Tarcisio Burgnich
| Tarcisio Burgnich | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nome | Tarcisio Burgnich | |
| Paese | ||
| Nazionalità | ||
| Altezza | 183 cm | |
| Peso | 81 kg | |
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Allenatore (ex difensore) | |
| Ritirato | 1974 - giocatore 2001 - allenatore |
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| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1958-1960 | 8 (0) | |
| 1960-1961 | 13 (0) | |
| 1961-1962 | 31 (1) | |
| 1962-1974 | 358 (5)[1] | |
| 1974-1977 | 84 (0) | |
| Nazionale | ||
| 1963-1974 | 66 (2) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1978-1980 | ||
| 1980-1981 | ||
| 1981-1982 | ||
| 1982-1984 | ||
| 1984-1986 | ||
| 1986-1987 | ||
| 1987-1988 | ||
| 1988-1989 | ||
| 1989-1991 | ||
| 1991-1992 | ||
| 1992-1993 | ||
| 1994-1995 | ||
| 1995-1997 | ||
| 1997-1998 | ||
| 1998-1999 | ||
| 1999-2000 | ||
| 2000-2001 | ||
| Palmarès | ||
| Argento | Messico 1970 | |
| Oro | Italia 1968 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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Tarcisio Burgnich (Ruda, 25 aprile 1939) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore. Campione europeo nel 1968 e vice-campione mondiale nel 1970 con la Nazionale italiana.
Era soprannominato Roccia,[2] soprannome nato quando Armando Picchi vide il suo ex compagno di squadra Carlo Novelli a terra, contuso dopo uno scontro con Burgnich e gli disse di essersi scontrato con una roccia.[3] È stato uno dei più grandi terzini degli anni sessanta.[4]
Indice |
[modifica] Biografia
Sposò una donna toscana,[2] figlia di ristoratori, conosciuta a Torino.[5]
[modifica] Caratteristiche tecniche
Dopo aver iniziato come mezz'ala,[6] giocò come terzino destro, stopper e libero.
[modifica] Carriera
[modifica] Giocatore
[modifica] Club
[modifica] Udinese
Dopo aver giocato nelle giovanili dell'Udinese avendo come compagno di squadra Dino Zoff[7], debuttò ventenne con i friuliani alla penultima giornata della stagione 1958-1959, il 2 giugno 1959, nella sconfitta contro il Milan per 7-0[8], già matematicamente campione d'Italia[9] che schierava in campo giocatori come Lorenzo Buffon, Cesare Maldini e Nils Liedholm[10]. Non schierato la domenica successiva[11], fu confermato per la stagione successiva, in cui giocò 7 gare su 34 in un'epoca in cui non erano permesse sostituzioni e nella quale le zebrette, si salvarono dalla retrocessione dopo spareggi con Lecco e Bari[12]; le sue prestazioni gli valsero la convocazione nella rappresentativa italiana ai Giochi olimpici del 1960.
[modifica] Juventus
Dietro suggerimento di Giampiero Boniperti[13] fu quindi acquistato dalla Juventus, con cui collezionò 13 presenze senza essere poi confermato per la stazione successiva, perché ritenuto non adatto allo stile della squadra e con una carriera incerta per un presunto leggero strabismo.[14] Passò quindi al Palermo, in cui arriva nella trattativa che porta Roberto Anzolin a Torino,[15]: in un primo momento rifiuta il trasferimento, ottenendo quindi un deferimento[16].
[modifica] Palermo
| « A Palermo sono stato benissimo. È stata un’annata ricca di soddisfazioni » | |
|
(Sua dichiarazione[16])
|
Coi rosanero gioca ottimamente la stagione 1961-1962,[2] durante il quale faceva il servizio di leva a Roma:[17] preso il posto dell'infortunato Giorgio Sereni, resta lui il titolare del ruolo.[17] Con il Palermo segna solo un gol, su punizione,[6] nella vittoria per 4-2 contro la Juventus del 18 febbraio 1962;[18] al termine del campionato i siciliani si piazzarono all'ottavo posto nella classifica finale, piazzandosi meglio degli stessi piemontesi[19].
