S.P.A.L. 2013

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S.P.A.L. 2013
Calcio Football pictogram.svg
Spalstemma.png
Spallini, Biancazzurri, Estensi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Azzurro e Bianco con colori di Ferrara.png Bianco e azzurro
Simboli Cerbiatto
Inno Forza SPAL
Andrea Poltronieri
Dati societari
Città Ferrara
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1907
Rifondazione 2005
Rifondazione 2012
Rifondazione 2013
Presidente Italia Walter Mattioli
Allenatore Italia Oscar Brevi
Stadio Paolo Mazza
(19 000 posti)
Sito web www.spalferrara.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Trofei internazionali 1 Coppa dell'Amicizia
Si invita a seguire il modello di voce

La S.P.A.L. 2013, il cui acronimo sta per Società Polisportiva Ars et Labor[1], è una società calcistica italiana con sede nella città di Ferrara.

Il club originale venne fondato nel 1907 e fu rifondato nel 2005 mediante il lodo Petrucci in seguito al fallimento del precedente assetto societario. Anche questa seconda società non riuscì però nel 2012 a ripresentare l'iscrizione alla propria categoria di competenza, fallendo nuovamente.

Nella sua storia la SPAL ha vantato 21 partecipazioni al massimo campionato italiano, di cui 16 alla attuale Serie A, detenendo un palmarès che comprende una Coppa Italia di Serie C, una Coppa dell'Amicizia italo-svizzera e il primo posto nel campionato di Serie B 1950-1951. La SPAL è anche la società che ha disputato il maggior numero di edizioni del soppresso campionato di Serie C1.

Nella stagione 1959-1960 la squadra ferrarese ha raggiunto il maggior risultato a livello nazionale della sua storia giungendo al quinto posto in Serie A.

Nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, che tiene conto di tutte le 61 squadre di calcio che hanno militato almeno una volta nella massima serie nazionale, la SPAL si colloca al 25º posto con 470 punti.[2]

La SPAL gioca le proprie gare interne allo Stadio Paolo Mazza dal 1951.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originale di quella che sarebbe poi divenuta la SPAL vide la luce nel 1908 per iniziativa di un sacerdote salesiano, Pietro Acerbis, all’epoca direttore dell’oratorio ferrarese di via Coperta: questi fondò un circolo religioso-culturale dal nome Ars et Labor che successivamente, un paio d’anni dopo, ad opera del nuovo direttore, divenne “Circolo Ars et Labor” e aggiunse alle attività artistiche anche quelle sportive, inizialmente atletica e ciclismo. I colori sociali adottati furono il bianco e l’azzurro, ovvero quelli dello stemma della congregazione dei Salesiani. La sezione calcistica fu istituita nel 1912, quando il ramo sportivo si staccò dall’oratorio e si costituì in “Società Polisportiva Ars et Labor”. Inizialmente la squadra di calcio fu conosciuta con il nome di Associazione Calcio Ferrara. Si dovette attendere il 1919 e la fine della Grande Guerra perché anche la sezione calcistica uniformasse il suo nome a quello di tutta la polisportiva. La prima partita di calcio ufficiale giocata con la denominazione attuale fu SPAL-Triestina 1-4, 16 giugno 1919.

Tra il 1920 e il 1925 la SPAL militò in Serie A: in quel periodo il suo massimo risultato fu la semifinale del campionato nazionale (1922), persa contro la Sampierdarenese. Retrocessa nel 1925, non entrò nella composizione della Serie A a girone unico nel 1929 e fu assegnata al campionato di Serie B. Da quel momento, e per più di un decennio, la SPAL andò incontro a una lunga storia di retrocessioni, cambi di nome e, perfino, di colori sociali (per un periodo la squadra, con il nome di Associazione Calcio Ferrara adottò maglie a strisce bianco-nere in omaggio ai colori civici della città estense). Negli anni venti e trenta comunque spiccano il volo da Ferrara per la Serie A calciatori del calibro di Bruno Bertacchini, Elvio Banchero, Abdon Sgarbi – che vestirà anche la maglia azzurra – Aldo Barbieri, Archimede Valeriani, Mario Romani, Savino Bellini e successivamente negli anni quaranta, Otello Badiali e Albano Luisetto.

SPAL 1922/23.

L'avvento di Mazza ed il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, si tornò al bianco-azzurro e al nome SPAL sotto il nuovo presidente – ed ex allenatore della squadra – Paolo Mazza, che successivamente i giornalisti sportivi ribattezzeranno il Mago di campagna, la SPAL tornò in Serie B e con Mazza cercò di ritornare in Serie A, impresa che apparve complicata ma che non impedì al suo presidente di piazzare molti giovani promettenti come la cessione per circa due milioni dell'epoca per il centravanti Mario Astorri alla Juventus nel 1946, che era costato un anno prima appena 25 000 lire.

SPAL 1945/46

Altro colpo importante di quegli anni fu la cessione di Egisto Pandolfini anche lui acquistato dalla Fiorentina per poche lire e successivamente rivenduto alla stessa squadra viola per una cifra stratosferica.

La Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 la SPAL con Antonio Janni allenatore e Giovanni Emiliani capitano, vince il campionato di Serie B ed ebbe accesso per la prima volta alla Serie A a girone unico, per l’occasione inaugurando il suo nuovo stadio, il Comunale. La formazione di tipo di quell'anno era la seguente: Bertocchi, Guaita, Carlini; Emiliani, Macchi, Nesti; Trevisani, Colombi, Biagiotti, Bennike, Fontanesi. Oltre a loro, Dini, Patuelli e Rosignoli.

