Campionato mondiale di calcio 1970

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Coppa del mondo “Jules Rimet”
1970
Dettagli del torneo
Organizzatore Bandiera del Messico Messico
Periodo dal 31 maggio
al 21 giugno 1970
Squadre 16  (71 alle qualificazioni)
Stadi 5  (in 5 città ospitanti)
Classifica finale
Vincitore   Bandiera del Brasile Brasile
(terzo titolo)
Finalista   Bandiera dell'Italia Italia
Terzo posto   Bandiera della Germania Ovest Germania Ovest
Quarto posto Bandiera dell'Uruguay Uruguay
Statistiche del torneo
Incontri 32
Gol segnati 95  (2,97 per incontro)
Spettatori 1.673.975  (52.312 per incontro)
Capocannoniere Bandiera della Germania Ovest Gerd Müller (10)

La Coppa del mondo “Jules Rimet” 1970 fu la nona edizione del campionato del mondo di calcio. Si tenne in Messico dal 31 maggio al 21 giugno 1970 e fu l'ultima edizione del campionato del mondo a chiamarsi con tale nome. La Coppa Rimet, infatti, fu vinta dal Brasile, che se la aggiudicò definitivamente avendola vinta per 3 volte. Dall'edizione successiva (1974) il campionato del mondo prese il nome di Coppa del Mondo FIFA.

Indice

[modifica] Le partecipanti

[modifica] Convocazioni

Per approfondire, vedi la voce Convocazioni Mondiali di calcio Messico 1970.

[modifica] Formula

Quattro gruppi eliminatori di quattro squadre ciascuno, numerati da 1 a 4. Al termine della prima fase si qualificano le prime due di ogni gruppo. Ai fini della precedenza nel gruppo vale la differenza reti. A parità di differenza reti ha la precedenza la squadra che ha segnato più goal. In caso di ulteriore parità si procederà a sorteggio.

Da questo punto si procede a incontri a eliminazione diretta. Si giocano quattro quarti di finale, A, B, C, e D. Il quarto A vede accoppiate la prima classificata del gruppo 1 con la seconda del gruppo 2; il quarto B la seconda del gruppo 1 con la prima del gruppo 2; il quarto C la prima del gruppo 3 con la seconda del gruppo 4 e il quarto D la seconda del gruppo 3 con la prima del gruppo 4.

La prima semifinale si disputa tra le vincenti dei quarti A e C, la seconda tra le vincenti dei quarti B e D.

Le perdenti delle semifinali disputano la finale per il terzo posto, le vincenti quella per il primo posto.

[modifica] Presentazione

[modifica] Introduzione

Juanito, la mascotte di Mexico'70
Juanito, la mascotte di Mexico'70

Il nono campionato del mondo di calcio, in programma in Messico dal 31 maggio al 21 giugno del 1970, presentava alcune singolarità: innanzitutto per la prima volta vi erano presenti tutte le squadre che avessero vinto almeno una volta il campionato del mondo. Anzi, ben tre su cinque delle Nazionali fino ad allora campioni (Brasile, Italia e Uruguay) avevano già vinto la coppa Rimet per due volte. Ad esse si aggiungeva l'Inghilterra, campione uscente, che aveva vinto quattro anni prima la Coppa in casa propria, di fronte alla Regina Elisabetta, battendo la Germania Ovest (già campione in Svizzera nel 1954) con un goal del quale ancora adesso si discute se fosse regolare o meno.

Comunque sia, la bizzarrìa del caso volle che in semifinale arrivassero proprio tutte e tre le squadre bicampioni del mondo, per cui vi era un'alta probabilità che la Coppa Rimet avrebbe trovato un padrone definitivo proprio a Mexico '70, essendo tale coppa appannaggio della nazionale che la vincesse per tre volte anche non consecutive.

Una seconda novità fu l'introduzione dei cartellini colorati per segnalare le ammonizioni ed espulsioni, volute dall'arbitro della "Battaglia di Santiago", Aston.

