Enrico Rivolta

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Enrico Rivolta
Rivolta.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Carriera
Squadre di club1
1922-1928 Inter Inter 118 (33)
1928-1931 Ambrosiana Ambrosiana 94 (16)
1931-1933 Ambrosiana-Inter Ambrosiana-Inter 53 (5)
1933-1936 Napoli Napoli 85 (2)
1936-1937 Milan Milan 0 (0)
1938-1939 Crema Crema 28 (0)
Nazionale
1928-1929 Italia Italia 8 (1)
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Bronzo Amsterdam 1928
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Enrico Rivolta (Milano, 29 giugno 1905Milano, 18 marzo 1974[1]) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Inizia attaccante, per poi arretrare la propria posizione.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce ai massimi livelli nella stagione 1922-23. Per un decennio è un punto fermo dell'Inter. Nella squadra nerazzurra, di cui è anche capitano[1] gioca complessivamente 265 partite, (54 i gol segnati) e vince uno scudetto nel 1929-1930.

In seguito si trasferisce al Napoli per cinquantamila lire, disdicendo un contratto a migliori condizioni con la Sampierdarenese[2], per poi concludere la sua carriera, prima nel Milan, dove gioca 2 partite in Coppa Italia, poi nel Crema.

Conta 8 presenze e un gol in Nazionale. Fa il suo esordio in azzurro il 1º gennaio 1928 (Italia-Svizzera). Gioca il torneo olimpico di Amsterdam 1928, nel quale la rappresentativa azzurra conquista il bronzo e disputa tre gare con la Nazionale B[1], segnando un gol[3], esordendovi il 17 aprile 1927, nella gara Lussemburgo "A"-Italia "B" (1-5), la prima partita giocata dalla Nazionale italiana "B".

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Ambrosiana-Inter: 1929-1930

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Italia: Amsterdam 1928

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Gazzetta dello Sport, 19 marzo 1974, pagina 8
  2. ^ la Stampa, 12 agosto 1933, pagina 7 archiviolastampa.it
  3. ^ Almanacco Panini 2008, a pagina 609

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]