Pedro Petrone
| Pedro Petrone | ||
|---|---|---|
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| Dati biografici | ||
| Nome | Pedro Petrone | |
| Paese | ||
| Altezza | 173 cm | |
| Peso | 74 kg | |
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Attaccante | |
| Ritirato | 1934 | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1920-1923 | ? (?) | |
| 1923-1924 | ? (?) | |
| 1924-1931 | 128 (146) | |
| 1931-1933 | 44 (37) | |
| 1933-1934 | ? (30) | |
| Nazionale | ||
| 1924-1930 | 29 (24) | |
| Palmarès | ||
| Oro | Parigi 1924 | |
| Oro | Amsterdam 1928 | |
| Oro | Uruguay 1930 | |
| Oro | Uruguay 1923 | |
| Oro | Uruguay 1924 | |
| Argento | Perù 1927 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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Pedro Petrone (Montevideo, 11 maggio 1905 – Montevideo, 13 dicembre 1964) è stato un calciatore uruguaiano, di ruolo attaccante. Campione olimpico nel 1924 e nel 1928 e campione del Mondo nel 1930 con la nazionale uruguayana.
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Club
Pedro Petrone, detto l'"Artillero", è una figura mitica del calcio degli esordi. Anche la sua data di nascita è avvolta nel mistero: secondo la maggior parte delle fonti è il 1905, ma c'è anche chi riporta del 1900[1]. Certe sono invece le origini lucane del giocatore[2]. Petrone si formò calcisticamente nel Solferino di Montevideo, dove iniziò la sua carriera a soli 16 anni di età, nel ruolo di portiere. Fu l'infortunio di un suo compagno di squadra centravanti a rivelare le sue doti di attaccante.. Passato al Charley Club, si dimostrò un giocatore dotato di un tiro potente e di una notevole velocità (era capace di correre i 100 metri in 11 secondi), doti che lo portarono al blasonato Nacional. Fu con il Nacional che il Perucho degli esordi divenne l'Artillero.
Dopo i mondiali del 1930 giocati sottotono, si trasferì alla Fiorentina in cerca di riscatto, il 6 agosto 1931. Primo calciatore straniero vero e proprio della storia viola, era costato trentamila lire e percepiva uno stipendio di duemila lire mensili (il doppio di un funzionario di stato di alto livello, ma la metà circa di quello di Orsi alla Juventus).
Petrone arrivò in Italia senza scarpe da calcio; girò diversi negozi a Firenze per trovare delle calzature che gli andassero bene. Addirittura la direzione della squadra telegrafò a Montevideo per richiedere le scarpe personali del giocatore. Durante una visita a Bologna presso l'amico Sansone trovò un paio di scarpe che gli calzavano a pennello (probabilmente presso via Rizzoli)[3]. Al suo ritorno a Firenze, durante un allenamento sul campo della Giglio Rosso, sul Viale dei Colli, tirò un calcio così forte al pallone che, dopo aver oltrepassato la rete di protezione, questo spaccò la vetrata dello chalet adiacente al bar[4].
Amante del tango e della vita comoda, meno, secondo le cronache, della cucina italiana, era ormai un giocatore ben diverso da quello degli inizi. La sua velocità era un ricordo, intatte erano invece il senso della posizione (tatticamente modernissimo si trasformò in un giocatore a tutto campo) e la potenza del tiro.
Il suo primo gol in maglia viola coincise con il primo in assoluto mai segnato allo Stadio Artemio Franchi di Firenze (allora denominato "Stadio Giovanni Berta") nel giorno dell'inaugurazione dello stesso, avvenuta il 13 settembre 1931. La partita amichevole che vi si disputò vide la Fiorentina imporsi per 1-0 sull'Admira Vienna, grazie appunto al gol dell'Artillero[3][5][6].
Il suo esordio in Serie A avviene il 20 settembre 1931 nella partita tra Milan e Fiorentina, terminata col punteggio di 1-1[7], mentre la sua prima rete in gare ufficiali arrivò sette giorni dopo, nella vittoria casalinga conseguita sul Brescia per 2-1, dove con la marcatura dell'1-0 messa a segno al settimo minuto ha realizzato anche quello che è stato il primo gol in gare ufficiali dell'allora "Stadio Berta"[8].
