Antonio Janni
| Antonio Janni | ||
|---|---|---|
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| Dati biografici | ||
| Nome | Antonio Janni | |
| Paese | ||
| Nazionalità | ||
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Allenatore (ex mediano) | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1920-1937 | 322 (48) | |
| 1937-1938 | 18 (0) | |
| Nazionale | ||
| 1924-1929 | 23 (1) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1937-1938 | ||
| 1938-1940 | ||
| 1942-1943 | ||
| 1944 | ||
| 1946-1948 | ||
| 1949-1954 | ||
| 1954-1955 | ||
| 1959-1960 | ||
| Palmarès | ||
| Bronzo | Amsterdam 1928 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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| Statistiche aggiornate al gennaio 2009 | ||
Antonio Janni (Santena, 19 settembre 1904 – Torino, 29 giugno 1987) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo mediano.
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Calciatore
[modifica] Club
Entra giovanissimo nel Torino e già a sedici anni è promosso in prima squadra. Vittorio Pozzo lo fa esordire in campionato a Mantova il 10 aprile del 1921 nelle semifinali interregionali del campionato 1920/21. In quello stesso campionato, Janni, curiosamente, è protagonista il 26 giugno, insieme agli altri giocatori, di quella che è ricordata negli annali del calcio come la partita più lunga, lo spareggio disputato a Vercelli contro il Legnano per accedere alla semifinale nazionale. La partita si chiude al 90' sull'1-1. L'arbitro, come il regolamento di quel tempo prevedeva, decide per tempi supplementari ad oltranza, ma dopo che la situazione non si sblocca, al 158' decide di sospendere l'incontro per esaurimento delle forze (sue e dei giocatori in campo) e di rifare la partita. Torino e Legnano si metteranno poi d'accordo per rinunciare all'incontro e quindi anche alla possibilità di partecipare alla semifinale di campionato contro il Bologna.
Con la maglia del Toro giocherà ininterrottamente per diciassette anni (è tra i primi dieci giocatori granata di ogni tempo), inizialmente come mezzala, poi centravanti collocandosi infine sui valori assoluti del tempo nel ruolo di centromediano. Ottime qualità di palleggio e grandi intuizioni tattiche.
In totale saranno 330 le presenze di Janni (49 reti) negli incontri ufficiali. Con la maglia granata si fregia del titolo di Campione d'Italia (2 volte, poi il primo verrà revocato) e una Coppa Italia. Nel 1937/38 passa al Varese, gioca metà campionato di serie C ma un ginocchio ormai malandato dai postumi di un grave infortunio, subito durante la gara Torino-Brescia del 4 maggio 1930 dall'avversario Angelo Pasolini[1], chiude definitivamente la sua carriera di calciatore, subito però si apre quella di allenatore.
[modifica] Nazionale
Il 24 novembre 1924 un infortunio a Baloncieri (proprio l'anno prima di passare al Torino), paradossalmente apre la strada della Nazionale a Janni. A vent'anni esordisce come centrattacco, a Duisburg, contro la Germania segnando poi anche la rete della vittoria. In azzurro viene poi utilizzato al centro della mediana o come laterale. L'intelligenza tattica del giocatore è determinante anche nella squadra azzurra. Gioca un quinquennio totalizzando 23 presenze (con una rete, quella dell’esordio). Con l’azzurro, insieme ad altri due granata, Baloncieri e Rossetti, conquista il bronzo ai Giochi olimpici del 1928. In Nazionale subì anche un infortunio pesante, il 7 aprile 1928 a Vienna, quando, durante i primi minuti di gioco si spezzò una gamba nella partita poi vinta dai padroni di casa per 3-0[2]
[modifica] Allenatore
Dato il suo ingegno tattico, appena appese le scarpe al chiodo, è chiamato a sostituire Feldmann alla guida di un Torino in preoccupante serie negativa. Salvato il Torino torna al Varese e come allenatore scopre Franco Ossola che segnala subito a Ferruccio Novo, che dal 1939 è il nuovo presidente granata. Sarà il primo acquisto di quella formidabile squadra in seguito conosciuta come Grande Torino.
Dopo il Varese, Janni, torna all'ovile e nel 1942-43 vince lo scudetto da allenatore sostituendo “in corsa” Kuttik. Nel 1944 è ancora alla guida dei granata, il connubio Torino-Fiat di quel campionato di guerra.
Nel Dopoguerra allenerà la Pro Vercelli per essere chiamato successivamente dal presidente Paolo Mazza alla guida della SPAL di Ferrara che, nel 1951 vincendo il campionato di serie B, porterà per la prima volta dall'avvento dei campionati a girone unico, nella massima serie. In serie A guiderà anche il Novara per una stagione e chiuderà la sua carriera a Ravenna in Serie C nel 1960.
[modifica] Palmarès
[modifica] Giocatore
[modifica] Club
Campionato italiano: 1 (revocato)
- Torino: 1927-1928
Coppa Italia: 1
- Torino: 1935-1936
[modifica] Nazionale
Bronzo olimpico: 1
[modifica] Allenatore
- Torino: 1942-1943
Coppa Italia: 1
- Torino: 1942-1943
- SPAL: 1950-1951
[modifica] Note
- ^ La Stampa, 23 maggio 1931, pagina 4 archiviolastampa.it
- ^ Corriere dello Sport, 19 maggio 1949, pagina 3 emeroteca.coni.it
- ^ A seguito delle decisioni del Direttorio Federale in merito ai fatti riguardanti il caso Allemandi, lo scudetto vinto dal Torino nel campionato 1926-1927 fu revocato e non più assegnato.
[modifica] Bibliografia
- Sandro Bocchio; Giovanni Tosco, Dizionario Granata, Torino, Bradipolibri, 2007.ISBN 978-88-88329-67-3
- Gian Paolo Ormezzano, Assolutamente Toro, Ancarano (TE), Diemme, 2006.ISBN 88-89370-08-4
- Franco Ossola; Giampaolo Muliari, Un secolo di Toro, Torino, Il Punto, 2005.ISBN 88-88552-30-8
- Bruno Perruca; Gianni Romeo; Bruno Colombero (a cura di), La storia del Torino, Firenze, La casa dello sport, 1985.
[modifica] Collegamenti esterni
- Calciatori del Torino F.C.
- Calciatori dell'A.S. Varese 1910
- Allenatori del Torino F.C.
- Allenatori dell'A.S. Varese 1910
- Allenatori dell'U.S. Pro Vercelli Calcio
- Allenatori della SPAL 1907
- Allenatori del Novara Calcio
- Allenatori del Ravenna Calcio
- Allenatori di calcio italiani
- Calciatori italiani
- Nati nel 1904
- Morti nel 1987
- Nati il 19 settembre
- Morti il 29 giugno
- Calciatori della Nazionale italiana
- Italiani vincitori di medaglia di bronzo olimpica
- Personalità legate a Torino
