Evaristo Beccalossi

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Evaristo Beccalossi
Immagine:Beccalossi.jpg
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Dati biografici
Nome Evaristo Beccalossi
Nato 12 maggio 1956
Brescia
Paese bandiera Italia
Nazionalità
Passaporto {{{passaporto}}}
Morto
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Altezza {{{altezza}}} cm
Peso {{{peso}}} kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Regista
Squadra
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
1972-1975 Brescia
Squadre di club1
1972-1978 Brescia 94 (14)
1978-1984 Inter 216 (30)
1984-1985 Sampdoria 9 (0)
1985-1986 Monza 14 (3)
1986-1988 Brescia 48 (0)
1988-1989 Barletta 26 (6)
1989-1990 Pordenone 24 (4)
1990-1991 Breno  ? (?)
Nazionale
1976-1980
1979-1980
Bandiera dell'Italia Italia Under-21
Bandiera dell'Italia Italia Olimpica
3 (0)
4 (1)
Carriera da allenatore
Incontri disputati

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Palmarès

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Evaristo Beccalossi (Brescia, 12 maggio 1956) è un ex calciatore e oggi un commentatore televisivo italiano.

Indice

[modifica] Carriera

Centrocampista-regista, destro naturale che con l'allenamento sviluppò maggiori qualità con il piede sinistro, tali da farlo ritenere mancino. Come fantasista, è assurto alla fama nazionale tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 con la maglia dell'Inter, con cui diviene Campione d'Italia 1979-1980 e giunge alla Semifinale di Coppa dei Campioni 1980-1981. Con i nerazzurri vince anche il Mundialito Clubs 1981 e la Coppa Italia 1981-1982.

Proveniente dal vivaio della squadra della sua città, il Brescia, militante nella serie cadetta, (capace di aggiudicarsi il Campionato Primavera 1974/75 da titolare), è acquistato dall'Inter al termine della stagione 1977/78 (la stagione successiva all'ingaggio di Alessandro Altobelli, con il quale ricostituirà in nerazzurro la coppia già all'opera nelle "rondinelle"). In 6 anni di permanenza collezionò 216 presenze tra Campionato (Serie A), coppe europee e Coppa Italia, realizzando 37 reti, tra cui va ricordata una doppietta nel derby che l'Inter si aggiudicò per 2-0 nella stagione 1979/80, conclusasi con la vittoria dello scudetto.

La vittoria del mondiale spagnolo nel 1982 da parte della Nazionale senza la sua presenza e l'ingaggio di Hansi Muller da parte dell'Inter (con il quale la convivenza non fu sempre facile) ne attenuarono fama e rendimento, sino al prestito alla Sampdoria nella stagione 1984/85 che si classificò al quarto posto al termine del Campionato e vinse la Coppa Italia. Il Monza allora in serie B, lo acquistò dall'Inter nell'ottobre del 1985.

Fece in tempo ad assaporare ancora la serie A durante nella seconda delle due stagioni col Brescia, per terminare la carriera nel calcio che conta nel Barletta in serie B.

Nella stagione 1989/90 fu ingaggiato dal Pordenone in (Serie D), e successivamente dal Breno (Serie D), dove concluse la sua carriera.

In carriera ha totalizzato complessivamente 249 presenze e 37 reti in Serie A e 159 presenze e 23 reti in Serie B.

Dopo aver lasciato il calcio, ha lavorato come agente di commercio per una nota multinazionale giapponese di televisori ed HiFi, per la quale operava anche Nazzareno Canuti, con il quale Beccalossi aveva vinto il campionato nella stagione 1979-80. Attualmente è un apprezzato opinionista sportivo all'interno delle trasmissioni Qui Studio a Voi Stadio e Controcampo, oltre che testimonial di una marca di salumi e di una società immobiliare.

[modifica] Le mancate convocazioni nella Nazionale maggiore

Durante gli anni del successo, celeberrima fu la diatriba per le sue mancate convocazioni in Nazionale tra stampa sportiva e tifosi nerazzurri (e non solo) da una parte e l'allora C.T. Enzo Bearzot dall'altra. Prima di ciascun impegno della rappresentativa maggiore se ne auspicava l'utilizzo, ed una volta diramata la lista dei convocati, immancabile sui quotidiani si riapriva la polemica sulla sua mancata convocazione.[senza fonte] Si dice che la mancata convocazione di Beccalossi in nazionale fosse dovuta a uno "sgarro" che il Becca fece sul campo a Giuseppe Furino durante un Inter-Juventus, quando sul 4 a 0 per l'Inter il centrocampista nerazzurro fece un tunnel al centrocampista bianconero (fuori dal giro della nazionale, ma potentissimo all'interno dello spogliatoio della Juventus), attirandosi così le ire del clan bianconero in forza alla nazionale, che convinsero Bearzot a non convocarlo;[senza fonte] Beccalossi ha collezionato 7 presenze e un gol tra Nazionale Under-21 e Olimpica.

[modifica] Palmarès

[modifica] Competizioni nazionali

Brescia: 1974/1975
Internazionale: 1979/1980
Internazionale: 1981/1982
Sampdoria: 1984/1985

[modifica] Competizioni internazionali

Internazionale: 1981

[modifica] Lode a Evaristo Beccalossi

Come per tutti i giocatori di talento, si creò anche intorno a lui una certa "mitologia", legata all'aura da artista del pallone tutto genio e sregolatezza che lo circondava: l'indiscusso virtuosismo tecnico si accompagnava a una certa riluttanza verso gli allenamenti.

Durante la partita Internazionale - Slovan Bratislava, nei Sedicesimi di finale di andata della Coppa delle Coppe 1982-1983, sbagliò ben due rigori, non condizionando comunque il risultato della partita, in quanto l'Inter vinse 2-0. Tale sfortunato episodio fu naturalmente oggetto di notevoli invettive e discussioni appassionate. L'attore e comico Paolo Rossi sfruttò l'insita natura tragicomica dell'evento per creare una pièce chiamata Lode a Evaristo Beccalossi, nella quale descrive addirittura una terza punizione aggiudicata all'Inter, un calcio d'angolo. Evaristo Beccalossi decide di provare per la terza volta, ma, in preda al furore antico, scarta non solo gli avversari, ma anche il portiere, la porta, gli ultras, i bagarini, al grido di "È mia [la palla]! Vado a casa, non gioco più!"[1]

[modifica] Note

  1. ^ Paolo Rossi Si fa presto a dire pirla Baldini & Castoldi, Milano, 1992, ISBN 8885988350

[modifica] Collegamenti esterni

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