Ferruccio Mazzola
| Ferruccio Mazzola | ||
|---|---|---|
| Ferruccio Mazzola con la maglia della Lazio e la fascia di capitano | ||
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Altezza | 168 cm | |
| Peso | 66 kg | |
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Allenatore (ex centrocampista) | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1963-1964 | 0 (0) | |
| 1964-1965 | 22 (6) | |
| 1965-1967 | 50 (13) | |
| 1967 | 1 (0) | |
| 1967-1968 | 18 (1) | |
| 1968-1971 | 85 (11) | |
| 1971-1972 | 16 (1) | |
| 1972-1974 | 1 (0) | |
| 1974-1977 | 69 (3) | |
| 1977 | ? (?) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1981-1983 | ||
| 1983-1986 | ||
| 1986-1987 | ||
| 1987-1988 | ||
| 1988-1989 | ||
| 1989-1990 | ||
| 1990-1992 | ||
| 1992-1993 | ||
| 1994 | ||
| 1995 | ||
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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Ferruccio Mazzola (Torino, 1 febbraio 1945 – Roma, 7 maggio 2013) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista.
Indice |
Biografia [modifica]
Figlio di Valentino Mazzola e fratello minore di Sandro, nel 2003 fu accanto all'imprenditore calabrese Valentino Rizzuto, il quale affermava di essere proprietario del marchio storico della squadra viola dell'ACF Fiorentina (fallita nel 2002), e di essere intenzionato a fondare una nuova squadra chiamata "Fiorentina Football Club", con Mazzola presidente. In realtà l'operazione, a detta dello stesso Rizzuto, non aveva lo scopo di creare una squadra, ma solo di ottenere soldi da Diego Della Valle per lo sfruttamento del marchio. Il tribunale di Roma però fermò le ambizioni di Rizzuto e Mazzola, dichiarando non valida la loro registrazione del marchio. Il 27 giugno 2003 la società di Diego Della Valle in un comunicato stampa poteva quindi annunciare quanto segue: "La Fiorentina è tornata a Firenze ed ai suoi tifosi: si comunica infatti che, in data odierna, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, esaminata la documentazione presentata dalla Florentia Viola S.p.A., ha autorizzato il cambio di denominazione sociale da Florentia Viola S.p.A. a Fiorentina S.p.A.".
Ha vissuto fino alla morte a Roma, dove ha allenato per diletto i ragazzi della Borghesiana, la squadra del suo quartiere. Dal 2005 è stato presidente dell'associazione "Futursport International", che si occupa, tramite lo sport, del recupero di adolescenti in stato di disagio sociale che si distinguono nell'attività calcistica. Dal 2006 è stato attivo anche nell'"Associazione Vittime del Doping" fondata dai familiari di Bruno Beatrice, e successivamente è stato osservatore per il Treviso.
Si è spento dopo una lunga malattia la mattina del 7 maggio 2013, a Roma, all'età di 68 anni.[1]
Con la moglie Rita aveva tre figli: Riccardo, Sara e Michele.[2]
Carriera [modifica]
Giocatore [modifica]
Calciatore dalle buone qualità, il suo limite più grande fu costituito dal cognome di famiglia: pur avendo le doti necessarie per giocare a buon livello, erano immancabili i paragoni con i suoi più celebri congiunti, ovvero il padre Valentino, capitano del Grande Torino, e il fratello Sandro, che nell'Inter aveva vinto moltissimo.
Ciononostante, questo non impedì al più giovane e meno noto dei fratelli Mazzola di mettersi in luce. A cavallo tra gli anni 1960 e anni 1970 giocò nel ruolo sia di interno che di mezzala nell'Inter, Lecco, Venezia, Fiorentina[3] e, soprattutto, Lazio, squadra con la quale vinse lo scudetto nella stagione 1973-74, anche se non disputò neanche un minuto.
Chiuse la carriera in Serie C, con il Sant'Angelo, non prima di aver provato l'esperienza americana con l'Hartford.
In carriera ha totalizzato complessivamente 89 presenze e 12 reti in Serie A e 81 presenze e 15 reti in Serie B[4], campionato che si è aggiudicato due volte (nell'annata 1965-1966 col Venezia e nel 1968-1969 con la Lazio).