[modifica] Inter
Nel 1962, voluto da Helenio Herrera[4] o da Italo Allodi secondo altre fonti[16], passa all'Inter in cambio di 100 milioni di lire.[18] Come capitò durante la sua permanenza alla Juventus, vinse lo scudetto alla prima stagione con la nuova squadra[16], pur essendo penalizzato dal dover svolgere il servizio militare a Bologna, con il grado di caporale, cosa che lo costringeva a saltare durante il suo primo campionato diversi allenamenti con il club lombardo[20]. Con i nerazzurri ha totalizzato 467 presenze in Serie A vincendo in dodici anni quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. In campionato ha realizzato 6 gol ed è stato scelto con Giacinto Facchetti come miglior terzino d'ala della stagione 1964-1965 dal settimanale "Il calcio e il ciclismo illustrato"[21].
[modifica] Napoli
| « Non mi sono mai divertito tanto a giocare a pallone » | |
|
(Sua dichiarazione[22])
|
Dopo dodici anni all'Inter, complice l'infortunio subito durante i mondiali tedeschi del 1974 i dirigenti della squadra lombarda credono che sia ormai un calciatore finito[23]. Venne a sapere solo da Francesco Janich, all'epoca dirigente del Napoli, di essere stato trasferito alla squadra campana; chiuse quindi la carriera indossando la maglia azzurra. Qui, dopo un'iniziale problema con le tattiche dell'allora suo allenatore Luis Vinicio,[22] è titolare inamovibile, disputando tutte le gare delle sue prime due stagioni[24] e saltando solo sei gare nella sua ultima stagione di carriera, dalla tredicesima del 16 gennaio 1977 alla diciottesima del 27 febbraio 1977.[25] Durante la sua permanenza con i partenopei la squadra sfiorò la conquista dello scudetto nella stagione 1974-1975, quando la squadra arrivò seconda a due punti dalla Juventus vincitrice del campionato.[26] L'anno successivo i campani conquistarono la Coppa Italia, battendo con lui in campo il Verona allo Stadio Olimpico di Roma il 29 giugno 1976 per 4-0;[27] in questo trofeo segnò la sua unica rete con gli azzurri, nell'edizione 1975-1976, nella vittoria contro la Fiorentina per 1-0.[28] Vinse inoltre nella stagione 1976-1977 la Coppa di Lega Italo-Inglese, giocandovi entrambe le partite, a Southampton contro la squadra locale il 21 settembre 1976 dove i padroni di casa s'imposero per 1-0 e a Napoli il 14 novembre dello stesso anno, quando nella gara di ritorno i campani vinsero per 4-0.[29]
[modifica] Nazionale
In Nazionale, in cui ha giocato dal 1963 al 1974, vanta 66 presenze, debuttando il 10 novembre 1963 nella gara di ritorno valevole per la Coppa Europa[23] contro la Nazionale sovietica[30] che schierava tra i pali Lev Jascin, il "Ragno Nero"[23]. Ritorna in Nazionale un anno dopo, nella gara di qualificazione per i mondiali in Inghilterra del 1966 contro la Nazionale finlandese del 4 novembre 1964[31]. Viene convocato per la spedizione italiana ai successivi mondiali, quando ha già giocato dodici gare con la nazionale maggiore[32], disputando solo le prime due gare, la vittoria contro il Cile per 2-0 nella rivincita della battaglia di Santiago del 13 luglio 1966 al Roker Park di Sunderland e la sconfitta per 1-0 contro la Nazionale sovietica del 16 luglio nello stesso stadio[33]. Ai successivi vittoriosi campionati europei del 1968 fu invece sempre presente, il 20 aprile nella vittoria contro la Bulgaria per 2-0 a Napoli[34], sempre a Napoli nella semifinale contro la Nazionale sovietica del 5 giugno decisa dal sorteggio e nelle due semifinali contro la Nazionale jugoslava di Roma, dell'8 e del 10 giugno, quando gli azzurri prima pareggiarono 1-1 e poi vinsero per 2-0[35]. Al successivo campionato mondiale 1970 in Messico realizza il suo secondo gol con gli Azzurri[36], il momentaneo pareggio per 2-2 della semifinale Italia-Germania Ovest (4-3, la "Partita del secolo").[8] Per la gara disputata, Gianni Brera gli diede nella pagella 9+[16]. In finale, sarà poi sovrastato nello stacco da Pelé che realizzerà il gol del momentaneo 1-0 nella partita che il Brasile vincerà 4-1. Lasciò la Nazionale dopo la sconfitta contro la rappresentativa polacca, in una gara valida per la fase finale dei Mondiali del 1974, durante la quale subì un infortunio quando la partita era ancora sullo 0-0.[8]
Delle 66 presenze in azzurro, 58 le ha disputate a fianco di Giacinto Facchetti: 45 nel duo difensivo "Burgnich-Facchetti"; 13 da "libero", ruolo che ha lasciato poi allo stesso Facchetti; mentre in un'occasione ha sostituito nel ruolo il compagno di squadra, nel 1966, contro l'Austria.
