Héctor Cúper

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Héctor Cúper
Cuper Hector.jpg
Dati biografici
Nome Héctor Raúl Cúper
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 179 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Carriera
Squadre di club1
1976-1977 Ferro Carril Oeste Ferro Carril Oeste 5 (0)
1977-1978 Ind. Rivadavia Ind. Rivadavia 7 (2)
1978-1988 Ferro Carril Oeste Ferro Carril Oeste 425 (26)
1988-1992 Huracan Huracán 132 (8)
Nazionale
1984 Argentina Argentina 8 (0)
Carriera da allenatore
1992-1995 Huracan Huracán
1995-1997 Lanus Lanús
1997-1999 Maiorca Maiorca
1999-2001 Valencia Valencia
2001-2003 Inter Inter
2004-2006 Maiorca Maiorca
2007 Betis Betis
2008 Parma Parma
2008-2009 Georgia Georgia
2009-2011 Aris Salonicco Aris Salonicco
2011 Racing Santander Racing Santander
2011-2013 Orduspor Orduspor
2013-2014 Al-Wasl Al-Wasl
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 18 agosto 2014

Héctor Raúl Cúper (Chabás, 16 novembre 1955) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, di ruolo difensore, attualmente libero..

È soprannominato Hombre vertical, "uomo tutto d'un pezzo", per il suo carattere tenace.[1]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Difensore centrale, trascorse buona parte della sua carriera agonistica nel Ferro Carril Oeste, in cui militò nella stagione 1976/1977 e dal 1978 al 1989. Nel mezzo disputò una stagione al Independiente Rivadavia. Con il Ferro Carril Oeste conquistò due titoli nazionali (1982 e 1984).

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Riuscì anche a guadagnarsi la convocazione nella Nazionale argentina allora guidata da César Menotti, con cui disputò otto partite ufficiali.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi in Argentina[modifica | modifica sorgente]

Prima di attaccare le scarpette al chiodo venne acquistato dall'Huracán, di cui fu giocatore dal 1989 al 1993 ed allenatore dal 1993 al 1995. Come allenatore inizia con il Huracán diventando con il club vicecampione del torneo di Clausura 1994, perdendo l'ultima partita contro l'Independiente, in una gara in cui bastava un pareggio per laurearsi campione. Nel 1995 prende le redini del Lanús, con questa squadra Cúper vinse il suo primo trofeo in panchina la Coppa CONMEBOL nel 1996 e venne richiesto da numerose squadre tra cui il Maiorca, che riuscì ad aggiudicarselo nell'estate del 1997.

Le esperienze in Spagna[modifica | modifica sorgente]

Nella sua prima stagione con la squadra isolana riesce a portare la squadra in finale di Copa del Rey anche se la finale è sfortunata per il Mallorca che vede sfumare la gara ai rigori contro il Barcelona. Nonostante questo grazie a questa finale il club riuscì ad accedere alla Coppa delle Coppe, in cui ottenne una nuova finale, stavolta però venne sconfitto per 2-1 dalla Lazio nell'ultima edizione del torneo. Siccome il Barcellona era stato anche campione di Liga disputa la finale di Supercoppa di Spagna contro i catalani e stavolta centra il primo successo da allenatore in carriera. In campionato chiude portando la squadra al terzo posto, il miglior piazzamento della storia del club e Vince il Premio Don Balón come miglior allenatore della stagione 1999[2]. Dopo due ottime stagioni al Mallorca nel 1999 firma per il Valencia. Nonostante vinca la Supercoppa spagnola della stagione 1999-2000 si prolunga lo stesso la malasorte di Cuper nelle finali. Perse due finali consecutive di Champions League, venendo battuto rispettivamente dal Real Madrid per 3-0 nel 2000 e nel 2001 dal Bayern Monaco ai calci di rigore.