Dopo una prima stagione prolifica (25 reti in 27 gare, capocannoniere del torneo assieme al bolognese Schiavio), divenuto nel frattempo Pietro in ossequio alle norme fasciste sui nomi, disputò il suo secondo campionato in tono minore. La retrocessione ad ala destra decisa dall'allenatore Felsner durante la seconda stagione in viola, lo portò a forti contrasti col tecnico[2]. La decisione del presidente Ridolfi di schierarsi con l'allenatore e di multarlo con un'ammenda di duemila lire lo spinse ad abbandonare la squadra il 24 marzo del 1933 con una rocambolesca fuga nella notte[2], e a fare ritorno in Uruguay dove disputò un eccellente campionato nel suo Nacional segnando 30 reti. Tornato a Firenze, una sera venne acclamato durante una riunione di pugilato al Teatro Verdi, ma la sua avventura in viola si era ormai conclusa[2].
[modifica] Nazionale
Le sue prestazioni in campionato si ripeterono anche in nazionale. Petrone fu uno degli artefici dei successi uruguaiani alle olimpiadi del 1924 a Parigi ed a quelle di Amsterdam, quattro anni più tardi. Nei mondiali del 1930 era la stella più attesa ma, nonostante si giocasse in Uruguay, la sua prestazione fu modesta. In nazionale complessivamente collezionò 80 presenze e 36 reti.
[modifica] Statistiche
[modifica] Presenze e reti nei club italiani
| Stagione | Club | Campionato | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Comp | Pres | Reti | |||
| 1931-1932 | A | 27 | 25 | ||
| 1932-1933 | A | 17 | 12 | ||
| Totale | 44 | 37 | |||
[modifica] Cronologia presenze e reti in Nazionale
[modifica] Palmarès
[modifica] Club
[modifica] Competizioni nazionali
[modifica] Nazionale
Oro olimpico: 2
[modifica] Individuale
- Capocannoniere della Serie A italiana:1
- 1930-1931 (a pari merito con Angelo Schiavio)
[modifica] Curiosità
- Nel 1932 in una gara amichevole disputata dalla Fiorentina, rinforzata dai prestiti di Héctor Scarone e Ángel Romano, Petrone segnò 11 reti.
- Nonostante la tumultuosa fuga dalla città, Petrone rimase sempre legato a Firenze tanto da chiamare "Fiorentina" una scuderia di cavalli da corsa da lui creata a Montevideo[2].
- Nella sua carriera in Italia ha realizzato complessivamente 37 reti in 44 incontri di Serie A. La sua media realizzativa di 0,84 reti a partita è la più alta fra tutti i calciatori che hanno almeno 10 gol all'attivo.
[modifica] Note
- ^ Giampiero Masieri, Un mistero la data di nascita in I Giganti della Fiorentina, op.cit., p. 226.
- ^ a b c d e Giampiero Masieri, Pedro, la leggenda in I Giganti della Fiorentina, op.cit., pp. 228-229.
- ^ a b Nadia Fondelli. Petrone: il primo divo viola. il Reporter.it, 05-06-2008. URL consultato il 11-09-2011.
- ^ Stefano Vetusti, Valcareggi: «L'ho visto a Trieste. Che punizioni!» in I Giganti della Fiorentina, op.cit., p. 227.
- ^ Giampiero Masieri, Un suo gol inaugurò lo stadio in I Giganti della Fiorentina, op.cit., p. 226.
- ^ Fiorentina: Fino al 13 settembre una festa per celebrare i 75 anni della società e i 70 anni dello Stadio. Nove da Firenze, 31-08-2001. URL consultato il 12-09-2011.
- ^ Petrone Pedro. enciclopediadelcalcio.it. URL consultato il 04-09-2011.
- ^ (EN) Italy 1931/32. rsssf.com. URL consultato il 04-09-2011.
[modifica] Bibiliografia
- Sandro Picchi (a cura di), I giganti della Fiorentina (supplemento de La Nazione), Bologna, Poligrafici Editoriale, 1992. (ISBN non disponibile)
[modifica] Collegamenti esterni
- Statistiche su Enciclopediadelcalcio.it
- (EN) Statistiche su National Football Teams
- (EN) rsssf.com - Petro Petrone - Goals in International Matches