[modifica] Allenatore
Appese le scarpette al chiodo, convinto da Italo Allodi[16] ha intrapreso la carriera dell'allenatore, sedendo, fra le altre, sulle panchine di Catanzaro, Bologna, Como, Livorno, Foggia, Lucchese, Cremonese, Genoa sostituendo Claudio Maselli,[30] Ternana, Salernitana, Pescara e Vicenza. Dopo aver lasciato il lavoro di allenatore è diventato osservatore dell'Inter.[37]
[modifica] Livorno
Esordì come allenatore del Livorno, dove subì una squalifica di sei mesi per alcune dichiarazioni sul Pisa[5]; nello stadio intitolato al suo ex compagno di squadra Armando Picchi, dopo un primo anno tranquillo,[16] al secondo grazie a dodici vittorie e sedici pareggi la squadra si piazzò terza in campionato[38], a quattro punti dal Foggia promosso in Serie B,[39] potendo contare su una difesa che subì solo undici gol[38]. Sarebbe tornato ad allenare la squadra sedici anni dopo.
[modifica] Catanzaro
La sua seconda panchina lo vide in Calabria, dove iniziò la stagione di Serie A in maniera positiva, arrivando alla quinta giornata del girone d'andata ad essere in testa alla classifica.[40] La compagine, salvatasi dalla retrocessione avvenuta sul campo per lo scandalo delle scommesse che portarono successivamente al ripescaggio[39], senza molte strutture per allenarsi puntava alla salvezza[5], con una squadra dall'età media bassa e con elementi dalle categorie inferiori[41], raggiunta con un settimo posto finale[39], miglior piazzamento nel ventesimo secolo. Tornò ad allenare i calabresi nel campionato di Serie B 1988-1989, dove fu esonerato e sostituito da Gianni Di Marzio, con la squadra ottava in classifica generale, dopo la prima sconfitta in campionato, contro il Brescia[42].
[modifica] Bologna
Nella stagione 1981-1982 è al Bologna, per la quale, avendo dato la sua parola è costretto in seguito a rifiutare la proposta di allenare l'Inter[16]; pur dimostrando fiducia nella squadra[43] non concluse la stagione, venendo esonerato il 15 marzo 1982[44] per contrasti con alcuni dirigenti della società, difeso solo dal presidente Fabretti e facendosi sostituire dal suo allenatore in seconda, Franco Liguori[45]. Durante questa stagione lanciò un diciottenne Roberto Mancini[3].
[modifica] Como
Fu per tre periodi alla guida del Como, la prima volta dal 1982 al 1984; con la squadra allora militante in Serie B perse alla prima stagione gli spareggi, mentre nella seconda ottenne la promozione nella massima serie. Durante questo periodo, tra i giocatori da lui valorizzati vi fu il futuro giocatore della Nazionale Moreno Mannini[46]. Tornò la seconda volta nel 1988 al posto di Aldo Agroppi, con la squadra militante in Serie A con problemi di classifica e d'infortuni[47].
[modifica] Genoa
Arriva quindi in Liguria, con la squadra del Genoa, dove ritornerà nel 1998 in una squadra reduce dal rischio di retrocedere nell'allora Serie C e con un nuovo presidente, il suo ex giocatore Massimo Mauro, che lo volle personalmente, al posto di Aldo Spinelli[48].