La SPAL del primo campionato in Serie A 1951/52.

Il quindicennio successivo vide la SPAL alla ribalta del calcio nazionale anche se nel 1954 venne costretta agli spareggi ma riuscì a salvarsi condannando il Palermo con le reti di Bernardin e Olivieri. Nel 1955, benché retrocessa, venne ripescata per illecito sportivo di Udinese e Catania.

Mazza e le scoperte dei suoi talenti[modifica | modifica wikitesto]

Molti furono i giocatori resi celebri dalla SPAL in quegli anni: il portiere Bugatti (poi venduto al Napoli), prelevato dal Seregno nel settembre 1951, fu chiamato in Nazionale dopo soli nove mesi di permanenza in maglia bianco-azzurra; non fu l'unico, un gran numero di giocatori vennero poi valorizzati dalla società ferrarese e andarono poi a raccogliere successi nelle squadre più famose, come Alberto Fontanesi alla (Lazio e successivamente all'Udinese), Antonio Nuciari, Domenico De Vito alla Triestina Armando Picchi, Franco Zaglio, Costanzo Balleri, Beniamino Di Giacomo e Egidio Morbello (all'Inter), Giorgio Bernardin (prima all'Inter poi alla Roma), Sergio Carpanesi (alla Roma poi alla Sampdoria), Carlo Novelli (al Napoli), Orlando Rozzoni (all'Udinese quindi alla Lazio), Fabio Capello (a Roma, Juventus e Milan), Albertino Bigon (a Foggia, Milan e Napoli), Gianfranco Bozzao, Adolfo Gori, Luigi Pasetti e Carlo Dell'Omodarme (alla Juventus), Saul Malatrasi (all'Internazionale, Fiorentina e infine Milan), Gianni Bui (prima al Bologna poi al Milan e Torino), Carlo Facchin (al Torino e quindi alla Lazio), Ernesto Galli (al Vicenza), Giuliano Bertarelli e Dante Micheli (alla Fiorentina), Edoardo Reja (al Palermo) e Luigi Delneri (all'Udinese). Ma importanti saranno in quegli anni calciatori che arriveranno alla SPAL con una carriera già consacrata come Sergio Cervato, Giovanni Mialich, Onorio Busnelli, Battista Rota, Angelo Villa, gli svedesi Sigvard Lofgren e Dan Heiner Ekner, Enzo Matteucci, Manlio Muccini, Gianni Corelli, Ottavio Bianchi, Carlo Mattrel, Osvaldo Bagnoli, Fulvio Nesti, l'ungherese Jenő Vinyei, i danesi Nils Bennike e Dion Ørnvold, Vincenzo Gasperi, Giancarlo Vitali, Pietro Broccini, Sergio Sega, Silvano Trevisani, Giulio Pellicari, Alberto Orlando, Glauco Tomasin, Enrico Muzzio, Edoardo Dal Pos e Aulo Gelio Lucchi.

SPAL, campionato di Serie A 1955/56.

Come anche saranno importanti calciatori che avranno la carriera stroncata o gravemente compromessa da infortuni come nel caso di Giovanni Ferraro, Osvaldo Riva, Arturo Bertuccioli, Maurizio Moretti, Eugenio Bruschini e Gianfranco De Bernardi.

Miglior piazzamento in Serie A e l'arrivo di Massei[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato 1959/60 è quello del migliore piazzamento in assoluto nella Serie A, ovvero il quinto posto finale in classifica. Dopo che il campionato precedente si rivelò disastroso, Mazza ritenne indispensabile rinnovare profondamente la squadra. Cedette gli anziani Villa, Vitali, Dal Pos, Broccini, Lucchi e Toros, vendette gli emergenti Malatrasi e Rozzoni per acquistare il ventenne Micheli, Rossi, i debuttanti in Serie A Picchi e Balleri, l'esperto Ganzer, e i rientranti Novelli e Corelli. Dall'anno precedente conservò i soli Bozzao, Morbello, Maietti e Pandolfini. Acquistò inoltre Massei, ritenuto finito, oltre al terzo portiere dell'Inter Nobili.

La SPAL del 5º posto in Serie A 1959/60.

Il calciatore simbolo degli anni della Serie A resta pertanto il fuoriclasse argentino Oscar Massei che resterà ininterrottamente a Ferrara per ben 9 stagioni consecutive. Quindi la SPAL, contro ogni pronostico, arrivò quinta in Serie A – a pari merito con Padova e Bologna. Questo piazzamento fu, come detto, il suo migliore, risultando nella Classifica finale inferiori solamente alla Juventus campione d’Italia, alla Fiorentina, al Milan e all’Inter: il dato è significativo, perché si trattava delle quattro squadre che unite avevano vinto tutti gli scudetti del decennio precedente. La SPAL arrivò quinta con la seguente formazione tipo: Nobili (Maietti), Picchi, Balleri; Ganzer, Bozzao, Micheli; Novelli, Corelli, Rossi, Massei, Morbello. Oltre a loro Catalani, Trentini, Cecchi, Balloni e Pandolfini. L'allenatore fu Fioravante Baldi e il miglior cannoniere della SPAL risultò Egidio Morbello con 12 reti in 33 partite giocate.

