Campionato mondiale di calcio 1930

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Campionato mondiale di calcio 1930
Copa Mundial de Fútbol de 1930
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione
Date 13 luglio - 30 luglio 1930
Luogo Uruguay Uruguay
(1 città)
Partecipanti 13
Impianto/i 3 stadi
Risultati
Vincitore Uruguay Uruguay
(1º titolo)
Secondo Argentina Argentina
Terzo Stati Uniti Stati Uniti
Quarto Jugoslavia Jugoslavia
Statistiche
Miglior marcatore Argentina Guillermo Stábile (8)
Incontri disputati 18
Gol segnati 70 (3,89 per incontro)
Pubblico 650 000
(36 111 per incontro)
Uruguay1930.JPG
La nazionale uruguagia vincitrice della prima edizione della Coppa Rimet
Cronologia della competizione
1934 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1930 è stata l'edizione inaugurale del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili. Ebbe luogo in Uruguay dal 13 al 30 luglio 1930. La FIFA assegnò l'organizzazione del torneo all'Uruguay per celebrare il centenario della Costituzione uruguaiana, nata nel 1830.

Tutte le partite si disputarono nella capitale, Montevideo. La maggior parte allo Stadio del Centenario, costruito appositamente per l'evento. Tredici Nazionali — sette dal Sud America, due dal Nord America e quattro dall'Europa — presero parte al campionato. Le squadre furono suddivise in quattro gruppi, in ognuno dei quali la vincitrice si sarebbe qualificata direttamente alle semifinali. In finale, davanti ad un pubblico di 93.000 spettatori,[1] l'Uruguay ebbe la meglio sull'Argentina vincendo per 4-2 e si laureò campione del mondo, replicando il titolo olimpico conquistato nel 1928. Nessuna gara terminò in parità.[2]

La manifesta­zione ebbe un grande suc­cesso finanziario e sportivo, ma lasciò lo strascico della rappresaglia.[3]

Scelta della sede[modifica | modifica sorgente]

La Coppa del Mondo

Un trofeo d'oro, all'epoca conosciuto come Dea Alata della Vittoria e poi universalmente celebre come Coppa del Mondo, fu commissionato allo scultore francese Abel Lafleur.[4] 1800 grammi d'oro massiccio per una trentina di cm d'altezza.[3]

Dalla fondazione della FIFA, nel 1904, nacque l'idea di realizzare un torneo mondiale per nazioni. Tuttavia, l'organismo appena fondato non poteva contare sulle risorse e sulle strutture necessarie per un simile evento. Fu così che chiese appoggio al CIO, che nel 1906 incluse il calcio tra le discipline presenti nei suoi eventi sportivi.

Nel 1928 venne decisa dal Congresso della FIFA, riunitosi ad Amsterdam, l'istituzione di un nuovo torneo che avrebbe coinvolto le nazionali di tutto il mondo. Diversi paesi europei si candidarono per la sua organizzazione (Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Spagna e Svezia), insieme all'Uruguay.[5][6] Il presidente della FIFA Jules Rimet sosteneva il paese sudamericano, che avrebbe festeggiato il centenario del Giuramento della Costituzione il 18 luglio 1930.

L'Uruguay, che aveva vinto l'oro olimpico nei tornei del 1924 e del 1928, prevedeva come pezzo forte nella propria candidatura la costruzione di un nuovo stadio[7] e inoltre le autorità uruguaiane promisero di rimborsare le spese a tutti i paesi partecipanti.[8] Vedendo l'Uruguay favorito, i Paesi europei ritirarono le loro candidature.[9] Al congresso della FIFA tenutosi a Barcellona nel 1929 la scelta, unanime, cadde proprio sull'Uruguay.[4]

Stadi[modifica | modifica sorgente]

Lo Stadio del Centenario fu costrui­to in cinque mesi a ritmo serra­to, con tre turni nelle 24 ore, gra­zie a potenti riflettori che rende­vano possibile il lavoro notturno.[10]

Tutte le partite si giocarono a Montevideo, in tre stadi: Centenario, Pocitos e Gran Parque Central.

In realtà l'intenzione degli organizzatori era quella di fare disputare tutte le partite allo stadio del Centenario, costruito appositamente per l'evento e per la celebrazione del centenario dell'indipendenza uruguaiana. Progettato da Juan Scasso,[4] fu lo stadio principale del torneo, ribattezzato da Jules Rimet il Tempio del calcio.[11] Con una capacità di 90.000 spettatori, era il più grande stadio di calcio situato fuori della Gran Bretagna.[12] Vi si disputarono 10 dei 18 incontri, incluse entrambe le semifinali e la finale.

Un non impeccabile piano costruttivo e i ritardi causati dalle insistenti piogge cadute a Montevideo fecero sì che lo stadio, a cinque giorni dall'inizio del Mondiale, non fosse ancora pronto.[7] Gli organizzatori si trovarono spiazzati e furono obbligati a scegliere altri stadi per le prime partite: il Pocitos e il Gran Parque Central, usati rispettivamente dal Peñarol e dal Nacional. Il Centenario fu inaugurato al sesto giorno, il 18 luglio, per l'esordio dell'Uruguay e da quel momento fu utilizzato per tutte le restanti partite.[7]

Squadre partecipanti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1930.

La prima Coppa del Mondo fu l'unica senza qualificazioni. Ogni paese affiliato fu invitato e la conferma della partecipazione scadeva il 28 febbraio 1930. L'iniziativa suscitò molto interesse nelle Americhe: vi parteciparono Argentina, Brasile, Bolivia, Cile, Messico, Paraguay, Perù e Stati Uniti per un totale di nove squadre (compreso l'Uruguay).