[modifica] Dal 1986
Arrivato nell'estate 1986 al Vicenza, viene esonerato nel febbraio 1987: al suo successore Alfredo Magni le cose andranno peggio, sino alla retrocessione in Serie C1.
Alla Cremonese non riesce a salvare la squadra dalla retrocessione, perdendo le ultime quattro partite. Confermato nel 1990-1991, Burgnich non va oltre il centroclassifica e viene esonerato dopo 23 giornate: sarà il sostituto Gustavo Giagnoni a centrare la promozione.
Il 4 marzo 1995 Burgnich diventa allenatore del Foggia, ultimo in classifica in Serie B, a sette punti dalla salvezza.[49] Il tecnico di Ruda, con una notevole serie di risultati utili, è riuscito a chiudere il campionato salvando i rossoneri, conquistando l'undicesimo posto.[49] La stagione seguente, con una formazione giovane, Burgnich ha conquistato un altro 11º posto,[50] non venendo riconfermato per l'annata successiva.[51]
Subentra nel Natale 1997 a Claudio Maselli sulla panchina del Genoa, ottenendo 20 punti nelle prime otto partite, con la squadra che passa dal penultimo posto a ridosso della zona promozione, classificandosi ottava a fine torneo.
[modifica] Statistiche
[modifica] Presenze e reti nei club
| Stagione | Club | Campionato | ||
|---|---|---|---|---|
| Comp | Pres | Reti | ||
| 1958-1959 | A | 1 | 0 | |
| 1959-1960 | A | 7 | 0 | |
| 1960-1961 | A | 13 | 0 | |
| 1961-1962 | A | 31 | 1 | |
| 1962-1963 | A | 31 | 0 | |
| 1963-1964 | A | 33+1[52] | 0 | |
| 1964-1965 | A | 32 | 1 | |
| 1965-1966 | A | 30 | 0 | |
| 1966-1967 | A | 30 | 2 | |
| 1967-1968 | A | 30 | 0 | |
| 1968-1969 | A | 30 | 1 | |
| 1969-1970 | A | 26 | 1 | |
| 1970-1971 | A | 29 | 0 | |
| 1971-1972 | A | 27 | 0 | |
| 1972-1973 | A | 30 | 0 | |
| 1973-1974 | A | 30 | 0 | |
| 1974-1975 | A | 30 | 0 | |
| 1975-1976 | A | 30 | 0 | |
| 1976-1977 | A | 24 | 0 | |
| Totale carriera | 494+1 | 6 | ||
[modifica] Cronologia presenze e reti in Nazionale
[modifica] Palmarès
[modifica] Club
[modifica] Competizioni nazionali
Coppa Italia: 1
- Napoli: 1975-1976
[modifica] Competizioni internazionali
- Napoli: 1976
[modifica] Nazionale
[modifica] Note
- ^ 359 (5) se si comprende lo spareggio per aggiudicare la vittoria finale del campionato tra Bologna e Inter giocato a Roma il 7 giugno 1964.