Finale di Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962 la SPAL raggiunse la finale di Coppa Italia, perdendo contro il Napoli, allora militante in Serie B. La SPAL, Allenata da Serafino Montanari, schierò Patregnani, Muccini, Olivieri; Gori, Cervato, Riva; Dell'Omodarme, Massei, Mencacci, Micheli, Novelli. Il Napoli passò subito in vantaggio su punizione con il ferrarese ed ex spallino Gianni Corelli al 12', la SPAL pareggiò al 15' con Micheli, ma Pierluigi Ronzon al 79' portò definitivamente in vantaggio gli azzurri regalando così alla squadra partenopea il primo trofeo della sua storia.

La SPAL del 1961-1962 che conquistò la finale di Coppa Italia.

La prima retrocessione ed il ritorno in A[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 dopo che la SPAL raggiunge un ottimo ottavo posto avviene, tra l’altro, una svolta storica: il vecchio disegno delle maglie a tinta unita azzurra con bordi bianchi lasciò il posto a quello a strisce verticali. Dopo tredici anni consecutivi la SPAL retrocede in Serie B nel 1964. Un campionato di Serie B nel 1964-65 ed un terzo posto che valse una nuova promozione in Serie A con una squadra composta da Bruschini, Olivieri, Bozzao; Bertuccioli, Ranzani, Frascoli; Crippa, Bagnoli, Cavallito, Massei, Muzzio. Altri giocatori schierati furono Cantagallo, Cervato, Riva, Balleri, Pasetti, Moretti, De Bernardi, Fochesato, Novelli I, Pezzato, Scali, Bellei e soprattutto il giovanissimo Capello, allenatore era Francesco Petagna.

La SPAL del ritorno in Serie A 1964/65.

Dopo il ritorno in Serie A, la SPAL rimase per altre tre stagioni nella massima serie, riuscendo a salvarsi nel 1966 e 1967 in modo spesso rocambolesco, poi con il passaggio della Serie A da 18 a 16 squadre, nel 1968 retrocesse definitivamente e da quel campionato non sarebbe mai più tornata nella massima serie.

Il viale del tramonto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Serie B arrivò addirittura la Serie C nel 1969 in uno sfortunatissimo campionato dove Alberto Orlando, su cui poggiavano le speranze di riscossa, si infortunò e giocò solo 6 partite senza realizzare nemmeno una rete. In quell'anno Mazza subisce, per la prima volta, critiche esplicite e l'ironia di molti ferraresi che ricordavano la sua promessa a inizio campionato: vi prometto un anno di B. In quel campionato gioca le sue ultime partite di calcio professionistico Gastone Bean che però non riuscirà ad impedire l'amara retrocessione dei biancoazzurri.

La SPAL della promozione in Serie B campionato 1972/73.

Gli anni '70-'80 e la fine dell'era Mazza[modifica | modifica wikitesto]

Dopo quattro anni di Serie C nel corso dei quali si erano alternati come allenatori Giovan Battista Fabbri, Tito Corsi e Cesare Meucci – alla fine del 1972 Mario Caciagli sostituisce sulla panchina biancoazzurra Eugenio Fantini imprimendo una clamorosa svolta al campionato; Franco Pezzato al termine del campionato sarà il goleador e la SPAL ritorna in Serie B. Resterà fra i cadetti altri quattro anni. La squadra dell'incredibile nuova promozione era composta da Marconcini, Croci, Vecchiè, Boldrini, Cairoli, Rinero; Donati, Tartari, Goffi, Mongardi, Pezzato. Altri giocatori schierati furono: Cariolato, Romano, Benedetti, Ragonesi e Fattori.

La SPAL del campionato di Serie B 1978-1979

Nel 1976 – al quarto campionato di B, dopo che a Caciagli si sono succeduti Umberto Pinardi e Guido Capello – Mazza viene estromesso con un blitz poco elegante: dopo trent'anni di successi calcistici e dopo essere stato Commissario Tecnico della Nazionale nel 1962 ai Mondiali del Cile, la società passa a Primo Mazzanti che era già da tempo nella dirigenza spallina ed a Mazza non resterà che prendere amaramente atto che la sua epoca è conclusa. La SPAL, condotta da un vertice impreparato, retrocede di nuovo nel 1977 con Luisito Suarez allenatore ma ritorna in Serie B nel 1978 di nuovo con Caciagli, che entra in modo definitivo nella storia bianco-azzurra, ed ancora per quattro anni. Subisce una nuova retrocessione in C1 nel 1982 con "Titta" Rota prima e Ugo Tomeazzi poi in panchina. L'anno precedente memorabile fu la trasferta della SPAL a San Siro contro il Milan, allora retrocesso in Serie B. Una partita divenuta scandalo, per il rigore annullato alla SPAL dopo il gol di Oriano Grop, e soprattutto per il famoso gol di mano di Walter Novellino, che fece vincere il Milan per 2-1.

La SPAL del campionato di Serie C1 1983-1984

Dopo il campionato in Serie C1 con Gaetano Salvemini prima e Giovanni Seghedoni poi come allenatori, pare riaversi sotto la guida di Giovanni Galeone arrivando quarta nel 1984 formazione tipo : Ferioli , Siviero . Ferretti , Fraschetti , Pighin Zarattoni ,Gustinetti , Lamiacaputo Bresciani , De Gradi , Trombetta , poi ancora con Ferruccio Mazzola e successivamente, nel 1989, scende in Serie C2.

Dagli anni '90 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'era di Giovanni Donigaglia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della SPAL utilizzato dal 1980 al 1995

Nel 1990 la SPAL ottiene il secondo peggior risultato della sua storia con il decimo posto in Serie C2. Sempre nel 1990 la società viene rilevata dalla Coopcostruttori, una cooperativa di costruzioni del Ferrarese, all'epoca vero e proprio colosso del proprio settore. Nuovo Presidente diventa il massimo dirigente della cooperativa stessa, l'argentano Giovanni Donigaglia. Accanto a CoopCostruttori rimangono con quote di minoranza anche parte dei vecchi soci, l'ex presidente Ravani su tutti.