Già pochi giorni dopo il Congresso di Barcellona del 1929 sorsero i primi problemi: per motivi legati alla distanza e al costo del viaggio oltreoceano molte squadre europee declinarono l'invito,[5] non volendosi sobbarcare la traversata atlantica.[13] L'Austria, la Svizzera e la Cecoslovacchia, le quali si fregiavano di rappresentative molto competitive, negarono la loro adesione accam­pando il rifiuto da parte delle so­cietà a pagare gli stipendi ai giocatori selezionati.[3]

Nazione Confederazione Continente Note
1 Uruguay Uruguay CONMEBOL America sud Nazione ospitante
2 Argentina Argentina CONMEBOL America sud
3 Bolivia Bolivia CONMEBOL America sud
4 Brasile Brasile CONMEBOL America sud
5 Cile Cile CONMEBOL America sud
6 Paraguay Paraguay CONMEBOL America sud
7 Perù Perù CONMEBOL America sud
8 Belgio Belgio - Europa
9 Francia Francia - Europa
10 Jugoslavia Jugoslavia - Europa
11 Romania Romania - Europa
12 Messico Messico - America nord
13 Stati Uniti Stati Uniti - America nord

L'Italia, fresca vincitrice della Coppa Internazionale, non partecipò e nacquero così forti polemiche con i dirigenti uruguaiani che terminarono solamente dopo la Seconda guerra mondiale.[3] La federazione italiana non chiarì le ragioni della propria de­fezione e la stampa sudamericana scrisse in seguito che i motivi erano da ricercarsi nelle possibili ripercussioni e reazioni a quello che, a loro modo di vedere, era un tentativo di saccheggio architettato dalle società italiane ai danni del calcio sudamericano, avvalendosi della doppia nazionalità dei giocatori di origine italiana per sottrarre talenti naturalizzandoli come italiani e utilizzandoli poi anche in nazionale.[3]

Scozia e Inghilterra rifiutarono addirittura per questione di principio: dato che il calcio era nato dalle loro parti, non vedevano di buon occhio una manifestazione del genere, tanto che, ritenendosi già Campioni del Mondo "a prescindere",[14] rifiutarono gli inviti anche ai mondiali del 1934 e del 1938. Così, prima del termine stabilito per febbraio 1930 nessuna squadra europea aveva accettato l'invito.

Nel tentativo di ottenere qualche partecipazione da parte delle squadre europee, la Federazione calcistica dell'Uruguay spedì una lettera di invito alla Football Association inglese, sebbene le Home Nations non fossero membri della FIFA all'epoca. Questa fu respinta dal comitato della FA il 18 novembre 1929.[15] Le argomentazioni delle assenze includevano anche la crisi economica avvenuta l'ultimo anno.[13] Due mesi prima dell'inizio del torneo ancora nessuna squadra europea aveva ufficialmente confermato la propria presenza.[16]

Piazzamenti delle nazionali

Grazie all'intervento conclusivo di Jules Rimet quattro squadre europee fecero il viaggio via nave: Belgio, Francia, Romania e Jugoslavia. I rumeni, allenati dal capitano Rudolf Wetzer e da Octav Luchide, sotto la direzione del selezionatore Constantin Rădulescu, presero parte alla competizione in seguito all'interessamento di Magda Lupescu,[3] amante e futura moglie del nuovo Re Carlo II. Fu proprio Carlo II ad occuparsi della selezione della squadra e a negoziare con i datori di lavoro per assicurare ai giocatori che avrebbero mantenuto il loro impiego una volta di ritorno dal Mondiale.[17] I francesi accolsero l'invito finale di Jules Rimet — il quale si impegnò personalmente riguardo ai permessi da concedere per i calciatori che dovevano assentarsi per 60 giorni[3] — ma né l'attaccante Manuel Anatol (uno dei calciatori più rappresentativi) né l'allenatore Gaston Barreau partirono per la spedizione.[4] I belgi parteciparono solo dopo le pressioni del vicepresidente della FIFA Rudolf Seedrayers.[12]

Il Conte Verde, piroscafo italiano, salpò da Genova per le Americhe e trasportò le comitive rumena, francese e belga insieme ad altri normali passeggeri.[3] I rumeni salirono proprio a Genova, i francesi da Villefranche-sur-Mer il 21 giugno 1930[18] e i belgi si imbarcarono a Barcellona.[19] Il Conte Verde trasportò anche Rimet, la Coppa del Mondo (custodita nella cassaforte di bordo[3]) e tre arbitri europei: i belgi Jean Langenus e Henri Christophe, insieme al francese John Balway.[20] I brasiliani salirono quando la nave arrivò a Rio de Janeiro il 29 giugno, per poi arrivare in Uruguay il 4 luglio.[16] Gli jugoslavi viaggiarono nella nave a vapore Florida da Marsiglia.[19]

Sempre sul Conte Verde, i calciatori si allenavano sui ponti di bordo spedendo i palloni in mare e recando fastidio ai passeggeri.[3]

« Trascorremmo 15 giorni nel Conte Verde per raggiungere il Sud America. Gli esercizi di base li facevamo di sotto e ci allenavamo sulla coperta della nave. Il nostro allenatore non ci parlò mai di tattica...[21] »
(Lucien Laurent, calciatore francese.)

Formato e sorteggio[modifica | modifica sorgente]

Le tredici squadre furono divise in quattro gruppi, uno di quattro squadre e gli altri con solamente tre. Ogni gruppo si svolgeva come girone all'italiana, con l'assegnazione di due punti per la vittoria e uno per il pareggio. Se due squadre avessero terminato il girone al primo posto con gli stessi punti si sarebbe disputato uno spareggio, ma ciò non fu necessario. Le quattro vincitrici passavano alle semifinali. Per gli incontri ad eliminazione diretta erano previsti i tempi supplementari, ma anche in questo caso non ce ne fu bisogno.

