di Torino contro i granata, fu simpaticamente accolta nell'olimpo del calcio italiano con l'appellativo di Olandesina, per via del colore delle maglie, una novità per i "piani alti" del calcio italiano. Sarà il giovanissimo e promettente centrocampista Paolo Benedetti a realizzare la prima storica rete dei toscani in massima serie in Pistoiese-Udinese 1-1 del 21 settembre 1980.

Il campionato 1980-1981 è ricordato ai più per la riapertura del mercato agli stranieri: per la prima volta infatti, dopo una ventina di anni di autarchia, le squadre italiane possono acquistare un calciatore a testa proveniente dall'estero. Marcello Melani manda in Brasile alla ricerca di talenti l'allenatore in seconda Giuseppe Malavasi, che ritorna con un nome: Luis Silvio Danuello, il presidente lo ingaggia, quasi a scatola chiusa. Il giocatore brasiliano della Pistoiese è ricordato ancora oggi per essere stato uno dei più grandi "bidoni" della storia del calcio italiano, con leggende metropolitane annesse sul suo conto[2].

La vittoria nel derby toscano

Serie A 1980-1981


Firenze, 18 gennaio 1981, Stadio Comunale
13ª giornata


600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina – Pistoiese Arancione.svg
1 – 2




Nonostante l'acquisto bizzarro, la Pistoiese partì bene e ben presto il gruppo costituito da giovani promesse, perlopiù esordienti, e di calciatori d'esperienza inanellò una serie di risultati positivi: alla 12ª giornata gli arancioni espugnarono Catanzaro con il punteggio di 1-3, con reti di Chimenti, Badiani e Paganelli. Vittoria questa particolarmente rilevante in quanto fu la prima vittoria esterna in Serie A nella storia dei toscani e valse un provvisorio sesto posto in classifica, seppur in coabitazione con Brescia, Cagliari, Catanzaro, Como e Fiorentina. La settimana seguente fecero ancora meglio raggiungendo il loro apice vincendo proprio il derby toscano coi viola a Firenze, con il punteggio di 2-1 (gara in cui segna ancora Badiani, che ancora oggi è ricordato con grande affetto dal pubblico pistoiese per quella storica e decisiva rete), grazie al quale gli arancioni confermarono il momentaneo sesto posto in classifica, ma questa volta in solitaria.

Tuttavia il seguente derby fu l'ultima vittoria stagionale. La squadra chiuse il girone di andata in undicesima posizione con 13 punti, e a nulla valsero né l'accantonamento del brasiliano Luis Silvio Danuello, del tutto avulso dal gioco e perdipiù impiegato in un ruolo non suo, né l'acquisto, nel mercato di riparazione novembrino, del centravanti Vito Chimenti - che pur realizzò 9 reti - né il cambio alla guida tecnica, con l'arrivo di Edmondo Fabbri, che avrebbe dovuto sostituire l'esordiente Lido Vieri, di fatto esonerato ai primi segni di cedimento della squadra (alla sesta giornata di ritorno, dopo la sconfitta casalinga contro l'Ascoli. Ma il tecnico bolognese, a sorpresa, pretese che l'ex portiere dell'Inter e del Torino dei bei tempi andati lo affiancasse nel suo lavoro.

Il gruppo andò incontro ad un pessimo girone di ritorno, caratterizzato da una lunga serie di sconfitte (diversi furono i punti persi soprattutto negli ultimi minuti di gioco), ottenendo solamente tre punti in altrettanti pareggi, e perdendo le ultime 9 partite di campionato. Conseguentemente la squadra terminò il campionato all'ultimo posto con 16 punti, venendo sorpassata all'ultima giornata anche dal Perugia, che era partita con la penalizzazione a causa dello Scandalo calcioscommesse.

Seguirono anni bui per la Pistoiese: prima ci fu la retrocessione in Serie C1 già nel 1983-1984 (fatale il pari alla penultima giornata a San Benedetto del Tronto, che rese inutile la successiva vittoria in casa contro la Cavese caduta anch'essa in C1), quindi la retrocessione in Serie C2 l'anno seguente.

La squadra era nel frattempo passata nelle mani di Roberto Dromedari, un industriale del settore calzaturiero con un fortissimo export negli Stati Uniti, che però, a causa della svalutazione del Dollaro, subì un crack finanziario.

Negli anni della Serie C2 l'allenatore della Pistoiese per la stagione 1987-1988 fu il futuro campione del mondo Marcello Lippi, già nella rosa degli arancioni nell'anno disputato nella massima serie.

