Paulo Roberto Falcão

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Paulo Roberto Falcão
Paulo Roberto Falcão, Roma 1983-84.jpg
Falcão alla Roma nella stagione 1983-1984
Dati biografici
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 183 cm
Peso 71 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1986 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1973-1979 Internacional Internacional 158 (22)[1]
1980-1985 Roma Roma 107 (22)
1985-1986 San Paolo San Paolo 10 (0)
Nazionale
1972
1976-1986
Brasile Brasile olimpica
Brasile Brasile
3 (0)[2]
28 (6)[3]
Carriera da allenatore
1990-1991 Brasile Brasile
1991-1992 America América
1992-1993 Internacional Internacional
1994-1995 Giappone Giappone
2011 Internacional Internacional
2012 Bahia Bahia
Palmarès
Coppa America calcio.svg Copa América
Bronzo Copa América 1979
Argento Cile 1991
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 17 luglio 2011

Paulo Roberto Falcão (Xanxerê, 16 ottobre 1953) è un allenatore di calcio ed ex calciatore brasiliano. Ha giocato nel ruolo di centrocampista nell'Internacional, nella Roma e nella Nazionale brasiliana.

Nel 2004 figurò nella FIFA 100, lista dei 125 migliori giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione. Falcão è commentatore della partite di calcio trasmesse da Rede Globo[4] e collabora come opinionista del giornale Zero Hora e dell'emittente Radio Gaúcha[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Falcão è nato il 16 ottobre 1953[5] ad Abelardo Luz, una località all'epoca facente parte del circondario della municipalità di Xanxerê, nello stato di Santa Catarina[6], da madre di origini calabresi e padre portoghese[7].

Fu sposato con l'avvocato Rosane Damazio, dalla quale ebbe il figlio Paulinho, poi conteso quando la donna accusò il compagno di infedeltà coniugale[4]; dopo una relazione con l'italiana Maria Flavia Frontoni e una contenzioso legale riconobbe il figlio da quest'ultima avuto, Giuseppe[4].

Nell'autobiografia La filosofia di Moana, la pornostar Moana Pozzi cita un flirt con Falcão[8].

In seguito, dal 2003, è sposato con Cristina Ranzolin[4], presentatrice del Jornal do Almoço, trasmesso sulla rete televisiva RBS TV. Falcão vive a Porto Alegre[4].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Era un centrocampista centrale elegante che svolgeva prevalentemente la funzione di regista, ma in grado di assolvere a una grande varietà di compiti, partecipando in egual maniera alla fase difensiva e a quella offensiva[9]. Francesco Graziani e Roberto Pruzzo lo hanno definito un "giocatore universale" e un "allenatore in campo" per le sue doti tecniche e caratteriali[9].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Internacional[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera da professionista comincia in patria nell'Internacional[5]. Qui gioca per sei stagioni conquistando per tre volte il titolo brasiliano, titolo che l'Internacional non aveva mai conquistato prima. Al termine dei sei anni nel club Falcão conta ventidue reti in campionato. Egli è considerato ancora oggi uno dei più grandi giocatori del club[10]. Durante la sua militanza nel club è stato per due volte insignito del Bola de Ouro, un prestigioso premio assegnato dalla rivista brasiliana Placar al miglior giocatore del campionato brasiliano[9].

Roma[modifica | modifica wikitesto]
Falcão in azione con la maglia della Roma

Grazie alla segnalazione del giornalista del Corriere dello Sport Ezio De Cesari[9], il 10 agosto 1980 viene acquistato dalla Roma per la cifra di un milione e mezzo di dollari[11], e la sua acquisizione è inizialmente accompagnata da un leggero scetticismo, poiché la tifoseria aspettava l'approdo in maglia giallorossa di Zico[9]. Al momento dell'atterraggio del suo aereo all'aeroporto di Fiumicino è comunque accolto da 5000 tifosi della Roma[9]. Esordisce con la maglia giallorossa proprio contro la sua ex squadra, l'Internacional[5], in una partita amichevole giocata il 29 agosto 1980, terminata con il punteggio di 2-2.

Qualche settimana dopo esordisce anche in campionato, il 14 settembre 1980 contro il Como, poi vinta dalla Roma per 1 a 0, ma Falcão non convince, venendo anche criticato[5], sebbene presto riesca a crescere e guadagnarsi fiducia e ammirazione[5]. Al termine del primo anno in giallorosso termina il campionato con tre reti, mentre la squadra sfiora la vittoria del titolo italiano, andato alla Juventus, però vince la Coppa Italia[5]. L'anno successivo gioca ventiquattro partite e segna sei reti[5]. Nel prosieguo della sua permanenza nella Capitale, il presidente della società quirita Dino Viola si affida a lui per ottenere dei rendiconti tecnici delle partite della squadra[9].

