Andrea Manzo

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Andrea Manzo
AndreaManzo.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 82 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1997 - giocatore
Carriera
Giovanili
Mestre Mestre
Squadre di club1
1978-1979 Padova Padova 19 (0)
1979-1980 L.R. Vicenza L.R. Vicenza 2 (1)
1980-1981 Fiorentina Fiorentina 14 (1)
1981-1982 Sampdoria Sampdoria 25 (3)
1982-1983 Fiorentina Fiorentina 19 (0)
1983-1987 Milan Milan 47 (0)
1987-1989 Udinese Udinese 60 (4)
1989-1990 Avellino Avellino 20 (0)
1990-1992 Casertana Casertana 60 (3)
1992-1993 Avellino Avellino 14 (0)
1993-1995 Caerano Caerano 48 (3)
1995-1997 Mestre Mestre 64 (1)
Nazionale
1981
1980-1981
Italia Italia U-20
Italia Italia U-21
 ? (?)
3 (0)
Carriera da allenatore
2000-2001 San Dona San Donà
2001-2003 Conegliano Conegliano
2003-2004 Pievigina Pievigina
2003-2004 Unione Venezia Venezia Primavera
2005 Unione Venezia Venezia
2006-2007 Portogruaro Portogruaro
2007-2008 Parma Parma Primavera
2008 Parma Parma
2008-2010 Parma Parma Primavera
2010 Chioggia Sott. Chioggia Sott.
2010-2012 Lugano Lugano Vice
2013- Flag of None.svgRapid Lugano Giovanili
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al gennaio 2013

Andrea Manzo (Venezia, 5 novembre 1961) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Centrocampista fisicamente prestante, ha disputato varie stagioni nella massima serie negli anni ottanta con le maglie di Fiorentina e Milan, collezionando complessivamente 80 presenze e realizzando una rete in occasione della vittoria interna della Fiorentina sul Bologna della stagione 1980-1981. In particolare ha militato coi rossoneri ben 4 stagioni, ma senza riuscire mai ad imporsi come titolare fisso (al massimo 20 presenze nella stagione 1986-87).

Ha ottenuto inoltre due promozioni in Serie A con Sampdoria e Udinese. Ha quindi disputato la seconda parte della sua carriera in Serie B (138 presenze e 9 reti totali fra i cadetti con le maglie di Lanerossi Vicenza, Sampdoria, Udinese, Unione Sportiva Avellino e Casertana) per chiudere la carriera nel Mestre, dove aveva già militato nelle giovanili.

Nella stagione 1980-1981 ha collezionato 3 presenze con la Nazionale Under 21.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alcuni anni da allenatore nelle serie minori, venne chiamato nella primavera del 2005 per condurre in serie B una Unione Venezia disastrata finanziariamente, vicina al fallimento, ma non riuscì ad evitare il penultimo posto in classifica. Dopo il crack societario, continuò comunque ad essere alla guida del sodalizio arancioneroverde, ma venne esonerato dopo appena 5 partite, nelle quali aveva ottenuto solo 4 punti a dispetto del potenziale della squadra, partita con obiettivi di promozione ed infatti poi campione della Serie C2 con l'arrivo di Nello Di Costanzo.

Nel 2006 viene ingaggiato per allenare la Primavera nel Parma, ma il 12 maggio 2008 è stato chiamato in prima squadra per sostituire Cúper esonerato alla vigilia dell’ultima giornata che riserva alla squadra ducale un'amara retrocessione in Serie B. L'unica piccola soddisfazione arriva il 24 maggio quando vince la Fiat Cup a Shanghai battendo lo Shanghai Shenhua 1-0 e la Juventus 9-8 (dopo i calci di rigore, 3-3 al termine della gara) in un triangolare con gare di 45 minuti. Il 29 maggio 2008 lascia la panchina della prima squadra per cederla a Luigi Cagni, tornando ad allenare la primavera del Parma.

Dal 15 marzo 2010 subentra al dimissionario Renica alla guida del Chioggia-Sottomarina (Serie D). Nel biennio 2010-2012 è il vice allenatore del Lugano.

Nel 2013 allena i ragazzi allievi A livello 1 (Juniores) del FC Rapid Lugano.[1]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È l'ex-marito di Dorina Vaccaroni, schermitrice, vincitrice dell'oro a squadre e del bronzo individuale nel fioretto alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvio dice addio ai bianconeri, Andrea Manzo volto nuovo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Sessarego, Sampdoria ieri oggi domani, Nuove Edizioni Periodiche, 1991, pag. 435
  • La raccolta completa degli album Panini, Gazzetta dello Sport, 1986-87, pag. 49

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]