[modifica] Il cammino verso il campionato del mondo

Come avrebbe ricordato Gigi Riva molti anni dopo, quell'edizione del campionato del mondo non si distinse per particolari novità tattiche, essendo come al solito il confronto tra quattro scuole la cui tradizione si era cristallizzata nel tempo: quella sudamericana di tipo più difensivistico, incarnata dall'Uruguay, quella brasiliana, ritmo, fantasia e tecnica, che vedeva in Pelé forse il migliore interprete del football moderno, per visione di gioco, tecnica individuale ed eleganza del gesto; quella europea, nella versione più atletica impersonata dagli inglesi, campioni uscenti, e dai tedeschi, che ancora non avevano digerito la sconfitta del 1966 a Wembley, e quella più tattica del gioco all'italiana, che si basava su una difesa attentissima e veloci contropiede, ancora non ribattezzati "ripartenze" dagli inventori del calcio d'oggidì. Outsider di lusso l'URSS, che già si era ben comportata all'ultimo mondiale e ben figurava nelle manifestazioni continentali (aveva già vinto un titolo di Campione d'Europa ed era stata eliminata dall'Italia in semifinale all'Europeo 1968 solo per sorteggio), ma vi erano pochi dubbi sul fatto che a disputarsi il titolo sarebbero state, alla fine, le "solite note".

In particolare l'Italia guardava a tale edizione del campionato del mondo con rinnovate speranze, dal momento che mai nel dopoguerra aveva passato il primo turno di qualificazione. Anzi, quattro anni prima era stata umiliata dalla Corea del Nord a Middlesbrough, ed eliminata con ignominia. Addirittura nel 1958 gli azzurri furono esclusi dal campionato in Svezia perché battuti nella fase di qualificazione a Belfast dall'Irlanda del Nord.

A dar fiducia alle speranze azzurre v'era la recente conquista del campionato europeo del 1968, e una generazione di giovani calciatori che già si stavano facendo onore in campo continentale e mondiale anche con i loro club: su tutti Gianni Rivera, campione d'Europa e del mondo 1969 con il Milan e Pallone d'Oro 1969, ma anche Sandro Mazzola, due volte campione d'Europa con l'Inter e altrettante volte vincitore della Coppa Intercontinentale, e soprattutto il citato Gigi Riva, cannoniere principe del campionato italiano che da solo con i suoi goal aveva trascinato il Cagliari all'incredibile impresa di vincere lo scudetto 1969/70. Completamente mancino (tant'è vero che il suo allenatore al Cagliari Manlio Scopigno sosteneva il piede destro essergli utile solo per salire sul tram), per la sua potenza di tiro Gianni Brera coniò per lui il soprannome di Rombo di Tuono.

A corredare il tutto, un pacchetto difensivo di provata affidabilità (Burgnich, Facchetti, Rosato, Cera, le riserve Niccolai, Poletti e Furino), un'ala destra dai grandi polmoni, Angelo "Domingo" Domenghini e alcuni centrocampisti di sicura classe (il napoletano Juliano e il romano trapiantato a Firenze De Sisti). La porta era ben difesa, perché alle spalle del titolare Albertosi (Cagliari), si trovavano Dino Zoff (Napoli) e Lido Vieri (Inter), il quale, da buon terzo, con nessuna speranza di giocare, trovò addirittura il tempo di fidanzarsi con la figlia del vicepresidente messicano e vedere le partite dalla tribuna d'onore.

[modifica] Il torneo

[modifica] Prima fase

Poche sorprese nella prima fase, nella quale tutte le squadre rispettarono più o meno il pronostico. L'Italia, capitata con Uruguay, Svezia e Israele in un girone sorteggiato quando ancora non esistevano le cosiddette "teste di serie", passò il turno con il minimo sforzo, avendo regolato la Svezia con una "ciabattata" di Domenghini nella partita inaugurale degli azzurri e poi pareggiando per 0-0 sia con l'Uruguay che con Israele. Alla fine il girone italiano si sarebbe dimostrato – nonostante la sparagninità, solo sei goal segnati in tutto – quello di ferro, avendo espresso due semifinaliste su quattro. Soliti fuochi d'artificio per il Brasile, otto goal nel suo gruppo, mentre Germania, Inghilterra e URSS avrebbero svolto il loro compito passando il turno diligentemente ma senza incantare.