Nella stagione 1982-1983 vince con la Roma il suo primo campionato italiano, il secondo nella storia della società, e in questa stagione colleziona ventisette presenze e sette reti in campionato, due reti in Coppa UEFA, una contro il Colonia e una contro il Benfica e una rete negli ottavi di finale della Coppa Italia. La sua prestazione contro il Pisa è ricordata come una delle migliori con la maglia capitolina, poiché abbinò al gol decisivo una prestazione sontuosa, assurgendo al ruolo di guida della squadra[9] Viene soprannominato dai tifosi "divino"[4] e anche "ottavo re di Roma"[5].

Dopo un'altra stagione, con ventisette presenze e cinque reti, e la vittoria in Coppa Italia, la Roma arriva alla finale della Coppa dei Campioni 1983-1984, allo Stadio Olimpico, perdendo ai rigori contro il Liverpool[5]. Falcão rinuncia a battere un rigore, e viene pesantemente criticato[11]. Per tale decisione, lo stesso calciatore adduce motivi fisici: prima di giocare, difatti, si era sottoposto a una puntura di anestetico per alleviare il dolore al ginocchio[9]. Al protrarsi dell'incontro oltre i tempi regolamentari, l'effetto del medicinale svanisce e Falcão decide di non arrischiarsi a battere il tiro dagli undici metri[9]. Inoltre, nel 1985 subisce un grave infortunio, per quale verrà operato a New York[11], e lascia così Roma per trasferirsi al San Paolo[5] tramite rescissione del contratto[9].

La sua ultima partita la disputa il 16 dicembre 1984 contro il Napoli, segnando peraltro la rete decisiva[9]. Le ragioni del divorzio dalla compagine giallorossa sono da attribuirsi ai contrasti con l'allora presidente Dino Viola, in merito a dissidi contrattuali[5]; nell'ultima stagione lo stipendio di Falcão era il più elevato nel campionato italiano, oltre un miliardo di lire all'anno[11]. Inoltre, il giocatore si era rifiutato di sottoporsi a una visita medica da parte della società, e anche tale situazione contribuì a minare ulteriormente il rapporto tra le due parti[9]. Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori ad essere inserito nella Hall of fame ufficiale dell'AS Roma[12]

San Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un anno di attività con la squadra brasiliana del San Paolo, durante il quale conta solamente dieci presenze, pur aggiudicandosi il campionato, conclude definitivamente la sua carriera di calciatore[5].

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Riceve la sua prima convocazione nella Nazionale olimpica brasiliana per i Giochi della XX Olimpiade a Monaco di Baviera: spedizione poco fortunata con un pareggio e due sconfitte e precoce eliminazione. Riserva nella prima gara con la Danimarca ( entra all'inizio del secondo tempo ) e titolare contro Ungheria e Iran. Nel 1978 viene escluso dalle convocazioni per la nazionale di Cláudio Coutinho per aver dichiarato di non voler fare la riserva[5].

Dopo la partecipazione alla Copa América 1979, Falcão partecipa al suo primo mondiale nel 1982. Insieme a giocatori del calibro di Toninho Cerezo, Leo Junior, Zico, Éder Aleixo de Assis e Sócrates, componeva un centrocampo dal tasso tecnico ragguardevole[5]. In questa edizione, disputata in Spagna, scende in campo cinque volte, realizzando tre reti, l'ultima contro l'Italia, per il secondo momentaneo pareggio verdeoro, nella partita poi persa 3-2 (tripletta di Paolo Rossi).

Quattro anni più tardi partecipa al mondiale del 1986. Iniziando il torneo in panchina, scende in campo solamente due volte, per un totale di 91 minuti. Nella prima gara contro la Spagna ( vinta per 1-0 ) entra al 79' al posto di Junior, mentre nella seconda contro l'Algeria ( anche qui vittoria per 1-0 ) sostituisce al 10' del primo tempo Leandro. Il Brasile proseguirà poi la sua corsa per altre tre gare, venendo eliminato dalla Francia ai rigori.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 torna nel mondo del calcio come allenatore, ingaggiato da Ricardo Terra Teixeira per sostituire Sebastião Lazaroni alla guida della nazionale Brasiliana, ma lascia dopo 6 vittorie su 18 partite e la sconfitta nella Copa América 1991 al secondo posto dietro l'Argentina[4]. Nel 1991 viene ingaggiato dai messicani dell'América, ci rimane solo una stagione. Dal 1992 al 1993, dopo 13 anni viene ingaggiato come allenatore dal "suo" Internacional, club con il quale aveva giocato all'inizio della sua carriera dal 1973 al 1979.

