Unione Sportiva Pistoiese 1921
| U.S. Pistoiese 1921 Calcio |
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|---|---|---|---|
| Arancioni, Orange, Olandesina | |||
| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Inno | Forza Arancioni Marino Menichini |
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| Dati societari | |||
| Città | Pistoia | ||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Serie D | ||
| Fondazione | 1921 | ||
| Rifondazione | 1988 | ||
| Rifondazione | 2009 | ||
| Presidente | Orazio Ferrari | ||
| Allenatore | Massimo Morgia | ||
| Stadio | Marcello Melani (13 000 posti) |
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| Sito web | www.uspistoiese1921.it | ||
| Palmarès | |||
| Si invita a seguire il modello di voce | |||
| « La vecchia città dorme nell'attesa che sorga il sole giusto. A proposito, il sole che circola da queste parti, alla levata e al tramonto, è arancione! » |
| (Marcello Melani, presidente della Pistoiese dal 1974 al 1984) |
L'Unione Sportiva Pistoiese 1921 S.p.A. è la squadra di calcio della città di Pistoia. Fondata inizialmente il 21 aprile 1921[1] con il nome di Unione Sportiva Pistoiese, rifondata successivamente nel 1988 con il nome di Associazione Calcio Pistoiese, e rifondata ancora nel 2009 con il nome di Unione Sportiva Pistoiese 1921. La squadra disputa le sue partite casalinghe allo Stadio Marcello Melani. Il colore sociale è l'arancione.
La scelta dei colori sociali [modifica]
Il colore della maglia di una squadra riprende solitamente i colori ufficiali della città di appartenenza. Per la Pistoiese in realtà non è così, essendo i colori della città il bianco e il rosso a scacchi. Si dice che la scelta sia dovuta alla "affinità" della città di Cino con l'Olanda per la comune vocazione nella coltivazione di piante e di fiori, di cui Pistoia è fra i maggiori produttori del mondo. In realtà la decisione è avvenuta su proposta di un consigliere di nome Melani (solo omonimo del presidente che portò la squadra in Serie A nel 1980), il quale negli anni venti mostrò in Consiglio la divisa dell'Olanda e la propose come colore sociale. La proposta fu approvata con entusiasmo.
Storia [modifica]
Le origini [modifica]
Nei primi anni di vita la società arancione, fondata il 21 aprile 1921, vinse alcuni campionati minori fino ad approdare alla Divisione Nazionale nel 1928. Tra il 1929 e il 1936 partecipò al campionato cadetto sfiorando un paio di volte la massima serie, mentre il periodo tra il 1937 e il 1977 fu invece caratterizzato da una serie di saliscendi tra la Serie C, la Serie D, il campionato di Promozione, la IV Serie e una breve parentesi in Serie B subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, dove ottenne comunque un terzo posto. La Pistoiese gioca l'ultimo campionato nel 1939-1940 prima di un lungo stop a causa del conflitto mondiale, poiché le difficoltà societarie divennero enormi sia dal punto di vista umano che economico; pertanto, anche Pistoia, seguendo l'esempio di altre società, decide di cessare ogni attività agonistica. Dopo la liberazione dall'occupazione tedesca si raccolgono in città gruppi di appassionati e nel 1945 viene rifondata l'Unione Sportiva Pistoiese, che viene ammessa dalla Federazione al campionato di Serie C Centro Sud, girone A. Gli allenamenti si svolgono al campo di volo, le prime partite si giocano a San Piero Agliana.
Il 24 febbraio 1946 si gioca Pistoiese-Lucchese, una partita ritenuta decisiva per la promozione in Serie B. L'arbitro è il fiorentino Alfiero Goracci, lo Stadio è pieno in ogni ordine di posti, c'è molta tensione tra i tifosi. La Lucchese Libertas passa in vantaggio con una rete giudicata irregolare, il pubblico urla e inveisce contro l'arbitro. Goracci con il passare del tempo perde il controllo della partita: un giocatore della Lucchese respinge con le mani il pallone indirizzato nella propria porta, si grida al rigore ma l'arbitro fa cenno di proseguire. A questo punto i tifosi pistoiesi abbattono la rete di recinzione, entrano in campo infuriati verso il direttore di gara, Goracci viene malmenato, qualcuno addirittura tenta di schiacciarlo con il rullo compressore che serve per spianare il terreno di gioco. L'arbitro viene giudicato guaribile in 2 mesi. Il campo della Pistoiese viene squalificato per 6 mesi. Gli arancioni sono costretti a giocare in trasferta tutte le gare rimanenti. La fortuna però non abbandona la Pistoiese perché, seppur all'ultimo tuffo, si rendono vacanti alcuni posti per il completamento dei quadri della nuova Serie B strutturata su tre gironi: Pistoiese, Carrarese e Viareggio vengono quindi ammesse al campionato cadetto.