[modifica] Quarti di finale

Nella norma anche i quarti di finale: la Germania Ovest si prese la rivincita per 3-2 sugli inglesi e ribaltò ai supplementari lo 0-2 col quale i campioni uscenti conducevano fino a circa venti minuti dalla fine; il Brasile, dopo aver faticato un po' contro il Perù impose la sua classe superiore alla lunga e si impose per 4-2; l'URSS fece dannare l'anima all'Uruguay che dovette aspettare fino alla fine del primo supplementare per segnare e passare alla semifinale; infine l'Italia – come spesso ai mondiali, non favorita dai sorteggi - pescò la squadra di casa, e andò a Toluca per conquistare la semifinale con un perentorio 4-1 davanti alla platea messicana che non sapeva se essere incredula per l'eliminazione o contenta per essere arrivata quantomeno ai quarti.

[modifica] Semifinali e finali

Ma furono le semifinali a costituire il vero clou della manifestazione, anzi, addirittura Italia-Germania Ovest 4-3 allo stadio "Azteca" di Città del Messico è ancora oggi considerata come la partita del secolo e, depurata dall'iconografia e dall'epica, rimane tuttora sicuramente uno dei più alti momenti di trance agonistica e fonte di forti emozioni per gli spettatori, ma sul piano tecnico e tattico è ancora considerata una delle più grandi scelleratezze mai perpetrate su un campo di calcio in occasione di una partita di alto livello al campionato del mondo. Gianni Brera, sul Giorno del 18 giugno 1970 scrisse:

« I tedeschi sono battuti. Beckenbauer con braccio al collo fa tenerezza ai sentimenti (a mi, nanca un po'). Ben sette gol sono stati segnati. Tre soli su azione degna di questo nome: Schnellinger, Riva, Rivera. Tutti gli altri, rimediati. Due autogol italiani (pensa te!). Un autogol tedesco (Burgnich). Una saetta di Boninsegna ispirata da un rimpallo fortunato.

Come dico, la gente si è tanto commossa e divertita. Noi abbiamo rischiato l'infarto, non per ischerzo, non per posa. Il calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo sotto l'aspetto tecnico-tattico. Sotto l'aspetto agonistico, quindi anche sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori nan).

I tedeschi meritano l'onore delle armi. Hanno sbagliato meno di noi ma il loro prolungato errore tattico è stato fondamentale. Noi ne abbiamo commesse più di Ravetta, famoso scavezzacollo lombardo. Ci è andata bene. Siamo stati anche bravi a tentare sempre, dopo il grazioso regalo fatto a Burgnich (2-2). L'idea di impiegare i dioscuri Mazzola e Rivera è stata un po' meno allegra che nell'amichevole con il Messico. Effettivamente Rivera va tolto dalla difesa. Io non ce l'ho affatto con il biondo e gentile Rivera, maledetti: io non posso vedere il calcio a rovescio: sono pagato per fare questo mestiere. Vi siete accorti o no del disastro che Rivera ha propiziato nel secondo tempo? »
Per approfondire, vedi la voce Partita del secolo (calcio).

L'altra semifinale, Brasile – Uruguay, procedette senza scossoni verso il suo naturale epilogo: il Brasile vinse e, grazie al fatto che l'Italia la appaiava per numero di mondiali vinti, la Coppa Rimet sarebbe stata definitivamente assegnata il 21 giugno 1970 alla vincente della finale.

L'antipasto fu la finalina per il terzo posto, che vide la Germania Ovest ampiamente rimaneggiata vincente per 1 a 0 contro l'Uruguay che aveva ormai visto sfumare il sogno di far sua la coppa per sempre

Per la finale i tifosi locali - in segno di ripicca per l'eliminazione della loro nazionale ad opera degli azzurri - tifarono in massa per il Brasile, così come avevano fatto, in favore della Germania Ovest, durante la semifinale.

