Francesco Petagna

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Francesco Petagna
Petagna.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Carriera
Squadre di club1
1942-1943 Pietro Resta Pietro Resta 19 (4)
1945-1947 Arsenale Taranto Arsenale Taranto 49 (15)
1947-1949 Arsenaltaranto Arsenaltaranto 52 (17)
1949-1959 Triestina Triestina 274 (12)
Carriera da allenatore
1956-1960 Triestina Triestina Giovanili
1960-1961 Treviso Treviso
1961-1962 Barletta Barletta
1962-1963 Sambenedettese Sambenedettese
1963-1964 Toma Maglie Toma Maglie
1964-1969 SPAL SPAL
1969-1971[1] Prato Prato
1971-1973 Triestina Triestina
1973-1975 Sangiovannese Sangiovannese
1975 SPAL SPAL
1976-1978 Taranto Taranto Giovanili
1981-1982 Sangiovannese Sangiovannese
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Francesco Petagna (Taranto, 29 novembre 19232000) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Suo nipote Andrea è anch'egli calciatore, di ruolo attaccante.[2]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Interno nato a Taranto ma triestino d'adozione, inizia a giocare in Serie C in una delle squadre della sua città, la S.S. Pietro Resta, prima dell'ultimo conflitto. Fermo per la pausa bellica, torna in campo nel 1945, sempre in Serie C e stavolta con l'Arsenale Taranto, che nel 1946 è ammessa in Serie B e l'anno successivo si fonde con il Taranto dando vita all'Arsenaltaranto.

Dopo tre stagioni in Serie B da titolare Petagna, che allora giocava all'attacco, ha la svolta della carriera in quanto di lui si interessa la Triestina, società con la quale gioca ben dieci campionati scendendo in campo 274 volte in gare di campionato (una in meno di Gino Colaussi), di cui 257 in Serie A, risultando il quinto calciatore alabardato di tutti i tempi per numero di presenze.

A Trieste ha come allenatori Nereo Rocco, Aldo Olivieri, Bela Guttman, Mario Perazzolo e Piero Pasinati. Gioca con Cesare Maldini, Guglielmo Trevisan, Gianfranco Petris, Giorgio Bernardin, Antonio Nuciari, Gianfranco Ganzer e molti altri campioni.

Petagna disputa la sua prima partita con la Triestina l'11 settembre 1949 contro il Novara e l'ultima il 12 ottobre 1958 a Trieste contro la Fiorentina accanto a Massei che sarà in futuro il suo pupillo quando inizierà ad allenare. In carriera ha disputato complessivamente 256 presenze e 12 reti in Serie A e 103 presenze e 26 reti in Serie B.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Finita la carriera da calciatore Petagna inizia quella di allenatore. Inizia con le giovanili della Triestina per poi trasferirsi in Serie C, prima al Treviso dove però viene sostituito da Enrico Radio nel corso del campionato, poi al Barletta dove a sua volta sostituisce Manlio Bacigalupo senza però riuscire ad evitare la retrocessione dei pugliesi. In seguito, nel 1962, allena la Sambenedettese in Serie B e nella stagione 1963-1964 il Maglie in Serie D. Nell'autunno del 1964, con la motivazione che Fabbri, allenatore della SPAL, non ha il patentino, gli succede in Serie B alla guida dei ferraresi retrocessi. In realtà Paolo Mazza voleva sostituire il poco accomodante allenatore di San Pietro in Casale e questa mossa è la svolta per il trainer pugliese. La SPAL sarà per Petagna allenatore ciò che la Triestina è stata per lui da giocatore, ovvero una squadra simbolo.

Resta ad allenare la prima squadra a Ferrara ben cinque campionati consecutivi di cui tre in Serie A. Nessun allenatore, nell'era Mazza, rimarrà ininterrottamente per tanto tempo. In quegli anni è l'allenatore di Capello, Pasetti, Bigon, Stanzial, Bertuccioli, Innocenti, Cantagallo, De Bernardi, Moretti, Galli, Pezzato, Reja e tanti altri che vedranno la luce da calciatori proprio con lui. Ma Petagna riesce anche a rigenerare calciatori maturi come Bagnoli, Muzzio, Tomasin, Gianfranco Bozzao e Dell'Omodarme. È l'allenatore che più di ogni altro è in grado di convivere senza particolari problemi con Mazza, riportando i biancoazzurri, che avevano nel già menzionato Massei il loro indiscusso capitano, in Serie A.

Resta a Ferrara sino al 1969 quando, dopo altri tre anni di massima serie, i ferraresi precipitano di nuovo in B e veleggiano in acque cattive. Solo a quel punto Mazza esonera, a malincuore, Petagna e si riaffida prima a Serafino Montanari per tornare successivamente a Fabbri. Poi Petagna allena il Prato, la Triestina (che riporta in Serie C nel 1972) e la Sangiovannese sempre in C. Torna fugacemente a Ferrara nel 1975 chiamato da Mazza, che per l'occasione lo dipinge come il suo miglior allenatore assieme ad Antonio Janni nel corso di in un'intervista. In quel campionato di Serie B, però, il binomio felice non si ripete e Petagna viene allontanato ed in sua sostituzione arriva Umberto Pinardi. Allena successivamente la Sangiovannese[3] e le giovanili del Taranto e cessa l'attività negli anni novanta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Almanacco illustrato del calcio 1971, edizioni Panini, pag. 284
  2. ^ Andrea Petagna finisce nel mirino del Barcellona - Sport - Il Piccolo
  3. ^ Beltrami, 1982, op. cit., p. 283

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Arrigo Beltrami (a cura di). Almanacco illustrato del calcio 1983. Modena, Panini, 1982.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]