- ^ a b c Gli eroi in bianconero: Tarcisio Burgnich Tuttomercatoweb.com
- ^ a b Ve lo ricordate Tarcisio Burgnich? Ecco come vive Corrieredellosport.it
- ^ a b Prestigiacomo, op. cit., p.130
- ^ a b c La Stampa, 8 novembre 1980, pagina 20
- ^ a b SARTI, BURGNICH, FACCHETTI... Pianeta-calcio.it
- ^ Udinese - Juve La gara di Zoff ilfriuli.it
- ^ a b c Tarcisio Burgnich, “la Roccia”. Praticamente, una leggenda Tellusfolio.it
- ^ Italy 1958-1959 Rsssf.com
- ^ Corriere dello Sport, 3 giugno 1959, pagina 4
- ^ Corriere dello Sport, 8 giugno 1959, pagina 6
- ^ Italy 1960-1961 Rsssf.com
- ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, numero 28, 14 luglio 1960, pagina 13
- ^ Gli eroi in bianconero: Tarcisio BURGNICH Tuttojuve.com
- ^ Luigi Tripisciano, Album rosanero, Palermo, Flaccovio Editore, giugno 2004, pp. 138. ISBN 88-7804-260-9
- ^ a b c d e f g h Livorno-Napoli: parla Burgnich gazzetta.it
- ^ a b Prestigiacomo, op. cit., p.82
- ^ a b Prestigiacomo, op. cit., p.131
- ^ Italy 1961-1962 Rsssf.com
- ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, numero 10, 10 marzo 1963, pagina 10
- ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, numero 28, 11 luglio 1965, pagina 11
- ^ a b Carratelli, op. cit., p.206
- ^ a b c TARCISIO BURGNICH, “LA ROCCIA” Pianetaazzurro.it
- ^ Carratelli, op. cit., pp.209-211
- ^ Carratelli, op. cit., pp.214-215
- ^ Carratelli, op. cit., p.208
- ^ Carratelli, op. cit., p.414
- ^ Carratelli, op. cit., p.413
- ^ Carratelli, op. cit., p.410
- ^ a b Tarcisio Burgnich medagliedoro.org
- ^ Almanacco del calcio Panini 1979, pagina 419
- ^ Almanacco del calcio Panini 1979, pagina 421
- ^ Almanacco del calcio Panini 1979, pagina 422
- ^ Almanacco del calcio Panini 1979, pagina 423
- ^ Almanacco del calcio Panini 1979, pagina 424
- ^ Il primo fu contro l'Austria il 18 giugno 1966 a Milano nella vittoria per 1-0, come da fonte Almanacco del calcio Panini 1979, pagina 421
- ^ ESCLUSIVA - BURGNICH: "Oltre ad Hamsik per l'Inter ho seguito Gargano. De Laurentiis farà meglio di Ferlaino" Tuttonapoli.net
- ^ a b La promozione sfiorata
- ^ a b c Italy 1979-1980 Rsssf.com
- ^ Italy 1980-1981 Rsssf.com
- ^ Un pomeriggio d'ottobre di trent'anni fa Uscatanzaro.net
- ^ IL COLPEVOLE E'BURGNICH. ricerca.repubblica.it, 27 ottobre 1988. URL consultato il 26 luglio 2011.
- ^ La Stampa, 8 agosto 1981, pagina 15
- ^ La Stampa, 16 marzo 1982, pagina 21
- ^ La Stampa, 17 marzo 1982, pagina 19
- ^ CRONOLOGIA 1970 - 1989 calciocomo1907.it
- ^ La Stampa, 5 gennaio 1988, pagina 24
- ^ La Stampa, 25 febbraio 1998, pagina 30
- ^ a b Autunno, op. cit., p. 649
- ^ Autunno, op. cit., p. 656
- ^ Autunno, op. cit., p. 667
- ^ Spareggio per la vittoria finale del campionato a Roma il 7 giugno 1964 Bologna-Inter 2-0
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, pp. 253. ISBN 88-8207-144-8
- Mimmo Carratelli, La grande Storia del Napoli, Gianni Marchesini Editore. ISBN 978-88-88225-19-7
- Pino Autunno, Foggia, una squadra, una città, Utopia Edizioni.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Tarcisio Burgnich
[modifica] Collegamenti esterni
- Calciatori dell'Udinese Calcio
- Calciatori della Juventus F.C.
- Calciatori dell'U.S. Città di Palermo
- Calciatori del F.C. Internazionale Milano
- Calciatori della S.S.C. Napoli
- Allenatori dell'A.S. Livorno Calcio
- Allenatori dell'U.S. Catanzaro
- Allenatori del Bologna F.C. 1909
- Allenatori del Calcio Como
- Allenatori del Genoa C.F.C.
- Allenatori del Vicenza Calcio
- Allenatori dell'U.S. Cremonese
- Allenatori della Salernitana Calcio 1919
- Allenatori dell'U.S. Foggia
- Allenatori dell'A.S. Lucchese Libertas 1905
- Allenatori della Ternana Calcio
- Allenatori del Pescara Calcio
- Allenatori di calcio italiani
- Calciatori italiani
- Nati nel 1939
- Nati il 25 aprile
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- Calciatori campioni del mondo di club