Pelé e compagni costituivano una delle squadre più forti che si siano viste in ogni tempo ai mondiali ed erano fermamente convinti di dover vincere la coppa; agli azzurri non si poteva chiedere molto, la semifinale li aveva letteralmente sfiniti costringendoli ad affrontare un'avversaria più fresca in virtù della semifinale certamente più "tranquilla" che avevano disputato.

A tener banco furono - ancora una volta - il dualismo Mazzola-Rivera e le difficoltà di Valcareggi nella gestione del gruppo.

Nel primo tampo, al goal iniziale di Pelé l'Italia rispose stringendo i denti e trovando il pareggio al trentasettesimo con Boninsegna che, sfruttando le indecisioni della difesa carioca e affrontando in modo anche troppo perentorio gli avversari diretti, rimise in gioco le sorti dell'incontro.

Il secondo tempo, però, premiò i brasiliani; l'altitudine e la stanchezza accumulata bloccarono gli azzurri, incapaci di reagire alle veementi iniziative dei sudamericani che passarono per altre tre volte con Gerson, Jairzinho e Carlos Alberto. L'ingresso in campo di Rivera a tempo quasi scaduto (i sei minuti di Rivera) servì solo a riaccendere le polemiche, e non certamente a riequilibrare una ormai gara dominata dai carioca. il 4 a 1 finale, se da una parte mortificò l'Italia, brillante protagonista del mondiale, dall'altra sancì in modo inequivocabile la superiorità di quel Brasile ancor oggi ritenuto fra le migliori formazioni della storia del calcio.

La Coppa Rimet volò in Brasile e la nazionale azzurra volò in Italia: a Fiumicino i ragazzi furono accolti trionfalmente, ma per Valcareggi e l'accompagnatore azzurro Walter Mandelli – ritenuto artefice di trucchi e raggiri messi in atto allo scopo di tenere fuori squadra Rivera – vi furono pomodori e insulti. Comunque, l'Italia si confermò la miglior nazionale europea e la squadra riconquistò definitivamente rispetto dopo la bella prova in Messico.

[modifica] Risultati

[modifica] Prima fase

[modifica] Composizione dei gruppi e discriminanti

Rifacendosi completamente alla precedente edizione, gli organizzatori messicani copiarono in pratica tali e quali, fin dove possibile, i criteri di composizione dei girone e i discriminanti di Inghilterra 1966. Innanzitutto i discriminanti rimasero i seguenti: punti, differenza reti, reti segnate, sorteggio. La differenza reti fu necessaria solo in due casi, e solo uno decisivo: nel gruppo 2, dove l'Uruguay ebbe la meglio sulla Svezia, e nel gruppo 4, dove la Bulgaria ebbe la misera soddisfazione di non arrivare ultima a danno del Marocco. Le reti segnate furono invece necessarie nel gruppo 1 per stabilire chi dovesse essere la prima classificata fra URSS, che prevalse, e Messico.

La composizione dei gironi fu affidata al consueto sorteggio pilotato che, in pratica, riprese gli stessi schemi, come anticipato, dell'edizione precedente. Vantaggi per i padroni di casa compresi. Le fasce predisposte furono 4 da quattro squadre l'una. Ogni girone sarebbe stato quindi composto da squadre provenienti da fasce diverse. Le fasce furono così composte:

  • Fascia 1: America (Brasile, Messico, Perú, Uruguay)
  • Fascia 2: grandi squadre europee (Germania Federale, Inghilterra, Italia, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche)
  • Fascia 3: piccole squadre europee (Belgio, Bulgaria, Cecoslovacchia, Svezia)
  • Fascia 4: resto del Mondo e d'Europa (El Salvador, Israele, Marocco, Romania)

