Campionato mondiale di calcio 1966

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Campionato mondiale di calcio 1966
1966 FIFA World Cup
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione
Date 11 luglio - 30 luglio 1966
Luogo Inghilterra Inghilterra
(7 città)
Partecipanti 16 (74 alle qualificazioni)
Impianto/i 8 stadi
Risultati
Vincitore Inghilterra Inghilterra
(1º titolo)
Secondo Germania Ovest Germania Ovest
Terzo Portogallo Portogallo
Quarto URSS URSS
Statistiche
Miglior marcatore Portogallo Eusébio (9)
Incontri disputati 32
Gol segnati 89 (2,78 per incontro)
Pubblico 1 635 000
(51 094 per incontro)
Champions statue.jpg
La statua dedicata ai campioni inglesi del 1966 ad Upton Park
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1962 1970 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1966 o Coppa del mondo Jules Rimet del 1966 è stata l'ottava edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Si svolse in Inghilterra dall'11 al 30 luglio 1966.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Convocazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1966.

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

Città Stadio Posti Anno
Birmingham Villa Park 50.000 1897
Liverpool Goodison Park 50.000 1892
Londra Wembley Stadium 100.000 1923
Londra White City Stadium 50.000 1908
Manchester Old Trafford 60.000 1910
Middlesbrough Ayresome Park 40.000 1903
Sheffield Hillsborough Stadium 40.000 1899
Sunderland Roker Park 40.000 1898

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Fase eliminatoria: quattro gruppi di quattro squadre ciascuno (identificati dal numero 1 al numero 4).

Alla fine di ogni girone le migliori due classificate passano ai quarti di finale. Per stabilire la priorità in caso di parità di punti vale il criterio della differenza reti. In caso di ulteriore parità è discriminante il numero di goal segnato nel girone. In caso di ulteriore parità si procede a sorteggio. Da questo punto si procede a incontri a eliminazione diretta. Si giocano quattro quarti di finale, A, B, C, e D. Il quarto A vede accoppiate la prima classificata del gruppo 1 con la seconda del gruppo 2; il quarto B la seconda del gruppo 1 con la prima del gruppo 2; il quarto C la prima del gruppo 3 con la seconda del gruppo 4 e il quarto D la seconda del gruppo 3 con la prima del gruppo 4.

  • La prima semifinale si disputa tra le vincenti dei quarti A e C, la seconda tra le vincenti dei quarti B e D.
  • Finale per il terzo posto: incontro tra le due perdenti le semifinali.
  • Finale per il primo posto: incontro tra le due vincenti le semifinali.

Presentazione[modifica | modifica wikitesto]

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti delle nazionali

Al campionato del mondo del 1966 è legato uno dei più curiosi aneddoti riguardanti la Coppa Rimet. Come è noto, è uso che la federazione campione uscente rimetta il trofeo a disposizione della FIFA e del comitato organizzatore del campionato affinché esso possa rimanere in esposizione fino all'assegnazione al vincitore successivo (nel 1966 campione uscente era il Brasile). Il 20 marzo 1966, però, la Coppa Rimet fu rubata da ignoti durante l'esposizione al pubblico. Dopo lunghe ricerche, essa fu ritrovata, avvolta in un foglio di giornale, grazie al fiuto di un cane (il bastardino Pickles, che morì l'anno dopo strozzato dal suo stesso guinzaglio) che la intercettò in un parco pubblico londinese. Prima del ritrovamento del trofeo, la Federcalcio inglese ne aveva fatto produrre una copia, nell'eventualità che essa non venisse ritrovata in tempo. Attualmente la copia è custodita ed esposta nel Museo nazionale del Calcio. Il campionato del 1966 fu anche il primo ad adottare una mascotte (il leone Willie) e un logo per fini commerciali.

