Domenico Caso

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Domenico Caso
Domenico Caso.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 170 cm
Peso 64 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex Centrocampista)
Carriera
Giovanili
 ????-1971 Fiorentina Fiorentina
Squadre di club1
1971-1978 Fiorentina Fiorentina 133 (23)
1978-1979 Napoli Napoli 15 (1)
1979-1981 Inter Inter 57 (2)
1981-1983 Perugia Perugia 62 (8)
1983-1985 Torino Torino 36 (1)
1985-1988 Lazio Lazio 92 (7)
1988-1989 Latina Latina 25 (3)
1989-1990 Orceana Orceana 13 (3)
Nazionale
1974 Italia Italia 1 (0)
Carriera da allenatore
1990-1991 Fiorentina Fiorentina Giov. Naz.
1991-1992 Fiorentina Fiorentina Primavera
1992-1997 Lazio Lazio Primavera
1997-1998 Foggia Foggia
1998 Chievo Chievo
2001 Pistoiese Pistoiese
2002-2003 Italia Italia U-18
2003-2004 Lazio Lazio Primavera
2004 Lazio Lazio
2006 Ternana Ternana
2011-2012 600px Bianco e Rosso (Strisce).png Voluntas Spoleto Allievi Reg.
2012 Lanciano Lanciano Primavera
2013 Reggina Reggina Primavera
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Domenico Caso detto Mimmo (Eboli, 9 maggio 1954) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Nel 1974, appena ventenne, fu convocato nella Nazionale di calcio italiana dal commissario tecnico Fulvio Bernardini, alla ricerca di giovani talenti per rifondare la squadra dopo il disastroso Mondiale 1974. La partita del suo debutto con la maglia azzurra (avvenuto il 28 settembre 1974 in Jugoslavia - Italia 1-0), che disputò in staffetta con l'altro esordiente Oscar Damiani fu anche l'unica per lui. Alcuni rimproverano a Bernardini di aver bruciato calcisticamente il giocatore, pretendendo troppo da un giovane della sua età (lo paragonò perfino a Julinho). Nella sua carriera ha vinto una Coppa Italia (nel 1975 con la Fiorentina) e uno scudetto, con la maglia dell'Inter, nel 1980, perse una finale di Coppa Mitropa e di Coppa Anglo-Italiana (con la Fiorentina). Come allenatore Caso ha ottenuto le soddisfazioni migliori alla guida della Primavera della Lazio, con la quale ha vinto il campionato italiano di categoria nel 1995. In diversi periodi è stato anche commentatore televisivo di partite di calcio per Stream TV e la RAI.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Mimmo Caso ai tempi dell'Inter.

Mimmo Caso fa il suo debutto nel calcio professionistico con la maglia della Fiorentina. Il 29 ottobre 1972, in Fiorentina-Torino 0-0, fa il suo esordio in Serie A. La prima stagione è positiva per il diciottenne calciatore, che raccoglie, in tutto 12 presenze con 4 reti in campionato, le prime da professionista.

La stagione successiva Caso ripete il numero di 4 segnature, in 19 presenze. Risale a questo periodo la convocazione con la Nazionale B (che fungeva da anticamera la nazionale maggiore), oggi scomparsa, per la quale il giocatore scende in campo 5 volte (debutta il 17 aprile 1974). Dopo cinque mesi arriva anche la chiamata per la più importante delle selezioni azzurre. Nell'annata 1974-1975 (dove colleziona 25 presenze con 4 goal in A) vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia.

Il giocatore resta a Firenze altre tre stagioni, fino al 1978, giocando sempre da titolare. Tra il 1975 e l'anno del suo addio alla maglia viola totalizza 77 presenze con 11 reti. Il 1975 è anche l'anno dell'incidente stradale, per cui Enzo Guerini, 22 anni, dovette lasciare anzitempo il calcio giocato. Caso corse lo stesso rischio, riportando nell'incidente la rottura del naso e rientrando in campo dopo circa due mesi dall'accaduto.

Lasciata la Fiorentina si trasferisce al Napoli. Con i partenopei disputa un'unica stagione di Serie A (quella 1978-1979, nella quale scende in campo 15 volte mettendo a segno 1 rete.

Nell'estate del 1979 ha l'occasione di poter giocare in una delle big del calcio italiano, l'Inter. Nei due anni con la maglia nerazzurra, disputa, quasi sempre come titolare, un totale di 57 incontri, segna 2 reti e si laurea campione d'Italia nel 1980.

Dopo l'esperienza a Milano seguono due anni in Serie B (categoria nella quale il centrocampista campano non aveva mai giocato fino ad allora), con la maglia del Perugia. Nel suo primo campionato in Umbria, quello 1981-1982, realizza il suo record di reti in campionato, ben 6, in 37 partite. L'annata successiva gioca 27 gare impreziosite con 2 reti.

Nell'estate del 1983 torna nella massima serie, con la maglia del Torino. Con i granata scende in campo in tutte le 30 partite del campionato 1983-1984, senza, tuttavia, riuscire a segnare alcun goal. Nella stagione successiva scende in campo in 6 occasioni, le sue ultime in Serie A (241 complessive), realizzando nella sconfitta esterna contro la Cremonese, al secondo turno del girone d'andata, l'ultima delle sue 26 reti in massima serie. Abbandonato il Torino passa alla Lazio che, in quel periodo, militava in serie cadetta. Nei tre campionati in maglia biancoceleste Caso gioca 92 partite, tra il 1985 e il 1988, più due presenze collezionate negli spareggi salvezza della stagione 1986-1987, segnando 7 reti ed indossando anche la fascia di capitano.