Si trattò della classifica ripartizione geografica e solo per l'Europa vi fu una suddivisione per valori. Facile immaginare che la fascia 2 fosse stata composta o colle semifinaliste dell'edizione precedente più l'Italia, l'unica altra europea campione del Mondo, oppure colle europee almeno una volta campioni del Mondo più l'URSS, unica altra semifinalista dell'edizione precedente presente. L'inserimento della Romania fra i "materassi" fu dovuta alla sua assenza dalle fasi finali che perdurava da Francia 1938. Come detto, gli organizzatori ripresero tale e quale lo schema di Inghilterra 1966, ivi compresi i vantaggi per i padroni di casa: fu infatti, per la seconda volta consecutiva, stabilito che gli ospitanti (Messico) facessero parte del Gruppo 1 e i detentori (Inghilterra) del gruppo 3: ciò avrebbe permesso lo scontro fra le due formazioni solo in semifinale, a patto che entrambe avessero compiuto il loro "dovere" di vincere il proprio raggruppamento (o di arrivare entrambe seconde, come avvenne). I vantaggi, volendo, per il Messico, furono anche più accentuati rispetto a quelli accordati agli inglesi 4 anni prima: innanzitutto il Messico si elevò a rango di sudamericana, e poi, non essendo ancora previsto l'accorgimento di impedire (Europa esclusa) che nei gironi potessero far parte più di una squadra per confederazione, avrebbe potuto tranquillamente essere sorteggiato (come avvenne) assieme all'El Salvador, l'unica altra formazione della CONCACAF presente. E conoscendo come il Messico fosse padrone assoluto (all'epoca) della propria zona continentale…

Per finire la consuete analisi sulle prestazioni delle singole fasce, in ordine di punti e squadre qualificate ai quarti di finale (fra parentesi la federazione col miglior risultato)

  • Fascia 1: 18 punti e 4 qualificate (Brasile)
  • Fascia 2: 19 punti e 4 qualificate (Germania Federale)
  • Fascia 3: 6 punti e 0 qualificate (Svezia)
  • Fascia 4: 5 punti e 0 qualificate (Romania)


[modifica] Gruppo 1

Team Pld W D L GF GA GD Pts
Bandiera dell'URSS URSS 3 2 1 0 6 1 +5 5
Bandiera del Messico Messico 3 2 1 0 5 0 +5 5
Bandiera del Belgio Belgio 3 1 0 2 4 5 -1 2
Bandiera di El Salvador El Salvador 3 0 0 3 0 9 -9 0


31 Maggio 1970
ore 12:00
Messico Bandiera del Messico 0 – 0 Bandiera dell'URSS URSS Estadio Azteca, Mexico City
Spettatori: 107,000
Arbitro: Kurt Tschenscher (West Germany)
[(Report) Referto]

3 Giugno 1970
ore 16:00
Belgio Bandiera del Belgio 3 – 0 Bandiera di El Salvador El Salvador Estadio Azteca, Mexico City
Spettatori: 92,000
Arbitro: Andrei Rădulescu (Romania)
Van Moer Segnato dopo 12 minuti 12’ Segnato dopo 54 minuti 54’
Lambert Segnato dopo 76 minuti 76’ (pen.)
[(Report) Referto]

6 Giugno 1970
ore 16:00
URSS Bandiera dell'URSS 4 – 1 Bandiera del Belgio Belgio Estadio Azteca, Mexico City
Spettatori: 59,000
Arbitro: Rudolf Scheurer (Switzerland)
Byshovets Segnato dopo 14 minuti 14’ Segnato dopo 63 minuti 63’
Asatiani Segnato dopo 57 minuti 57’
Khmelnitsky Segnato dopo 76 minuti 76’
[(Report) Referto] Lambert Segnato dopo 86 minuti 86’

7 Giugno 1970
ore 12:00
Messico Bandiera del Messico 4 – 0 Bandiera di El Salvador El Salvador Estadio Azteca, Mexico City
Spettatori: 103,000
Arbitro: Ali Kandil (Egypt)
Valdivia Segnato dopo 45 minuti 45’ Segnato dopo 46 minuti 46’
Fragoso Segnato dopo 58 minuti 58’
Basaguren Segnato dopo 83 minuti 83’
[(Report) Referto]

10 Giugno 1970
ore 16:00
URSS Bandiera dell'URSS 2 – 0 Bandiera di El Salvador El Salvador Estadio Azteca, Mexico City
Spettatori: 89,000
Arbitro: Rafael Hormazábal Díaz (Chile)
Byshovets Segnato dopo 51 minuti 51’ Segnato dopo 74 minuti 74’ [(Report) Referto]

