Gino Rossetti

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Gino Rossetti
Gino Rossetti.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Carriera
Giovanili
1922-1923 Spezia Spezia
Squadre di club1
1921-1926 Spezia Spezia 109 (38)
1926-1933 Torino Torino 212 (136)
1933-1937 Napoli Napoli 120 (27)
1937-1938 Torino Torino 7 (1)
1938-1939 Spezia Spezia 26 (9)
1939-1941 Macerata Macerata 10 (2)
Nazionale
1927-1929 Italia Italia 13 (9)
Carriera da allenatore
1938-1939 Spezia Spezia
1939-1941 Macerata Macerata
1942-1943 Terni Terni
1945-1946 La Chivasso La Chivasso
1951-1952 Casale Casale
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Bronzo Amsterdam 1928
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Gino Rossetti (La Spezia, 7 novembre 190416 maggio 1992) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista. Con 144 gol totali con la maglia del Torino si trova al 3º posto della classifica dei marcatori del club torinese dietro a Julio Libonatti (157).

Morì nel 1992, a 87 anni.

Era conosciuto anche come Rossetti II per distinguerlo dal fratello Giuseppe.

Gino Rosetti, trasformato in Rossetti per un errore dell'anagrafe del comune della Spezia[1], è ricordato come giocatore del Trio delle meraviglie, l'attacco del Torino degli anni venti del ventesimo secolo che portò i granata alla vittoria del loro primo scudetto.

Suo fratello Giuseppe giocava nel Valparaiso, squadra della massima serie cilena.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Baloncieri, Libonatti e Rossetti formavano il trio delle meraviglie
Spezia[modifica | modifica sorgente]

Centrocampista sinistro, iniziò a giocare con la maglia delle giovanili dello Spezia, squadra che militava in II Divisione; nel campionato 1923-1924 rimase coinvolto nella sfida casalinga, alla penultima giornata, contro il Torino decisa da un suo gol: la partita fu sospesa più volte dall'arbitro per problemi creati dal pubblico. I piemontesi presentarono reclamo che venne accolto, consegnando alla squadra granata la vittoria a tavolino e la vittoria del girone solo dopo che le finali nazionali, giocate senza i piemontesi che nel frattempo erano stati considerati eliminati, erano state disputate.[2]

Torino[modifica | modifica sorgente]

Passato al Torino, contribuì alla conquista dello scudetto 1927-1928, segnando 23 reti. Con Adolfo Baloncieri e Julio Libonatti formò il trio delle meraviglie, punto di forza del poderoso attacco del Torino di quegli anni[3]: nel campionato 1928-1929, perso contro il Bologna, la squadra segnò 117 reti in 32 partite. Rossetti chiuse il campionato segnando 36 gol in 27 partite.

Restò a Torino fino al 1933, giocando 219 partite di campionato e segnando 136 gol, a cui vanno aggiunte 2 presenze e 3 reti in Coppa dell'Europa Centrale. Con 144 gol totali con la maglia del Torino si trova al 4º posto della classifica dei marcatori del club torinese dietro a Julio Libonatti (157).

Napoli e fine carriera[modifica | modifica sorgente]

Nel 1933 passò al Napoli e nel 1937-1938 tornò granata. Alla fine della carriera passa allo Spezia dove era capitano ed allenatore in campo,[senza fonte] in Serie B, e si ritirò dopo alcune partite negli anni successivi con il Macerata.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

In Nazionale, con la quale aveva esordito a Ginevra il 27 gennaio 1927 in Svizzera-Italia (1-5), collezionò 13 presenze segnando 9 reti e vincendo la medaglia di bronzo ai Giochi olimpici di Amsterdam, nel 1928.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Cominciò come allenatore-giocatore nella Maceratese in Serie C nel 1939-1940 ed allenò la compagine marchigiana anche nell'annata seguente in Serie B[4].

Ebbe poi una parentesi in Serie C nella Ternana (chiamata all'epoca Polisportiva Mario Umberto Borzacchini) durante la stagione agonistica 1942-1943, squadra con la quale riuscì a raggiungere il traguardo dei play-off, poi persi a vantaggio della Salernitana.[5].Durante la stagione agonistica 1945-1946 allenò l'U.R.S. La Chivasso in Seconda Divisione vincendo il campionato e la Coppa Regionale Federale di Torino.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Club Campionato
Comp Pres Gol
1921-1922 Spezia Spezia PD 20 5
1922-1923 PD 26 6
1923-1924 PD 21 2
1924-1925 PD 28 10
1925-1926 SD 14 15
1926-1927 Torino Torino DN 26 19
1927-1928 DN 33 23
1928-1929 PD 30 36
1929-1930 A 33 17
1930-1931 A 29 7
1931-1932 A 30 17
1932-1933 A 31 14
1933-1934 Napoli Napoli A 33 7
1934-1935 A 29 5
1935-1936 A 28 9
1936-1937 A 30 6
1937-1938 Torino Torino A 7 1
1938-1939 Spezia Spezia B 26 9
1939-1940 Macerata Macerata C 8 2
1940-1941 B 2 0

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Torino: 1926-1927[6]
Torino: 1927-1928

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Amsterdam 1928
1927-1930

Individuale[modifica | modifica sorgente]

Torino: 1928-1929 (36 gol)
1927-1930 (6 gol)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carratelli, op. cit., p.52
  2. ^ La Stampa, inserto Torino Sette del 20 dicembre 1996, pagina 3 archiviolastampa.it
  3. ^ Brera, op. cit., p. 70
  4. ^ Ennio Mantella. Le squadre della Serie B nella prossima stagione, da «Il Littoriale», n. 210, 28 agosto 1940, pp. 1, 3
  5. ^ Armadori Giorgio; Armadori Christian (2001). Tra storia e leggenda, almanacco illustrato della Ternana dalle origini al 2000. Ternana Calcio. ISBN-88-434-0859-3
  6. ^ A seguito delle decisioni del Direttorio Federale in merito ai fatti riguardanti il caso Allemandi, lo scudetto vinto dal Torino nel campionato 1926-1927 fu revocato e non più assegnato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mimmo Carratelli, La grande Storia del Napoli, Gianni Marchesini Editore, ISBN 978-88-88225-19-7.
  • Carlo Fontanelli, Galante-Andreoni, Le Aquile volano in ... B, GEO EDIZIONI, 2006.
  • Gianni Brera. Storia critica del calcio italiano. Milano, Baldini & Castoldi, 1998.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]