Con questa configurazione la Spal si ritrova di colpo ricchissima, con una disponibilità di mezzi finanziari come mai, nella propria storia, era accaduto. Al calciomercato non vengono lesinati sforzi e denaro, ed in due stagioni la squadra ottiene il doppio salto dalla Serie C2 alla Serie C1 e da questa alla Serie B, nel primo caso dopo un vittorioso spareggio a Verona contro la Solbiatese, nel secondo dominando il campionato, con il ritorno di Giovan Battista Fabbri come allenatore e Gian Cesare Discepoli come vice.

Una volta in serie cadetta, la squadra viene totalmente rivoluzionata per tentare l'immediato approdo alla Serie A. Si sogna in grande, in città c'è chi sogna una Spal da coppe europee: non mancano, d'altronde, né l'entusiasmo (sempre 20 000 spettatori nelle partite casalinghe) né le possibilità economiche. Gli ingenti mezzi finanziari profusi non sono però accompagnati dalla necessaria pianificazione, smantellando il gruppo della doppia promozione per acquistare giocatori non sufficientemente motivati o tecnicamente inadatti alla causa; tra i nuovi arrivi gli attaccanti Marco Nappi e Massimo Ciocci, l'ex difensore della Juventus Dario Bonetti, la meteora Armando Madonna e il giovane Giovanni Dall'Igna; sono state inoltre determinanti le cessioni di Giorgio Zamuner e di Davide Torchia. La squadra retrocede subito, nonostante un serrato testa a testa con la Fidelis Andria nell'ultima parte del torneo.

Dopo tre tentativi di immediato ritorno in Serie B (con due eliminazioni ai play-off subite dal Como, l'ultima con un 3-6 casalingo) il presidente Donigaglia decide per un ridimensionamento degli impegni della CoopCostruttori, e nel 1996 cede contestualmente a Vanni Guzzinati la carica di Presidente, rimanendo nelle insolite vesti di "patron". Ne segue una stagione culminata con la retrocessione in Serie C2 perdendo i play-out contro l'Alzano Virescit.

Con la squadra caduta al proprio minimo storico, Donigaglia riassume la presidenza e dà immediatamente impulso per un'immediata risalita: affida il compito di formare la squadra all'esperto DS ferrarese Roberto Ranzani (reduce dalla Serie B con il Ravenna), il quale sceglie come allenatore De Biasi e, confermando soltanto 3 giocatori dall'annata precedente, modella un'autentica corazzata portando a Ferrara giocatori come Cancellato, Fimognari, Pierobon e l'esperto Fausto Pari.

La squadra riconquista immediatamente la Serie C1 al termine di un entusiasmante duello con il Rimini (70 punti finali). L'anno successivo (1998) Ranzani è protagonista di un mercato estivo con scelte oculate volte a rinforzare ulteriormente un telaio già molto competitivo (su tutti il regista Antonioli, il cui apporto non si rivelerà però pari alle attese, la punta Lucidi e la giovane promessa Ginestra). Dopo un'ottima partenza ed una crisi di risultati coincisa con un doppio lungo infortunio del bomber Cancellato, con i play-off sfumati solo all'ultimo, la squadra giunge comunque alla vittoria della Coppa Italia Serie C. Il finale di campionato, con il mancato raggiungimento degli importanti obiettivi in cui la piazza aveva ormai riposto più di una speranza, porta però alcune incomprensioni tra società e guida tecnica, sfociate con la mancata conferma dell'allenatore De Biasi (nonostante avesse ancora un anno di contratto). I successivi sono campionati piuttosto anonimi: il giocatore più interessante di quel periodo fu certamente Sergio Pellissier, giunto per 2 campionati in prestito dal Chievo.

L'era della coppia Di Nardo e Pagliuso[modifica | modifica wikitesto]

Visti i problemi economici che colpiscono la CoopCostruttori, nel 2002 la società è acquisita da Paolo Fabiano Pagliuso (all'epoca, proprietario e Presidente del Cosenza) cedendo però la carica presidenziale a Lino Di Nardo, commercalista cosentino ed uomo di fiducia del nuovo "patron". Essi scelgono come primo allenatore del loro ciclo l'ex allenatore del Cesena Walter De Vecchi. Del precedente ciclo rimangono solo 9 giocatori, tra cui il portiere Andrea Pierobon, il centrocampista e futuro allenatore della Spal Stefano Vecchi e l'attaccante Gianluca Temelin.

Il mercato porta numerosi giocatori dal Cosenza alla Spal tra cui Luca Altomare, Marco Colle, Fabio Di Sole e Tommaso Tatti. La rivoluzione continua con gli arrivi degli attaccanti Fabio Artico, Mario La Canna e Daniele Cacia, i centrocampisti Carlos Aurellio, Francesco Paonessa e Salvatore Papa, i difensori Francesco Zanoncelli e Paolo Minardi. La rivoluzione però non fa ottenere subito dei buoni risultati alla squadra ferrarese, e solo con l'esonero di Walter De Vecchi e l'arrivo in panchina di Giuliano Sonzogni la squadra si riprende e chiude il campionato al 13º posto, anche a causa di gravi vicende che portano all'arresto di Pagliuso ed al congelamento dei suoi beni.