11 Giugno 1970
ore 16:00
Messico Bandiera del Messico 1 – 0 Belgio Bandiera del Belgio Estadio Azteca, Mexico City
Spettatori: 105,000
Arbitro: Angel Norberto Coerezza (Argentina)
Peña Segnato dopo 14 minuti 14’ (pen.) [(Report) Referto]

[modifica] Gruppo 2

Team Pld W D L GF GA GD Pts
Bandiera dell'Italia Italia 3 1 2 0 1 0 +1 4
Bandiera dell'Uruguay Uruguay 3 1 1 1 2 1 +1 3
Bandiera della Svezia Svezia 3 1 1 1 2 2 0 3
Bandiera d'Israele Israele 3 0 2 1 1 3 -2 2


2 Giugno 1970
ore 16:00
Uruguay Bandiera dell'Uruguay 2 – 0 Bandiera d'Israele Israele Estadio Cuauhtémoc, Puebla
Spettatori: 20,000
Arbitro: Bob Davidson (Scotland)
Maneiro Segnato dopo 23 minuti 23’
Mujica Segnato dopo 50 minuti 50’
[(Report) Referto]

3 Giugno 1970
ore 16:00
Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera della Svezia Svezia Estadio Luis Dosal, Toluca
Spettatori: 14,000
Arbitro: Jack Taylor (England)
Domenghini Segnato dopo 10 minuti 10’ [(Report) Referto]

6 Giugno 1970
ore 16:00
Uruguay Bandiera dell'Uruguay 0 – 0 Bandiera dell'Italia Italia Estadio Cuauhtémoc, Puebla
Spettatori: 30,000
Arbitro: Rudi Glöckner (East Germany)
[(Report) Referto]

7 Giugno 1970
ore 12:00
Israele Bandiera d'Israele 1 – 1 Bandiera della Svezia Svezia Estadio Luis Dosal, Toluca
Spettatori: 10,000
Arbitro: Seyoum Tarekegn (Ethiopia)
Spiegler Segnato dopo 56 minuti 56’ [(Report) Referto] Turesson Segnato dopo 53 minuti 53’

10 Giugno 1970
ore 16:00
Svezia Bandiera della Svezia 1 – 0 Bandiera dell'Uruguay Uruguay Estadio Cuauhtémoc, Puebla
Spettatori: 18,000
Arbitro: Henry Landauer (United States)
Grahn Segnato dopo 90 minuti 90’ [(Report) Referto]

11 Giugno 1970
ore 16:00
Italia Bandiera dell'Italia 0 – 0 Bandiera d'Israele Israele Estadio Luis Dosal, Toluca
Spettatori: 10,000
Arbitro: Antonio De Moraes (Brazil)
[(Report) Referto]

[modifica] Gruppo 3

Team Pld W D L GF GA GD Pts
Bandiera del Brasile Brasile 3 3 0 0 8 3 +5 6
Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra 3 2 0 1 2 1 +1 4
Bandiera della Romania Romania 3 1 0 2 4 5 -1 2
Bandiera della Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 0 0 3 2 7 -5 0


2 Giugno 1970
ore 16:00
Inghilterra Bandiera dell'Inghilterra 1 – 0 Bandiera della Romania Romania Estadio Jalisco, Guadalajara
Spettatori: 50,560
Arbitro: Vital Loraux (Belgium)
Hurst Segnato dopo 65 minuti 65’ [(Report) Referto]

3 Giugno 1970
ore 16:00
Brasile Bandiera del Brasile 4 – 1 Bandiera della Cecoslovacchia Cecoslovacchia Estadio Jalisco, Guadalajara
Spettatori: 52,897
Arbitro: Ramon Barreto (Uruguay)
Rivelino Segnato dopo 24 minuti 24’
Pelé Segnato dopo 59 minuti 59’
Jairzinho Segnato dopo 61 minuti 61’ Segnato dopo 81 minuti 81’
[(Report) Referto] Petráš Segnato dopo 11 minuti 11’

