Giacinto Facchetti

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Giacinto Facchetti
Giacinto facchetti nazionale.jpg
Facchetti con la maglia azzurra dell'Italia
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 188 cm
Peso 85 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Difensore
Ritirato 1978
Carriera
Giovanili
1956-1960 Trevigliese Trevigliese
Squadre di club1
1960-1978 Inter Inter 475 (59)
Nazionale
1963-1977 Italia Italia 94 (3)
Palmarès
W.Cup2.svg  Coppa Rimet
Argento Messico 1970
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Oro Italia 1968
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giacinto Facchetti (Treviglio, 18 luglio 1942Milano, 4 settembre 2006) è stato un calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo terzino.

Campione europeo nel 1968 e vice-campione mondiale nel 1970 con la Nazionale italiana, legò il suo nome a quello dell'Inter, della quale fu giocatore dal 1960 al 1978, collezionando in totale 634 presenze e 75 reti, e presidente dal gennaio 2004 al settembre 2006.

Considerato come il primo interprete del ruolo di terzino d'attacco, occupa la 90ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer. Nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi redatta da Pelé e dalla Federazione Internazionale del Calcio (FIFA) in occasione del centenario dalla sua fondazione, mentre nel 2006 è stato insignito dalla stessa Federazione del Presidential Award postumo per il contributo offerto al mondo del calcio sia da giocatore che da dirigente.[1]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Facchetti segna il definitivo 3-0 nella semifinale di Coppa dei Campioni del 1965 tra Inter e Liverpool.

Era un terzino d'attacco, dotato di eccellenti doti tecniche e fisiche,[2] tanto da aver vinto nel 1958 a Bergamo i campionati studenteschi dei 100 metri con il tempo di 11 secondi.[3] Verso la fine della carriera venne schierato anche come libero.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Iniziò la carriera nella squadra di calcio del suo paese natale, la Trevigliese, nel ruolo di attaccante. Venne scoperto da Helenio Herrera che lo portò all'Inter per il finale di stagione 1960-1961, trasformandolo in un terzino d'attacco, primo nel suo genere insieme a Vittorio Calvani. Proprio a Calvani è legato il suo destino: il 14 giugno 1961 l'Inter giocò un'amichevole contro il Fluminense, e Facchetti, che ben impressionò, venne schierato al posto di Calvani poiché quest'ultimo era alle prese con un fastidioso callo.[4]

Facchetti con la maglia dell'Inter

L'esordio in Serie A avvenne il 21 maggio del 1961, in un Roma-Inter conclusosi con la vittoria dei nerazzurri per 2-0. Facchetti divenne uno dei cardini della cosiddetta Grande Inter che si aggiudicò la Coppa dei Campioni nel 1963-1964 e nel 1964-1965 e il campionato italiano nel 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966 e 1970-1971. Con la squadra nerazzurra vinse anche due Coppe Intercontinentali ed una Coppa Italia. Con l'Inter in 634 partite realizzò 75 gol: fu nel 1965-1966 il primo difensore a segnare 10 reti nel campionato italiano. Si rivelò fondamentalmente corretto in campo, venendo espulso solo una volta nell'arco di tutta la sua carriera, per un applauso al direttore di gara Vannucchi in Inter-Fiorentina (1-0) del 13 aprile 1975.[5] Nel 1965 sfiorò il Pallone d'oro classificandosi secondo, ad 8 punti dal vincitore Eusébio.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

In Nazionale Facchetti esordì, insieme a Vieri, il 27 marzo 1963 nell'incontro valido per la qualificazione all'Europeo del 1964 disputato ad Istanbul contro la Turchia in cui l'Italia vinse per 1-0.[6] Da allora disputò con 94 partite, mettendo a segno tre reti. Vinse da capitano il campionato europeo di calcio 1968 e arrivò secondo dopo la storica vittoria per 4-3 sulla Germania al campionato mondiale di calcio 1970.

Facchetti solleva la Coppa Henri Delaunay dopo la vittoria azzurra all'Europeo 1968

Con Burgnich, Facchetti ha formato il duo difensivo più longevo nella storia della Nazionale di calcio: undici anni, dal 1963 al 1974, disputando insieme 58 partite di cui 45 come coppia di terzini, superando in questa particolare classifica binomi storici quali Rosetta-Caligaris, Foni-Rava e Ballarin-Maroso.

