Convitto

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Un convitto (dal latino convictus, luogo in cui si vive insieme) è un istituto di istruzione in cui i giovani allievi conducono vita comune.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come istituzione scolastica, la funzione dei convitto è simile a quella dei collegi: una istituzione che permette la frequenza anche ad allievi provenienti da piccole località prive di istituti scolastici. In Italia il termine "convitto" indica generalmente un istituto scolastico aperto a studenti di ambo i sessi, dalle scuole elementari alle scuole medie superiori, retto da laici. Storicamente in Italia i più antichi convitti nacquero in età napoleonica dalla secolarizzazione degli antichi collegi religiosi, retti generalmente da gesuiti e barnabiti. Per esempio, il «Convitto Longone» di Milano non era altro che l'antico «Collegio imperiale Longone» dopo la soppressione dei Chierici Regolari di San Paolo nel 1810. I Convitti nazionali nacquero nel Regno di Sardegna nel 1848, e furono poi estesi ai territori degli stati preunitari con la legge Casati (1859) per formare la futura classe dirigente.

Il personale è nominato per concorso statale. Alla guida dei convitti vi è un "rettore", la cui funzione equivale a quella dei presidi. L'importanza dei convitti tuttavia è in declino in quanto sono ormai molto rare in Italia le località dalle quali non sia possibile raggiungere una scuola secondaria.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Regno d'Italia, Decreto n. 4292 in data 25 agosto 1860 sul regolamento per li Convitti Nazionali, Torino, 1860.
  • Maria Genua, Luciano Molinari, Istituzioni educative : convitti nazionali, Roma : Anicia, 2002
  • Anna Grazia Greco (a cura di), I convitti nazionali : compendio per gli educatori delle istituzioni educative per la formazione del cittadino europeo, Milano : Ulrico Hoepli, 2001

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]