Gianicolense

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Coordinate: 41°52′22.28″N 12°26′38.32″E / 41.872856°N 12.443977°E41.872856; 12.443977

Q. XII Gianicolense
Le mura tagliate a Porta San Pancrazio
Le mura tagliate a Porta San Pancrazio
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma XV e Municipio Roma XVI
Superficie 7,7682 km²
Abitanti 94 039 ab.[1] (2010)
Densità 12 105,64 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Gianicolense è il dodicesimo quartiere di Roma, indicato con Q.XII.

Esiste anche un suburbio omonimo, contrassegnato con S.VIII.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 16d del XVI Municipio. Popolazione della zona urbanistica: 56.214[1] abitanti.

Confini[modifica | modifica sorgente]

Si trova nell'area sud-ovest della città, a ridosso delle Mura Aureliane e del fiume Tevere.

Il quartiere confina:

Il quartiere[modifica | modifica sorgente]

Circonvallazione Gianicolense

Comunemente chiamato dagli abitanti "Monteverde", il quartiere è compreso tra la via Aurelia Antica e la via Portuense e si estende dalle mura gianicolensi, che cingono Trastevere, fino a via del Casaletto.

Gli abitanti, però, non lo percepiscono come un unico quartiere, ma ne distinguono molti: Monteverde Vecchio (che comprende anche Ponte Bianco, poco prima di viale Trastevere), Monteverde Nuovo e Colli Portuensi.

Il nome deriva dal colle Gianicolo, compreso nel rione storico di Trastevere, intorno al quale, agli inizi del Novecento, è avvenuta la prima espansione urbana di Monteverde (via Carini e piazza Rosolino Pilo).

Monteverde[modifica | modifica sorgente]

Monteverde, o Monte Verde, è una zona del quartiere Gianicolense.

Inquadramento territoriale e confini[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo più vecchio della zona occupa la collina tufacea di Monteverde. Essa fa parte delle ultime colline che si trovano sulla sponda destra del Tevere. Le altre colline sulla sponda destra sono: Monte Mario, il Vaticano e il Gianicolo, mentre i celeberrimi sette colli storici si trovano sul lato sinistro del fiume.

La zona è sorta intorno a due nuclei inizialmente distinti: Monteverde Vecchio, che occupa principalmente la sopra citata collina, e Monteverde Nuovo, che incominciò a formarsi a valle di questa, verso i Colli Portuensi. Curiosamente, a dispetto del nome, i due nuclei, ormai saldati tra loro, sono praticamente contemporanei: entrambi furono decisi, nei principali assetti viari, dal piano regolatore del 1909. Sta di fatto che mentre Monteverde Vecchio ebbe quasi subito la consistenza di "quartiere", Monteverde Nuovo rimase fino al dopoguerra in prevalenza campagna e fu completato nelle sue parti negli anni settanta.

Monteverde Vecchio si snoda intorno al rettifilo di via Carini, che inizia quasi davanti alla storica porta San Pancrazio e arriva con diverse denominazioni nei pressi di Ponte Bianco, ponte ferroviario degli anni Venti, ai confini del quartiere. A un certo punto, la via Carini si allarga nella piazza Rosolino Pilo, vero centro del quartiere, dove sorge la chiesa parrocchiale "Regina Pacis". I confini sono: via di porta San Pancrazio, via Vitellia, via di Donna Olimpia, circonvallazione Gianicolense, viale Trastevere, mura gianicolensi e porta San Pancrazio.

La zona detta Monteverde Nuovo, invece, si estende oltre via di Donna Olimpia, che è una sorta di fondovalle tra due rilievi, occupato un tempo dal fosso di Tiradiavoli, oggi interrato. Monteverde Nuovo ebbe origine dalla lottizzazione della settecentesca villa Baldini. Ciò che rimane della villa è il giardino di largo Alessandrina Ravizza, mentre l'edificio padronale della villa oggi ospita la scuola elementare "Oberdan".

Intorno ad essa rimangono dei bellissimi villini di inizio Novecento, tutti con giardino privato, che costituiscono un insieme di grande qualità urbana e ambientale, simile ad altre zone a villini della Capitale, come per esempio Monte Sacro, i Parioli, e alcune zone del quartiere Nomentano.

Ma non ci sono solo i ricchi: in seguito alle demolizioni operate nel centro della città per volontà del Fascismo, vengono costruite le Case Popolari di via di Donna Olimpia per gli sfollati del Rione Borgo, soprannominate sarcasticamente dagli inquilini "i grattacieli". Queste contrastano anche con l'edilizia successiva, che sarà soprattutto signorile.

L'insediamento poi dell'"Ospedale del Littorio", oggi "San Camillo", contribuirà ad attrarre il ceto medio borghese fatto soprattutto di medici, impiegati statali e professionisti. I confini del quartiere sono: via di Donna Olimpia, piazzale Dunant, circonvallazione Gianicolense, via Ramazzini, via Portuense da via Ramazzini a via del Casaletto, via del Casaletto, via Vitellia, via di Donna Olimpia.