Dirigente[modifica | modifica sorgente]

Lo stesso anno in cui diede addio al calcio ebbe l'opportunità di fare il dirigente accompagnatore dell'Italia durante il campionato mondiale di calcio 1978 in Argentina.

Dopo esser divenuto rappresentante all'estero per l'Inter, divenne vice presidente dell'Atalanta nel 1980, per poi tornare dai nerazzurri di Milano durante la presidenza di Massimo Moratti col il ruolo di direttore generale prima e di direttore sportivo poi. Proprio in qualità di direttore sportivo, nel 1997, fu deferito alla Commissione Disciplinare per aver "espresso giudizi lesivi sulla reputazione dell'arbitro Pierluigi Collina, accusandolo di parzialita"[7]. Divenne vice presidente dopo la morte di Giuseppe Prisco e, infine, presidente il 19 gennaio 2004, dopo le dimissioni di Massimo Moratti. Da presidente dell'Inter ha vinto uno scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio 2011, in merito all'esposto presentato dalla Juventus ai presidenti di CONI e FIGC, alla Procura Federale e al Procuratore Federale Capo per ottenere la revoca dello scudetto assegnato d'ufficio all'Inter nella stagione 2005-2006[8], il procuratore federale Stefano Palazzi ipotizza nei confronti dell'allora presidente nerazzurro la violazione degli articoli 1 (doveri ed obblighi generali)[9] e 6 (illecito sportivo e obbligo di denunzia)[9] della giustizia sportiva. Contestualmente, lo stesso Palazzi segnala l'impossibilità a procedere poiché sopraggiunti i termini di prescrizione del reato.[10]

La scomparsa[modifica | modifica sorgente]

« Partecipo commosso al profondo dolore della famiglia per la morte di Giacinto Facchetti, uno dei maggiori protagonisti della storia dello sport italiano.
Resta di esempio per le nuove generazioni l'attaccamento ai valori di lealtà e di agonismo che hanno fatto di lui un grande campione e manager. Simbolo dello sport italiano, ha saputo dimostrare nel corso della sua lunga carriera non soltanto le doti tecniche di calciatore ma anche la correttezza, la compostezza e la professionalità come dirigente »
(Messaggio di cordoglio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, 4 settembre 2006[11])

Da alcuni mesi malato di tumore al pancreas, si è spento a Milano il 4 settembre 2006 ed è sepolto nel cimitero di Treviglio. Le esequie, celebrate nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano dal vescovo di Lodi Giuseppe Merisi, conterraneo di Facchetti, hanno visto la presenza di molte autorità sportive e politiche e di gente comune. In onore di Giacinto Facchetti l'Inter ha deciso di ritirare la maglia numero 3.

Qualche settimana dopo la sua scomparsa, è stato insignito dalla Federazione Internazionale del Calcio (FIFA) del Presidential Award postumo per il contributo offerto al mondo del calcio sia da giocatore che da dirigente.[1]

In sua memoria, ed in particolare in memoria dei grandi valori sportivi e morali che ha espresso per tutta la sua vita, la Lega Nazionale Professionisti ha istituito il Campionato Nazionale Primavera - Trofeo Giacinto Facchetti, mentre la Gazzetta dello Sport ha istituito il premio Premio Internazionale Giacinto Facchetti, per promuovere e premiare i comportamenti all'insegna della correttezza e dei valori. La prima edizione è stata vinta da Julio González, ex giocatore del Vicenza.

Tra le numerose vie intitolategli in tutto il Paese, la prima ad essere inaugurata è stata quella del Comune di Monte San Vito (AN), alla presenza della moglie Giovanna e del figlio Gianfelice, di Bedy Moratti in rappresentanza della famiglia, dei genitori di Roberto Mancini e delle più alte autorità locali.[12]

Facchetti nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Francobollo emesso nel 1968 dall'emirato di Ajman per omaggiare Facchetti

Come capitano della Nazionale è anche protagonista di un romanzo. A lui è infatti ispirato il personaggio di Giacinto in Azzurro tenebra (1977), romanzo di Giovanni Arpino dedicato all'avventura della Nazionale italiana al campionato mondiale di calcio 1974. Altro importante riferimento letterario si trova nel Il prete lungo (1971), racconto di Luciano Bianciardi nel quale il giocatore nerazzurro viene citato come esempio di rettitudine morale.