Alla fine della stagione 1987-1988 la vecchia U.S. Pistoiese del presidente Dromedari venne dichiarata fallita e, dopo la conseguente radiazione dai campionati professionistici, un gruppo di sportivi pistoiesi creò dal nulla una nuova società, con appena 20 milioni di lire di capitale sociale: l'Associazione Calcio Nuova Pistoiese 1988. Viene nominato presidente lo stesso Mario Frustalupi che solo pochi anni prima, nel 1980, aveva contribuito a portare la Pistoiese in Serie A.

A margine di un'estate turbolenta, riescono insieme ad iscrivere la Nuova Pistoiese al Campionato Interregionale, al tempo il primo livello dilettantistico del campionato italiano di calcio. A guidare la squadra viene chiamata un'altra bandiera arancione, Ronaldo Lomi, che nel corso della stagione pagherà un inizio stentato e sarà sostituito da Carmelo Palilla, altro ex arancione, che negli anni a venire diventerà il secondo di Giampiero Ventura seguendolo nelle sue esperienze alla guida della stessa Pistoiese, poi al Lecce, al Cagliari, alla Sampdoria e all'Udinese. Ecco una formazione della Nuova Pistoiese 1988: Passaretta, Meoni, Boldini, Bellini, Battiston, Gori, Magni, Dati, Dal Fiume, Berruti, Molteni.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, ad apportare forze fresche nella società ci pensa l'imprenditore pistoiese Roberto Maltinti, erede di una famiglia che si distinse in città per aver posto le basi per la grande ascesa del Basket a Pistoia negli anni ottanta (e che poi tornerà al "primo amore", la Pistoia Basket 2000, dal 2005).

Tra il 1988-1989 e il 1993-1994 la Pistoiese - che nel frattempo, l'11 gennaio 1990, perde l'aggettivo "Nuova" diventando Associazione Calcio Pistoiese - sotto la guida di mister Ventura, si rese protagonista della risalita dal Campionato Interregionale fino alla Serie C1, per poi raggiungere la Serie B l'anno seguente, dopo la finale play-off giocata a Bologna contro la Fiorenzuola vinta ai rigori, con Roberto Clagluna in panchina.

L'anno successivo, nonostante alcune importanti vittorie (2-0 in casa contro la Reggiana di Carlo Ancelotti, 3-2 a Verona contro l'Hellas, 2-1 a Pistoia contro il Perugia) e nonostante le buone prestazioni di alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi (Giuseppe Lorenzo, Angelo Montrone, Claudio Sclosa, Andrea Bellini, Alberto Nardi), alla lunga, il peso della categoria si rivela insostenibile. Il ritorno in cadetteria sarà solo una parentesi, che si concluderà con la retrocessione all'ultimo posto.

Lo stemma dell'A.C. Pistoiese utilizzato dalla seconda metà degli anni novanta fino al fallimento del 2009, al cui interno troneggiava il simbolo comunale di Pistoia.

Arrivata in Serie C, la Pistoiese operò un drastico ridimensionamento, puntando su molti giovani sconosciuti e lottando per l'obiettivo minimo di permanenza nella terza serie nazionale. Nel 1997 la società passò nelle mani del trio Ferrari-Baldi-Dozzi: in seguito alla salvezza conquistata ai play-out contro il Novara, però, decidono, di comune accordo, di tirarsi indietro. Maltinti, che ancora figura come presidente, non ha più molti tifosi dalla sua parte, e lui stesso non è più in grado, e forse neanche più desideroso, di proseguire questa avventura. In estate, a farsi avanti per l'acquisizione del club è a sorpresa la Snai di Lucca, nella persona del suo proprietario, Maurizio Ughi. Ma sarà un lunghissimo tira e molla che si concluderà con un nulla di fatto.

A quel punto ritorna in auge la figura di Bozzi, a cui Maltinti cede la società a costo zero. La stagione termina con un'altra salvezza conquistata ai play-out, contro l'Alessandria. Nella squadra spicca la presenza degli ex viola Sergio Domini e Daniele Beltrammi e del "Sindaco" Marco Osio.