La ripresa nel finale di stagione vale la riconferma dell'allenatore per la stagione 2003-04, la campagna acquisti vede alcuni rinforzi, tra cui Andy Selva e Davide Succi, in un'ottica però di complessivo ridimensionamento dovuta alle vicende extrasportive del proprio patron. La stagione sembra ripercorrere quella precedente, infatti dopo una serie di risultati negativi viene richiamato Gian Cesare Discepoli che grazie alla sua esperienza riesce a portare la Spal ad un ottimo 9º posto. La stagione 2004-05 è amara: la panchina viene affidata a Massimiliano Allegri dopo il rifiuto dello stesso Discepoli a proseguire l'avventura.

A causa della profonda crisi societaria non è possibile investire per potenziare la squadra (su tutti, si ricorda il mancato rinnovo del contratto di Raffaele Cerbone, uno dei motivi alla base del passo indietro di Discepoli). La stagione si conclude con il 9º posto in campionato. La successiva estate vede una campagna acquisti all'insegna del rinnovamento, con l'ingaggio del tecnico Ezio Glerean e l'arrivo di molti nuovi giocatori. Tuttavia, in un caldo giorno di mezza estate la gloriosa vecchia Spal viene esclusa da tutti i campionati a causa del fallimento societario dovuto ad un dissesto finanziario.

L'arrivo di Gianfranco Tomasi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2005 fu istituita la Spal 1907. La squadra fu iscritta al campionato di Serie C2 2005-06. Il Presidente diventa Gianfranco Tomasi, imprenditore edile di Comacchio, che subito non lesina impegno e mezzi economici.

Dopo una prima stagione partita in ritardo a seguito della riammissione tra i professionisti grazie al Lodo Petrucci, in cui si è ottenuta una stiracchiata salvezza, nei due successivi campionati vengono allestite formazioni con l'intento di puntare alla promozione in C1, ingaggiando giocatori che avrebbero dovuto rappresentare delle eccellenze per la C2, quali il capocannoniere del girone A Nicola Bisso, lo svizzero ex Napoli e Lecce David Sesa, l'argentino ex Palermo e Padova Christian La Grotteria ed il ritorno del difensore ex romanista Cristian Servidei, uno degli artefici della doppia cavalcata dalla C2 alla B della Spal nei primi anni novanta.

Entrambi i tentativi tuttavia non andranno a buon fine: la squadra viene eliminata in semifinale playoff sia nel 2006-07 ad opera della Paganese che nel 2007-08 contro il Portogruaro.

L'era Butelli e la rinuncia alla Lega Pro[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della SPAL utilizzato dal 2008 al 2012

A seguito di contestazioni di una parte della tifoseria più accesa che a più riprese lo invita ad andarsene, imputandogli soprattutto il mancato riacquisto all'asta del marchio della vecchia Spal (andato all'ex vicepresidente Benasciutti per 232 000 euro), Tomasi cede nel giugno del 2008 il pacchetto di maggioranza all'imprenditore lucchese di origine emiliana Cesare Butelli. Tomasi lascia a Butelli una società finanziariamente in regola, questo fattore si rivela di fondamentale importanza quando nel luglio 2008 la società viene ripescata (insieme a Pro Patria e Lanciano) nel campionato di C1, ora denominato Prima Divisione Lega Pro. Complice l'improvviso ripescaggio, il nuovo presidente Butelli (affidatosi a Gianbortolo Pozzi come direttore generale) è costretto a cambiare l'impostazione del mercato estivo, presentando ai nastri di partenza del campionato una formazione che punta al mantenimento della categoria. La squadra, affidata all'emergente trainer Aldo Dolcetti ed in cui spicca il giovane centravanti marocchino Rachid Arma, parte molto bene per poi calare vistosamente verso fine campionato.

Al termine della stagione 2008-09 la SPAL si classifica al sesto posto della graduatoria e viene esclusa dai playoff, nonostante l'inutile vittoria contro il Pergocrema per 2 a 1 all'ultima giornata, successo reso vano dai pareggi di Padova e Reggiana alle quali serviva un punto per giocarsi gli spareggi promozione. La stagione 2009-10 dei biancazzurri non parte nel modo migliore, complici anche alcune discutibili scelte di mercato come la cessione dell'attaccante-rivelazione Arma dopo la seconda giornata di campionato, senza avere nel frattempo scelto un sostituto, rimpiazzandolo soltanto un paio di mesi dopo con lo svincolato centravanti Giacomo Cipriani. L'andamento negativo della squadra dopo le prime tredici giornate convince la dirigenza spallina ad esonerare mister Aldo Dolcetti, chiamando al suo posto Egidio Notaristefano. Il neo-tecnico risolleva le sorti della SPAL che, dall'ultimo posto di inizio gennaio, si classifica settima all'ultimo turno battendo il Foggia per 3 a 0, regalandosi l'ingresso nella Tim Cup dell'anno successivo e condannando i pugliesi a disputare i play-out per non retrocedere.

Il campionato 2010-11 della truppa guidata da mister Notaristefano prima e Gian Marco Remondina poi, è un fallimento totale: durante il mercato estivo viene assemblata una squadra con l'intento di ambire alle posizioni nobili della classifica, confermando i migliori giocatori della stagione precedente (Cipriani e Zamboni su tutti) e completando la rosa con elementi di qualità come Ravaglia, Melara e Fofana. L'avvio è ottimo fino a Natale, con la squadra stabilmente nelle prime posizioni. Da quel momento una grossa involuzione di gioco e di prestazioni, complice l'infortunio del bomber Cipriani, che lo costringerà fuori quasi per l'intero girone di ritorno, sfociano in un'impressionante serie di risultati negativi. Il traguardo dei playoff che si era prefissata la triade Butelli, Bena, Pozzi resta un miraggio.

