Héctor Scarone

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Héctor Scarone
HectorScarone1926.JPG
Dati biografici
Nome Héctor Pedro Scarone
Nazionalità Uruguay Uruguay
Altezza 169 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1938 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1916-1926 Nacional Nacional 115 (108)
1926 Barcellona Barcellona 9 (6)
1927-1931 Nacional Nacional 77 (29)
1931-1932 Ambrosiana-Inter Ambrosiana-Inter 14 (7)
1932-1934 Palermo Palermo 54 (11)
1934-1939 Nacional Nacional 31 (16) totale
Nazionale
1917-1930 Uruguay Uruguay 52 (31)
Carriera da allenatore
1951-1952 Real Madrid Real Madrid
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Parigi 1924
Oro Amsterdam 1928
W.Cup2.svg Coppa Rimet
Oro Uruguay 1930
Coppa America calcio.svg Copa América
Oro Uruguay 1917
Argento Brasile 1919
Oro Uruguay 1923
Oro Uruguay 1924
Oro Cile 1926
Argento Perù 1927
Bronzo Argentina 1929
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Héctor Pedro Scarone (Montevideo, 26 novembre 1898Montevideo, 4 aprile 1967) è stato un calciatore e allenatore di calcio uruguaiano, di origini liguri, di ruolo attaccante. Da calciatore fu Campione del mondo nel 1930 e due volte campione olimpico con la Nazionale uruguaiana, detenendo con tale maglia il record delle reti realizzate (31 in 52 partite) per settantun anni, fin quando Diego Forlán, l'11 ottobre 2011, non lo ha superato.[1]

Soprannominato "El mago" (il mago) o "el Gardel del fútbol" (il Gardel del calcio, in chiaro riferimento al "re del tango" Carlos Gardel), ma anche la Borelli (con riferimento a Lyda Borelli, diva del cinema muto) per il suo carattere bizzoso e altezzoso, è considerato uno dei più grandi calciatori dell'anteguerra ed uno dei primissimi di sempre anche a livello assoluto[2].[3]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce nella Primera División Uruguaya nel 1916, vestendo la maglia del Nacional. Nel Decano, in cui milita già il fratello maggiore Carlos (anch'egli attaccante), Héctor diviene in breve uno degli uomini chiave. Il Nacional sta in quell'epoca dominando il calcio uruguaiano e Scarone contribuisce enormemente alla conquista dei due titoli nazionali consecutivi del 1916 e del 1917.

Nello stesso 1917 Scarone arrotonda il bottino con la Copa de Honor, guadagnandosi l'inevitabile convocazione in nazionale da parte del commissario tecnico Ramón Platero. Quell'anno l'Uruguay ospita la seconda edizione del Campeonato Sudamericano (l'equivalente dell'odierna Copa América) e la Celeste è la squadra campione in carica. Insieme al fratello Carlos e all'altra stella dell'attacco uruguaiano, Ángel Romano, Scarone si erge a protagonista assoluto, realizzando 2 goal in 3 partite: tra essi, soprattutto, quello rifilato il 14 ottobre all'Argentina, che regala all'Uruguay il secondo titolo sudamericano consecutivo.

Dopo l'infausto 1918 (quando il Nacional perde la sua grande bandiera e capitano Abdón Porte, morto suicida), Scarone torna a sorridere l'anno seguente. Con il Nacional vince il terzo titolo nazionale, nonché la Copa Río de la Plata (già vinta nel 1916), successi replicati nel 1920.

In effetti anche gli anni venti saranno pieni di successi per Scarone. Con il Nacional vince altri tre titoli uruguaiani (1922, 1923 e 1924), mentre con la nazionale si aggiudica il Campeonato Sudamericano 1923, titolo che vale alla Celeste il visto per il torneo olimpico di calcio di Parigi 1924. Scarone prende parte all'avventura olimpica, che si conclude con la conquista della medaglia d'oro, dopo il 3-0 in finale contro la Svizzera il 9 giugno.

In ottobre dello stesso anno l'Uruguay ospita nuovamente il Campeonato Sudamericano e per Scarone e compagni è un nuovo trionfo.