Dopo un'ennesima stagione condotta a fari spenti, nel corso della quale si riuscì a conquistare la salvezza, la squadra fece ritorno in cadetteria nel campionato 1999-2000, dopo la vittoria nel contestato spareggio di Cremona contro il Lumezzane[3]. Dopo il gol del 2-1 per la Pistoiese (segnato da Claudio Pelosi), il portiere del Lumezzane Marco Borghetto fu colpito da una Bomba carta proveniente dalla curva dei tifosi pistoiesi e fu quindi costretto ad uscire. Il Lumezzane presenterà ricorso ufficiale per chiedere la vittoria a tavolino[4] ma alla fine la C.A.F. confermerà il risultato del campo pur condannando la Pistoiese ad una penalizzazione di 4 punti nel successivo torneo cadetto[5].

Nonostante la penalizzazione iniziale, la Pistoiese riesce, nel campionato di 1999-2000, a salvarsi, grazie alla guida del tecnico Andrea Agostinelli, fautore della promozione, classificandosi al sedicesimo posto, dopo il doppio spareggio salvezza che condanna il Cesena alla retrocessione in Serie C1.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2000-2001 alcuni giocatori emergono particolarmente, contribuendo in maniera sostanziale al raggiungimento dell'obiettivo salvezza per la squadra toscana. Tra questi, gli esterni di centrocampo Daniele Bellotto e Giuseppe Castiglione, Daniele Amerini, i difensori Ghislain Akassou, David Bianchini e il capitano Andrea Bellini, gli attaccanti Francesco Baiano e Girolamo Bizzarri.

La stagione 2001-2002, nonostante la presenza di diversi giocatori navigati d'esperienza con un passato di livello, e cioè il portiere Daniele Balli, la coppia di centrali Andrea Bellini-Bianchini, il regista Pierpaolo Bisoli e gli ex centravanti viola Francesco Baiano e Giacomo Banchelli, che costituiscono l'asse portante titolare, dopo tre stagioni consecutive fra i cadetti, la Pistoiese farà ritorno in Serie C1.

Nel frattempo, il 29 marzo 2002 muore a Pescia Marcello Melani. Quattro anni più tardi, il 12 dicembre 2006, a lui verrà intitolato lo Stadio Comunale di Pistoia.

A seguito della retrocessione e delle pesanti contestazioni dei tifosi nei suoi confronti, Luciano Bozzi decide di passare la mano, e nel 2003 la Pistoiese diventa di proprietà dell'industriale Anselmo Fagni, fondatore, nel 1972, della "Fabo S.p.A.", impresa diventata leader a livello mondiale nel settore dei nastri adesivi. Il nuovo proprietario, ben voluto da tutto l'ambiente, ma già malato da tempo di cancro, scompare il 2 novembre 2005[6], lasciando il club al figlio Maurizio. Sono anni in cui la squadra gioca un bel calcio, grazie anche a due allenatori che arriveranno a conquistare panchine in palcoscenici più ambiziosi: Walter Mazzarri e Massimo Ficcadenti.

Con Fagni alla presidenza, la Pistoiese sfiora la promozione in Serie B nella stagione 2004-2005, arrivando a tre giornate dalla fine del campionato a un solo punto dal quinto posto in classifica, l'ultimo valevole per la qualificazione ai play-off; gli arancioni, però, perderanno lo scontro diretto con il Frosinone e non riuscirà ad andare oltre il sesto posto in classifica. La stagione successiva, che vedeva gli arancioni come favoriti per la promozione in serie cadetta, fu caratterizzata da un girone d'andata disastroso, con la squadra costantemente agli ultimi posti e spesso relegata in fondo alla classifica; dopo un cambio in panchina, che vide Stefano Di Chiara prendere il posto dell'esonerato Tedino, gli arancioni furono artefici di un buon girone di ritorno, che li vide risalire fino al decimo posto in classifica, conseguendo anche risultati di rilievo come la vittoria per 4-1 con la Sassari Torres (terza classificata alla fine del torneo) e i pareggi con Grosseto, Sangiovannese e Frosinone, quest'ultimo promosso poi in Serie B.

Nel giugno 2007, dopo una stagione conclusa al nono posto, ma con soli due punti di distacco sulla zona play-out, il 97% della società viene ceduto alla famiglia Braccialini (il restante 3% resta nelle mani di Romeo Dozzi), proprietaria della "Braccialini Sport S.r.l.", per una cifra che si aggira intorno ai 3 milioni di euro[7]. La nuova proprietà promette la Serie B in tre anni[8]. A stagione cominciata viene promosso in panchina l'ex bandiera arancione[9] Andrea Bellini[10], esonerando il più navigato D'Arrigo, ma non avendo il patentino necessario per allenare, dopo poche gare gli fu affiancato Mario Ansaldi, un altro ex che mosse i suoi primi passi nel calcio proprio con la maglia della Pistoiese negli anni ottanta. Nel mese di marzo 2008, tuttavia, anche la coppia Bellini-Ansaldi, a causa dei risultati negativi, fu sollevata dall'incarico. Alla guida tecnica fu quindi chiamato Corrado Benedetti che, con un discreto finale di stagione, culminato con la doppia vittoria ai play-out con la Sangiovannese, condusse gli arancioni verso la salvezza.

