Luis Silvio Danuello

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Luis Silvio Danuello
Immagine:Luissilvio.jpg
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Dati biografici
Nome Luis Silvio Danuello
Nato 28 gennaio 1960
Julio Mesquita
Paese bandiera Brasile
Nazionalità
Passaporto {{{passaporto}}}
Morto
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Altezza 165 cm
Peso 62 kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Ala
Squadra
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
Squadre di club1
 ? Marília  ? (?)
1980 Palmeiras  ? (?)
1980 Ponte Preta  ? (?)
1980-1981 Pistoiese 6 (0)
 ? Botafogo-SP  ? (?)
1988 São José  ? (?)
1989 Grêmio Maringá  ? (?)
 ? Náutico  ? (?)
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati

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Palmarès

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Luis Silvio Danuello (Julio Mesquita, 28 gennaio 1960) è un ex calciatore brasiliano in attività negli anni settanta e ottanta nel ruolo di ala.

Indice

[modifica] Caratteristiche tecniche

Luis Silvio Danuello non era realmente un attaccante bensì un'ala veloce, abile nel dribbling e nei cross da fondo campo.

[modifica] Carriera

[modifica] Club

In occasione del campionato 1980-81, vennero riaperte le frontiere per permettere alle società italiane di acquistare un calciatore proveniente da federazione straniera, dopo la chiusura decretata a seguito della negativa spedizione azzurra ai Mondiali di calcio 1966.

La Pistoiese rivolse le sue attenzioni al mercato brasiliano e allo scopo inviò l'allenatore in seconda Giuseppe Malavasi. L'obiettivo era la punta del Palmeiras Palinho ma in occasione di un incontro del campionato di San Paolo tra Ponte Preta e Comercial Malavasi vide all'opera il giovane ventenne Luis Silvio Danuello, e ne rimase impressionato. Danuello proveniva dal Marilia, piccola squadra che vinse il più importante torneo giovanile brasiliano, la Taca Sao Paulo. Alla Ponte Preta era arrivato in prestito dal Palmeiras.

Velocità, classe, persino fiuto del goal (segnò entrambi i goal della partita, vinta 2-0 dalla Ponte Preta), quel giovane aveva tutte le qualità che facevano al caso della società toscana.

Il prezzo (solo 170 milioni) convinse Malavasi e l'affare venne concluso con la mediazione del famoso manager Juan Figer.

Danuello venne presentato alla tifoseria come l'attaccante capace di dare alla Pistoiese quel quid in più che necessitava una società neopromossa senza grosse ambizioni, se non quella della salvezza, anche se suscitava qualche perplessità il fatto che gli altri calciatori brasiliani ingaggiati da squadre italiane (Falcão ed Eneas) non lo avessero mai sentito nominare.

L'esordio però non fu dei migliori, così come le successive 6 partite di campionato. Apparve chiaro ai più che l'acquisto del giovane della Ponte Preta fu causato da un clamoroso abbaglio tecnico perché non era arrivato un attaccante bensì un’ala, di discreto impasto tecnico ma non utile nel contesto della squadra, che necessitava piuttosto di un attaccante.

Danuello venne così confinato inizialmente in panchina, poi in tribuna e quindi fuori rosa. Divenne in pratica quasi un corpo estraneo a tal punto che a stagione inoltrata se ne tornò in Brasile senza l'autorizzazione della società. Riapparve l'estate dell'anno successivo chiedendo il minimo dello stipendio essendo ancora sotto contratto. Ovviamente non fu accontentato. Invano la Pistoiese cercò di piazzarlo come pedina di scambio nel mercato interno e internazionale. Inevitabile quindi il suo ritorno definitivo in Brasile e la nomea di “bidone” per antonomasia, un marchio che ancora oggi rimane indelebile.

[modifica] Curiosità e leggende metropolitane

Su questo calciatore fiorirono in seguito delle leggende metropolitane, ad esempio che non si trattasse di un calciatore. Le più fantasiose raccontavano che avesse aperto un bar, che facesse il pizzaiolo o che recitasse in alcuni film porno, se non addirittura che vendesse gelati allo stadio di Pistoia.

Alcune cronache svelarono poi che il manager Figer avvertì i dirigenti della Ponte Preta dell'interessamento della Pistoiese, e così la società paulista fece in modo che la squadra giocasse la partita contro il Comercial solo per mettere in mostra le doti di Danuello, facendolo per giunta giocare da punta pura, così da impressionare ancora di più Malavasi.

Sul fatto che Danuello fosse un calciatore quindi non c'è alcun dubbio. A conferma di ciò, il Guerin Sportivo scoprì che nel 1988 l'ex bidone per eccellenza tra gli stranieri giunti nel campionato italiano dal 1980 ad oggi era la stella del San Josè, squadra della Prima Divisione Brasiliana.

[modifica] La verità di Luis Silvio

Rintracciato dalla Gazzetta dello Sport[1] ad inizio 2007, Luis Silvio Danuello ha risposto in maniera decisa a tutte le voci e le leggende metropolitane che si erano create su di lui, sostenendo di aver lasciato l'Italia nel 1981 per non tornarci più.

Ha spiegato inoltre che all'arrivo in Italia, all'aeroporto, uno dei dirigenti della Pistoiese gli chiese se era una punta e lui, confondendo la parola italiana "punta" con quella portoghese "ponta" che signfica ala, rispose affermativamente, dando vita ad un grosso equivoco.

Ricordando di essere anche stato eletto calciatore rivelazione del Brasile nel 1979, ha rivendicato poi la propria passata competitività calcistica, ricordando di aver giocato in alcune delle più importanti squadre brasiliane quali Palmeiras, Ponte Preta e Botafogo di Riberao Preto, e negando anche che il Ponte Preta avesse truccato una partita per convincere l'osservatore della Pistoiese.

Ha infine aggiunto di avere investito i guadagni del calcio nella "Maripeças", cioè la rivendita di ricambi per macchine industriali.

[modifica] Note

  1. ^ L'intervista della Gazzetta


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