L'assegnazione all'Inghilterra fu facilitata dal fatto che l'allora capo della FIFA fosse proprio inglese, Sir Stanley Rous, cosa che suscitò la prima di una lunga serie di polemiche sull'intero mondiale, fino alla finale. L'Inghilterra iniziò il torneo con ambizioni di vittoria, come testimoniava la dichiarazione, datata 1963, di Ramsey,[1] selezionatore dei reds, che promise di portare la Rimet nel paese patria del calcio; all'assegnazione del ruolo di Paese organizzatore all'Inghilterra contribuì anche il fatto che nel 1963 cadesse il centenario della fondazione della Football Association, la federazione calcistica inglese.[2] L'ottavo campionato del mondo non si distinse per particolare spettacolarità, anzi fu una delle edizioni con meno gol, in ragione dell'assetto più difensivo e tattico delle squadre. La stessa Inghilterra, che avrebbe poi vinto il torneo, passò il primo turno con 4 gol all'attivo e nessuno al passivo.

Questa edizione della rassegna iridata, sebbene avesse in programma il cerimoniale delle bande musicali durante l'entrata in campo delle squadre, non vide la tradizionale esecuzione degli inni nazionali all'inizio dei match (tranne nella partita inaugurale, e in occasione della finale per il titolo). Tale decisione fu dettata dal fatto che il Regno Unito temeva la presenza al mondiale dei calciatori della Corea del Nord – nazione socialista e non riconosciuta dai britannici – quale causa di possibili incidenti diplomatici con la controparte del Sud; a tal proposito, un appunto dell'allora Foreign Office sosteneva che il modo più semplice per risolvere la questione, sarebbe stato quello di "negare il visto ai giocatori nordcoreani".[3]

Il cammino verso il campionato del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1966.

Il Brasile si presentava in Inghilterra forte di due mondiali consecutivi vinti, in Svezia nel 1958 e in Cile nel 1962. Tra le altre nazionali già decorate, la Germania Ovest, già campione nel 1954 nonché tra le pretendenti al successo finale, l'Uruguay e l'Italia, forti di due successi ciascuna (rispettivamente nel 1930 e 1950 e nel 1934 e 1938).[1] Tra le outsider, spiccavano l'Argentina, il Portogallo di Eusébio e l'URSS campione d'Europa nel 1960 e finalista nel 1964. Le rimanenti nazionali furono solo di contorno, sebbene la sorpresa più grande venne proprio dal girone che ospitava l'unica asiatica del torneo, la Corea del Nord.

Essendo due posti già appannaggio del Brasile campione uscente e dell'Inghilterra Paese organizzatore, a contendersi i 14 posti rimanenti furono 71 squadre nazionali. La FIFA assegnò 10 squadre all'UEFA (la citata Inghilterra, Bulgaria, Francia, Germania Ovest, Italia, Portogallo, Spagna, Svizzera, Ungheria e URSS) su 32 iscritte alle qualificazioni, 4 al Sudamerica (il citato Brasile, Argentina, Cile e Uruguay) su 9 iscritte, 1 al Centro-Nord America e Caraibi (Messico) su 9 iscritte e 1 all'Africa, Asia e Oceania su 19 iscritte in totale, dopo spareggio interzone tra Africa e Asia. Non esistendo all'epoca la federazione oceanica (istituita nel 1966) l'Australia avrebbe disputato il girone di qualificazione asiatico. La federazione africana protestò per l'ulteriore spareggio cui ci si sarebbe dovuti sottoporre per la qualificazione, e questo provocò il ritiro di 15 squadre africane e una asiatica, la Corea del Sud. Nel frattempo, il Sudafrica veniva squalificato dal Comitato Olimpico Internazionale da qualsiasi competizione sportiva per via del regime di apartheid lì vigente, e la FIFA si allineò al CIO. Alla fine, ad approdare alla fase finale fu la Corea del Nord. Tra le squadre europee che mancano ai nastri di partenza spicca tra tutte la Svezia, finalista dell'edizione del 1958, oltre al Belgio, la Cecoslovacchia e la Jugoslavia.