La famiglia Braccialini, mai amata dal pubblico pistoiese nonostante il presidente Massimiliano si professasse tifoso di vecchia data all'epoca dell'acquisizione del club[11], continua a gestire il club nonostante i propositi di cessione. Dopo aver disputato il campionato 2008-2009 nella neonata Lega Pro Prima Divisione, la nuova denominazione della vecchia Serie C1, gli effetti della crisi societaria finiscono per riflettersi in campo, tant'è che la squadra retrocede in Lega Pro Seconda Divisione a seguito della sconfitta per 1-0 subita dal Foligno il 7 giugno 2009 nei play-out, nonostante la vittoria per 2-1 conquistata nella gara di andata.

Il 19 giugno 2009, a soli due anni dall'acquisizione, la famiglia Braccialini riesce a vendere il pacchetto azionario della società al gruppo imprenditoriale "Seam S.r.l." di Bologna[12], operante nel settore metallurgico[13].

Il 14 luglio 2009 la Pistoiese viene radiata dal campionato di Lega Pro Prima Divisione a causa della mancanza di garanzie finanziarie[14]. A distanza di 21 anni, quindi, il club arancione crolla nuovamente oberato dai debiti. Nonostante l'imprenditore viareggino Salvatore Righi si sia dichiarato pronto ad aiutare la nuova società[15], a nulla varrà il ricorso intentato dal nuovo proprietario, Roberto Bortolotti, alla Corte di Giustizia del CONI[16] prima e al T.A.R. del Lazio poi[17].

Tra luglio ed agosto si attiva il sindaco di Pistoia, Renzo Berti, che il 13 agosto 2009 fonda una nuova società, denominata Unione Sportiva Pistoiese Calcio 1921 S.r.l.. Il nuovo club viene affiliato alla Federcalcio e ammesso a partecipare, in sovrannumero, al Campionato Regionale di Eccellenza Toscana, nel Girone B[18].

La nuova società si compone di molti volti noti al calcio pistoiese, che già in passato avevano fatto parte del club: si pensi allo storico segretario Rolando Mazzoncini, all'addetto stampa Stefano Baccelli, all'ex presidente Luciano Bozzi e ad Andrea Bonechi, dirigente ai tempi di Maltinti. Proprio Bonechi, nell'ottica di un recupero dell'identità storica del club arancione, decise di donare una maglia all'ex presidente Maltinti,[19] che si era esposto in prima persona per la rinascita della Pistoiese ai tempi del primo fallimento (1988).

Tuttavia, nonostante il ritorno dell'attaccante Giacomo Banchelli, un lusso per la categoria nonostante l'età[20], la squadra disputa un campionato ben al di sotto delle aspettative, e solo con l'esonero di Oliviero Di Stefano[21], e l'ingaggio di un allenatore esperto della categoria, Brunero Bianconi[22], ritrova parzialmente i punti persi all'inizio del torneo, riuscendo ad arrivare seconda qualificandosi ai play-off nazionali, dai quali il 30 maggio 2010 escono sconfitti per 1-0 contro la squadra abruzzese del Mosciano.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2010-2011 dopo essere sempre stata capolista dalla prima all'ultima giornata con il nuovo allenatore Riccardo Agostiniani, riesce ad ottenere la promozione matematica in Serie D il 27 marzo 2011, vincendo a Forte dei Marmi per 1-3 alla 32ª di campionato, davanti a circa 700 tifosi pistoiesi, un vero record per la categoria[senza fonte]. Presidente Orazio Ferrari che con il figlio Marco e i consiglieri Gabriele Matteoni e Marco Frosini costituiranno parte integrante dello staff dirigenziale anche per le due successive stagioni calcistiche di serie D.

Nella stagione 2011-2012, inserita nel Girone D, chiude al settimo posto, dopo una rimonta nel girone di ritorno che segue ad un girone d'andata chiuso a ridosso della zona retrocessione. A fine stagione il tecnico fautore della rimonta, Paolo Indiani, che era subentrato ad Alessandro Birindelli, annuncia la separazione consensuale dalla Pistoiese: seguirà il direttore generale Paolo Giovannini al Pontedera[23]. Il club arancione affida la panchina a Leonardo Gabbanini, proveniente dal settore giovanile della Fiorentina: a 32 anni è il più giovane allenatore nella storia della Pistoiese.