Le difficoltà arrivano quando nella stagione 1947-1948, a seguito della riunificazione del campionato di Serie B da tre ad un unico girone, la squadra non dispone di un organico capace di reggere il confronto e scivola in Serie C. Per rendere ancora più amaro il destino, nella stagione 1950-1951 la squadra retrocede in Promozione al termine di un drammatico spareggio a Forlì contro la Fermana: decisivi risultarono quindi i due punti persi a tavolino a causa di una svista dei dirigenti societari che in una gara avevano schierato un giocatore squalificato. L'ennesima riforma dei campionati voluta da Barassi porta al varo della Serie C a girone unico e della IV Serie, quindi soltanto le prime 4 squadre classificate di ogni girone, più qualche ripescata, accederanno a quest'ultima. Per la Pistoiese si apre il baratro dei campionati dilettantistici regionali. Si susseguono dei campionati con la promozione in IV Serie nella stagione 1952-1953.
Nella stagione 1956-1957, con Vannino Vannucci presidente, la Pistoiese spende 100 milioni.[senza fonte] L'allenatore è Leonardo Costagliola, già portiere del Bari, della Fiorentina e della Nazionale. Ma il campionato è un disastro. Sulla panchina arancione si assiste ad una vera e propria girandola: dopo Costagliola arriva Bergamasco, un allenatore-giocatore; a questo subentra Olivieri (un ritorno) e infine Alberto Tuci. La squadra, non senza sforzi, riesce a salvarsi. La stagione successiva si cambia, prima di tutto l'allenatore: Tagliasacchi, ex attaccante arancione, guiderà la Pistoiese al secondo posto alle spalle del promosso Pisa.
Nel campionato 1958-1959, la Pistoiese per 21 partite consecutive non conosce sconfitte, con 36 punti e 45 reti segnate. Emblematica è la partita giocata al Monteoliveto contro l'Empoli, diretto concorrente per la promozione. Gli arancioni vincono 6-0. Il bilancio finale di quel campionato è entusiasmante: 77 reti messe a segno; la difesa è la meno perforata con 24 reti subite. Così la squadra riguadagna la Serie C dopo 8 anni. Gli anni sessanta costituiscono un periodo stabile per la squadra di Pistoia che milita ininterrottamente in Serie C per 10 stagioni consecutive. L'undicesima sancisce invece la retrocessione in Serie D: fu la stagione 1970-1971, sotto la presidenza di Oriano Ducceschi.
La gestione Melani: dalla D alla A [modifica]
Ad inizio anni settanta la Pistoiese si ritrovava in Serie D. Allo spareggio nella stagione 1971-1972, giocato contro il Montevarchi a Firenze, il 3 giugno, la Pistoiese gioca un ottimo calcio ma poi perde per 1-0: è ancora Serie D. Si giunge ad una svolta con l'abbandono del presidente Oriano Ducceschi nella stagione successiva. Al suo posto arriva Marcello Melani, che però al termine del campionato lascia la società, decidendo di interessarsi solo alla squadra da lui creata: l'Unione Valdinievole appena promossa in Serie D. Melani affida quindi la presidenza ad un suo uomo di fiducia, Ezio Giotti.
La stagione 1973-1974 rappresenta un vero e proprio calvario per la Pistoiese, dato che tutte le attenzioni di Marcello Melani vengono rivolte solo alla propria squadra, l'Unione Valdinievole, che milita nello stesso campionato degli arancioni. Qualcuno fa notare a Melani che essere proprietario di due squadre inserite nello stesso campionato può generare un conflitto d'interessi. Melani prende quindi una decisione: lascia la sua squadra per dedicarsi "anima e corpo" alla Pistoiese, e promette la Serie A in cinque anni. Intanto è subito Serie C. A Pistoia arrivano giocatori come Palilla, Sergio Brio, Gattelli, Volpato, ma il presidente ancora non è soddisfatto dei risultati raggiunti. Si ritorna sul mercato con Sergio Borgo, Stefano Di Chiara, Picella, Dalle Vedove e il portierone Lido Vieri. La Pistoiese con Bruno Bolchi in panchina stravince il campionato di Serie C edizione 1976-1977, e torna nella serie cadetta dopo ben 29 anni di assenza.
Dopo una stagione difficile, e la salvezza strappata solo nelle ultime battute del torneo, la squadra del 1978-1979 è la mina vagante del torneo cadetto, e fino alle ultime giornate tiene in apprensione Monza e Pescara, in lotta per la terza piazza. "Ogni promessa è un debito" e il 1º giugno 1980 la Pistoiese, pareggiando con il Lecce, è matematicamente promossa in Serie A. Il blasonato "Faraone" che molti consideravano, almeno all'inizio, un visionario, ha portato a termine il suo programma tra lo stupore e l'ammirazione degli addetti ai lavori, con un solo anno di ritardo (1974-1980). Uno degli artefici di questi anni memorabili fu la mezzala Mario Frustalupi, già campione d'Italia con Inter e Lazio, diventato il faro della squadra e poi uno dei giocatori più amati di tutti i tempi nella storia del club arancione.
La storica stagione disputata in Serie A (1980-1981) [modifica]
La Pistoiese aveva già giocato in Divisione Nazionale (corrispondente all'attuale Serie A) nel campionato 1928-1929, arrivando dodicesima nel Girone B. La prima ed unica partecipazione al campionato di Serie A a girone unico fu quindi nella stagione 1980-1981.