Uruguay, Argentina, Brasile e Stati Uniti vennero considerate teste di serie.[22] Il sorteggio si tenne a Montevideo solamente quando tutte le nazionali arrivarono.[23]

Riassunto del torneo[modifica | modifica sorgente]

Le prime due partite - iniziate in contemporanea il 13 luglio alle ore 15:00 - della storia dei mondiali furono Francia-Messico (4-1) e Stati Uniti-Belgio (3-0). Lucien Laurent, per la Francia, fu l'autore della prima rete in assoluto nella storia dei mondiali di calcio.[24]

Gruppo 1[modifica | modifica sorgente]

« Stavamo affrontando il Messico e nevicava, dato che nell'emisfero meridionale era inverno. Uno dei miei compagni crossò il pallone e io ne seguii con attenzione il movimento, colpendolo al volo di destro. Fummo tutti contenti, ma non esultammo — nessuno comprese che eravamo passati alla storia. Una veloce stretta di mano e proseguimmo l'incontro. Non ci fu neanche dato un compenso: all'epoca eravamo dilettanti a tutti gli effetti.[21] »
(Lucien Laurent a proposito del suo gol, il primo nella storia dei mondiali.)
La selezione cilena terminò il girone al secondo posto, sfoderando prestazioni convincenti.[25]

Il Gruppo 1 era l'unico composto da quattro squadre: Argentina, Cile, Francia e Messico. Due giorni dopo la vittoria iniziale contro il Messico, i francesi si trovarono di fronte la favorita del girone: l'Argentina. Gli infortuni bloccarono i francesi: il portiere Thépot fu costretto ad abbandonare il campo dopo 20 minuti e Laurent, dopo un intervento di Luis Monti, zoppicò per tutto il resto della partita.[26] Tuttavia, gli europei capitolarono solamente all'81º minuto, quando lo stesso Monti segnò su calcio di punizione dai 25 metri.[27] La partita fu caratterizzata da un episodio controverso: l'arbitro Almeida Rêgo erroneamente fischiò la fine con sei minuti di anticipo, proprio mentre l'attaccante francese Langliller andava in rete. Solamente l'invasione di campo e le proteste del pubblico e dei dirigenti francesi convinsero il direttore di gara a far giocare i sei minuti rimanenti.[28]

Sebbene la Francia avesse giocato per la seconda volta in 48 ore, il Cile non era ancora sceso in campo. I sudamericani affrontarono il Messico il giorno seguente, vincendo agevolmente per 3-0.[29]

Nella seconda partita dell'Argentina, contro il Messico, fu fischiato il primo calcio di rigore del torneo.[30] Secondo quanto riportato da John Langenus — arbitro della finale e testimone oculare del match — furono assegnati in totale cinque penalty,[31][32] tre dei quali controversi,[30] nell'incontro diretto occasionalmente dal commissario tecnico della Bolivia Ulises Saucedo. Il dischetto fu inoltre piazzato ad oltre 14 metri dalla porta, invece degli 11 regolamentari: dei cinque rigori calciati solo uno fu trasformato.[30] Guillermo Stábile realizzò una tripletta al suo debutto[33] e l'Argentina vinse 6-3 nonostante l'assenza del capitano Manuel Ferreira, ritornato a Buenos Aires per sostenere un esame di giurisprudenza.[34] Si fece notare anche Zumelzú con una doppietta.

La qualificazione fu decisa nell'ultima partita del girone, giocata tra argentini e cileni il 22 luglio. Stábile riconfermò le sue doti da goleador, siglando in apertura due reti. Al 15' minuto il Cile accorciò le distanze con Subiabre che eluse l'intervento di Monti e sfruttò un errore del portiere Bossio.[35] La partita fu segnata da una rissa scatenata da un fallo di Monti su Arturo Torres.[28] Sul campo e sugli spalti si accese una ba­garre generale — con pugni, sputi e calci fra i giocatori e disordini sulle tribune — sedata con molta fatica dalla polizia a cavallo.[35] Nel finale di gara Evaristo batté per la terza volta Cortés, considerato il miglior portiere del torneo.[35] L'Argentina vinse 3-1 e ottenne un posto alle semifinali.

Gruppo 2[modifica | modifica sorgente]

La Seleção (sopra fotografata prima della partita contro la Jugoslavia) deluse le aspettative.

Il secondo gruppo era formato da Brasile, Bolivia e Jugoslavia. La testa di serie Brasile convocò una squadra formata interamente da calciatori del Campionato Carioca, ad eccezione di Araken del Santos militante nel Campionato Paulista.[27] La Seleção, la cui vittoria nel girone era considerata scontata, perse inaspettatamente la partita inaugurale per 2-1 contro la Jugoslavia, che risultò in seguito vincitrice del girone.[36]

La selezione slava contava diversi calciatori emigrati e richiamò dalla Francia Beck, Stefanović e Sekulić. L'ala destra Tirnanić, che ricoprì poi per lungo tempo il ruolo di sele­zionatore della nazionale, e Marjanović erano tra i più dotati e il portiere Jakšić si se­gnalò fra i migliori del torneo.[27]

Preguinho, attaccante e capitano dei brasiliani, si distinse con tre reti realizzate in due partite.

Successivamente la Bolivia, che non aveva ancora mai vinto una gara internazionale, scese in campo sempre contro gli europei. I sudamericani indossarono per l'occasione delle magliette particolari — ognuna delle quali decorata con una lettera — che, con la squadra allineata, mostravano "Viva Uruguay" in segno di tributo verso i padroni di casa.[37] Il gesto non fu di buon auspicio, ed entrambe le partite dei boliviani si conclusero con due pesanti sconfitte. Contro la Jugoslavia riuscirono a mantenere la partita in parità per un'ora, ma al fischio finale il tabellino segnava 4-0.[29] Diversi gol dei boliviani furono annullati.[37] La partita venne giocata alla temperatura di -10°.[38]

Contro il Brasile, nell'ultima gara, ininfluente dato che entrambe le squadre erano eliminate, il punteggio era 1-0 per il Brasile all'intervallo. Durante i primi 45 minuti ci fu confusione tra i giocatori in campo, che portavano magliette dello stesso colore. Ulises Saucedo fece rientrare dagli spogliatoi i suoi con un'altra divisa; nel secondo tempo i brasiliani segnarono altre tre reti, due delle quali ad opera dell'atleta polisportivo Preguinho.[39]

Gruppo 3[modifica | modifica sorgente]

I padroni di casa dell'Uruguay, considerati gli assoluti favoriti per la conquista del titolo davanti ad Argentina e Brasile,[27] formavano con Perù e Romania il Gruppo 3. Nella partita iniziale Romania-Perù ci fu la prima espulsione, quella del peruviano Plácido Galindo al 70º minuto. I rumeni sfruttarono il vantaggio numerico, segnando due gol negli ultimi minuti, e vinsero per 3-1.[40] Questa partita è anche ricordata per essere stata quella con il minor pubblico di tutta la storia dei mondiali. Gli spettatori — ufficialmente 2.549 unità — furono, in realtà, circa 300.[41]

Prima del debutto, gli uruguaiani si sottoposero a quattro settimane di rigido allenamento e furono costretti a condurre una vita spartana.[35] Il portiere Mazali (già due volte campione olimpico), sorpreso dal selezionatore Suppici[35] al rientro notturno da una visita alla moglie, fu escluso dalla rosa per non aver rispettato il coprifuoco.[42] Il suo posto fu preso da Ballesteros.