La stagione 2012-2013 vede gli arancioni inseriti in un girone pieno di nobili decadute e aspiranti alla promozione: Massese, Lucchese, la rifondata SPAL oltre all'ambiziosa Tuttocuoio e alla sorpresa Atletico Pro Piacenza, seconda squadra della città piacentina, che resta in vetta alla classifica fin dalle prime battute e che diventa ben presto la squadra da battere. Tuttavia, nonostante le ambizioni, è proprio la Pistoiese la squadra più in difficoltà del "lotto", tant'è che, all'indomani della sconfitta patita per 2-0 proprio sul campo della capolista emiliana il 17 febbraio 2013, che fa scivolare gli arancioni al settimo posto e a ben 14 lunghezze dalla vetta, la società decide di esonerare l'esordiente Gabbannini e di ingaggiare un tecnico esperto, Massimo Morgia[24]. Con il nuovo mister gli arancioni risalgono la china ma chiudono al quinto posto, con il campionato vinto con un turno di anticipo dal Tuttocuoio. Ai play-off supererà prima e seconda fase vincendo prima a Massa con i padroni di casa in gara unica e a seguire a Piacenza con l'Atletico Pro Piacenza. Sarà sconfitta durante la terza fase delle finali nazionali nella trasferta di Santhià, in provincia di Vercelli. Si profila la possibilità del ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione, ma la società, dopo un'attenta valutazione delle spese e soprattutto delle difficoltà che quel campionato avrebbe comportato (ben nove retrocessioni in vista della nuova Lega Pro unica) decide di disputare nuovamente la Serie D, dove domina dalla prima giornata conquistando la promozione con tre giornate di anticipo in Lega Pro il 13 aprile 2014 pareggiando 2-2 con la Pianese in campo esterno. Nonostante gli ottimi risultati conseguiti il Presidente Orazio Ferrari decide per la stagione successiva di non confermare il tecnico Morgia e, dopo aver ampliato la struttura societaria con l'ingaggio dell'esperto Direttore Sportivo Nelso Ricci, su suggerimento dello stesso ingaggia l'ex centroavanti anche della Nazionale italiana Cristiano Lucarelli, l'anno prima sulla panchina del Viareggio in Lega Pro Prima Divisione.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Unione Sportiva Pistoiese 1921
  • 1921 - 21 aprile: dalla fusione tra il F.B.C. Pistoia (1914) e il F.B.C. Audace (1918), nasce l'Unione Sportiva Pistoiese.
  • 1921-1922 - Attività calcistica in ambito locale. Nel 1922 si affilia alla F.I.G.C.
  • 1922-1923 - 1ª nel girone A di Terza Divisione, ammessa alle finali per il titolo toscano. 1ª nel girone finale della Terza Divisione Toscana, va agli spareggi con le retrocedende dalla Seconda Divisione. Perde il doppio confronto con il Siena 0-4 e 4-1, ma solo dopo le successive ripetizioni (1-1 e 0-1) in campo neutro.
  • 1923-1924 - 1ª nel girone A di Terza Divisione, ammessa alle finali per il titolo toscano. 1ª nel girone finale della Terza Divisione Toscana. Green Arrow Up.svg Promossa in Seconda Divisione Nord.
  • 1924-1925 - 5ª nel girone C di Seconda Divisione Nord.
  • 1925-1926 - 5ª nel girone C di Seconda Divisione Nord.
  • 1926-1927 - 3ª nel girone C di Prima Divisione Nord.
Vince la Coppa Arpinati.
  • 1927-1928 - 2ª nel girone C di Prima Divisione Nord. Green Arrow Up.svg Promossa in Divisione Nazionale. Perde lo spareggio per l'assegnazione del titolo di "Campione di Prima Divisione" con l'Atalanta (0-3 a Faenza il 17 giugno).
  • 1928-1929 - 12ª nel girone B di Divisione Nazionale. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie B.
  • 1929-1930 - 4ª in Serie B.


  • 1940-1945 - Non partecipa a nessun campionato ufficiale per motivi bellici.
  • 1945-1946 - 3ª nel girone A di Serie C Centro-Sud. Green Arrow Up.svg Ammessa d'ufficio in Serie B, vince il torneo post-campionato.
  • 1946-1947 - 3ª nel girone A di Serie B.
  • 1947-1948 - 14ª nel girone B di Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1948-1949 - 12ª nel girone C di Serie C.
  • 1949-1950 - 10ª nel girone C di Serie C.