Composizione dei gruppi e discriminanti[modifica | modifica wikitesto]

Riprende l'Europa l'organizzazione della fase finale della Coppa Rimet, ma non varia la formula dell'edizione precedente, se non nei discriminanti usati. A dirimere le situazioni di parità di punti non si adotta più il quoziente reti ma la differenza reti e, in seconda battuta, le reti segnate. Rimane il sorteggio per la perdurante parità. Differenza reti che, comunque, è usata solo in un caso, nel gruppo 2, e solo per stabilire chi fra Germania Federale ed Argentina dovesse piazzarsi al primo posto, con entrambe le formazioni già qualificate. La composizione dei 4 gruppi della prima fase fu affidata al consueto sorteggio pilotato, coll'adozione di 4 fasce da 4 squadre ciascuna così composte:

  • Fascia 1: Grandi squadre europee (Germania Ovest, Inghilterra, Ungheria, URSS)
  • Fascia 2: Squadre latino europee (Francia, Italia, Portogallo, Spagna)
  • Fascia 3: Sud America (Argentina, Brasile, Cile, Uruguay)
  • Fascia 4: Piccole europee e resto del Mondo (Bulgaria, Corea del Nord, Messico, Svizzera)

Esattamente come 4 anni prima, Bulgaria e Svizzera furono considerate alla stregua di materassi, a tutto vantaggio, in questo caso, del Portogallo, esordiente assoluto, inserito in una "apposita" fascia a carattere geografico. Dal punto di vista sportivo forse è solo questa l'unica incongruenza. A facilitare il compito dei padroni di casa dell'Inghilterra, fu inoltre stabilito a priori che essi facessero parte del Gruppo 1 ed il Brasile, campione del Mondo in carica, del Gruppo 3. Ciò avrebbe significato, ammesso che entrambe le formazioni avessero fatto il loro dovere, ovvero arrivare prime nel loro girone (cosa che non riuscì al Brasile, subito eliminato), che l'Inghilterra avrebbe incontrato i detentori solo in semifinale. Analizziamo il rendimento delle varie fasce nei gironi della prima fase, in ordine di punti e squadre qualificate ai quarti (fra parentesi la federazione con la migliore prestazione)

  • Fascia 1: 20 punti e 4 qualificate (URSS)
  • Fascia 2: 11 punti ed 1 qualificata (Portogallo)
  • Fascia 3: 12 punti e 2 qualificate (Argentina)
  • Fascia 4: 5 punti ed 1 qualificata (Corea del Nord)

Il torneo[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi eliminatori[modifica | modifica wikitesto]

Una fase di gioco di Germania Ovest-Argentina del gruppo 2

Il campo rispettò quasi per intero i pronostici, con qualche esclusione di rilievo: nel primo gruppo, l'Inghilterra si spartì la posta con l'Uruguay prima di superare con due classici 2-0 Francia e Messico. A ruota seguì la stessa Celeste cui bastò un 2-1 ai francesi e un pari con i messicani per qualificarsi. Nel gruppo 2 la Spagna campione d'Europa uscente non andò oltre una vittoria con poco scarto contro la Svizzera (sfavorita tra l'altro dall'arbitro sovietico Bakhramov che annullò il gol regolare del 2-2 svizzero): Germania Ovest e Argentina passarono a pari punti, con i tedeschi primi per differenza reti.

Le sorprese vennero dai gruppi 3 e 4: inaspettata sconfitta fu quella dei verdeoro brasiliani campioni del mondo in carica, dovuta a due avversarie ostiche (Ungheria e Portogallo), ed alla mancanza effettiva del fuoriclasse Pelé,[1] che uscì anzitempo sia con i bulgari sia con la compagine di Eusébio, nonché di degni rimpiazzi al posto degli anziani Didi, Vavá e Zagallo. Nonostante l'eliminazione il Brasile, che era stato campione del mondo nel 1958 e nel 1962, recriminò per gli arbitraggi (contro la Bulgaria arbitrata dal tedesco Kurt Tschenscher, nelle gare contro Ungheria e Portogallo arbitrate dagli inglesi Ken Dagnall e George McCabe) in cui non vennero sanzionati molti falli fatti a danno dei giocatori chiave verdeoro[4].