A causa dei ritardi durante la preparazione dello Stadio del Centenario, il debutto dell'Uruguay fu posticipato a cinque giorni dopo l'inizio dei mondiali. L'inaugurazione dell'impianto, esattamente 100 anni dopo la nascita della Costituzione uruguaiana, fu preceduta da una cerimonia celebrativa per il centenario della Repubblica. I padroni di casa vinsero di misura contro il Perù. L'1-0 venne giudicata una prestazione scadente dalla stampa di casa, mentre in Perù i giornalisti lodarono i loro calciatori.[43]

L'Uruguay sconfisse poi facilmente la Romania, con il risultato di 4-0 completamente maturato nel primo tempo, ed approdò alle semifinali.

Gruppo 4[modifica | modifica sorgente]

La nazionale statunitense sorprese, dominando il proprio girone ed arrivando a cogliere il terzo posto finale (assegnato ufficialmente dalla FIFA solo nel 1986).

Gli Stati Uniti, che annoveravano tra le loro file diversi calciatori britannici emigrati,[44] dominarono il quarto gruppo con due chiare vittorie su Belgio e Paraguay. I calciatori americani, molti dei quali esordienti, erano soprannominati lanciatori del peso[6] per la loro stazza fisica imponente.[45] Nella prima partita sconfissero, con l'inatteso risultato di 3-0, i belgi. Il quotidiano uruguaiano Imparcial scrisse: "la larga vittoria degli americani ha veramente sorpreso gli esperti".[46] I belgi - che dovettero rinunciare a Raymond Braine, uno dei migliori, per le diatribe sorte con le società professionistiche in patria[27] - invece, si lamentarono delle condizioni del campo di gioco e delle decisioni arbitrali, reclamando un fuorigioco sul secondo gol.[46]

Il secondo incontro del girone Stati Uniti-Paraguay (3-0), giocato in condizioni di vento proibitive,[47] registrò la prima tripletta del torneo, realizzata da Bert Patenaude.[48][49][50]

Con gli Stati Uniti già qualificati, la partita finale era inutile. I paraguaiani vinsero per 1-0 contro i belgi.[29]

Semifinali[modifica | modifica sorgente]

Pedro Cea, secondo miglior cannoniere del torneo.

Le quattro vincitrici dei gironi (Argentina, Jugoslavia, Uruguay e Stati Uniti) passarono alle semifinali, le quali terminarono con lo stesso punteggio.

La prima fu giocata il 26 luglio fra Argentina e Stati Uniti allo Stadio del Centenario, il cui campo era allagato dalla pioggia. Fu una partita violenta.[51] Gli americani persero il centrocampista Raphael Tracy, che si ruppe una gamba dopo 10 minuti di gioco.[51] Il primo tempo si chiuse con l'Argentina avanti 1-0 grazie a un gol di Monti realizzato al 20º. Nella seconda frazione di gioco gli americani furono sconfitti dai veloci attaccanti dell'albiceleste (biancoceleste, i colori nazionali argentini, in spagnolo).[52] Il match si concluse con il risultato di 6-1.

L'altra semifinale tra Uruguay e Jugoslavia si svolse il giorno seguente. Gli slavi passarono in vantaggio dopo pochi minuti con la marcatura di Vujadinović.[53] In 15 minuti l'Uruguay ribaltò il risultato, portandolo sul 2-1. Verso la metà del primo tempo la Jugoslavia si vide annullare un gol per un dubbio fuorigioco.[36] Con altre quattro reti, i padroni di casa fissarono il punteggio sul 6-1. Il protagonista fu Pedro Cea che si distinse per una tripletta.[52]

Controversie sulla presunta finale per il 3º e 4º posto[modifica | modifica sorgente]

La tradizionale finale per il 3º e 4º posto fu istituita solamente al campionato mondiale del 1934. Così la Coppa del Mondo del 1930 è l'unica senza questo incontro, sempre disputato tra le semifinali e la finale. Alcune fonti, in modo particolare il bollettino FIFA del 1984, fecero intendere l'esistenza di un incontro valevole come finale per il 3º e 4º posto, vinto per 3-1 dalla Jugoslavia.[54] Secondo altri pareri, invece, l'incontro era in programma, ma non venne disputato. Stando a quanto scritto dal giornalista uruguaiano Hyder Jawad nel suo libro Four Weeks In Montevideo: The Story of World Cup 1930, pubblicato nel 2009, la Jugoslavia si rifiutò di giocare perché non digerì l'arbitraggio della semifinale — considerato non imparziale — contro i padroni di casa.[55]

Una commissione tecnica della FIFA riportò nel 1986 tutti i ranking di tutte le squadre che avevano partecipato alle precedenti edizioni del mondiale: in questa graduatoria gli Stati Uniti sono terzi e la Jugoslavia è quarta,[56] come vengono tuttora considerati.[57]

Nel 2010 il figlio di Kosta Hadži, capo delegazione ai mondiali del 1930 e vicepresidente della Federazione calcistica della Jugoslavia all'epoca, dichiarò che la Jugoslavia, come squadra, fu premiata con una medaglia di bronzo, conservata ancora oggi dalla famiglia Hadži. Sempre secondo Hadži, la Jugoslavia venne considerata terza perché perse la semifinale contro i futuri campioni dell'Uruguay.[58][59] L'origine e l'autenticità di questa medaglia non sono ancora state ufficialmente riconosciute.