  • 1950-1951 - 16ª nel girone C di Serie C perdendo lo spareggio con la Fermana. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Promozione.
  • 1951-1952 - 11ª nel girone H di Promozione. Red Arrow Down.svg Retrocessa nella nuova Promozione Toscana.
  • 1952-1953 - 1ª nel girone A di Promozione Toscana. Green Arrow Up.svg Promossa in IV Serie.
  • 1953-1954 - 5ª nel girone E di IV Serie.
  • 1954-1955 - 13ª nel girone E di IV Serie.
  • 1955-1956 - 12ª nel girone E di IV Serie.
  • 1956-1957 - 11ª nel girone E di IV Serie.
  • 1957-1958 - 2ª nel girone E di II Serie di IV Serie.
  • 1958-1959 - 1ª nel girone E di IV Serie. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C.
  • 1959-1960 - 5ª nel girone B di Serie C.



  • 1980-1981 - 16ª in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie B.
  • 1981-1982 - 16ª in Serie B.
  • 1982-1983 - 14ª in Serie B.
  • 1983-1984 - 18ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C1.
  • 1984-1985 - 17ª nel girone A di Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C2.
  • 1985-1986 - 3ª nel girone B di Serie C2.
  • 1986-1987 - 4ª nel girone A di Serie C2.
  • 1987-1988 - 8ª nel girone A di Serie C2. Red Arrow Down.svg Esclusa per motivi finanziari.
  • 1988 - Viene costituita una nuova società denominata Associazione Calcio Nuova Pistoiese 1988, che viene ammessa al Campionato Interregionale.
  • 1988-1989 - 5ª nel girone E di Campionato Interregionale.
  • 1989-1990 - 2ª nel girone E di Campionato Interregionale. Cambia denominazione in Associazione Calcio Pistoiese S.p.A..



Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Il colore della maglia di una squadra riprende solitamente i colori ufficiali della città di appartenenza. Per la Pistoiese in realtà non è così, essendo i colori della città il bianco e il rosso a scacchi. Si dice che la scelta sia dovuta alla "affinità" della città di Cino con l'Olanda per la comune vocazione nella coltivazione di piante e di fiori, di cui Pistoia è fra i maggiori produttori del mondo.

In realtà la decisione è avvenuta su proposta di un consigliere di nome Melani (solo omonimo del presidente che portò la squadra in Serie A nel 1980), il quale negli anni venti mostrò in Consiglio la divisa dell'Olanda e la propose come colore sociale. La proposta fu approvata con entusiasmo.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Marcello Melani.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'U.S. Pistoiese 1921.

[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1921-1984 Nessuno
  • 1984-1985 Calzature Dromedario
  • 1985-1988 ?
  • 1988-1993 Conad
  • 1993-1994 ?
  • 1994-2002 Vannucci Piante
  • 2002-2003 Vannucci Piante-Conad
  • 2003-2013 Vannucci Piante


La Pistoiese nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il cantante Francesco Guccini è un acceso tifoso della Pistoiese,[25] così come anche il celeberrimo attore di teatro Ugo Pagliai.

Lo scrittore Cristian Vitali, che nel suo libro Calciobidoni - Non comprate quello straniero (2010, Piano B Edizioni), cita l'ex giocatore della Pistoiese Luis Silvio Danuello, definendolo il “bidone” per antonomasia, nonostante sia di origini laziali ha ammesso di simpatizzare per i colori della squadra arancione.[26]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'U.S. Pistoiese 1921 e Categoria:Presidenti dell'U.S. Pistoiese 1921.
Allenatori
Presidenti


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Pistoiese 1921.

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Borgo, capitano dal 1976 al 1985

La Pistoiese e le nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

La Pistoiese ha annoverato nelle proprie fila tre Campioni del Mondo: Giuseppe Dossena (calciatore, 1982), Andrea Barzagli (calciatore, 2006), Marcello Lippi (Commissario Tecnico, 2006).

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

In 79 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nella Lega Nord, compresi 1 torneo di Divisione Nazionale (A), 4 tornei di Seconda Divisione (B) e 5 tornei di Serie C2. Non sono comprese le annate 1940-45 in cui la Pistoiese fu inattiva, e i tornei del Comitato Regionale Toscano cui afferiva antecedentemente il 1924.