Nel gruppo 4, l'Italia, vincendo 2-0 contro il Cile, si prese la rivincita della battaglia di Santiago di quattro anni prima, ma inciampò nell'URSS perdendo 1-0 e, nella decisiva partita contro la Corea del Nord, perse di nuovo 1-0, con un gol di Pak Doo Ik. Il turno fu passato da URSS e Corea del Nord e i tifosi di Middlesbrough, città operaia del nord dell'Inghilterra, adottarono la Nazionale asiatica e la seguirono a Liverpool per i quarti di finale.

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

A dar colore ai quarti di finale ci pensarono Argentina e Corea del Nord. A Wembley, gli inglesi erano impegnati in una tesa partita contro i sudamericani; dopo mezz'ora c'erano già quattro ammonizioni argentine (Perfumo, Solari, Rattín e Artime) mentre all'inglese Stiles fu concessa ogni tipo di entrata[4] e, al 33º, il capitano argentino Antonio Rattín venne espulso dall'arbitro tedesco Rudolf Kreitlein perché, come dichiarò in seguito l'arbitro stesso, non gli piaceva l'espressione della sua faccia[5].

Nonostante gli inviti dell'arbitro tedesco a lasciare il campo, l'argentino fece finta di non capire e pretese un interprete. Alla fine lasciò il terreno di gioco e si sedette sul tappeto rosso riservato ai membri della casa reale inglese, prendendo i fischi di tutto lo stadio e ricevendo l'appellativo di "Animale". Facilitata dall'espulsione e contro un avversario esasperato l'Inghilterra alla fine vinse 1-0, andando in semifinale. L'espulsione di Rattin venne definita in patria come el robo del siglo (il furto del secolo), il giornale sportivo francese L'Équipe intitolò «Lo scandalo è entrato a Wembley» e il suo inviato Jean Cornu scrisse «Scandaloso l'arbitro, Stiles meritava una sanzione più di Rattin..»[4]. Al Goodison Park di Liverpool, lo stadio dell'Everton, invece, la Corea del Nord riuscì a portarsi sul 3-0 in poco meno di mezz'ora prima che il Portogallo riuscisse a serrare le file e riorganizzare il gioco.

L'ingenuità tattica degli asiatici e l'abilità dei portoghesi fecero poi la differenza e la squadra di Eusébio (quattro gol in quella partita) vinse 5-3 e raggiunse in semifinale l'Inghilterra. L'URSS eliminò l'Ungheria 2-1, mentre nella gara Germania Ovest-Uruguay, dopo che l'arbitro inglese Jim Finney negò nei primi minuti un calcio di rigore ai sudamericani per un intervento di mano di Schnellinger in area di rigore, arrivò il vantaggio tedesco all'11° con Helmut Haller; all'inizio del secondo tempo vennero espulsi gli uruguaiani Horacio Troche ed Héctor Silva e, in 11 contro 9, i tedeschi vinsero 4-0 eliminando l'Uruguay.

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Le due semifinali si giocarono a un giorno di distanza, il 25 e 26 luglio a Liverpool (Germania Ovest-URSS) e a Londra (Inghilterra-Portogallo). Sotto la direzione dell'italiano Concetto Lo Bello i tedeschi sconfissero i sovietici. A segnare per la Germania Ovest furono Haller e Beckenbauer. Anche in questa gara ci furono critiche rivolte agli arbitri, poiché i sovietici furono costretti a giocare in 9 uomini a causa dell'infortunio di Sabo (all'epoca non si effettuavano cambi) e per l'espulsione dell'attaccante Igor Čislenko; l'inviato de L'Équipe Robert Vergne scrisse «Contro l'URSS la Germania ha mostrato il peggior calcio di questi mondiali. Chi parla di complotto a favore dei tedeschi e degli inglesi può sostenere questa tesi con le cifre: nelle ultime tre partite disputate la Germania ha giocato contro squadre di dieci e nove giocatori. L'Argentina, nel girone eliminatorio in dieci (uno espulso), l'Uruguay nei quarti, in nove (due espulsi) e l'URSS in semifinale, in nove (uno ferito severamente, uno espulso)»[4].