Nel 1926, dopo l'ennesima vittoria del torneo continentale, Scarone accetta la chiamata del Barcellona, divenendo così il primo nazionale uruguaiano a militare in un club europeo (e il secondo calciatore del suo Paese, dopo Julio Bavastro, approdato al Milan nel 1910).

Affiancato a Josep Samitier, Scarone conduce i blaugrana alla vittoria della Coppa del Re, ma già dopo sei mesi el Mago torna al Nacional. Il Barça, che in quell'anno diviene club professionistico, gli propone infatti un ricco ingaggio, ma Scarone sa che, nel caso in cui firmi, dovrà rinunciare a giocare il torneo di calcio di Amsterdam 1928, essendo all'epoca la manifestazione riservata ad atleti dilettanti.

Héctor Scarone (secondo da sinistra in basso) in posa con la nazionale uruguaiana vincitrice del Campeonato Sudamericano de Football 1917

Proprio al torneo olimpico Scarone si erge nuovamente a protagonista: storico rimane soprattutto il suo gol, dalla distanza di 40 metri,[4] a Bossio nella ripetizione della finale (la prima partita si era conclusa 1-1 dopo i tempi supplementari) contro l'Argentina, piegata 2-1, che assegna alla Celeste la seconda medaglia d'oro olimpica della sua storia. L'anno prima era stato capocannoniere del Campeonato Sudamericano de Football.

Due anni dopo giunge il trionfo più importante di tutta la sua carriera, il titolo mondiale. Nel 1930 l'Uruguay ospita la prima edizione dei mondiali di calcio: Scarone segna un solo goal (nel 4-0 con cui la Celeste liquida la Romania), ma è comunque determinante per la conquista del titolo iridato. Proprio nella finale contro l'Argentina (vinta 4-2 dall'Uruguay) Scarone gioca la sua ultima partita con la Celeste, con un bottino di 70 partite (51 ufficiali) e ben 42 goal realizzati (di cui 31 ufficiali). Tutt'oggi Héctor Scarone è il miglior realizzatore della storia della nazionale uruguaiana.[5].

Nel 1931 Scarone tenta l'avventura italiana, giocando la stagione 1931-32 con la maglia dell'Ambrosiana-Inter. L'esperienza non è però delle migliori: pur realizzando 7 goal in 14 partite, a fianco di Giuseppe Meazza (che anni dopo lo definirà «il miglior giocatore del mondo»), Scarone è frenato da continui infortuni e da un'età non più giovanissima.

L'anno seguente passa al Palermo, neopromosso in Serie A: due salvezze (in entrambi i casi i rosanero si piazzano dodicesimi) nelle stagioni 1932-33 e 1933-34 e 11 reti in 54 partite. Poi el Mago torna a Montevideo al Nacional.

Con El Decano vince un ultimo titolo nazionale, l'ottavo, nel 1934, giocandovi fino al 1939. In totale con la maglia del Nacional avrebbe realizzato 301 goal in 369 partite.
Proprio nel 1939, el Mago decide di concludere la propria carriera di calciatore.

Dopo il ritiro, Scarone allena il Real Madrid (1951-1952).

Dopo la morte il Nacional gli ha dedicato la tribuna est del proprio stadio, il Gran Parque Central.[6]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Nacional: 1916, 1917, 1919, 1920, 1922, 1923, 1924, 1934
Barcellona: 1926
  • Copa de Honor: 1
Nacional: 1917
  • Copa Río de la Plata: 3
Nacional: 1916, 1919, 1920

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Uruguay 1930
Parigi 1924, Amsterdam 1928
1917, 1923, 1924 e 1926
1919, 1922, 1924, 1927
1917, 1919, 1920, 1929

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Uruguay: record e infortunio per Forlan sportmediaset.mediaset.it
  2. ^ (ES) Radio La Embajada, Héctor Scarone... El Mejor Jugador de Fútbol del Mundo, de todos los Tiempos
  3. ^ (EN) Nacional - From player to boss, Mugica leads Nacional revival Fifa.com
  4. ^ (ES) Domingo Tarascone. URL consultato il 21-11-2010.
  5. ^ Rsssf.com, Goalscoring for Uruguay National Team
  6. ^ (ES) Fotos de la evolución de las Obras en la Tribuna Hector Scarone elnacional.com.uy

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]