Campionato mondiale di calcio 1970

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Campionato mondiale di calcio 1970
Copa Mundial de Fútbol de 1970
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione
Date 31 maggio - 21 giugno 1970
Luogo Messico Messico
(5 città)
Partecipanti 16 (71 alle qualificazioni)
Impianto/i 5 stadi
Risultati
Vincitore Brasile Brasile
(3° titolo)
Secondo Italia Italia
Terzo Germania Ovest Germania Ovest
Quarto Uruguay Uruguay
Statistiche
Miglior marcatore Germania Ovest Gerd Müller (10)
Incontri disputati 32
Gol segnati 95 (2,97 per incontro)
Pubblico 1 673 975
(52 312 per incontro)
Brazil 1970.JPG
Il Brasile che nel 1970 vinse definitivamente per la terza volta la Coppa Jules Rimet
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1966 1974 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1970 o Coppa del mondo Jules Rimet del 1970 (noto anche come Mexico '70) è stata la nona edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Si tenne in Messico dal 31 maggio al 21 giugno 1970 e fu l'ultima edizione del campionato del mondo a chiamarsi con il nome di "Coppa del mondo Jules Rimet". Infatti, fu vinta dal Brasile, che se la aggiudicò definitivamente avendola vinta per 3 volte, battendo in finale l'Italia. Dall'edizione successiva (1974) il campionato del mondo prese il nome di "Coppa del mondo FIFA".

Qualificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1970.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Convocazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1970.

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Quattro gruppi eliminatori di quattro squadre ciascuno, numerati da 1 a 4. Al termine della prima fase si qualificano le prime due di ogni gruppo. Ai fini della precedenza nel gruppo vale la differenza reti. A parità di differenza reti ha la precedenza la squadra che ha segnato più goal. In caso di ulteriore parità si procederà a sorteggio.

Da questo punto si procede a incontri a eliminazione diretta. Si giocano quattro quarti di finale, A, B, C, e D. Il quarto A vede accoppiate la prima classificata del gruppo 1 con la seconda del gruppo 2; il quarto B la seconda del gruppo 1 con la prima del gruppo 2; il quarto C la prima del gruppo 3 con la seconda del gruppo 4 e il quarto D la seconda del gruppo 3 con la prima del gruppo 4.

La prima semifinale si disputa tra le vincenti dei quarti A e C, la seconda tra le vincenti dei quarti B e D.

Le perdenti delle semifinali disputano la finale per il terzo posto, le vincenti quella per il primo posto.

Presentazione[modifica | modifica wikitesto]

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Juanito, la mascotte di México '70.

Il nono campionato del mondo di calcio, in programma in Messico dal 31 maggio al 21 giugno del 1970, presentava alcune singolarità: innanzitutto per la prima volta vi erano presenti tutte le squadre che avessero vinto almeno una volta il campionato del mondo (ciò era già accaduto nel campionato mondiale del 1950 giocato in Brasile e in quello del 1954 giocato in Svizzera, dove erano presenti Uruguay e Italia, fino ad allora uniche vincitrici; ma qui il numero delle nazionali che si erano già fregiate del titolo di Campione salì a cinque). Anzi, tre su cinque delle Nazionali fino ad allora campioni (Brasile, Italia e Uruguay) avevano già vinto la coppa Rimet per due volte. Ad esse si aggiungeva l'Inghilterra, campione uscente, che aveva vinto quattro anni prima la Coppa in casa propria, di fronte alla Regina Elisabetta, battendo la Germania Ovest (già campione in Svizzera nel 1954) con un goal dubbio.

Comunque sia, in semifinale arrivarono proprio tutte e tre le squadre bicampioni del mondo, per cui vi era un'alta probabilità che la Coppa Rimet potesse trovare un padrone definitivo proprio a México '70, essendo tale coppa appannaggio della Nazionale che la vincesse per tre volte anche non consecutive.