Allenatore [modifica]
Conclusa l'attività agonistica, ha intrapreso quella di allenatore, che lo portò a vincere con il Siena il campionato di Serie C2 1984-1985 e ad ottenere una promozione, sempre militando in Serie C2, con il Venezia nel 1987-1988, primo allenatore avuto dal presidente Maurizio Zamparini.[5]
Le accuse di doping al mondo del calcio [modifica]
Nel 2004 Ferruccio Mazzola pubblicò il libro Il terzo incomodo, nel quale rivolgeva una serie di pesanti accuse al mondo del calcio per quanto concerne l'abuso di pratiche dopanti negli anni Sessanta e Settanta.[6] Nel mirino di Mazzola finì Il Mago Herrera, reo, secondo il suo accusatore, di distribuire a titolari e riserve delle pasticche (Mazzola, pur riconoscendo di non averne la certezza, parlò di anfetamine) capaci di aumentare le loro prestazioni atletiche.[7] Stando alla denuncia dell'ex giocatore, i prematuri decessi di tre membri della Grande Inter sarebbero stati da ricondurre proprio alle pratiche non ortodosse dell'epoca. Mazzola, qualche tempo dopo la pubblicazione dell'opera, in un'intervista all'Espresso del 2005 citò nello specifico i casi di Armando Picchi, il capitano di quella squadra, morto a 36 anni di tumore alla colonna vertebrale, Carlo Tagnin morto di osteosarcoma nel 2000, Mauro Bicicli, deceduto nel 2001 per un tumore al fegato e Ferdinando Miniussi, il portiere di riserva, morto nel 2002 per una cirrosi epatica evoluta da epatite C.
Da ricollegare a questa serie di decessi sarebbero stati pure, sempre secondo Mazzola, quelli di Giuseppe Longoni (passato per le giovanili dell'Inter prima di approdare alla Fiorentina), ucciso nel 2006 da una vasculopatia e di Enea Masiero, all'Inter tra il 1955 e il 1964 e morto nel 2009 per via di un tumore (questi ultimi due deceduti dopo l'intervista concessa al settimanale).[8] Le accuse rivolte all'Inter e a quel ciclo leggendario della sua storia, portarono Ferruccio Mazzola a rompere i rapporti con il fratello Sandro e con la società neroazzurra, che nella persona dell'allora presidente Giacinto Facchetti querelò per diffamazione il suo ex giocatore, chiedendo 3 milioni di euro per danni morali e patrimoniali da devolvere in beneficenza.[9] Il giudice non riscontrando nulla nel libro di diffamatorio, respinse la richiesta della società, costringendola anche al pagamento delle spese processuali.[10]
L'atto d'accusa di Mazzola non si fermò all'Inter. Nel mirino, infatti, finirono anche la Fiorentina e la Lazio, oltre alla Roma, società presso cui Herrera, secondo Mazzola, continuò a servirsi delle medesime utilizzate nella squadra nerazzurra. A farne le spese sarebbe stato in questo caso il centravanti Giuliano Taccola morto a soli 26 anni dopo una trasferta della squadra capitolina a Cagliari durante il primo anno di Herrera sulla panchina giallorossa. Le denunce verso Fiorentina e Lazio provenivano, invece, dall'esperienza diretta dello stesso ex giocatore. Secondo lui, l'utilizzo di sostanze dopanti, sarebbe stato alla base della morte di numerosi giocatori viola degli anni '60 e '70, come Bruno Beatrice, deceduto per leucemia nel 1987, a 39 anni, Ugo Ferrante ucciso da un tumore alla gola nel 2004 e Nello Saltutti morto per un infarto nel 2004. Altri membri di quella squadra avrebbero invece sofferto di malattie gravissime come Domenico Caso, Massimo Mattolini (deceduto nel 2009, nel periodo successivo all'intervista, dopo un trapianto di reni) e Giancarlo De Sisti. Nel caso del club biancoceleste, Mazzola confessò di aver fatto uso insieme ai suoi compagni di un farmaco noto come Villescon, capace di migliorare notevolmente le prestazioni atletiche.