La squadra, che esordì il 14 settembre 1980 perdendo di misura al Comunale di Torino contro i granata, fu simpaticamente accolta nell'Olimpo del calcio italiano con l'appellativo di Olandesina, per via del colore delle maglie, una novità per i "piani alti" del calcio italiano. Sarà il giovanissimo e promettente centrocampista Paolo Benedetti a realizzare la prima storica rete dei toscani in massima serie (in Pistoiese-Udinese 1-1 del 21 settembre 1980).
Il campionato 1980-81 è ricordato ai più per la riapertura del mercato agli stranieri: per la prima volta infatti, dopo una ventina di anni di autarchia, le squadre italiane possono acquistare un calciatore a testa proveniente dall’estero. Marcello Melani manda in Brasile alla ricerca di talenti l’allenatore in seconda Giuseppe Malavasi, che ritorna con un nome: Luis Silvio Danuello, il presidente lo ingaggia, quasi a scatola chiusa. Il giocatore brasiliano della Pistoiese è ricordato ancora oggi per essere stato uno dei più grandi "bidoni" della storia del calcio italiano, con leggende metropolitane annesse sul suo conto[2].
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Fiorentina: Galli, Contratto (63' Novellino), Tendi, Galbiati, Guerrini, Casagrande, Sacchetti, Manzo, Fattori, Antognoni, Bertoni. Pistoiese: Mascella, Zagano, Borgo, Benedetti, Berni, Lippi, Badiani, Agostinelli, Rognoni, Frustalupi (88' Paganelli), Chimenti. Marcatori: 34' Rognoni (P), 39' Antognoni (F) Rigore, 44' Badiani (P) |
Nonostante l’acquisto bizzarro, la Pistoiese partì molto bene e ben presto quel gruppo costituito da giovani promesse, perlopiù esordienti, e di "vecchietti terribili" marciò a mille: alla 12ª giornata gli arancioni espugnarono Catanzaro con il punteggio di 1-3 (con reti di Chimenti, Badiani e Paganelli, vittoria particolarmente rilevante in quanto fu la prima vittoria esterna in Serie A nella storia dei toscani e valse un provvisorio sesto posto in classifica, seppur in coabitazione con Brescia, Cagliari, Catanzaro, Como e Fiorentina. La settimana seguente fecero ancora meglio raggiungendo il loro apice vincendo proprio il derby con la Fiorentina a Firenze con il punteggio di 2-1 (gara in cui segna ancora Badiani, che ancora oggi è ricordato con grande affetto dal pubblico pistoiese per quella storica e decisiva rete), grazie al quale gli arancioni confermarono il momentaneo sesto posto in classifica, ma questa volta in solitaria.
Ironia della sorte, quella fu la loro ultima vittoria stagionale: la squadra chiuse il girone di andata all'undicesima posizione con 13 punti, e a nulla valsero né l'accantonamento del brasiliano Luis Silvio Danuello, del tutto avulso dal gioco e perdipiù impiegato in un ruolo non suo, né l'acquisto, nel mercato di riparazione novembrino, del centravanti Vito Chimenti - che pur realizzò 9 reti - né il cambio alla guida tecnica, con l'arrivo di Edmondo Fabbri, che avrebbe dovuto sostituire l'esordiente Lido Vieri, di fatto esonerato ai primi segni di cedimento della squadra (alla sesta giornata di ritorno, dopo la sconfitta casalinga contro l'Ascoli. Ma il tecnico bolognese, a sorpresa, pretese che l'ex portiere dell'Inter e del Torino dei bei tempi andati lo affiancasse nel suo lavoro.
Il gruppo andò incontro ad un girone di ritorno a dir poco disastroso, caratterizzato da una cronica serie di sconfitte (diversi furono i punti persi soprattutto negli ultimi minuti di gioco), ottenendo solamente tre punti in altrettanti pareggi, e perdendo le ultime 9 partite di campionato. Conseguentemente la squadra terminò il campionato all'ultimo posto con 16 punti, venendo sorpassata all'ultima giornata anche dal Perugia, che era partita con la penalizzazione a causa dello Scandalo calcioscommesse.
La doppia retrocessione e il primo fallimento (1981-1988) [modifica]
Seguirono anni bui per la Pistoiese: prima ci fu la retrocessione in Serie C1 già nel 1983-84 (fatale il pari alla penultima giornata a San Benedetto del Tronto, che rese inutile la successiva vittoria in casa contro la Cavese caduta anch'essa in C1), quindi la retrocessione in C2 l'anno seguente.
La squadra era nel frattempo passata nelle mani di Roberto Dromedari, un industriale del settore calzaturiero con un fortissimo export negli Stati Uniti, che però, a causa della svalutazione del Dollaro, subì un "crack" finanziario.
Negli anni della C2 l'allenatore della Pistoiese fu per una stagione (1987-88) il futuro campione del mondo Marcello Lippi, già nella "rosa" degli arancioni nell'anno disputato nella Massima Serie.
Associazione Calcio Pistoiese (1988) [modifica]
Nuova fondazione e ripartenza dai Dilettanti [modifica]
Alla fine della stagione 1987-1988 la vecchia U.S. Pistoiese del presidente Dromedari venne dichiarata fallita e, dopo la conseguente radiazione dai campionati professionistici, un gruppo di sportivi pistoiesi creò dal nulla una nuova società, con appena 20 milioni di lire di capitale sociale: l'Associazione Calcio Nuova Pistoiese 1988. Viene nominato presidente lo stesso Mario Frustalupi che solo pochi anni prima, nel 1980, aveva contribuito a portare la Pistoiese in Serie A.