A Londra, invece, ci vollero due gol di Bobby Charlton per aver ragione di un Portogallo in forma, che tenne aperta la partita fino all'ultimo grazie a un goal di Eusébio su rigore nel finale.

Finali[modifica | modifica wikitesto]

Entrambe le finali si disputarono allo stadio londinese di Wembley.[6] Il terzo posto finale del Portogallo, allenato da Otto Glória, rimane tuttora il massimo risultato a livello mondiale conseguito dai lusitani, fatto questo che permise a Eusébio di onorare al meglio il Pallone d'oro vinto l'anno prima grazie ai suoi successi con la maglia del Benfica. Nella finale per l'assegnazione del titolo, fra i padroni di casa e la Germania Ovest, agli ordini di sir Alf Ramsey scesero in campo per l'Inghilterra Banks, Cohen, J. Charlton; Moore, Stiles, Wilson; Ball, Hunt, Hurst, R. Charlton, Peters. Il CT tedesco Helmut Schön schierò invece Tilkowski, Höttges, Weber; Schnellinger, Schulz, Beckenbauer; Haller, Emmerich, Held, Overath, Seeler. Da notare come l'Inghilterra chiudesse il torneo nello stesso stadio, Wembley, dove aveva giocato tutte le partite.

Haller segnò quasi subito, al 12º, ma il vantaggio tedesco durò solo sei minuti, in quanto Hurst pareggiò al 18°. La partita si svolse su un piano di sostanziale equilibrio finché al 78º Peters realizzò il gol del 2-1 che sembrava aver chiuso l'incontro. Su una contestata azione a palla ferma, Weber riuscì tuttavia a segnare il 2-2 quando ormai mancava un minuto alla fine. Gli inglesi contestarono un fallo di mano del tedesco, ma Dienst convalidò. Al 101°, undici minuti dopo l'inizio dei tempi supplementari, Hurst lasciò partire un tiro che sbatté contro la faccia inferiore della traversa e rimbalzò sulla linea prima di tornare in campo. Le riprese televisive dimostrarono che la palla aveva battuto sulla linea e non aveva, come richiesto dal regolamento, superato completamente la linea di porta.[6] Non sapendo cosa decidere, Dienst chiese il parere del assistente Tofik Bakhramov.

Il commentatore della BBC Kenneth Wolstenholme si premurò di far sapere che il guardalinee sovietico «parlava solo russo e turco»[7] (lo scrittore inglese Jake Arnott, nel suo romanzo E lui ammazza i poliziotti del 2001, ambientato proprio durante i giorni della vittoria inglese ai Mondiali, scriverà, raccontando della telecronaca di Wolstenholme: «pochi popoli come quello inglese tengono in così poco conto il bilinguismo»), ragion per cui il dialogo con il direttore di gara poteva avvenire solo a gesti.[6] Inutili le proteste tedesche e l'attacco finale, che durò per tutto il secondo tempo supplementare: proprio allo scadere Hurst segnò il suo terzo gol personale e il quarto per l'Inghilterra, che vinse 4-2 e si laureò campione del mondo per la prima – e tuttora unica – volta nella sua storia. Geoff Hurst è attualmente l'unico calciatore ad aver segnato tre gol in una finale di un Campionato del mondo.

Le partite[modifica | modifica wikitesto]

Fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo 1[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Inghilterra Inghilterra 5 3 2 1 0 4 0 +4
2. Uruguay Uruguay 4 3 1 2 0 2 1 +1
3. Messico Messico 2 3 0 2 1 1 3 -2
4. Francia Francia 1 3 0 1 2 2 5 -3
Risultati[modifica | modifica wikitesto]






Gruppo 2[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Germania Ovest Germania Ovest 5 3 2 1 0 7 1 +6
2. Argentina Argentina 5 3 2 1 0 4 1 +3
3. Spagna Spagna 2 3 1 0 2 4 5 -1
4. Svizzera Svizzera 0 3 0 0 3 1 9 -8
Risultati[modifica | modifica wikitesto]