Nel 1994 è invece sulla panchina del Giappone. L'11 aprile 2011 viene ingaggiato come allenatore dell'Internacional. È stato presentato ufficialmente alla stampa il 12 aprile[13][14][15]. Il 4 maggio viene però subito eliminato agli ottavi della Coppa Libertadores dal Peñarol[16] ma si rifà il 15 maggio vincendo il suo primo titolo da allenatore, il Campionato Gaúcho, in finale contro i rivali del Grêmio ai rigori[17].

Il 18 luglio 2011 dopo appena 19 partite sulla panchina dell'Internacional viene esonerato dopo 3 sconfitte consecutive. Dal 7 febbraio 2012 allena il Bahia. Il 20 luglio 2012 viene esonerato in seguito a una serie di tre sconfitte consecutive.[18]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1980-1981 Italia Roma A 25 3 CI 5 0 CdC 2 1 - - 32 4
1981-1982 A 24 6 CI 2 0 CdC 4 0 - - 30 6
1982-1983 A 27 7 CI 4 1 CU 8 2 - - 39 10
1983-1984 A 27 5 CI 8 0 CC 8 1 - - 43 6
1984-1985 A 4 1 CI 3 0 CdC 1 0 - - 8 1
Totale Roma 107 22 22 1 23 4 0 0 152 27

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Internacional: 1973, 1974, 1975, 1976, 1979
Internacional: 1975, 1976, 1979
Roma: 1980-1981, 1983-1984
Roma: 1982-1983
San Paolo: 1985

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1978, 1979

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Internacional: 2011

Apparizioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 interpretò se stesso nel film Mezzo destro, mezzo sinistro, diretto da Sergio Martino. Due anni prima invece rifiutò di girare due pose in Paulo Roberto Cotechinho centravanti di sfondamento, perché ritenne quella pellicola una presa in giro nei suoi confronti[19].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 177+ (42) se si comprendono le partite giocate nel Campionato Gaúcho.
  2. ^ 11 (2) se si comprendono le amichevoli non ufficiali disputate con la Nazionale olimpica brasiliana.
  3. ^ 34 (7) se si comprendono le amichevoli non ufficiali disputate con la Nazionale maggiore brasiliana.
  4. ^ a b c d e f g h Paolo Manzo, La storia di Falcao, l'ottavo re di Roma ora sogna una panchina, La Stampa, 23 gennaio 2011
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n Giuseppe Galati, Paulo Roberto Falco - L'ottavo Re di Roma, Rai International
  6. ^ Abelardo Luz divenne municipalità nel 1958
  7. ^ Gian Paolo Ormezzano, Questo incredibile Falcão in La Stampa, 23 settembre 1980, p. 21. URL consultato il 3 luglio 2014.
  8. ^ I voti di Moana «Tardelli da 8 Falcao da 5», Gazzetta dello sport, 10 ottobre 2006, p. 6
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m Tribù del calcio, Premium Calcio, 4 febbraio 2011.
  10. ^ (PT) Paulo Roberto Falcão, internacional.com.br. URL consultato il 9 luglio 2010.
  11. ^ a b c d L'ottavo re di Roma, Corriere dello sport, 23 agosto 2010
  12. ^ Hall of Fame: gli undici eletti della Classe 2012. URL consultato il 20 settembre 2012.
  13. ^ CALCIO, INTERNACIONAL: FALCAO NUOVO ALLENATORE in sport.repubblica.it, 10 aprile 2011.
  14. ^ (PT) Falcão será apresentado nesta segunda à tarde in internacional.com.br, 10 aprile 2011.
  15. ^ Falcao: “Innanzitutto il bel gioco” in lechampions.it, 12 aprile 2011.
  16. ^ Libertadores, disastro Brasile - Che rissa a Belo Horizonte in La Gazzetta dello Sport, 5 maggio 2011.
  17. ^ a.s., Tornei statali: vincono Inter e Santos in Extra Time, 17 maggio 2011, p. 8.
  18. ^ Atletico Mineiro in volo, Bahia:cacciato Falcao in www.gazzetta.it, 20 luglio 2012.
  19. ^ Paulo Roberto Cotechiño: la storia del film, min. 3:15

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 61344319