Finale[modifica | modifica sorgente]

Francobollo commemorativo della finale

Le vittorie di Uruguay ed Argentina nelle semifinali portarono le due formazioni in finale. Solo due anni prima le stesse squadre, in occasione della ripetizione della finale delle Olimpiadi del 1928, furono protagoniste di quella che all'epoca fu definita "la più bella partita di calcio di tutti i tempi",[14] vinta dalla Celeste per 2-1. La finale del mondiale si giocò il 30 luglio allo Stadio del Centenario, sotto una nevicata (evento rarissimo a Montevideo).[60][61]

Il porto di La Plata era in fermento, fugando così ogni dubbio su quanto il pubblico fosse coinvolto dal torneo. Le dieci navi destinate a trasportare i tifosi argentini da Buenos Aires a Montevideo e tutte le altre imbarcazioni messe a disposizione per la trasferta si rivelarono insufficienti.[36] Si stima che tra i 10.000 e i 15.000 argentini si misero in viaggio,[62] ma il porto di Montevideo era talmente occupato dagli arrivi che molti sbarcarono solamente dopo il calcio d'inizio, dovendo ancora raggiungere lo stadio.[63] Allo stadio i tifosi furono perquisiti per accertare l'eventuale presenza di armi.[64] Fu trovato di tut­to, da petardi, a coltelli e revolver.[65] I cancelli vennero aperti alle 8, sei ore prima dell'inizio, e a mezzogiorno gli spalti erano pieni.[36] Gli spettatori ufficiali furono 93.000.[1]

La disputa del pallone
1930 World Cup Final ball Argentina.jpg 1930 World Cup Final Ball Uruguay.jpg
Una divergenza rovinò i preparativi dell'incontro, poiché le squadre non trovarono un accordo su chi avrebbe portato il pallone: entrambi i capitani pretendevano di usare il proprio.[66] A causa della contesa la FIFA intervenne e stabilì che l'Argentina avrebbe messo a disposizione un pallone per il primo tempo (a sinistra), mentre l'Uruguay un altro per il secondo tempo (a destra).[6] Molti giocatori argentini si lamentarono del pallone uruguayano, costruito con un diverso tipo di cuoio più spesso e pesante.[66]

I giorni antecedenti la partita furono molto tesi.[65] Diversi calciatori uruguaiani ricevettero minacce di morte da parte di alcuni tifosi argentini.[67] Nelle ore precedenti alla finale diversi squilibrati si recarono con alcuni camion nei pressi del ritiro degli argentini, disturbandoli con canti e minacce.[68] Monti fu intimidito, ma scese in campo ugualmente. La stessa sorte capitò al direttore di gara, il belga John Langenus, il quale impose alla FIFA poche ore prima dell'incontro la stipulazione di un'assicurazione sulla vita a favore della propria famiglia.[67] Pretese inoltre che gli venissero messi a disposizione l'assistenza di un centinaio di poliziotti[65] e una nave al porto pronta a partire entro un'ora dal fischio finale nel caso in cui avesse avuto bisogno di scappare.[69] Langenus, allorché si presentò all'ingresso dello stadio, fu fermato: ben 13 sconosciuti, prima di lui, si erano scherzosamente spacciati per l'arbitro della partita.[66]

L'Uruguay fece un cambio di formazione rispetto alla semifinale, perché Anselmo fu costretto a saltare la partita per un attacco di panico.[52] Secondo altre fonti Anselmo - tra i migliori dell'Uruguay, chiese di non scendere in campo senza precisare il motivo, che sarebbe stato in realtà la paura delle aggressive marcature di Monti.[65] Il compito di sostituire Anselmo fu affidato a Castro, centravanti privo della mano destra persa in un incidente sul lavoro all'età di 13 anni,[44][66] carente sul piano tecni­co ma dotato di una carica agonistica fuori dal comune.[65] L'Argentina non poteva disporre degli infortunati Zumelzú e Varallo,[65] ma il secondo venne schierato ugualmente dal primo minuto.

Le formazioni scesero in campo adottando due moduli offensivi e speculari: il 2-3-5.

Le cronache dell'epoca raccontano di una gara che non deluse affatto le attese, disputata a viso aperto da entrambe le contendenti, scese in campo adottando la stessa disposizione tattica: cinque attaccanti ciascuno.[25]

Pablo Dorado per l'Uruguay segnò il primo gol con un rasoterra incrociato dalla destra.[70] La risposta dell'Argentina non si fece attendere e otto minuti dopo erano di nuovo in parità: Carlos Peucelle ricevette la palla da Ferreira, superò il suo marcatore e pareggiò con un tiro potente[71] sul quale non poté nulla il portiere uruguaiano Ballesteros.[70] Poi Stábile, capocannoniere del Mondiale, siglò la sua ottava ed ultima rete, portando in vantaggio gli ospiti con il punteggio provvisorio di 2-1. Il capitano uruguaiano Nasazzi protestò, inutilmente, sostenendo che Stábile fosse in fuorigioco.[67] Nel secondo tempo l'Uruguay prese coraggio e migliorò il proprio gioco. Monti fallì l'occasione del 3-1 per l'Argentina e nell'azione di contropiede, organizzata da numerosi calciatori, l'Uruguay ristabilì nuovamente la situazione di parità con un gol di Pedro Cea.[70] Dieci minuti dopo un gol di Santos Iriarte portò in vantaggio l'Uruguay e in chiusura fu la volta di Castro, che siglò la rete del definitivo 4-2.[67] Langenus fischiò la fine al 90º minuto e l'Uruguay aggiunse il titolo di campione del mondo al titolo di campione olimpico.