A margine di un'estate turbolenta, riescono insieme ad iscrivere la Nuova Pistoiese al Campionato Interregionale, un gradino subito sotto i professionisti della Serie C2. A guidare la squadra viene chiamata un'altra bandiera arancione, Ronaldo Lomi, che nel corso della stagione pagherà un inizio stentato e sarà sostituito da Carmelo Palilla, altro ex arancione, che negli anni a venire diventerà il secondo di Giampiero Ventura seguendolo nelle sue esperienze alla guida della stessa Pistoiese, poi al Lecce, al Cagliari, alla Sampdoria e all'Udinese. Ecco una formazione della Nuova Pistoiese 1988: Passaretta, Meoni, Boldini, Bellini, Battiston, Gori, Magni, Dati, Dal Fiume, Berruti, Molteni.
La gestione Maltinti e la lenta risalita in Serie B (1990-1996) [modifica]
Nel 1989, ad apportare forze fresche nella società ci pensa l'imprenditore pistoiese Roberto Maltinti, erede di una famiglia che si distinse in città per aver posto le basi per la grande ascesa del Basket a Pistoia negli anni ottanta (e che poi tornerà al "primo amore", la Pistoia Basket 2000, dal 2005).
Tra il 1988-1989 e il 1993-1994 la Pistoiese - che nel frattempo, l'11 gennaio 1990, perde l'aggettivo "Nuova" diventando Associazione Calcio Pistoiese - sotto la guida di mister Ventura, si rese protagonista della risalita dal campionato di Interregionale fino alla Serie C1, per poi raggiungere la Serie B l'anno seguente, dopo la finale play-off giocata a Bologna contro il Fiorenzuola vinta ai rigori, con Roberto Clagluna in panchina.
L'anno successivo, nonostante alcune importanti vittorie (2-0 in casa contro la Reggiana di Carlo Ancelotti, 3-2 a Verona contro l'Hellas, 2-1 a Pistoia contro il Perugia) e nonostante le buone prestazioni di alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi (Giuseppe Lorenzo, Angelo Montrone, Claudio Sclosa, Andrea Bellini, Alberto Nardi), alla lunga, il peso della categoria si rivela insostenibile. Il ritorno in cadetteria sarà solo un mesto assaggio, che si concluderà con la retrocessione all'ultimo posto.
L'era Bozzi e il triennio nel torneo cadetto (1997-2002) [modifica]
Arrivata in Serie C, la Pistoiese operò un drastico ridimensionamento, puntando su molti giovani sconosciuti e lottando per l'obiettivo minimo di permanenza nella terza serie nazionale. Nel 1997 la società passò nelle mani del trio Ferrari-Baldi-Dozzi: in seguito alla salvezza conquistata ai play-out contro il Novara, però, decidono, di comune accordo, di tirarsi indietro. Maltinti, che ancora figura come presidente, non ha più molti tifosi dalla sua parte, e lui stesso non è più in grado, e forse neanche più desideroso, di proseguire questa avventura. In estate, a farsi avanti per l'acquisizione del club è a sorpresa la Snai di Lucca, nella persona del suo proprietario, Maurizio Ughi. Ma sarà un lunghissimo ed estenuante tira e molla, che si concluderà con un nulla di fatto.
A quel punto ritorna in auge la figura di Bozzi, a cui Maltinti cede la società a costo zero. La stagione termina con un'altra salvezza conquistata ai play-out, contro l'Alessandria. Nella squadra spicca la presenza degli ex viola Sergio Domini e Daniele Beltrammi e del "Sindaco" Marco Osio.
Dopo un'ennesima stagione condotta a fari spenti, nel corso della quale si riuscì a conquistare la salvezza, non senza qualche patema d'animo, si riaccese la luce: la squadra fece ritorno in cadetteria nel campionato 1999-00, dopo la vittoria nel contestato spareggio di Cremona contro il Lumezzane[3]. Dopo il gol del 2-1 per la Pistoiese (segnato da Claudio Pelosi), il portiere del Lumezzane Marco Borghetto è stato colpito da una bomba-carta proveniente dalla curva dei tifosi pistoiesi ed è stato quindi costretto ad uscire. Il Lumezzane presenterà ricorso ufficiale per chiedere la vittoria a tavolino[4] ma alla fine la C.A.F. confermerà il risultato del campo pur condannando la Pistoiese ad una penalizzazione di 4 punti nel successivo torneo cadetto[5].
Nonostante il -4 iniziale, la Pistoiese riesce, nel campionato di Serie B 1999-2000, a salvarsi, grazie alla guida del tecnico Andrea Agostinelli, fautore della promozione, classificandosi al sedicesimo posto, dopo il doppio spareggio salvezza che condanna il Cesena alla retrocessione in Serie C1. In questa e nella stagione successiva alcuni giocatori emergono particolarmente, contribuendo in maniera sostanziale al raggiungimento dell'obiettivo salvezza per la squadra toscana. Tra questi, gli esterni di centrocampo Daniele Bellotto e Giuseppe Castiglione, un rinato ed infaticabile Daniele Amerini, i difensori Ghislain Akassou, David Bianchini e l'inossidabile Andrea Bellini, gli attaccanti Francesco Baiano e Girolamo Bizzarri.