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Divisione Nazionale 1 1928-1929 2
Serie A 1 1980-1981
Seconda Divisione 2 1924-1925 1925-1926 23
Prima Divisione 2 1926-1927 1927-1928
Serie B 19 1929-1930 2001-2002
Serie C 17 1936-1937 1975-1976 31
Serie C1 12 1984-1985 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 1 2008-2009
Lega Pro 1 2014-2015
Seconda Divisione 1 1937-1938 21
Promozione 1 1951-1952
IV Serie 6 1953-1954 1958-1959
Serie D 5 1970-1971 1974-1975
Campionato Interregionale 3 1988-1989 1990-1991
Serie C2 5 1985-1986 1992-1993
Serie D 3 2011-2012 2013-2014 3

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Serie A
  • Campionati disputati 1
  • Partite giocate 30
  • Vittorie 6
  • Pareggi 4
  • Sconfitte 20
  • Gol fatti 19
  • Gol subiti 46
Record Serie A
  • Miglior piazzamento 16° 1980-81
  • Maggior numero di punti 16 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Maggior numero di vittorie 6 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Maggior numero di pareggi 4 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Maggior numero di sconfitte 20 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Maggior numero di gol fatti 19 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Maggior numero di gol subiti 46 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Peggior piazzamento 16° 1980-1981
  • Minor numero di punti 16 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Minor numero di vittorie 6 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Minor numero di pareggi 4 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Minor numero di sconfitte 20 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Minor numero di gol fatti 19 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Minor numero di gol subiti 46 (a 16 squadre) 1980-1981
  • Vittoria più larga in casa Pistoiese-Como 2-0 1980-1981
  • Vittoria più larga in trasferta Catanzaro-Pistoiese 1-3 1980-1981
  • Sconfitta più pesante in casa Pistoiese-Roma 0-4 1980-1981
  • Sconfitta più pesante in trasferta Juventus-Pistoiese 4-1, Perugia-Pistoiese 3-0, Avellino-Pistoiese 3-0 1980-1981
  • Giocatore più presente Poerio Mascella 30 presenze
  • Miglior marcatore Vito Chimenti 9 gol
  • Miglior marcatore in una stagione Vito Chimenti 9 gol (1980-1981)


Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Le 9 reti messe complessivamente a segno nella stagione 1980-81 valsero al centravanti Vito Chimenti il titolo di miglior cannoniere della Pistoiese in Serie A.

Record di presenze
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Nord coperta è la sede storica del tifo arancione, e venne costruita nell'anno della promozione in Serie A (Stagione 1979-80), durante la gestione del presidente Melani. I gruppi organizzati principali sono le Brigate Arancioni (attive dal 1982 al 1999), gli Ultras Pistoia (attive dal 1999), i 1982 (attivi dal 1999), gli Ultima Guardia 1921 Pistoia (dal 2007), Le Vecchie Brigate (dal 1995), il Club 82 (attivo dal 1975 al 2003), i Barba Group, i Balordi, il Ceppa Clan, le Menti Perdute ed i Tipi Loschi.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Toscana.

La tifoseria arancione è gemellata con quelle del Venezia[29][30] e del Vis Pesaro[29][30], ed intrattiene rapporti di amicizia anche con quelle di Modena[30] e Siena[30]. Vengono considerate tifoserie rivali quelle del Prato[29][30], della Lucchese[29][30], del Pisa[31] , del Como[29][30], del Varese[29][30], del Piacenza[29][30], dell'Empoli[29][30], del Brescia[29][30], del Mantova[29][30], del Cesena[29][30], del Rimini[29][30], del Bologna[29][30], del Ravenna[29][30], del Padova[29][30], del Treviso[29][30], del Pescara[29][30], del Giulianova[29][30], dello Spezia[30], del Montevarchi, del Viareggio[30], della Massese[30], del Napoli[29][30] e dell'Arezzo[30].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Pistoiese 1921 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Edoardo Pazzagli
Polonia P Michał Olczak
Italia P Luca Molinaro
Italia D Paolo Frascatore
Italia D Nicola Pasini
Serbia D Petar Golubović
Italia D Vito Di Bari
Italia D Nicola Falasco
Italia D Luca Piana
Italia D Daniele Celiento
N. Ruolo Giocatore
Italia C Simone Calvano
Italia C Amato Ciciretti
Italia C Francesco Vassallo
Croazia C Tomislav Šarić
Italia C Domenico Mungo
Italia A Marcello Falzerano
Italia A Alessandro Romeo
Italia A Diego Frugoli
Italia A Pietro Tripoli
Italia A Giammario Piscitella
Costa d'Avorio A Souleymane Coulibaly