Una seconda novità fu l'introduzione dei cartellini colorati per segnalare le ammonizioni ed espulsioni, volute dall'arbitro della "Battaglia di Santiago", Aston. Una terza fu l'introduzione delle sostituzioni dei "giocatori di movimento" (per un massimo di due), che fino al 1966 non erano ammesse, essendo possibile la sola sostituzione del portiere in caso d'infortunio.

Il cammino verso il campionato del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Come avrebbe ricordato Gigi Riva molti anni dopo, quell'edizione del campionato del mondo non si distinse per particolari novità tattiche, essendo come il confronto tra quattro scuole la cui tradizione si era cristallizzata nel tempo: quella sudamericana di tipo più difensivistico, incarnata dall'Uruguay, quella brasiliana, ritmo, fantasia e tecnica, che vedeva in Pelé il migliore interprete; quella europea, nella versione più atletica impersonata dagli inglesi, campioni uscenti, e dai tedeschi, che ancora non avevano digerito la sconfitta del 1966 a Wembley, e quella più tattica del gioco all'italiana, che si basava su una difesa attenta e veloci contropiede. Outsider di lusso l'URSS, che già si era ben comportata all'ultimo mondiale e ben figurava nelle manifestazioni continentali (aveva già vinto un titolo di Campione d'Europa ed era stata eliminata dall'Italia in semifinale all'Europeo 1968 solo per sorteggio), ma vi erano pochi dubbi sul fatto che a disputarsi il titolo sarebbero state, alla fine, le "solite note".

In particolare l'Italia guardava a tale edizione del campionato del mondo con rinnovate speranze, dal momento che mai nel dopoguerra aveva passato il primo turno di qualificazione.[1] Anzi, quattro anni prima era stata eliminata dalla Corea del Nord a Middlesbrough. Nel 1958 gli azzurri furono esclusi dal campionato in Svezia perché battuti nella fase di qualificazione a Belfast dall'Irlanda del Nord, sconfitta decisiva che significò la mancata qualificazione.

A dar fiducia alle speranze azzurre vi era la recente conquista del campionato europeo del 1968, e una generazione di giovani calciatori che già stavano emergendo in campo continentale e mondiale anche con i loro club: su tutti Gianni Rivera, campione d'Europa e del mondo 1969 con il Milan e Pallone d'oro 1969, ma anche Sandro Mazzola, due volte campione d'Europa con l'Inter e altrettante volte vincitore della Coppa Intercontinentale, e soprattutto il citato Gigi Riva, cannoniere principe del campionato italiano che da solo con i suoi gol aveva trascinato il Cagliari all'incredibile impresa di vincere lo scudetto 1969/70. Completamente mancino (tant'è vero che il suo allenatore al Cagliari Manlio Scopigno sosteneva il piede destro essergli utile solo per salire sul tram), per la sua potenza di tiro Gianni Brera coniò per lui il soprannome di Rombo di Tuono.[1]

Il torneo[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti delle nazionali

Fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Poche sorprese nella prima fase, nella quale tutte le squadre rispettarono più o meno il pronostico. L'Italia, capitata con Uruguay, Svezia e Israele in un girone sorteggiato quando ancora non esistevano le cosiddette "teste di serie", passò il turno con il minimo sforzo, avendo sconfitto la Svezia con un gol di Domenghini nella partita inaugurale degli azzurri e poi pareggiando per 0-0 sia con l'Uruguay che con Israele. Alla fine il girone italiano si sarebbe dimostrato – nonostante la scarsa efficacia offensiva, sei gol segnati in tutto – quello più difficile, avendo espresso due semifinaliste su quattro. Bene il Brasile, otto gol nel suo gruppo, mentre Germania, Inghilterra e URSS avrebbero svolto il loro compito passando il turno.

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

Nella norma anche i quarti di finale: la Germania Ovest si prese la rivincita per 3-2 sugli inglesi ribaltando ai supplementari lo 0-2 col quale i campioni uscenti conducevano fino a circa venti minuti dalla fine; il Brasile, dopo aver faticato un po' contro il Perù, si impose per 4-2; l'URSS mise in difficoltà l'Uruguay, che dovette aspettare fino alla fine del secondo tempo supplementare per segnare e passare alla semifinale; infine l'Italia pescò la squadra di casa, e andò a Toluca per conquistare la semifinale con un 4-1.