La stagione 2001-2002, nonostante la presenza del fattore "B" (diversi giocatori navigati d'esperienza con un passato di livello, e cioè il portiere Daniele Balli, il "muro" difensivo Bellini-Bianchini, il regista Pierpaolo Bisoli e gli ex centravanti viola Francesco Baiano e Giacomo Banchelli, che costituiscono l'asse portante titolare), dopo tre stagioni consecutive fra i cadetti, la Pistoiese farà ritorno in Serie C1.
Nel frattempo, il 29 marzo 2002 muore a Pescia Marcello Melani. Quattro anni più tardi, il 12 dicembre 2006, a lui verrà intitolato lo Stadio Comunale di Pistoia.
La ricaduta in Serie C1 e l'instabilità societaria (2002-2009) [modifica]
A seguito della retrocessione e delle pesanti contestazioni dei tifosi nei suoi confronti, Luciano Bozzi decide di passare la mano, e nel 2003 la Pistoiese diventa di proprietà dell'industriale Anselmo Fagni, fondatore, nel 1972, della "Fabo S.p.A.", impresa diventata leader a livello mondiale nel settore dei nastri adesivi. Il nuovo proprietario diventa ben presto un fulgido esempio di attaccamento, sportività, signorilità e stile, ma già malato da tempo di cancro, scompare il 2 novembre 2005[6], lasciando il club al figlio Maurizio. Sono anni in cui la squadra gioca un bel calcio, grazie anche a due allenatori che dimostreranno di meritare palcoscenici più ambiziosi: Walter Mazzarri e Massimo Ficcadenti.
Con Fagni alla presidenza, la Pistoiese sfiora la promozione in serie B nella stagione 2004-05: dopo un girone di andata anonimo, gli arancioni, guidati dal tecnico Bruno Tedino, giocano uno strepitoso girone di ritorno, battendo avversarie in lotta per la promozione come Pavia e Mantova, arrivando a tre giornate dalla fine del campionato ad un solo punto dal quinto posto in classifica, l'ultimo valevole per la qualificazione ai playoff; la Pistoiese, però, perderà lo scontro diretto con il Frosinone e non riuscirà ad andare oltre il sesto posto in classifica. La stagione successiva, che vedeva gli arancioni come favoriti per la promozione in serie cadetta, fu caratterizzata da un girone d'andata disastroso, con la squadra costantemente agli ultimi posti e spesso relegata in fondo alla classifica; dopo un cambio in panchina, che vide Stefano Di Chiara prendere il posto dell'esonerato Tedino, gli arancioni furono artefici di un buon girone di ritorno, che li vide risalire fino al 10º posto in classifica, conseguendo anche risultati di rilievo come la vittoria per 4-1 con la Sassari Torres (terza classificata alla fine del torneo) e i pareggi con Grosseto, Sangiovannese e Frosinone, quest'ultimo promosso poi in serie B.
Nel giugno 2007, dopo una stagione conclusa al 9º posto, ma con soli due punti di distacco sulla zona play-out, il 97% della società viene ceduto alla famiglia Braccialini (il restante 3% resta nelle mani di Romeo Dozzi), proprietaria della "Braccialini Sport S.r.l.", per una cifra che si aggira intorno ai 3 milioni di euro[7]. La nuova proprietà promette la Serie B in tre anni[8]. A stagione cominciata viene promosso in panchina l'ex bandiera arancione[9] Andrea Bellini[10], esonerando il più navigato D'Arrigo, ma non avendo il patentino necessario per allenare, dopo poche gare gli fu affiancato Mario Ansaldi, un altro ex che mosse i suoi primi passi nel calcio proprio con la maglia della Pistoiese negli anni ottanta. Nel mese di marzo 2008, tuttavia, anche la coppia Bellini-Ansaldi, a causa dei risultati negativi, fu sollevata dall'incarico. Alla guida tecnica fu quindi chiamato Corrado Benedetti che, con un bel finale di stagione, culminato con la doppia vittoria ai play-out con la Sangiovannese, ha condotto gli arancioni a una sofferta salvezza, chiudendo in bellezza una stagione tribolata. Ma il peggio doveva ancora venire.
La famiglia Braccialini, mai amata dal pubblico pistoiese nonostante il presidente Massimiliano si professasse tifoso di vecchia data all'epoca dell'acquisizione del club[11], continua a gestire il club nonostante i propositi di cessione. Dopo aver disputato il campionato 2008-2009 nella neonata Prima Divisione, la nuova denominazione della vecchia Serie C1, gli effetti della crisi societaria finiscono per riflettersi in campo, tant'è che la squadra retrocede in Seconda Divisione a seguito della sconfitta per 1-0 subita dal Foligno il 7 giugno 2009 nei play-out, nonostante la vittoria per 2-1 conquistata nella gara di andata.
Il 19 giugno 2009, a soli due anni dall'acquisizione, la famiglia Braccialini riesce a vendere il pacchetto azionario della società al gruppo imprenditoriale "Seam S.r.l." di Bologna[12], operante nel settore metallurgico[13].