Al Festival del Cinema di Venezia del 2007 è stato proiettato Il Capitano, un documentario realizzato da Alberto D'Onofrio per Rai Educational, che doveva essere trasmesso il 4 settembre, nel primo anniversario della morte di Facchetti, in seconda serata su Rai 2; per motivi di palinsesto il documentario è andato in onda, lo stesso giorno, su Raitre, e verrà ritrasmesso nello spazio Tv7, su Raiuno.

Il 26 agosto 2011 è stato pubblicato dal gruppo degli Stadio il singolo Gaetano e Giacinto, dedicato a due grandi figure del calcio italiano, come Gaetano Scirea e appunto Giacinto Facchetti.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nel Club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1960-1961 Italia Inter A 3 1 - - - CdF 1 0 - - - 4 1
1961-1962 A 15 0 - - - CdF 6 0 - - - 21 0
1962-1963 A 31 4 CI 2 0 - - - - - - 33 4
1963-1964 A 32+1[13] 4 - - - CC 9 0 - - - 42 4
1964-1965 A 32 2 CI 3 0 CC 6 1 CInt 3 0 44 3
1965-1966 A 32 10 CI 1 0 CC 5 2 CInt 2 0 40 12
1966-1967 A 34 4 CI 2 0 CC 10 2 - - - 46 6
1967-1968 A 28 7 CI 9 2 - - - - - - 37 9
1968-1969 A 30 6 CI 3 1 - - - - - - 33 7
1969-1970 A 28 5 CI 6 1 CdF 8 0 - - - 42 6
1970-1971 A 30 5 CI 3 0 CdF 2 0 - - - 35 5
1971-1972 A 27 4 CI 8 1 CC 9 1 - - - 44 6
1972-1973 A 29 1 CI 10 3 CU 5 0 - - - 44 4
1973-1974 A 28 2 CI 7 0 CU 2 0 - - - 37 2
1974-1975 A 23 0 CI 8 1 CU 3 0 - - - 34 1
1975-1976 A 28 3 CI 10 0 - - - - - - 38 3
1976-1977 A 27 1 CI 9 1 CU 1 0 - - - 37 2
1977-1978 A 18 0 CI 4 0 CU 1 0 - - - 23 0
Totale 475+1 59 85 10 68 6 5 0 634 75

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Inter: 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966, 1970-1971
Inter: 1977-1978
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Inter: 1963-1964, 1964-1965
Inter: 1964, 1965

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

1968

Individuale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Presidential Award (PDF), Fédération Internationale de Football Association (FIFA).
  2. ^ Giacinto Facchetti, Enciclopedia Treccani.
  3. ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, 10 marzo 1963, p. 10.
  4. ^ Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, p. 81. ISBN 88-8207-144-8.
  5. ^ Gentleman Facchetti subito espulso: " Volevo calmare i giocatori " in Corriere della Sera, 27 febbraio 1995. URL consultato il 20 agosto 2013.
  6. ^ La Stampa, 28 marzo 1963, p. 8.
  7. ^ "Calcio: Facchetti deferito alla Disciplinare in Adnkronos. URL consultato il 3 novembre 1997.
  8. ^ La Juventus chiede la revoca dello scudetto. URL consultato il 5 luglio 2011.
  9. ^ a b Codice di giustizia sportiva. URL consultato l'8 luglio 2011.
  10. ^ "Illecito sportivo dell'Inter". Ecco le carte di Palazzi in La Gazzetta dello Sport online. URL consultato il 5 luglio 2011.
  11. ^ Mazzola: "Compagno meraviglioso sempre pronto a lottare", Repubblica.it, 4 settembre 2006.
  12. ^ Intitolata via a Facchetti, InterScerni.it, 18 marzo 2007. URL consultato il 20 marzo 2013.
  13. ^ Spareggio per la vittoria finale del campionato a Roma il 7 giugno 1964 Bologna-Inter 2-0

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Garlando, Ora sei una stella. Il romanzo dell'Inter, Mondadori, Milano, 2007. ISBN 978-88-04-56476-8
  • Pietro Cabras (prefazione di Gianfelice Facchetti), Facchetti. Calciatore e gentiluomo, Milano, Piemme, 2008. ISBN 88-384-8868-1
  • Gianfelice Facchetti, Se no che gente saremmo, Milano, Longanesi, 2011. ISBN 9788830431966

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente dell'Inter Successore
Massimo Moratti 19 gennaio 2004 - 4 settembre 2006 Massimo Moratti

Controllo di autorità VIAF: 62708437 LCCN: no2006121068