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partita del secolo.

Furono le semifinali a costituire il vero clou della manifestazione; anzi, addirittura Italia-Germania Ovest allo stadio "Azteca" di Città del Messico è ancora oggi considerata la partita del secolo. Il match si chiuse sul 4-3 per l'Italia dopo i tempi supplementari (dopo che i tempi regolamentari erano terminati sull'1-1) e rimane tuttora sicuramente uno dei più alti momenti di trance agonistica e fonte di emozioni per gli spettatori; tuttavia sul piano tecnico e tattico è stata considerata una delle più grandi scelleratezze mai perpetrate su un campo di calcio in occasione di una partita di alto livello al campionato del mondo. Gianni Brera, sul Giorno del 18 giugno 1970 scrisse:

« I tedeschi sono battuti. Beckenbauer con braccio al collo fa tenerezza ai sentimenti (a mi, nanca un po'). Ben sette gol sono stati segnati. Tre soli su azione degna di questo nome: Schnellinger, Riva, Rivera. Tutti gli altri, rimediati. Due autogol italiani (pensa te!). Un autogol tedesco (Burgnich). Una saetta di Boninsegna ispirata da un rimpallo fortunato.

Come dico, la gente si è tanto commossa e divertita. Noi abbiamo rischiato l'infarto, non per scherzo, non per posa. Il calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo sotto l'aspetto tecnico-tattico. Sotto l'aspetto agonistico, quindi anche sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori nan).
I tedeschi meritano l'onore delle armi. Hanno sbagliato meno di noi ma il loro prolungato errore tattico è stato fondamentale. Noi ne abbiamo commesse più di Ravetta, famoso scavezzacollo lombardo. Ci è andata bene. Siamo stati anche bravi a tentare sempre, dopo il grazioso regalo fatto a Burgnich (2-2). L'idea di impiegare i dioscuri Mazzola e Rivera è stata un po' meno allegra che nell'amichevole con il Messico. Effettivamente Rivera va tolto dalla difesa. Io non ce l'ho affatto con il biondo e gentile Rivera, maledetti: io non posso vedere il calcio a rovescio: sono pagato per fare questo mestiere. Vi siete accorti o no del disastro che Rivera ha propiziato nel secondo tempo? »

(Gianni Brera, Il Giorno, 18 giugno 1970)

Nell'altra semifinale, Brasile-Uruguay, il Brasile vinse in rimonta 3-1 e, grazie al fatto che l'Italia la appaiava per numero di mondiali vinti, la Coppa Rimet sarebbe stata definitivamente assegnata il 21 giugno 1970 alla vincente della finale.

Finali[modifica | modifica wikitesto]

Nella finale del 3º e 4º posto, la Germania Ovest vince sull'Uruguay grazie a un gol di Overath al 26'. Nella partita che assegnava il titolo, gli azzurri non partivano come favoriti, a causa della stanchezza accumulata nella semifinale aggravata dal grande caldo tropicale, con l'inizio della partita fissato a mezzogiorno.[2] L'avversario poi era considerato la più forte squadra di tutti i tempi: il Brasile di Pelé che, oltre all'asso del Santos, schierava campioni come Jairzinho, Carlos Alberto e Tostao. Il tifo messicano si schierò con i brasiliani, poiché l'Italia aveva eliminato i padroni di casa ai quarti con un sonoro 4-1.

Nel primo tempo, al gol iniziale di Pelé (con uno stacco di testa su Burgnich) l'Italia rispose trovando il pareggio al trentasettesimo con Boninsegna che, sfruttando una indecisione della difesa carioca, rimise in gioco le sorti dell'incontro con un gol segnato anticipando con decisione anche il suo stesso compagno di reparto Gigi Riva.