Unione Sportiva Pistoiese 1921 (2009) [modifica]
Il nuovo fallimento e la rinascita [modifica]
Il 14 luglio 2009 la Pistoiese viene radiata dal campionato di Prima Divisione (ex Serie C1) a causa della mancanza di garanzie finanziarie[14]. A distanza di 21 anni, quindi, il club arancione crolla nuovamente oberato dai debiti. Nonostante l'imprenditore viareggino Salvatore Righi si sia dichiarato pronto ad aiutare la nuova società[15], a nulla varrà il ricorso intentato dal nuovo proprietario, Roberto Bortolotti, alla Corte di Giustizia del CONI[16] prima e al T.A.R. del Lazio poi[17].
Tra luglio ed agosto si attiva il sindaco di Pistoia, Renzo Berti, che il 13 agosto 2009 fonda una nuova società, denominata "Unione Sportiva Pistoiese Calcio 1921 S.r.l.". Il nuovo club viene affiliato alla Federcalcio e ammesso a partecipare, in sovrannumero, al Campionato Regionale di Eccellenza Toscana, nel Girone B[18].
La nuova società si compone di molti volti noti al calcio pistoiese, che già in passato avevano fatto parte del club: si pensi allo storico segretario Rolando Mazzoncini, all'addetto stampa Athos Querci, all'ex presidente Luciano Bozzi e ad Andrea Bonechi, dirigente ai tempi di Maltinti. Proprio Bonechi, nell'ottica di un recupero dell'identità storica del club arancione, decise di donare una maglia all'ex presidente Maltinti,[19] che si era esposto in prima persona per la rinascita della Pistoiese ai tempi del primo fallimento (1988).
Tuttavia, nonostante il ritorno dell'attaccante Giacomo Banchelli, un lusso per la categoria nonostante l'età[20], la squadra disputa un campionato ben al di sotto delle aspettative, e solo con l'esonero di Oliviero Di Stefano[21], e l'ingaggio di un allenatore esperto della categoria, Brunero Bianconi[22], ritrova parzialmente i punti persi all'inizio del torneo, riuscendo ad arrivare seconda qualificandosi ai play-off nazionali. Il 30 maggio 2010, però, i propositi di promozione sfumano a seguito della sconfitta per 1-0 contro la squadra abruzzese del Mosciano.
Nella stagione successiva (che la Pistoiese deve ancora disputare in Eccellenza, questa volta nel Girone A), dopo essere sempre stata capolista dalla prima all'ultima giornata con il nuovo allenatore Riccardo Agostiniani, riesce finalmente ad ottenere la promozione matematica in Serie D il 27 marzo 2011, vincendo a Forte dei Marmi per 1-3 alla 32ª di campionato, davanti a circa 700 tifosi pistoiesi, un vero record per una trasferta in Eccellenza Toscana[senza fonte]. Presidente Orazio Ferrari che con il figlio Marco e i consiglieri Gabriele Matteoni e Marco Frosini costituiranno parte integrante dello staff dirigenziale anche per le due successive stagioni calcistiche di serie D.
Nella stagione 2011-2012 ,inserita nel Girone D, chiude al settimo posto, dopo una grande rimonta nel girone di ritorno dopo un girone d'andata chiuso a ridosso della zona retrocessione.. A fine stagione il tecnico fautore della rimonta, Paolo Indiani, che era subentrato ad Alessandro Birindelli, annuncia la separazione consensuale dalla Pistoiese: seguirà il direttore generale Paolo Giovannini al Pontedera[23]. Il club arancione affida la panchina a Leonardo Gabbanini, proveniente dal settore giovanile della Fiorentina: a 32 anni è il più giovane allenatore nella storia della Pistoiese.
La stagione 2012-2013 vede gli arancioni inseriti in un girone pieno zeppo di nobili decadute e aspiranti alla promozione: Massese, Lucchese, la rifondata SPAL oltre all'ambiziosa Tuttocuoio e alla sorpresa Atletico Pro Piacenza, seconda squadra della città piacentina, che resta in vetta alla classifica fin dalle prime battute e che diventa ben presto la squadra da battere. Tuttavia, nonostante le ambizioni, è proprio la Pistoiese la squadra più in difficoltà del "lotto", tant'è che, all'indomani della sconfitta patita per 2-0 proprio sul campo della capolista emiliana il 17 febbraio 2013, che fa scivolare gli arancioni al settimo posto e a ben 14 lunghezze dalla vetta, la società decide di esonerare l'esordiente Gabbannini e di ingaggiare un tecnico esperto, Massimo Morgia[24]. Con il nuovo mister gli arancioni risalgono la china ma chiudono al quinto posto, con il campionato vinto con un turno di anticipo dal Tuttocuoio.
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria della Pistoiese | |
|---|---|
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Campionati Nazionali e Regionali [modifica]
In 84 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nella Lega Nord, compresi 1 torneo di Divisione Nazionale (A), 4 tornei di Seconda Divisione (B) e 5 tornei di Serie C2. Non sono comprese le annate 1940-45 in cui la Pistoiese fu inattiva, e i tornei del Comitato Regionale Toscano cui afferiva antecedentemente il 1924.