Jules Rimet presentò la Coppa del Mondo — che successivamente prese il suo nome — al presidente della Federazione calcistica dell'Uruguay Raúl Jude.[72] Il giorno seguente fu proclamata festa nazionale in Uruguay.[1] A Buenos Aires il consolato uruguaiano fu preso a sassate.[73]

Secondo l'analisi della critica e degli stessi giocatori argentini, l'albiceleste - che sul piano tecnico era superiore[70] - perse la finale a causa dell'assenza di organizzazione del gioco difensivo. Tutti pensavano esclusivamente ad attaccare.[65] L'Uruguay, invece, scelse di operare principalmente di rimessa, sfruttando gli spazi lasciati dagli avversari, e questa fu la chiave tattica del successo.[65]

Una volta terminato il Mondiale Francia, Jugoslavia e Stati Uniti disputarono delle amichevoli in Sud America. Il Brasile giocò con la Francia il 1º agosto, con la Jugoslavia il 10 e con gli Stati Uniti il 17.[74] L'Argentina, invece, ospitò la Jugoslavia il 3 agosto.[75]

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Fase a gironi[modifica | modifica sorgente]

Gruppo 1[modifica | modifica sorgente]

Montevideo
13 luglio 1930, ore 15:00 UTC-3
Francia Francia 4 – 1
referto
Messico Messico Stadio Pocitos
Arbitro Uruguay Lombardi

Montevideo
15 luglio 1930, ore 16:00 UTC-3
Argentina Argentina 1 – 0
referto
Francia Francia Stadio Gran Parque Central
Arbitro Brasile Rego

Montevideo
16 luglio 1930, ore 14:45 UTC-3
Cile Cile 3 – 0
referto
Messico Messico Stadio Gran Parque Central
Arbitro Belgio Christophe

Montevideo
19 luglio 1930, ore 12:50 UTC-3
Cile Cile 1 – 0
referto
Francia Francia Stadio del Centenario
Arbitro Uruguay Tejada

Montevideo
19 luglio 1930, ore 15:00 UTC-3
Argentina Argentina 6 – 3
referto
Messico Messico Stadio del Centenario
Arbitro Bolivia Saucedo

Montevideo
22 luglio 1930, ore 14:45 UTC-3
Argentina Argentina 3 – 1
referto
Cile Cile Stadio del Centenario
Arbitro Belgio Langenus

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Argentina Argentina 6 3 3 0 0 10 4 +6
2. Cile Cile 4 3 2 0 1 5 3 +2
3. Francia Francia 2 3 1 0 2 4 3 +1
4. Messico Messico 0 3 0 0 3 4 13 -9

Gruppo 2[modifica | modifica sorgente]

Montevideo
14 luglio 1930, ore 12:45 UTC-3
Jugoslavia Jugoslavia 2 – 1
referto
Brasile Brasile Stadio Gran Parque Central
Arbitro Uruguay Tejada

Montevideo
17 luglio 1930, ore 12:45 UTC-3
Jugoslavia Jugoslavia 4 – 0
referto
Bolivia Bolivia Stadio Gran Parque Central
Arbitro Uruguay Mateucci

Montevideo
20 luglio 1930, ore 13:00 UTC-3
Brasile Brasile 4 – 0
referto
Bolivia Bolivia Stadio del Centenario
Arbitro Francia Balway

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Jugoslavia Jugoslavia 4 2 2 0 0 6 1 +5
2. Brasile Brasile 2 2 1 0 1 5 2 +3
3. Bolivia Bolivia 0 2 0 0 2 0 8 -8

Gruppo 3[modifica | modifica sorgente]

Montevideo
14 luglio 1930, ore 14:50 UTC-3
Romania Romania 3 – 1
referto
Perù Perù Stadio Pocitos
Arbitro Cile Warnken

Montevideo
18 luglio 1930, ore 14:30 UTC-3
Uruguay Uruguay 1 – 0
referto
Perù Perù Stadio del Centenario
Arbitro Belgio Langenus

Montevideo
21 luglio 1930, ore 14:50 UTC-3
Uruguay Uruguay 4 – 0
referto
Romania Romania Stadio del Centenario
Arbitro Brasile Rego

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Uruguay Uruguay 4 2 2 0 0 5 0 +5
2. Romania Romania 2 2 1 0 1 3 5 -2
3. Perù Perù 0 2 0 0 2 1 4 -3

Gruppo 4[modifica | modifica sorgente]

Montevideo
13 luglio 1930, ore 15:00 UTC-3
Stati Uniti Stati Uniti 3 – 0
referto
Belgio Belgio Stadio Gran Parque Central
Arbitro Argentina Macias

Montevideo
17 luglio 1930, ore 14:45 UTC-3
Stati Uniti Stati Uniti 3 – 0
referto
Paraguay Paraguay Stadio Gran Parque Central
Arbitro Argentina Macias

Montevideo
20 luglio 1930, ore 15:00 UTC-3
Paraguay Paraguay 1 – 0
referto
Belgio Belgio Stadio del Centenario
Arbitro Uruguay Vallarino

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Stati Uniti Stati Uniti 4 2 2 0 0 6 0 +6
2. Paraguay Paraguay 2 2 1 0 1 1 3 -2
3. Belgio Belgio 0 2 0 0 2 0 4 -4

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica sorgente]

Tabellone[modifica | modifica sorgente]

  Semifinali Finale
           
 Argentina Argentina 6  
 Stati Uniti Stati Uniti 1  
     Argentina Argentina 2
   Uruguay Uruguay 4
 Uruguay Uruguay 6
 Jugoslavia Jugoslavia 1  

Semifinali[modifica | modifica sorgente]

Montevideo
26 luglio 1930, ore 14:45 UTC-3
Argentina Argentina 6 – 1
referto
Stati Uniti Stati Uniti Stadio del Centenario
Arbitro Uruguay Vallarino

Montevideo
27 luglio 1930, ore 14:45 UTC-3
Uruguay Uruguay 6 – 1
referto
Jugoslavia Jugoslavia Stadio del Centenario
Arbitro Brasile Rego

Finale[modifica | modifica sorgente]

Montevideo
30 luglio 1930, ore 15:30 UTC-3
Uruguay Uruguay 4 – 2
referto
Argentina Argentina Stadio del Centenario
Arbitro Belgio Langenus

Vincitore[modifica | modifica sorgente]

Campione del mondo 1930

Uruguay
Uruguay
1º titolo

Classifica marcatori[modifica | modifica sorgente]

Guillermo Stábile
Guillermo Stábile (1930).jpg
Il venticinquenne Guillermo Stábile, sebbene non fosse tra i titolari nella prima gara dell'Argentina contro la Francia, riuscì a entrare nella formazione in sostituzione dell’infortunato Roberto Cherro dalla seconda gara, guadagnandosi il posto in squadra.[25]

Realizzò una tripletta nel 6-3 contro il Messico, siglò poi una doppietta contro il Cile e trafisse altre due volte la porta degli Stati Uniti nella semifinale vinta dall’Argentina con un 6-1. Vinse la classifica marcatori dopo aver marcato anche un gol nella finale, per un totale di 8 reti in quattro incontri.