Il secondo tempo, però, premiò i brasiliani; l'altitudine, il caldo e la stanchezza accumulata bloccarono gli azzurri, incapaci di reagire alle iniziative dei sudamericani che passarono per altre tre volte con Gérson, Jairzinho e Carlos Alberto. L'ingresso in campo di Rivera a tempo quasi scaduto (i sei minuti di Rivera) servì solo a riaccendere le polemiche, e non a riequilibrare una gara ormai dominata dai brasiliani.

La Coppa Rimet andò al Brasile e la Nazionale azzurra volò in Italia: a Fiumicino i ragazzi furono accolti bene, mentre per Valcareggi e l'accompagnatore Walter Mandelli vi furono solo pomodori e insulti.

Le partite[modifica | modifica wikitesto]

Fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo 1[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. URSS URSS 5 3 2 1 0 6 1 +5
2. Messico Messico 5 3 2 1 0 5 0 +5
3. Belgio Belgio 2 3 1 0 2 4 5 -1
4. El Salvador El Salvador 0 3 0 0 3 0 9 -9
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Città del Messico
31 maggio 1970, ore 12:00
Messico Messico 0 – 0
referto
URSS URSS Estadio Azteca (107.000 spett.)
Arbitro Germania Ovest Tschenscher

Città del Messico
3 giugno 1970, ore 16:00
Belgio Belgio 3 – 0
referto
El Salvador El Salvador Estadio Azteca (92.000 spett.)
Arbitro Romania Rădulescu

Città del Messico
6 giugno 1970, ore 16:00
URSS URSS 4 – 1
referto
Belgio Belgio Estadio Azteca (59.000 spett.)
Arbitro Svizzera Scheurer

Città del Messico
7 giugno 1970, ore 12:00
Messico Messico 4 – 0
referto
El Salvador El Salvador Estadio Azteca (103.000 spett.)
Arbitro Egitto Kandil

Città del Messico
10 giugno 1970, ore 16:00
URSS URSS 2 – 0
referto
El Salvador El Salvador Estadio Azteca (89.000 spett.)
Arbitro Cile Díaz

Città del Messico
11 giugno 1970, ore 16:00
Messico Messico 1 – 0
referto
Belgio Belgio Estadio Azteca (105.000 spett.)
Arbitro Argentina Coerezza

Gruppo 2[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Italia Italia 4 3 1 2 0 1 0 +1
2. Uruguay Uruguay 3 3 1 1 1 2 1 +1
3. Svezia Svezia 3 3 1 1 1 2 2 0
4. Israele Israele 2 3 0 2 1 1 3 -2
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Puebla
2 giugno 1970, ore 16:00
Uruguay Uruguay 2 – 0
referto
Israele Israele Estadio Cuauhtémoc (20.000 spett.)
Arbitro Scozia Davidson

Toluca
3 giugno 1970, ore 16:00
Italia Italia 1 – 0
referto
Svezia Svezia Estadio Luis Dosal (14.000 spett.)
Arbitro Inghilterra Taylor

Puebla
6 giugno 1970, ore 16:00
Uruguay Uruguay 0 – 0
referto
Italia Italia Estadio Cuauhtémoc (30.000 spett.)
Arbitro Germania Est Glöckner

Toluca
7 giugno 1970, ore 12:00
Israele Israele 1 – 1
referto
Svezia Svezia Estadio Luis Dosal (10.000 spett.)
Arbitro Etiopia Tarekegn

Puebla
10 giugno 1970, ore 16:00
Svezia Svezia 1 – 0
referto
Uruguay Uruguay Estadio Cuauhtémoc (18.000 spett.)
Arbitro Stati Uniti Landauer

Toluca
11 giugno 1970, ore 16:00
Italia Italia 0 – 0
referto
Israele Israele Estadio Luis Dosal (10.000 spett.)
Arbitro Brasile De Moraes

Gruppo 3[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Brasile Brasile 6 3 3 0 0 8 3 +5
2. Inghilterra Inghilterra 4 3 2 0 1 2 1 +1
3. Romania Romania 2 3 1 0 2 4 5 -1
4. Cecoslovacchia Cecoslovacchia 0 3 0 0 3 2 7 -5
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Guadalajara
2 giugno 1970, ore 16:00
Inghilterra Inghilterra 1 – 0
referto
Romania Romania Estadio Jalisco (50.560 spett.)
Arbitro Belgio Loraux