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima Stagione |
|---|---|---|---|
A |
2 | 1928-1929 | 1980-1981 |
B |
23 | 1924-1925 | 2001-2002 |
C |
38 | 1936-1937 | 2008-2009 |
D |
19 | 1937-1938 | 2012-2013 |
E |
3 | 1952-1953 | 2010-2011 |
Tifoseria [modifica]
La Curva Nord coperta, sede storica del tifo arancione, è stata costruita nell'anno della promozione in Serie A (Stagione 1979-80) ed è attualmente chiusa perché dichiarata inagibile, durante la gestione dell'amatissimo Presidente Melani.
Gruppi Organizzati [modifica]
- Brigate Arancioni (1982-1999)
- Nel 1999, l'anno dell'ultima promozione in Serie B, alcuni esponenti delle Brigate Arancioni, al ritorno dalla trasferta di Montevarchi, durante un periodo opaco della squadra, specialmente in trasferta, contestarono lo scarso impegno dei giocatori, i quali risposero per le rime, facendo nascere un diverbio in cui volò anche qualche schiaffo. Le polemiche e le accuse videro coinvolto tutto il gruppo delle Brigate Arancioni che, di fronte ad una dura e mirata campagna diffamatoria, a seguito di numerose diffide e di alcuni contrasti interni, decise, nel maggio 1999, di sciogliersi, dopo ben 17 anni di storia. La sofferta decisione fu presa giocoforza, visto che ebbero contro dirigenza e giocatori, che denunciarono immediatamente l'aggressione.:
- Ultras Pistoia (1999)
- Gli Ultras Pistoia sono nati nel maggio 1999, da una costola delle Brigate Arancioni, esistenti dal 1982, sono presto diventati il gruppo guida della Curva Nord. Pur rispettando la scelta delle Brigate, una parte del direttivo non si è sentita di abbandonare la curva a se stessa e di lasciare la squadra in un momento difficile. Sono nati così gli Ultras Pistoia, attivi dalla partita Pistoiese-Modena, in cui esposero lo striscione "Tutto passa... Gli Ultras no!". Il nuovo gruppo ha visto l'inserimento, insieme a ragazzi alle prime esperienze, di vecchi ultras esponenti delle Brigate Arancioni. Il nome è stato scelto come un ritorno alle origini, dato che già agli albori del tifo organizzato a Pistoia, nel 1976, era apparso lo striscione "Ultras Pistoia". Il gruppo è apolitico, non elitario ed usa la goliardia come prima arma. La scelta dei caratteri con il fulmine deriva da una vecchia sciarpa risalente ai tempi della Serie A.
- 1982 (1999)
- Dallo scioglimento delle Brigate Arancioni nacque il gruppo 1982 (anno che richiama la fondazione delle vecchie Brigate), improntato allo scontro con le tifoserie avversarie ma dallo scarso tifo, che si spostò in gradinata. Tale scelta è un altro richiamo storico, poiché le Brigate Arancioni, quando furono fondate nel 1982, risiedevano appunto in Gradinata.
- Ultima Guardia 1921 Pistoia (2007)
- Le Vecchie Brigate (1995)
- Nate nel 1995, sono molto inclini al sostenimento della squadra, e sono sistemate nel settore più alto della Curva Nord.
- Club 82 (1975-2003)
- La storia di questo Club comincia nel lontano 1975 con l'avvento alla presidenza della Pistoiese di Marcello Melani (il mitico Faraone), venne fondato il Club Arancione E. Ghelardini con sede in via Nazario Sauro; il nome fu messo in onore di un amico all'epoca recentemente scomparso e solo nel 1982 è stato ribattezzato con il nome di Club 82. Il Club ha subito anche una fase di oscuramento,in seguito ai problemi societari, si è ripreso con l'approdo in società di Roberto Maltini ed infine ha mutato il nome in Club 82 Arancioni e Basta con spostamento della sede presso il Bar Corallo. Attualmente non è più attivo, ma la speranza di una nuova resurrezione è sempre calda nei cuori dei vecchi soci.
- Barba Group
- Balordi
- Ceppa Clan
- Menti Perdute
- Tipi Loschi
Gemellaggi [modifica]
Rivalità maggiori [modifica]
Rivalità minori [modifica]
Alessandria
Bologna
Brescia
Cesena
Arezzo
Giulianova
Mantova
Massese- Template:Calcio Spal
Grosseto
Pescara
Piacenza
Reggiana
Cavese
Carrarese
Tra i tifosi arancioni acerrima è la rivalità con i tifosi del Prato. Molto sentita è anche la rivalità dei derby con l'Empoli, fatta di striscioni rubati e di altri ironici.