Gruppo 3[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Portogallo Portogallo 6 3 3 0 0 9 2 +7
2. Ungheria Ungheria 4 3 2 0 1 7 5 +2
3. Brasile Brasile 2 3 1 0 2 4 6 -2
4. Bulgaria Bulgaria 0 3 0 0 3 1 8 -7
Risultati[modifica | modifica wikitesto]






Gruppo 4[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. URSS URSS 6 3 3 0 0 6 1 +5
2. Corea del Nord Corea del Nord 3 3 1 1 1 2 4 -2
3. Italia Italia 2 3 1 0 2 2 2 0
4. Cile Cile 1 3 0 1 2 2 5 -3
Risultati[modifica | modifica wikitesto]






Fase ad eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Albero della fase ad eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Quarti di finale Semifinali Finale
23 luglio- 15:00
 Inghilterra Inghilterra  1
26 luglio- 19:30
 Argentina Argentina  0  
 Inghilterra Inghilterra  2
23 luglio- 15:00
   Portogallo Portogallo  1  
 Portogallo Portogallo  5
30 luglio- 15:00
 Corea del Nord Corea del Nord  3  
 Inghilterra Inghilterra  4
23 luglio- 15:00
   Germania Ovest Germania Ovest  2
 Germania Ovest Germania Ovest  4
25 luglio- 19:30
 Uruguay Uruguay  0  
 Germania Ovest Germania Ovest  2 Finale 3º posto
23 luglio- 15:00
   URSS URSS  1  
 URSS URSS  2  Portogallo Portogallo  2
 Ungheria Ungheria  1    URSS URSS  1
29 luglio- 19:30

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]





Semifinali[modifica | modifica wikitesto]




Finale 3º posto[modifica | modifica wikitesto]



Finale[modifica | modifica wikitesto]


Inghilterra Inghilterra
P 1 Gordon Banks
D 2 George Cohen
D 5 Jack Charlton
D 6 Bobby Moore (C)
D 3 Ray Wilson
C 4 Nobby Stiles
C 7 James Alan Ball
A 9 Bobby Charlton
C 16 Martin Peters
A 10 Geoff Hurst
A 21 Roger Hunt
CT:
Inghilterra Alf Ramsey
Germania Ovest Germania Ovest
P 1 Hans Tilkowski
D 2 Horst-Dieter Höttges
D 5 Willi Schulz
D 6 Wolfgang Weber
D 3 Karl-Heinz Schnellinger
C 4 Franz Beckenbauer
C 12 Wolfgang Overath
C 8 Helmut Haller
A 9 Uwe Seeler (C)
A 10 Siegfried Held
A 11 Lothar Emmerich
CT:
Germania Ovest Helmut Schön

Vincitore[modifica | modifica wikitesto]

Campione del mondo 1966

Inghilterra
Inghilterra
1º titolo

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

9 reti

6 reti

4 reti

3 reti

2 reti

1 rete

Autoreti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bortolotti, p. 167.
  2. ^ Bortolotti, p. 166.
  3. ^ (EN) World Cup fears over North Korea in 1966 in bbc.co.uk, 13 giugno 2010.
  4. ^ a b c d Quando gli arbitri decidono tutto, e anche di più, francorossi.com. URL consultato il 10 giugno 2010.
  5. ^ (ES) Inghilterra-Argentina, todoslosmundiales.com.ar. URL consultato il 10 giugno 2010.
  6. ^ a b c Bortolotti, p. 168.
  7. ^ «Yes, yes, yes - no! The linesman says no! The linesman says no… It's a goal! It's a goal! Oh, and the Germans go mad at the referee! This linesman, at the linesman, who can only speak Russian and Turkish…» («Sì… Sì… Sì… No! Il guardalinee ha detto "no"! Il guardalinee ha detto "no"! È gol! È gol! Oh, e i tedeschi stanno assalendo l'arbitro… Questo guardalinee… Questo guardalinee che parla solo russo e turco…»), dalla telecronaca della BBC di Kenneth Wolstenholme.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adalberto Bortolotti, I campionati mondiali, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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