Guadalajara
3 giugno 1970, ore 16:00
Brasile Brasile 4 – 1
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Estadio Jalisco (52.897 spett.)
Arbitro Uruguay Barreto

Guadalajara
6 giugno 1970, ore 16:00
Romania Romania 2 – 1
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Estadio Jalisco (56.818 spett.)
Arbitro Messico De Leo

Guadalajara
7 giugno 1970, ore 12:00
Brasile Brasile 1 – 0
referto
Inghilterra Inghilterra Estadio Jalisco (66.834 spett.)
Arbitro Israele Klein

Guadalajara
10 giugno 1970, ore 16:00
Brasile Brasile 3 – 2
referto
Romania Romania Estadio Jalisco (50.804 spett.)
Arbitro Austria Marschall

Guadalajara
11 giugno 1970, ore 16:00
Inghilterra Inghilterra 1 – 0
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Estadio Jalisco (49.262 spett.)
Arbitro Francia Machin

Gruppo 4[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Germania Ovest Germania Ovest 6 3 3 0 0 10 4 +6
2. Perù Perù 4 3 2 0 1 7 5 +2
3. Bulgaria Bulgaria 1 3 0 1 2 5 9 -4
4. Marocco Marocco 1 3 0 1 2 2 6 -4
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
León
2 giugno 1970, ore 16:00
Perù Perù 3 – 2
referto
Bulgaria Bulgaria Estadio Nou Camp (13.765 spett.)
Arbitro Italia Sbardella

León
3 giugno 1970, ore 16:00
Germania Ovest Germania Ovest 2 – 1
referto
Marocco Marocco Estadio Nou Camp (12.942 spett.)
Arbitro Paesi Bassi van Ravens

León
6 giugno 1970, ore 16:00
Perù Perù 3 – 0
referto
Marocco Marocco Estadio Nou Camp (13.537 spett.)
Arbitro URSS Bakhramov

León
7 giugno 1970, ore 12:00
Germania Ovest Germania Ovest 5 – 2
referto
Bulgaria Bulgaria Estadio Nou Camp (12.710 spett.)
Arbitro Spagna Ortiz

León
10 giugno 1970, ore 16:00
Germania Ovest Germania Ovest 3 – 1
referto
Perù Perù Estadio Nou Camp (17.875 spett.)
Arbitro Messico Elizalde

León
11 giugno 1970, ore 16:00
Bulgaria Bulgaria 1 – 1
referto
Marocco Marocco Estadio Nou Camp (12.299 spett.)
Arbitro Portogallo Saldanha

Fase ad eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Albero della fase ad eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Quarti di finale Semifinali Finale
14 giugno- 12:00
 URSS URSS  0
17 giugno- 16:00
 Uruguay Uruguay (dts)  1  
 Uruguay Uruguay  1
14 giugno- 12:00
   Brasile Brasile  3  
 Brasile Brasile  4
21 giugno- 12:00
 Perù Perù  2  
 Brasile Brasile  4
14 giugno- 12:00
   Italia Italia  1
 Italia Italia  4
17 giugno- 16:00
 Messico Messico  1  
 Italia Italia (dts)  4 Finale 3º posto
14 giugno- 12:00
   Germania Ovest Germania Ovest  3  
 Germania Ovest Germania Ovest (dts)  3  Germania Ovest Germania Ovest  1
 Inghilterra Inghilterra  2    Uruguay Uruguay  0
20 giugno- 16:00

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

León
14 giugno 1970, ore 12:00
Germania Ovest Germania Ovest 3 – 2
(d.t.s.)
referto
Inghilterra Inghilterra Estadio Nou Camp (23.357 spett.)
Arbitro Argentina Coerezza

Guadalajara
14 giugno 1970, ore 12:00
Brasile Brasile 4 – 2
referto
Perù Perù Stadio Jalisco (54.270 spett.)
Arbitro Belgio Loraux