Arbitri[modifica | modifica sorgente]

John Langenus, arbitro della finale.

Gli arbitri diressero le gare in giacca e cravatta, con i calzoni alla zuava.[14]

A Ulises Saucedo venne affidata la conduzione di una gara e svolse per tre volte il ruolo di guardalinee (due partite del primo turno nel Gruppo 1 e la finale), nonostante fosse a Montevideo principalmente nelle vesti di allenatore della Bolivia.[31] Non fu l'unico ad avere questo doppio ruolo: anche Constantin Rădulescu, allenatore della Romania, fece in due occasioni l'assistente arbitrale[31] nel Gruppo 1.

Ranking retroattivo della FIFA del 1986[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986, la FIFA pubblicò un report contenente tutti i ranking di tutte le squadre partecipanti a tutte le edizioni dei mondiali, compresa quella del 1986, basati sulla progressione nelle competizioni e sui risultati considerando anche la forza degli avversari.[56] La graduatoria per il mondiale del 1930 è la seguente:

Finaliste

  1. Uruguay Uruguay
  2. Argentina Argentina

Eliminate in semifinali

  1. Stati Uniti Stati Uniti
  2. Jugoslavia Jugoslavia

Eliminate al primo turno

  1. Cile Cile
  2. Brasile Brasile
  3. Francia Francia
  4. Romania Romania
  5. Paraguay Paraguay
  6. Perù Perù
  7. Belgio Belgio
  8. Bolivia Bolivia
  9. Messico Messico

Gli ultimi superstiti[modifica | modifica sorgente]