6 giugno 1970
ore 16:00
Romania Bandiera della Romania 2 – 1 Bandiera della Cecoslovacchia Cecoslovacchia Estadio Jalisco, Guadalajara
Spettatori: 56,818
Arbitro: Diego De Leo (Mexico)
Neagu Segnato dopo 52 minuti 52’
Dumitrache Segnato dopo 75 minuti 75’ (pen.)
[(Report) Referto] Petráš Segnato dopo 5 minuti 5’

7 Giugno 1970
ore 12:00
Brasile Bandiera del Brasile 1 – 0 Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra Estadio Jalisco, Guadalajara
Spettatori: 66,834
Arbitro: Abraham Klein (Israel)
Jairzinho Segnato dopo 59 minuti 59’ [(Report) Referto]

10 Giugno 1970
ore 16:00
Brasile Bandiera del Brasile 3 – 2 Bandiera della Romania Romania Estadio Jalisco, Guadalajara
Spettatori: 50,804
Arbitro: Ferdinand Marschall (Austria)
Pelé Segnato dopo 19 minuti 19’ Segnato dopo 67 minuti 67’
Jairzinho Segnato dopo 22 minuti 22’
[(Report) Referto] Dumitrache Segnato dopo 34 minuti 34’
Dembrovschi Segnato dopo 84 minuti 84’

11 Giugno 1970
ore 16:00
Inghilterra Bandiera dell'Inghilterra 1 – 0 Bandiera della Cecoslovacchia Cecoslovacchia Estadio Jalisco, Guadalajara
Spettatori: 49,262
Arbitro: Roger Machin (France)
Clarke Segnato dopo 50 minuti 50’ (pen.) [(Report) Referto]

[modifica] Gruppo 4

Team Pld W D L GF GA GD Pts
Bandiera della Germania Ovest Germania Ovest 3 3 0 0 10 4 +6 6
Bandiera del Perù Perù 3 2 0 1 7 5 +2 4
Bandiera della Bulgaria Bulgaria 3 0 1 2 5 9 -4 1
Bandiera del Marocco Marocco 3 0 1 2 2 6 -4 1


2 Giugno 1970
ore 16:00
Perù Bandiera del Perù 3 – 2 Bandiera della Bulgaria Bulgaria Estadio Nou Camp, León
Spettatori: 13,765
Arbitro: Antonio Sbardella (Italy)
Gallardo Segnato dopo 50 minuti 50’
Chumpitaz Segnato dopo 55 minuti 55’
Cubillas Segnato dopo 73 minuti 73’
[(Report) Referto] Dermendzhiev Segnato dopo 13 minuti 13’
Bonev Segnato dopo 49 minuti 49’

3 Giugno 1970
ore 16:00
Germania Ovest Bandiera della Germania Ovest 2 – 1 Bandiera del Marocco Marocco Estadio Nou Camp, León
Spettatori: 12,942
Arbitro: Laurens van Ravens (Netherlands)
Seeler Segnato dopo 56 minuti 56’
Müller Segnato dopo 78 minuti 78’
[(Report) Referto] Houmane Segnato dopo 21 minuti 21’

6 Giugno 1970
ore 16:00
Perù Bandiera del Perù 3 – 0 Bandiera del Marocco Marocco Estadio Nou Camp, León
Spettatori: 13,537
Arbitro: Tofik Bakhramov (USSR)
Cubillas Segnato dopo 65 minuti 65’ Segnato dopo 75 minuti 75’
Challe Segnato dopo 67 minuti 67’
[(Report) Referto]

7 Giugno 1970
ore 12:00
Germania Ovest Bandiera della Germania Ovest 5 – 2 Bandiera della Bulgaria Bulgaria Estadio Nou Camp, León
Spettatori: 12,710
Arbitro: Ortíz de Mendibil (Spain)
Libuda Segnato dopo 20 minuti 20’
Müller Segnato dopo 27 minuti 27’ Segnato dopo 52 minuti 52’ (pen.) Segnato dopo 88 minuti 88’
Seeler