Le parole di Mazzola inizialmente parvero confermate nel 2005 quando la procura di Firenze, su richiesta della vedova Gabriella Bernardini Beatrice, aprì un'indagine sulla morte del calciatore ipotizzando che questa potesse essere stata determinata dal doping. L'indagine dei Nas di Firenze si concluse nel giugno del 2008 con l'ipotesi del reato di omicidio preterintenzionale per l'ex-allenatore viola Carlo Mazzone e un suo uomo di fiducia, Ivo Micucci. Secondo i Nas, infatti, Mazzone all'epoca dei fatti avrebbe avocato a sé la gestione delle terapie per Bruno Beatrice sottraendole allo staff medico della Fiorentina.[11] Il 2 gennaio 2009 la procura di Firenze ha, tuttavia, chiesto l'archiviazione del caso per prescrizione.[12]
Ad oggi, l'eventuale veridicità delle denunce di Ferruccio Mazzola sull'Inter, la Roma, la Lazio e la Fiorentina non è mai stata dimostrata da alcun procedimento giudiziario.[13]
Palmarès [modifica]
Note [modifica]
- ^ Addio Ferruccio Mazzola, fratello «contro» del mitico Sandro, Il Corriere della Sera, 7 maggio 2013. URL consultato in data 7-5-2013.
- ^ E' SCOMPARSO FERRUCCIO MAZZOLA, TUTTA L'INTER È VICINA ALLA FAMIGLIA, inter.it, 7 maggio 2013.
- ^ Ferruccio, Sulfaro e Damiani alla Fiorentina. Emeroteca.coni.it
- ^ La raccolta completa degli Album Panini, 1973-1974, La Gazzetta dello Sport, p.45
- ^ Esclusiva TMW - Zamparini su Mazzola: "Fu il primo allenatore che scelsi" Tuttomercatoweb.com
- ^ Le pesanti verità di Ferruccio Mazzola. calciofans.com. URL consultato in data 5-5-2011.
- ^ Ferruccio Mazzola e l'Inter di Herrera Ci dava pasticche, La Repubblica, 7 ottobre 2005. URL consultato in data 5-5-2011.
- ^ Pasticca nerazzurra, l'Espresso. URL consultato in data 5-5-2011.
- ^ L'Inter a Mazzola jr: Ci pensano gli avvocati, La Repubblica, 7 ottobre 2005. URL consultato in data 5-5-2011.
- ^ Doping Inter: Moratti perde la causa contro Ferruccio Mazzola calciomercato.com, 27 marzo 2012
- ^ Morti ex viola, Mazzone indagato per il decesso di Bruno Beatrice, La Repubblica, 11 dicembre 2007. URL consultato in data 5-5-2011.
- ^ Il pm: archiviare il caso Beatrice per prescrizione, La Repubblica, 3 febbraio 2009. URL consultato in data 5-5-2011.
- ^ Muore Ferruccio Mazzola, rinnegato dal fratello Sandro dopo le accuse di doping alla grande Inter. calcioblog.it. URL consultato in data 13-5-2013.
Bibliografia [modifica]
- Ferruccio Mazzola e Fabrizio Calzia, Il terzo incomodo - Le pesanti verità di Ferruccio Mazzola, Bradipolibri, ottobre 2004 ISBN 8888329-27-7
Altri progetti [modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Ferruccio Mazzola
Collegamenti esterni [modifica]
- Calciatori del F.C. Internazionale Milano
- Calciatori dell'A.C. Nuova Valdagno
- Calciatori del F.B.C. Unione Venezia
- Calciatori del Calcio Lecco 1912
- Calciatori della S.S. Lazio
- Calciatori dell'ACF Fiorentina
- Calciatori dell'A.C.D. Sant'Angelo 1907
- Allenatori dell'A.S.D. Cynthia 1920
- Allenatori dell'A.C. Siena
- Allenatori della SPAL 1907
- Allenatori del F.B.C. Unione Venezia
- Allenatori del Perugia Calcio
- Allenatori dello Spezia Calcio
- Allenatori dell'U.S. Alessandria 1912
- Allenatori del Modena F.C.
- Allenatori del Valle d'Aosta Calcio
- Allenatori di calcio italiani
- Calciatori italiani
- Nati nel 1945
- Morti nel 2013
- Nati il 1º febbraio
- Morti il 7 maggio
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- Morti a Roma
- Figli d'arte
- Personalità sportive legate a Torino