L'ultimo superstite della squadra uruguaiana campione del mondo è stato Emilio Recoba, morto il 12 novembre 1992 all'età di 88 anni. Altri giocatori che presero parte alla competizione erano ancora vivi fino al 30 agosto 2010, giorno in cui morì, all'età di 100 anni, Francisco Varallo, ultimo superstite tra tutti i calciatori.[76][77]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) FIFA World Cup Origin (PDF) in FIFA. URL consultato l'11 giugno 2011.
  2. ^ 1930 FIFA World Cup Uruguay - Matches
  3. ^ a b c d e f g h i j Mondiali Calcio 1930: La Coppa viaggia sul Conte Verde, Storie di Calcio. URL consultato il 25 giugno 2011.
  4. ^ a b c d Goldblatt, op. cit., p. 248
  5. ^ a b (EN) History of FIFA – The first FIFA World Cup. URL consultato il 9 settembre 2013.
  6. ^ a b c (EN) World Cup History – Uruguay 1930 in BBC Sport, BBC, 11 aprile 2002. URL consultato il 6 giugno 2011.
  7. ^ a b c Glanville, op. cit., p. 16
  8. ^ Crouch, op. cit., pp. 2-3
  9. ^ Freddi, op. cit., p. 1
  10. ^ Mondiali Calcio 1930: Prologo, Storie di Calcio. URL consultato il 25 giugno 2011.
  11. ^ Dunning, op. cit., p. 46
  12. ^ a b Goldblatt, op. cit., p. 249
  13. ^ a b Hunt, op. cit., p. 10
  14. ^ a b c Storia dei Mondiali di calcio del 1930 in Uruguay. URL consultato il 12 giugno 2011.
  15. ^ (EN) Uruguay 1930 in Fourfourtwo magazine. URL consultato il 9 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2007).
  16. ^ a b (EN) FIFA World Cup – Classic Moments from FIFA World Cup History in FIFA. URL consultato il 6 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2006).
  17. ^ Seddon, op. cit., pp. 8-9
  18. ^ (EN) 1930 FIFA World Cup Uruguay in FIFA. URL consultato il 6 giugno 2011.
  19. ^ a b (ES) Miguel Lara, Uruguay, allí nació la historia in Marca.com Archive, Marca.com. URL consultato il 6 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2009).
  20. ^ a b Secondo lo scrittore inglese Cris Freddi era un insegnante inglese che viveva a Parigi. Il suo vero cognome era Balvay, erroneamente riportato dalla FIFA come Balway.
  21. ^ a b (EN) A historical link with the Franche-Comté in FIFA, 17 giugno 1998. URL consultato il 9 settembre 2013.
  22. ^ Glanville, op. cit., p. 17
  23. ^ (EN) History of the World Cup draw (PDF) in FIFA. URL consultato il 6 giugno 2011.
  24. ^ (EN) John Molinaro, Lucien Laurent: The World Cup's First Goal Scorer in CBC Sports, Canadian Broadcasting Corporation. URL consultato il 12 giugno 2012 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2011).
  25. ^ a b c Storia dei mondiali - 1930 Uruguay, Il Sole 24 Ore. URL consultato l'11 giugno 2011.
  26. ^ Freddi, op. cit., p. 3
  27. ^ a b c d e Mondiali Calcio 1930: 13 luglio ore 14, si comincia, Storie di Calcio. URL consultato il 25 giugno 2011.
  28. ^ a b Glanville, op. cit., p. 18
  29. ^ a b c Crouch, op. cit., p. 6
  30. ^ a b c (EN) Six countries entered bidding for first World Cup in The Times of India, Times Internet. URL consultato l'8 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2006).
  31. ^ a b c (EN) Ulises Saucedo, 9 febbraio 2010. URL consultato l'11 giugno 2011.
  32. ^ La FIFA ne conteggia solamente uno.
  33. ^ (EN) 1930 Golden Boot – Guillermo Stabile in Sky Sports. URL consultato il 20 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2006). (archive.org)
  34. ^ Seddon, op. cit., p. 5
  35. ^ a b c d e Mondiali Calcio 1930: Debutta la Celeste, Storie di Calcio. URL consultato il 25 giugno 2011.
  36. ^ a b c d Glanville, op. cit., p. 19
  37. ^ a b Freddi, op. cit., p. 5
  38. ^ Mondiali Calcio 1930: Dietro le quinte del Mondiale, Storie di Calcio. URL consultato il 28 giugno 2011.
  39. ^ Freddi, op. cit., p. 6
  40. ^ Romania-Perù (3-1). Report su FIFA.com
  41. ^ Freddi, op. cit., p. 7
  42. ^ Freddi, op. cit., p. 8
  43. ^ Almeida, op. cit., p. 125
  44. ^ a b (EN) John Brewin, World Cup 1930 - Hosts Uruguay, 17 aprile 2006. URL consultato l'11 giugno 2011.
  45. ^ (EN) Where It All Began: The Story of the 1930 U.S. World Cup Squad, "The Shot-Putters", 9 gennaio 2002. URL consultato il 9 giugno 2011.
  46. ^ a b Almeida, op. cit., p. 91
  47. ^ Freddi, op. cit., p. 9
  48. ^ Fino al 10 novembre 2006 la FIFA riconosceva come prima tripletta ai mondiali quella di Guillermo Stábile, messa a segno il 19 luglio 1930, due giorni dopo Patenaude. Nel 2006 la FIFA annunciò che le rivendicazioni di Patenaude in merito alla prima tripletta erano giustificate, in quanto il gol attribuito al compagno Tom Florie fu riattribuito a Patenaude.
  49. ^ (EN) American Bert Patenaude credited with first hat trick in FIFA World Cup history in FIFA. URL consultato il 9 giugno 2011.
  50. ^ (EN) Colin Jose, The first World Cup hat trick in Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation (RSSSF). URL consultato il 9 giugno 2011.
  51. ^ a b Lisi, op. cit., pp. 16-17
  52. ^ a b c Crouch, op. cit., p. 11
  53. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Questo è uno dei molti gol su cui ci sono imprecisioni e contrasti. I marcatori e i minuti usati sono quelli ufficiali della FIFA. Altre fonti, come RSSSF, hanno un marcatore diverso e/o riportano un altro minuto. Per approfondire: (EN) World Cup 1930 finals in Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation (RSSSF).
  54. ^ (EN) World Cup 1930 finals in Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation (RSSSF). URL consultato il 9 giugno 2011.
  55. ^ Jawad, op. cit., p. 105
  56. ^ a b (EN) FIFA World Cup México '86 – Technical Report (PDF), 1986, p. 45. URL consultato l'11 giugno 2011.
  57. ^ (EN) Final Tournament Standings in 1930 FIFA World Cup Uruguay, FIFA. URL consultato l'11 giugno 2011.
  58. ^ (SR) Медаља из дома Хаџијевих сведочи да смо били трећи на Мундијалу, Politika. URL consultato il 9 giugno 2011.
  59. ^ (SR) Još uvek sjaji bronza iz Montevidea, Blic. URL consultato il 9 giugno 2011.
  60. ^ Il clima dell'Uruguay. URL consultato il 14 giugno 2011.
  61. ^ Il clima del Sudafrica: le città dei Mondiali di Calcio, Corriere della Sera. URL consultato il 14 giugno 2011.
  62. ^ Secondo diverse fonti gli argentini furono 30.000.
  63. ^ Goldblatt, op. cit., p. 250
  64. ^ Freddi, op. cit., p. 11
  65. ^ a b c d e f g h Mondiali Calcio 1930: Uruguay Campeon, Storie di Calcio. URL consultato il 25 giugno 2011.
  66. ^ a b c d Uruguay 1930, datasport.it. URL consultato il 9 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2011).
  67. ^ a b c d Glanville, op. cit., p. 20
  68. ^ Echi del Campionato del Mondo in Il Littoriale, 4 novembre 1930, p. 3. URL consultato il 31 marzo 2012.
  69. ^ Goldblatt, op. cit., p. 251
  70. ^ a b c d Freddi, op. cit., p. 12
  71. ^ (EN) World Cup 1930. URL consultato l'11 giugno 2011.
  72. ^ Freddi, op. cit., p. 13
  73. ^ Glanville, op. cit., p. 21
  74. ^ (PT) Seleção Brasileira (Brazilian National Team) 1923–1932 in RSSSF Brazil. URL consultato il 9 settembre 2013.
  75. ^ (ES) Argentina national Team archive in RSSSF. URL consultato l'11 giugno 2011.
  76. ^ È morto Varallo: era l'ultimo superstite del Mondiale 1930, La Gazzetta dello Sport, 31 agosto 2010. URL consultato il 12 giugno 2011.
  77. ^ (ES) data30 agosto 2010, El gol está de luto, Olé. URL consultato l'11 giugno 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) David Goldblatt, The Ball is Round: A Global History of Football, Londra, Penguin, 2007.
  • (EN) Eric Dunning, Dominic Malcolm, Sport, Routledge, 2003.
  • (EN) Brian Glanville, The Story of the World Cup, Faber, 2005.
  • (EN) Chris Hunt, World Cup Stories: The History of the FIFA World Cup, Interact, 2006.
  • (EN) Peter Seddon, The World Cup's Strangest Moments, Londra, Robson, 2005.
  • (EN) Terry Crouch, The World Cup: The Complete History, Londra, Aurum, 2002.
  • (EN) Cris Freddi, Complete Book of the World Cup 2006, Londra, HarperCollins, 2006.
  • (EN) Rony J. Almeida, Where It All Began, Lulu, 2006.
  • (EN) Clemente Angelo Lisi, A history of the World Cup: 1930-2006, Lanham (Maryland), Scarecrow Press, 2007.
  • (EN) Hyder Jawad, Four Weeks In Montevideo: The Story of World Cup 1930, Seventeen Media & Publishing, 2009.

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