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff dell'area tecnica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La storia del calcio a Pistoia Guida Toscana - Pistoia
  2. ^ Cristian Vitali - Luis Silvio Danuello - Il "bidone" per eccellenza, "meteora" per antonomasia Calciobidoni.it, 12-03-2006.
  3. ^ Pistoiese e Savoia in B, bomba-carta sul portiere del Lumezzane Corriere della Sera, 14-06-1999.
  4. ^ Il Lumezzane sconfitto spera nella vittoria a tavolino. E l'AlbinoLeffe vola in C1 Corriere della Sera, 14-06-1999.
  5. ^ CAF: la Pistoiese in B penalizzata di 4 punti Corriere della Sera, 26-06-1999
  6. ^ Pistoiese senza Presidente: è morto Anselmo Fagni Tuttomercatoweb, 03-11-2005.
  7. ^ La Pistoiese alla famiglia Braccialini Il Tirreno, 20-06-2007.
  8. ^ «Vogliamo la squadra in serie B fra tre anni» Il Tirreno, 21-05-2007.
  9. ^ Andrea Bellini ha totalizzato 396 presenze e 25 reti con la maglia della Pistoiese tra Serie B, Serie C1, Serie C2 e Interregionale.
  10. ^ Stefano Sica - Pistoiese: Bellini resterà sulla panchina arancione Tuttomercatoweb, 30-10-2007.
  11. ^ Cristiano Marcacci - La storia di Braccialini, da ultrà a Presidente Il Tirreno, 19-07-2007.
  12. ^ Pistoiese ceduta a gruppo bolognese, Tuttosport, 19-06-2009.
  13. ^ Bortolotti aprirà anche un'azienda in Via Sestini Il Tirreno, 20-06-2009.
  14. ^ La Pistoiese non c'è più troppi debiti, società radiata Il Tirreno, 14-07-2009.
  15. ^ Riccardo Agostini - Pistoiese, scende in campo Righi. «Ripartirò anche dalla Serie D e in un anno subito in Lega Pro» Il Tirreno, 18-07-2009.
  16. ^ Riccardo Agostini - Pistoiese, ricorso respinto. Ultimatum del Sindaco al Presidente Bortolotti Il Tirreno, 24-07-2009.
  17. ^ Enzo Cabella - Pistoiese bocciata dal TAR: si riparte dall'Eccellenza La Nazione, 08-08-2009.
  18. ^ Enzo Cabella - Nasce la Pistoiese: tutti svincolati, ecco i primi arrivi La Nazione, 13-08-2009.
  19. ^ Pistoiese: una maglia a Roberto Maltinti Tuttomercatoweb, 06-12-2009.
  20. ^ Eugenio Fagnoni - «Qui per aiutare la Pistoiese» Il Tirreno, 05-10-2009.
  21. ^ Gabriele Terreri - La Pistoiese esonera Oliviero Di Stefano Blognotizie.it, 18-02-2010
  22. ^ Giulio Corsi - Via Di Stefano, ecco Bianconi Il Tirreno, 19-02-2010.
  23. ^ Saverio Melegari - Il DG Paolo Giovannini lascia la Pistoiese: sarà DS a Pontedera Il Tirreno, 12-04-2012.
  24. ^ Raimondo De Magistris - Pistoiese, esonerato Gabbanini. Morgia nuovo tecnico Tuttomercatoweb.com, 18-02-2013.
  25. ^ Intervista al cantante Francesco Guccini,
  26. ^ Fabrizio Romano - I bidoni del calcio, parla Cristian Vitali Terza-Pagina, 05-12-2010.
  27. ^ Secondo colpo grosso della Pistoiese. Cristiano Lucarelli nuovo allenatore
  28. ^ a b A Riccomini e Magrini il "Melani 2009". URL consultato il 3 settembre 2014.
  29. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Tifonet
  30. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y Tifoserie toscane
  31. ^ 27 28

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Orio Bartoli, "U.S. PISTOIESE - Trent'anni dopo", Edi Grafica Edizioni, 1977.
  • Carlo Fontanelli, "1921-2001 LA SQUADRA ARANCIONE - Gli 80 anni della Pistoiese", Geo Edizioni, dicembre 2000.
  • Cristian Vitali, "CALCIOBIDONI - Non comprate quello straniero", Piano B Edizioni, giugno 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]