Il campionato 2011-12 non inizia sotto i migliori auspici: partita con una squadra molto giovane e con il dichiarato intento di abbattere al massimo il monte-ingaggi sfruttando al contempo i contributi previsti per l'utilizzo dei giocatori giovani, la società del presidente Butelli si ritrova subito di fronte a 2 punti di penalizzazione per inadempienze economiche (a causa della mancata corrisponsione di stipendi e contributi ai propri dipendenti). Dopo una partenza difficile dal punto di vista sportivo (solo 15 punti "sul campo" al termine del girone d'andata), alla successiva scadenza di novembre la società è nuovamente inadempiente rispetto ai pagamenti degli emolumenti e dei contributi dei dipendenti, perdendo il diritto ai contributi per l'utilizzo dei giovani[3] e subendo un'ulteriore penalizzazione di 2 punti da scontare in campionato. La serie degli inadempimenti non si interrompe nemmeno alla scadenza di febbraio, e questo costa alla Spal altri 4 punti in classifica, penalizzazione confermata nonostante un tentativo di appello da parte della società. La Spal risulterà dopo una lunga serie di inadempienze la società del proprio girone maggiormente penalizzata, con un totale di 8 punti sottratti alla propria classifica, una situazione mai verificatasi in tutta la sua gloriosa storia. L'assai precaria situazione finanziaria della società si riflette anche in campo legale, con alcuni dipendenti e fornitori che presentano istanze di fallimento per recuperare le proprie spettanze.

Al termine della stagione regolare la Spal si piazza quart'ultima con 34 punti (42 sul campo) e nei playout pesca il Pavia terz'ultimo. Nella gara d'andata del 20 maggio i biancazzurri impattano 0-0 in trasferta ma sette giorni dopo al "Paolo Mazza" vengono sconfitti 2-0 dai lombardi e retrocedono amaramente in Lega Pro Seconda Divisione. Ancora una volta però le maggiori preoccupazioni del popolo spallino non riguardano la sorte sportiva ma quella societaria, in quanto l'udienza fallimentare di giugno e le successive scadenze imposte dalla Lega rappresenteranno il vero ed ultimo banco di prova per la sopravvivenza stessa della Spal.

Il 13 luglio viene esclusa dal campionato 2012-13 per problemi economici e il 16 luglio non presenta ricorso.La storia della vecchia società ebbe fine un anno dopo l'11 settembre 2013 con la radiazione dalla FIGC per fallimento[4]. Il 31 marzo 2014 il Tribunale di Ferrara ha notificato la dichiarazione di fallimento, respingendo la richiesta di concordato di Butelli e mettendo la società per azioni in liquidazione[5]. Cesare Butelli è stato indagato per bancarotta fraudolenta per distrazione di 2 milioni di euro[6].

La parentesi tra i dilettanti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2012, a seguito dell'esclusione della società Spal 1907 dai campionati, il Sindaco di Ferrara invita tutti i soggetti interessati alla ripartenza del calcio a presentare il proprio progetto. La cordata fattasi avanti è quella creatasi attorno all'imprenditore sammarinese Oreste Pelliccioni, comprendente anche l'ex vicepresidente dell'era-Pagliuso (nonché detentore del marchio storico) Roberto Benasciutti e dell'esperto ds Roberto Ranzani, che dovrebbe contare sulla base di un gruppo di finanziatori provenienti da varie parti d'Italia. La base societaria è composta inizialmente da Benasciutti al 95% e da Ranzani per il restante 5%, quote che dovrebbero però variare al momento dell'ingresso dei nuovi soci facenti riferimento a Pelliccioni. La nascitura società può anche giovarsi dell'utilizzo del marchio storico della SPAL, portato in dote da Benasciutti.

Il 9 agosto di quell'anno la Lega Nazionale Dilettanti accettò l'affiliazione di un nuovo club, la Società Sportiva Dilettantistica Real Spal, iscrivendola direttamente in Serie D sulla base dell'applicazione dell'articolo 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne della FIGC ed in virtù delle 81 stagioni sportive professionistiche pregresse della vecchia SPAL[7].Per la città emiliana, che non era mai scesa sotto la Serie C2, si tratta del punto più basso della sua storia sportiva.

La nuova società si mette all'opera per la costruzione della squadra, ma ben presto sorgono numerose difficoltà da affrontare: il nuovo campionato prevede l'obbligo di schierare sempre in campo almeno 4 giocatori giovani (un under 20, due under 19 ed un under 18) e l'essere partiti con circa un mese di ritardo complica non poco il reperimento di elementi "under" adatti alla categoria: i migliori sono già accasati altrove ed anche la vecchia Berretti è ormai disciolta con i giocatori più ambiti già emigrati verso altri lidi. Alle difficoltà sportive si aggiungono poi nuove difficoltà societarie: già alla definizione dell'organigramma societario (che prevede Ranzani nuovo Presidente e Benasciutti suo vice) non è più presente la figura di Pelliccioni, poiché Benasciutti e Ranzani dichiarano che alla prova dei fatti non v'è traccia dei nuovi soci da lui promessi. Lo stesso Benasciutti si fa quindi carico di saldare in prima persona le quote d'iscrizione al nuovo campionato.