Presidenti e Allenatori [modifica]
Sponsor Ufficiali [modifica]
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Unione Sportiva Pistoiese Nuova Pistoiese Associazione Calcio Pistoiese
Unione Sportiva Pistoiese 1921 |
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Unione Sportiva Pistoiese
Nuova Pistoiese Associazione Calcio Pistoiese
Unione Sportiva Pistoiese 1921 |
Statistiche [modifica]
Individuali [modifica]
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Squadra [modifica]
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Rosa 2012-2013 [modifica]
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Capitani [modifica]
Sergio Borgo (1976-1985)
Andrea Bellini (1988-1996)
Andrea Bellini (1998-2004)
Lorenzo Collacchioni (2004-2005)
Francesco Valiani (2002-2005)
Giovanni Cipolla (2008-2009)
Filippo Breschi (2009-2010)
Gabriele Gemignani (2009-2010)
Francesco Calanchi (2010-2012)
Fabrizio Anzalone poi Alessandro Gambadori (2012-2013)
Curiosità [modifica]
- La Pistoiese ha annoverato nelle proprie fila tre Campioni del Mondo: Giuseppe Dossena (calciatore, 1982), Andrea Barzagli (calciatore, 2006), Marcello Lippi (Commissario Tecnico, 2006).
- Il cantante Francesco Guccini è un acceso tifoso della Pistoiese.[25]
- Le 9 reti messe complessivamente a segno nella stagione 1980-81 valsero al centravanti Vito Chimenti il titolo di miglior cannoniere della Pistoiese in Serie A.
- Lo scrittore Cristian Vitali, che nel suo libro Calciobidoni - Non comprate quello straniero (2010, Piano B Edizioni), cita l'ex giocatore della Pistoiese Luis Silvio Danuello, definendolo il “bidone” per antonomasia, nonostante sia di origini laziali ha ammesso di simpatizzare per i colori della squadra arancione.[26]
Note [modifica]
- ^ La storia del calcio a Pistoia Guida Toscana - Pistoia
- ^ Cristian Vitali - Luis Silvio Danuello - Il "bidone" per eccellenza, "meteora" per antonomasia Calciobidoni.it, 12-03-2006.
- ^ Pistoiese e Savoia in B, bomba-carta sul portiere del Lumezzane Corriere della Sera, 14-06-1999.
- ^ Il Lumezzane sconfitto spera nella vittoria a tavolino. E l'AlbinoLeffe vola in C1 Corriere della Sera, 14-06-1999.
- ^ CAF: la Pistoiese in B penalizzata di 4 punti Corriere della Sera, 26-06-1999
- ^ Pistoiese senza Presidente: è morto Anselmo Fagni Tuttomercatoweb, 03-11-2005.
- ^ La Pistoiese alla famiglia Braccialini Il Tirreno, 20-06-2007.
- ^ «Vogliamo la squadra in serie B fra tre anni» Il Tirreno, 21-05-2007.
- ^ Andrea Bellini ha totalizzato 396 presenze e 25 reti con la maglia della Pistoiese tra Serie B, Serie C1, Serie C2 e Interregionale.
- ^ Stefano Sica - Pistoiese: Bellini resterà sulla panchina arancione Tuttomercatoweb, 30-10-2007.
- ^ Cristiano Marcacci - La storia di Braccialini, da ultrà a Presidente Il Tirreno, 19-07-2007.
- ^ Pistoiese ceduta a gruppo bolognese, Tuttosport, 19-06-2009.
- ^ Bortolotti aprirà anche un'azienda in Via Sestini Il Tirreno, 20-06-2009.
- ^ La Pistoiese non c'è più troppi debiti, società radiata Il Tirreno, 14-07-2009.
- ^ Riccardo Agostini - Pistoiese, scende in campo Righi. «Ripartirò anche dalla Serie D e in un anno subito in Lega Pro» Il Tirreno, 18-07-2009.
- ^ Riccardo Agostini - Pistoiese, ricorso respinto. Ultimatum del Sindaco al Presidente Bortolotti Il Tirreno, 24-07-2009.
- ^ Enzo Cabella - Pistoiese bocciata dal TAR: si riparte dall'Eccellenza La Nazione, 08-08-2009.
- ^ Enzo Cabella - Nasce la Pistoiese: tutti svincolati, ecco i primi arrivi La Nazione, 13-08-2009.
- ^ Pistoiese: una maglia a Roberto Maltinti Tuttomercatoweb, 06-12-2009.
- ^ Eugenio Fagnoni - «Qui per aiutare la Pistoiese» Il Tirreno, 05-10-2009.
- ^ Gabriele Terreri - La Pistoiese esonera Oliviero Di Stefano Blognotizie.it, 18-02-2010
- ^ Giulio Corsi - Via Di Stefano, ecco Bianconi Il Tirreno, 19-02-2010.
- ^ Saverio Melegari - Il DG Paolo Giovannini lascia la Pistoiese: sarà DS a Pontedera Il Tirreno, 12-04-2012.
- ^ Raimondo De Magistris - Pistoiese, esonerato Gabbanini. Morgia nuovo tecnico Tuttomercatoweb.com, 18-02-2013.
- ^ Intervista al cantante Francesco Guccini.
- ^ Fabrizio Romano - I bidoni del calcio, parla Cristian Vitali Terza-Pagina, 05-12-2010.
Bibliografia [modifica]
- Orio Bartoli, "U.S. PISTOIESE - Trent'anni dopo", Edi Grafica Edizioni, 1977.
- Carlo Fontanelli, "1921-2001 LA SQUADRA ARANCIONE - Gli 80 anni della Pistoiese", Geo Edizioni, Dicembre 2000.
- Cristian Vitali, "CALCIOBIDONI - Non comprate quello straniero", Piano B Edizioni, Giugno 2010.