La panchina dell'Inter[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 Cuper decide di cambiare ancora e provare fortuna in Italia, nell'Inter, voluto dal presidente Massimo Moratti[senza fonte], ed alla sua prima stagione con i neroazzurri arrivò alla semifinale di Coppa UEFA, ma soprattutto sfiorò lo scudetto: in testa al campionato fino all'ultima giornata, proprio al 34º turno del campionato venne sconfitto 4-2 dalla Lazio (5 maggio 2002), venendo sorpassato al fotofinish dalla Juventus e dalla Roma, relegando i nerazzurri al terzo posto e costringendoli ad affrontare nella successiva stagione il terzo turno preliminare della Champions League. Nella stagione seguente dovette ancora accontentarsi del ruolo di vicecampione (stavolta però a notevole distanza dai primi) senza tra l'altro poter contare su Ronaldo, dato che l'attaccante preferì allontanarsi da Milano e accasarsi nelle fila del Real Madrid campione d'Europa in carica. In Champions League si fermò alla semifinale, alla fine di uno storico derby col Milan, che poi avanzerà fino alla vittoria, risolto da due pareggi grazie alla regola dei gol fuori casa.

Nella stagione 2003-2004 le cose non gli andarono bene e, dopo la sconfitta per 1-3 nel derby e il successivo pareggio (seppur in rimonta) per 2-2 a Brescia, nell'ottobre 2003 venne esonerato e sostituito da Alberto Zaccheroni. La notizia fece scalpore, perché agli inizi di quell'anno il presidente dell'Inter Massimo Moratti gli aveva rinnovato il contratto per altre due stagioni.

Il ritorno in Spagna[modifica | modifica sorgente]

Dopo un anno senza allenare nella stagione 2004-2005 torna al Mallorca prendendo la squadra alla decima giornata di campionato nelle zone basse della classifica. Squadra che riuscirà a salvare all'ultima giornata. Però la stagione successiva fu negativa e nonostante i molti acquisti arrivati per suo volere nel Febbraio del 2006 decide di dimettersi dopo che la squadra si trovava all'ultimo posto in classifica.

Dopo una brevissima esperienza alla Stella Rossa Belgrado, nella stagione 2007-2008 allena il Betis Siviglia. Il 2 dicembre 2007, a seguito degli scarsi risultati ottenuti nelle prime 14 giornate di campionato e del penultimo posto in classifica, è sollevato dall'incarico[3].

Nuovamente in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il 10 marzo 2008 viene contattato dal Parma per la sostituzione dell'esonerato Domenico Di Carlo ed il giorno successivo l'ingaggio è ufficializzato[4]. Il 12 maggio 2008, ad una giornata dal termine del campionato, viene sollevato dall'incarico e viene sostituito da Andrea Manzo, l'allenatore della squadra Primavera[3]. Senza Cuper, il Parma perderà l'ultima partita contro l'Inter e andrà in serie B dopo 18 anni di serie A.

L'esperienza con la Georgia[modifica | modifica sorgente]

Il 1º agosto 2008 viene assunto come CT della Georgia. Il 2 novembre 2009 dopo che la Georgia ha concluso il girone di qualificazione ai mondiali 2010 senza alcuna vittoria e con un bilancio di 7 sconfitte e 3 pareggi in 10 gare, ha dato le dimissioni da allenatore della nazionale, anticipando di un mese la scadenza naturale del contratto.

L'avventura con l'Aris Salonicco[modifica | modifica sorgente]

Il 3 novembre 2009 firma per la panchina dell'Aris Salonicco, squadra che milita nella prima divisione greca, artefice di un buon campionato: impressionante la vittoria dell'Aris Salonicco sui rivali dell'Olympiakos di Enzo Maresca, inoltre blocca sullo zero a zero lo stesso Panathinaikos vincitore del titolo. Héctor Cúper porta l'Aris Salonicco anche alla finale della Coppa di Grecia, sconfiggendo in semi-finale il Kavala, dell'ex cagliaritano Fanis Katergiannakis. In finale trova il Panathinaikos ed è ancora una sconfitta. Concludendo in campionato al 5º posto del Campionato di calcio greco, qualificandosi per i play-off. Il 18 gennaio 2011 si dimette, dopo una serie di prestazioni in campionato che hanno portato l'Aris a 22 punti di distanza dalla capolista. Sulla panchina dei greci aveva eliminato in Europa League i campioni in carica dell'Atletico Madrid, qualificandosi per i sedicesimi di finale.[5]

Nuovamente in Spagna[modifica | modifica sorgente]

Il 29 giugno 2011 è ufficializzato il suo ritorno in panchina nella Liga. Viene assunto, infatti, come nuovo allenatore del Racing Santander[6][7].
Cinque mesi più tardi, il 29 novembre, si dimette visti i ripetuti risultati negativi (ultimo la sconfitta a Maiorca) della squadra, fanalino di coda della Liga con 9 punti in 13 partite (una sola vittoria all'attivo). Unico risultato di rilievo nell'avventura col Racing lo 0-0 casalingo contro il Real Madrid di José Mourinho che poi a fine anno sarà campione di Spagna con la cifra record di 100 punti.