La rosa viene comunque assemblata in maniera competitiva senza ricorrere a grossi esborsi economici. Questo grazie alle grandi doti di Roberto Ranzani, che scommette su un allenatore conoscitore della categoria (David Sassarini) e soprattutto punta su giocatori ferraresi in cerca di rilancio e legati alla piazza. Così la Spal può contare dall'inizio su atleti come Davide Marchini, Edoardo Braiati ed Alessandro Marongiu, a cui in seguito si aggrega anche Gianluca Laurenti (che in estate pareva destinato ad un approdo sicuro in Serie B). In estate arrivano atleti provenienti da categorie superiori e alcuni elementi di sicuro affidamento per la categoria (Rocchi, Cintoi, Nodari, Calistri) ed un manipolo di giovani di belle speranze, tra cui il portiere Gallo e l'esterno Piras, ex Spal 1907.

L'obiettivo di puntare ai piani alti della classifica muta però, sin dai primi mesi del 2013, in una presa d'atto di una triste realtà: la società non ha le risorse per provvedere ai rimborsi spese per i mesi successivi a dicembre. Arrivati a febbraio, i giocatori rifiutano di allenarsi denunciando pubblicamente la situazione, a loro avviso non più sostenibile. Lo stato delle cose non muta nei mesi successivi con la squadra che, priva ormai della necessaria serenità, incappa in una lunga serie di risultati negativi, terminando il campionato solo per onor di firma e con molti giocatori che non si allenano più durante la settimana.

La S.P.A.L. 2013[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 luglio 2013, su forte pressione del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, Roberto Benasciutti trova l'accordo con la famiglia Colombarini per la fusione tra Spal e Giacomense, con quest'ultima che acquista il marchio storico della Spal e si trasferisce a giocare al Paolo Mazza, trasformandosi di fatto nella società acquisita, con nuova denominazione S.P.A.L. 2013, ai sensi dell'articolo 20 delle Norme Organizzative Interne della FIGC.[8][9]. La Spal è così ufficialmente inserita in Lega Pro, tornando nel calcio professionistico.

Il 21 ottobre 2013, dopo un avvio di campionato non in linea con le attese di inizio stagione, la società decide di sollevare dall'incarico mister Leonardo Rossi, affidando la squadra a Massimo Gadda, già giocatore biancazzurro nell'anno sportivo 1999/2000 e allenatore per 3 stagioni della Giacomense. Il nuovo trainer spallino guida la squadra al 4º posto solitario al termine del girone di andata. Nel mercato di riparazione la società non lesina sforzi e mezzi economici per garantire una rosa in grado di accedere senza problemi alle prime 8 piazze che assicurano l'accesso alla nuova Lega Pro unica. Partono per lo più elementi di rincalzo ed arrivano a Ferrara giocatori quali Lebran, Giani e Sereni per la difesa, Berretti e la promessa Arrigoni per il centrocampo e la punta Falomi capace in queste categorie di assicurare potenzialmente almeno una decina di gol in campionato.

Tra alti e bassi la squadra così rinforzata riesce a mantenersi sempre stabilmente tra le prime 8 formazioni in classifica (finestra utile per accedere alla nascitura terza serie unica) classificandosi sesta a fine campionato.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della SPAL
  • 1907 – Nasce l’Associazione Calcio Ferrara.

  • 1912 – Cambia denominazione diventando Società Polisportiva Ars et Labor.
  • 1915–1919 – Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1919-1920 – 4ª nel girone unico emiliano di Promozione. Ammessa in Prima Categoria.

  • 1920-1921 – 3ª nel girone B emiliano di Prima Categoria.
  • 1921-1922 – 2ª nel girone semifinale nazionale B dopo la sconfitta nello spareggio con la Sampierdarenese.
  • 1922-1923 – 3ª nel girone C di Prima Divisione Nord.
  • 1923-1924 – 10ª nel girone B di Prima Divisione Nord.
  • 1924-1925 – 12ª nel girone B di Prima Divisione Nord dopo la sconfitta nello spareggio con il Mantova. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Seconda Divisione Nord.
  • 1925-1926 – 1ª nel girone C di Seconda Divisione Nord.
  • 1926-1927 – 2ª nel girone C di Prima Divisione Nord, ex Seconda Divisione.
  • 1927-1928 – 8ª nel girone A di Prima Divisione Nord.
  • 1928-1929 – 4ª nel girone C di Prima Divisione Nord declassata per riforma dei tornei.
  • 1929-1930 – 2ª nel girone C di Prima Divisione.

  • 1930-1931 – 2ª nel girone finale B di Prima Divisione.
  • 1931-1932 – 2ª nel girone finale B di Prima Divisione.
  • 1932-1933 – 2ª nel girone finale B di Prima Divisione Interregionale. Ammessa d'ufficio in Serie B.
  • 1933-1934 – 8ª nel girone B di Serie B.
  • 1934-1935 – 6ª nel girone B di Serie B.
  • 1935-1936 – 14ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1936-1937 – 3ª nel girone A di Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.


Fase a gironi di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
4º posto alla Coppa delle Alpi.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1982-1983 – 7ª nel girone A di Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1983-1984 – 4ª nel girone A di Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1984-1985 – 14ª nel girone A di Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1985-1986 – 6ª nel girone A di Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1986-1987 – 4ª nel girone A di Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
 ? di Coppa Italia Serie C.
  • 1987-1988 – 6ª nel girone A di Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Coppa Italia Serie C.
  • 1989-1990 – 10ª nel girone B di Serie C2.
 ? di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1994-1995 – 6ª nel girone A di Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Simifinalista di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1998-1999 – 7ª nel girone A di Serie C1.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Serie C.
  • 1999-2000 – 8ª nel girone A di Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.