Toluca
14 giugno 1970, ore 12:00
Italia Italia 4 – 1
referto
Messico Messico Stadio Luis Dosal (26.851 spett.)
Arbitro Svizzera Scheurer

Città del Messico
14 giugno 1970, ore 12:00
Uruguay Uruguay 1 – 0
(d.t.s.)
referto
URSS URSS Estadio Azteca (24.550 spett.)
Arbitro Paesi Bassi van Ravens

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Guadalajara
17 giugno 1970, ore 16:00
Brasile Brasile 3 – 1
referto
Uruguay Uruguay Stadio Jalisco (51.261 spett.)
Arbitro Spagna Ortiz

Città del Messico
17 giugno 1970, ore 16:00
Italia Italia 4 – 3
(d.t.s.)
referto
Germania Ovest Germania Ovest Estadio Azteca (102.444 spett.)
Arbitro Messico Yamasaki

Finale 3º posto[modifica | modifica wikitesto]

Città del Messico
20 giugno 1970, ore 16:00
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0
referto
Uruguay Uruguay Estadio Azteca (104.403 spett.)
Arbitro Italia Sbardella

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Finale del campionato mondiale di calcio 1970.
Città del Messico
21 giugno 1970, ore 12:00 (UTC -6)
Brasile Brasile 4 – 1
referto
Italia Italia Estadio Azteca (107,412 spett.)
Arbitro Germania Est Rudi Glöckner

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Brasile
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Italia
Brasile Brasile
P 1 Félix
D 2 Brito
D 3 Piazza
D 4 Carlos Alberto (C)
C 5 Clodoaldo
A 7 Jairzinho
C 8 Gérson
A 9 Tostão
A 10 Pelé
A 11 Rivelino Ammonizione
D 16 Everaldo
A disposizione:
D 6 Marco Antônio
P 12 Ado
A 13 Roberto
D 14 Baldocchi
D 15 Fontana
D 17 Joel
C 18 Paulo César
A 19 Edu
A 20 Dario
D 21 Zé Maria
P 22 Leão
CT:
Brasile Mário Zagallo
Italia Italia
P 1 Enrico Albertosi
D 2 Tarcisio Burgnich Ammonizione
D 3 Giacinto Facchetti (C)
D 5 Pierluigi Cera
C 8 Roberto Rosato
C 10 Mario Bertini Uscita al 74’ 74’
A 11 Gigi Riva
A 13 Angelo Domenghini
C 15 Sandro Mazzola
C 16 Giancarlo De Sisti
A 20 Roberto Boninsegna Uscita al 84’ 84’
Sostituzioni:
D 4 Fabrizio Poletti
D 6 Ugo Ferrante
D 7 Comunardo Niccolai
C 9 Giorgio Puia
P 12 Dino Zoff
A 14 Gianni Rivera Ingresso al 84’ 84’
P 17 Lido Vieri
C 18 Antonio Juliano Ingresso al 74’ 74’
C 19 Sergio Gori
D 21 Giuseppe Furino
A 22 Pierino Prati
CT:
Italia Ferruccio Valcareggi

Assistenti arbitrali

Vincitore[modifica | modifica wikitesto]

Campione del mondo 1970

Brasile
Brasile
3º titolo

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

10 reti

7 reti

5 reti

4 reti

3 reti

2 reti

1 rete

Autoreti

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Fu il primo mondiale ad essere stato trasmesso a colori in TV in tutto il mondo, grazie alla diffusione del satellite.
  • Fu il primo mondaiale ad essere stato giocato con il pallone Adidas Telstar (il classico pallone con 12 pentagoni neri e 20 esagoni bianchi) per facilitare la visibilità in TV in bianco e nero. Il design di questo pallone divenne lo stereotipo per un pallone da calcio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bortolotti, op. cit., p. 169.
  2. ^ (EN) Kraba, Milile: The Story Has Been Told, p.82. Xlibris Corporation, 2010. ISBN 1453566104

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adalberto Bortolotti, I campionati mondiali, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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