L'approdo in Turchia[modifica | modifica sorgente]

Il 20 dicembre 2011 viene ingaggiato dall'Orduspor, club che milita nella massima serie turca dove ha ottenuto la salvezza ed è stato confermato per la stagione seguente.

Negli Emirati Arabi[modifica | modifica sorgente]

Dopo due anni in Turchia viene chiamato alla guida dell'Al-Wasl, militante nella UAE Arabian Gulf League, la massima serie emiratina. È stato il secondo tecnico argentino dopo Diego Armando Maradona[8]. L'avventura in Medio Oriente però non è esaltante e l'"Hombre Vertical" non termina la stagione rescindendo consensualmente il contratto dopo aver ottenuto solo 4 vittorie e 2 pareggi in 16 partite.[9]

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre del 2011 Cúper viene iscritto nel registro degli indagati nella vicenda dello scandalo italiano del calcioscommesse del 2011 e, interrogato a novembre[10], inizialmente si dice estraneo alla vicenda.[11][10] Invece gli inquirenti scoprono che alcuni membri appartenenti ad un clan di Castellammare di Stabia avevano dato all'allenatore 200 mila euro per combinare i risultati di 4 partite (2 del campionato spagnolo e 2 del campionato argentino della stagione 2006-2007: 1 dei 4 incontri non andò come previsto e Cúper ricevette la visita di un membro del clan che tornò a Santander).[12][13]

Nel gennaio del 2012 l'allenatore viene accusato dagli inquirenti di riciclaggio di denaro sporco.[11][10][14]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Ferro Carril Oeste: Nacional 1982, Nacional 1984
Maiorca: 1998
Valencia: 1999
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Lanús: 1996

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gino Bacci, Storia del calcio italiano, Milano, Ecosport, 2006, p. 324.
  2. ^ Don Balón Awards Rsssf.com
  3. ^ a b Clamoroso ribaltone al Parma. Esonerato Cuper, in panchina Manzo
  4. ^ Cuper-Parma: ora è fatta
  5. ^ Cúper si dimette dalla panchina dell'Aris Salonicco Fcinternews.it
  6. ^ Héctor Cúper nuevo entrenador del Racing realracingclub.es
  7. ^ Ufficiale: Cuper nuovo allenatore del Racing Santander calcionews24.com
  8. ^ Ian Hawkey, Hector Cuper opposite side of coin from Diego Maradona in thenational.ae, 14 novembre 2013. URL consultato il 18 agosto 2014.
  9. ^ Ahmed Rizvi, Al Wasl part ways with Hector Cuper after brief, disappointing tenure in thenational.ae, 4 marzo 2014. URL consultato il 18 agosto 2014.
  10. ^ a b c Matteo Massi, Calcioscommesse, su Cuper l'ombra dei clan in Quotidiano Nazionale, 20 gennaio 2012. URL consultato il 7 luglio 2012.
  11. ^ a b 200mila euro nelle mutande per Cuper in Rai News, 19 gennaio 2012. URL consultato il 7 luglio 2012.
  12. ^ Luca Romano, Calcio scommesse, indagato Hector Cuper Avrebbe "segnalato" alla camorra 4 partite in Il Giornale, 29 ottobre 2011. URL consultato il 7 luglio 2012.
  13. ^ Scommesse, indagato Cuper "Rapporti con la camorra" in La Gazzetta dello Sport, 28 ottobre 2011. URL consultato il 7 luglio 2012.
  14. ^ Cuper, 200mila euro dalla camorra in Eurosport.yahoo.com, 19 gennaio 2012. URL consultato il 7 luglio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]