  • 2000-2001 – 9ª nel girone A di Serie C1.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 – 12ª nel girone A di Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-2003 – 13ª nel girone A di Serie C1.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-2004 – 9ª nel girone A di Serie C1.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2004-2005 – 9ª nel girone B di Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-2009 – 6ª nel girone A di Lega Pro Prima Divisione.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2009-2010 – 7ª nel girone B di Lega Pro Prima Divisione.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.

  • 2010-2011 – 10ª nel girone A di Lega Pro Prima Divisione.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2012 – Secondo fallimento per dissesto finanziario. Fondazione della nuova Real Spal ed iscrizione in Serie D grazie all'articolo 52 delle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF).
  • 2012-2013 – 7ª nel girone D di Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D 2012-2013.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Partecipa alla Coppa Italia Lega Pro.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Paolo Mazza.

Dal 1982 lo stadio comunale di Ferrara è intitolato a Paolo Mazza, il presidente dei sedici campionati di serie A della squadra. È attivo dal 1928, sebbene – come detto – la SPAL lo occupi in pianta stabile soltanto dal 1951.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori della S.P.A.L. 2013.
Spalstemma.png
Allenatori
Spalstemma.png
Presidenti


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori della S.P.A.L. 2013.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1998-1999
1950-1951
1937-1938, 1972-1973, 1977-1978 e 1991-1992

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1968

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 2 1920-1921 1921-1922 21
Prima Divisione 3 1922-1923 1924-1925
Serie A 16 1951-1952 1967-1968
Seconda Divisione 1 1925-1926 23
Prima Divisione 2 1926-1927 1927-1928
Serie B 20 1933-1934 1992-1993
Prima Divisione 5 1928-1929 1932-1933 41
Mista B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 11 1936-1937 1977-1978
Serie C1 23 1982-1983 2011-2012
Lega Pro 1 2014-2015
Serie C2 7 1989-1990 2013-2014 7
Serie D 1 2012-2013 1

La SPAL ha disputato complessivamente 93 stagioni a livello nazionale dalla fine della Prima guerra mondiale. La squadra si è quasi sempre mossa all'interno del settore professionistico così come attualmente definito dalle Norme Organizzative Interne della FIGC: l'unica caduta fra i dilettanti si registrò nel 2012 e fu causata da gravi problemi societari, mai essendosi registrato un tale avvenimento per demerito sportivo sul campo.[10]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 1º settembre 2014[11]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Pietro Menegatti
Italia P Marco Albertoni
Italia P Giovanni Ranieri
Italia D Johad Ferretti
Italia D Simone Aldrovandi
Italia D Daniele Gasparetto
Italia D Tommaso Silvestri
Italia D Nicolas Giani
Italia D Matteo Legittimo
Italia D Riccardo Rosina
Brasile C Rômulo Eugênio Togni
Italia C Alessandro Bellemo
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro e Bianco con colori di Ferrara.png
Italia C Giorgio Capece
Italia C Andrea Landi
Italia C Federico Gentile
Italia C Manuel Lazzari
Italia C Alberto Filippini
Italia C Davide Di Quinzio
Italia C Mattia Finotto
Italia A Domenico Germinale
Italia A Luca Veratti
Brasile A Caio Trouva De Cenco
Italia A Giordano Fioretti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A Ferrara il movimento ultras nasce a metà degli anni settanta e trova la sua massima espansione negli anni ottanta e novanta con i gruppi Gioventù Estense e Astra Alcool.

Pur non avendo goduto di un grosso ricambio generazionale, a causa di un ventennio avaro di successi sportivi, il movimento ultras a Ferrara rimane tuttora attivo e vitale.

A partire dalla stagione 2011-2012 nasce il movimento Estensi Curva Ovest, cuore pulsante della Curva Campione allo Stadio Paolo Mazza.

La tifoseria è gemellata con quella dell'US Ancona 1905.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'acronimo Società Polisportiva Ars et Labor viene considerato in maniera puramente ideale e non ufficiale, onde non esporsi ad eventuali cause risarcitorie da parte dei creditori della passata fallita società.
  2. ^ (EN) Rsssf.com all-time Serie A table. URL consultato il 2 ottobre 2014. (calcolata assegnando due punti per vittoria, dati aggiornati alla stagione 2013-2014)
  3. ^ (IT) www.ilrestodelcarlino.it (Da "il Resto del Carlino" del 14/11/2011)
  4. ^ FIGC: Comunicato ufficiale n. 72/A (PDF), Federazione Italiana Giuoco Calcio, 11 settembre 2013. URL consultato l'11 aprile 2014.
  5. ^ Fallita la Spal 1907, il tribunale respinge il concordato di Butelli in Il Resto del Carlino, 1º aprile 2014. URL consultato l'11 aprile 2014.
  6. ^ Fallisce la Spal: il video di 100 anni di storia in ANSA, 9 aprile 2014. URL consultato l'11 aprile 2014.
  7. ^ LND
  8. ^ L'articolo in oggetto consente in ambito professionistico la fusione fra club espressione di comuni confinanti, come appunto il caso di Ferrara e Masi Torello. Il club risultante ha facoltà di chiedere al Presidente federale di determinare la propria sede sociale e il campo da gioco, nonché alla Lega di scegliere il colore della maglia, mentre rimane vivo il vecchio numero di matricola, nel caso specifico il 71608 della Giacomense.
  9. ^ (IT) www.direttaradio.it
  10. ^ Si noti inoltre come la SPAL sia la primatista assoluta di presenze nel campionato di Serie C1.
  11. ^ (IT) http://www.lospallino.com/rosa-spal

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]