Nella stagione 1988-1989 gioca nel Latina, in Serie C2, collezionando 25 presenze e 3 reti. L'annata successiva è quella conclusiva nella carriera del giocatore: dopo 13 presenze e 3 goal con la maglia della squadra bresciana dell'Orceana decide di abbandonare l'attività agonistica.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, Caso intraprende la carriera di allenatore guidando le giovanili della Fiorentina, con la quale vincerà nel 1992 il Torneo di Viareggio. Al termine di questa stagione saluta i colori viola e torna alla Lazio come tecnico della squadra Primavera biancazzurra. Risale proprio a questo periodo il suo miglior momento in panchina: allena e forma futuri campioni del calibro di Alessandro Nesta, Marco Di Vaio e Flavio Roma, destinati a raggiungere la maglia della Nazionale azzurra, e vince il campionato Primavera nel 1995, dopo aver assemblato una squadra i cui elementi arriveranno per la quasi totalità al calcio professionistico di ogni livello.

Con la fama di grande maestro per i giovani calciatori, nel campionato 1997-1998 debutta sulla panchina di una prima squadra, quella del Foggia, in Serie B. La stagione è tormentata: Caso viene esonerato dall'incarico alla 23ª giornata, per poi essere richiamato alla 29ª. Il suo tentativo di centrare la salvezza fallisce e la squadra pugliese retrocede in C1, nonostante disponesse di un organico costituito in gran parte da calciatori che in futuro avrebbero giocato stabilmente in Serie A, con addirittura due futuri finalisti di Champions League come Roma ed Oshadogan.

Nella stagione 1998-1999 il Chievo decide di puntare sul tecnico campano per un campionato di vertice. Le aspettative della squadra clivense vengono deluse, e Caso viene esonerato dopo 14 partite di campionato, con la squadra in posizione di classifica assai critica.

Per rivedere il tecnico su una panchina di prima squadra bisogna aspettare la stagione 2000-2001, quando la Pistoiese sostituisce il tecnico Pillon alla 18ª giornata, nominando Mimmo Caso nuovo allenatore. L'esperienza toscana termina dopo 10 partite, quando viene nuovamente esonerato.

Nella stagione 2003, dopo un anno vissuto come CT della Nazionale Under-18, la dirigenza della Lazio, memore dell'ottimo lavoro svolto un decennio prima, affida nuovamente la guida della formazione Primavera all'ex capitano biancoceleste. La stagione successiva diventa allenatore della prima squadra[1]. Dopo un discreto inizio sia in campionato che in Coppa UEFA, la situazione peggiora. Dopo 17 gare, vista la cattiva posizione in classifica e il difficile rapporto con i giocatori più rappresentativi, su tutti Paolo Di Canio, il presidente laziale Claudio Lotito decide di esonerarlo.

Nel campionato 2005-2006 subentra a Brini sulla panchina della Ternana, senza tuttavia riuscire a salvare la squadra dalla retrocessione in Serie C1, che arriva con una giornata d'anticipo, dopo un pareggio per 2-2 a Cremona contro la Cremonese già retrocessa.

Nel luglio del 2011, una volta liberatosi dall'incarico di responsabile delle giovanili dell'Atletico Roma, fallita pochi mesi prima, Caso decide di intraprendere una nuova avventura come allenatore degli Allievi regionali del Voluntas Spoleto.

Nel luglio del 2012 è nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano, ma l'esperienza con i rossoneri dura appena due settimane, quando viene sostituito.

Nel luglio del 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l'incarico per motivi familiari.

Commentatore sportivo[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni duemila Caso si cimenta nel ruolo di commentatore televisivo delle partite per la piattaforma satellitare di Stream TV e per la RAI, facendo anche parte della squadra di telecronisti presente ai mondiali nippo-coreani del 2002 per la televisione di stato.

Dirigente[modifica | modifica sorgente]

Dal 2009 passa dal campo alla scrivania, divenendo responsabile del settore giovanile della Cisco Roma, divenuta poi Atletico Roma.

Nell'agosto del 2012 viene nominato responsabile tecnico del settore giovanile del Gavorrano, società di Lega Pro Seconda Divisione.

La malattia[modifica | modifica sorgente]

Recentemente[quando?] gli è stato diagnosticato un tumore al fegato. La sua malattia, secondo Ferruccio Mazzola, sarebbe da ricondurre all'utilizzo di sostanze dopanti ai tempi della Fiorentina che avrebbero portato alla morte prematura dei suoi ex-compagni di squadra Bruno Beatrice (leucemia), Ugo Ferrante (tumore alla gola), Nello Saltutti (infarto), Giuseppe Longoni (vasculopatia), Adriano Lombardi (SLA) e Massimo Mattolini (insufficienza renale) e alle malattie di Giancarlo De Sisti (ascesso frontale), Giancarlo Antognoni (infarto) e Giancarlo Galdiolo (demenza frontale temporale).[2]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Inter: 1979-1980
Fiorentina: 1974-1975

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Fiorentina: 1975

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Competizioni giovanili[modifica | modifica sorgente]

Fiorentina: 1992
Lazio: 1994-1995

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pinelli Pietro, Lazio, per ora l'allenatore è Caso in Corriere della Sera, 04 luglio 04, p. 51. URL consultato il 1º novembre 2008.
  2. ^ Alessandro Gilioli, Pasticca nerazzurra. URL consultato il 28 agosto 2013..