Da un punto di vista amministrativo, Monteverde fa parte del XVI Municipio di Roma, che comprende una porzione di territorio stretto e lungo del comune di Roma compreso nel "lato corto" tra la via Aurelia antica e la via Portuense e nel lato lungo va dalle mura gianicolensi, fino al confine con il comune di Fiumicino.

L'origine del nome "Monteverde"[modifica | modifica sorgente]

La collina di Monteverde costituisce le propaggini del colle Gianicolo, dal quale è separata dalle mura gianicolensi, che cingono il rione storico di Trastevere. Questo giustifica il toponimo ufficiale del quartiere, che non è Monteverde, ma "Gianicolense".

Il toponimo "Monteverde", comunemente usato da chi vi abita, ha un'origine molto antica; potrebbe far riferimento al tufo di colore verde-giallognolo, che veniva estratto dalle cave di tufo che un tempo costellavano la zona.

Un altro toponimo antichissimo, addirittura di epoca romana, che designava la zona era "Mons Aureus", ossia "Monte d'oro", che faceva riferimento sempre al colore del tufo, ma stava ad indicare oltre all'attuale Monteverde anche il Gianicolo. (Le Mura che oggi separano Monteverde dal Gianicolo non esistevano in epoca romana; furono erette nel Seicento da Urbano VIII (1633 - 1644).) Tracce di questo toponimo rimangono oggi nel titolo della chiesa di San Pietro in Montorio (Montorio = Mons Aureus), che si trova sul Gianicolo.

Emergenze monumentali e ambientali[modifica | modifica sorgente]

Il quartiere è ricco di testimonianze storiche; in primo luogo le catacombe cristiane di San Pancrazio, che si trovano al di sotto dell'antichissima Basilica di San Pancrazio, situata poco fuori dell'omonima porta. Vi erano anche delle catacombe ebraiche, il cui ingresso, probabilmente all'altezza di via Paolo Segneri, fu seppellito sotto una colata di cemento che permise poi la costruzione su un terrapieno di alcune palazzine. Di grande importanza storica il cimitero di Ponziano, il cui ingresso principale è in via Alessandro Poerio: cimitero che però non è mai stato aperto al pubblico.

A nord del quartiere si apre un grande polmone verde: è la villa Doria Pamphilj, il parco pubblico più grande di Roma. La villa, che si è originata dalla fusione di diverse vigne nel Seicento ad opera della nobile famiglia romana dei Doria Pamphilj, che la possedette fino agli anni settanta del Novecento. Degno di menzione è l'edificio principale della villa: il Casino Seicentesco, progettato dall'architetto Alessandro Algardi. Di grande valore storico, artistico e ambientale è anche la Villa Sciarra: sette ettari di verde in cui gli ultimi proprietari, gli americani George Wurts e sua moglie Henriette Tower, trasferirono numerose statue in arenaria provenienti provenienti dal castello visconteo di Brignano d'Adda, dando al parco l'aspetto attuale.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Il quartiere è diventato popolare principalmente grazie a Pier Paolo Pasolini, intellettuale, scrittore e regista, che ambientò qui il suo celebre romanzo "Ragazzi di vita". Lo scrittore di origine friulana abitò prima in via Fonteiana 86 e poi al n° 45 di via Giacinto Carini, dove oggi c'è una targa commemorativa: la stessa palazzina in cui abitava la famiglia Bertolucci, con il poeta Attilio e i due figli Bernardo e Giuseppe. Silvio Parrello, dell'atelier di via Federico Ozanam, è l'ultimo testimone vivente del romanzo di Pier Paolo Pasolini "Ragazzi di vita". Ha vissuto a Monteverde anche il poeta Giorgio Caproni: in Viale dei Quattro Venti 31 (targa commemorativa sul lato dello stabile affacciantesi su Via Regnoli) e in Via Pio Foa' (targa commemorativa).

Nel quartiere hanno abitato o abitano la senatrice Loredana De Petris, i deputati Giovanna Melandri e Massimo D'Alema, i cantanti Loretta Goggi, Francesco De Gregori, Claudio Villa, il batterista Stefano D'Orazio, il regista Peter Del Monte, Paolo e Vittorio Taviani, lo scrittore Gianni Rodari, gli autori e giornalisti Giuseppe Lorin, Michela Zanarella,poetessa, Valerio D'Amato, Luca Barbarossa, Giorgia e Alex Britti i musicisti Nicola Piovani, Ernesto Bassignano, gli attori Carlo Verdone, Nanni Moretti, Claudio Gioè, Luca Zingaretti, Nicolas Vaporidis, Cristiana Capotondi, Elio Germano, Pino Insegno, Chiara Mastalli e Primo Reggiani, i ballerini classici Fabio Grossi e Francesca Sposi, i calciatori Lorenzo De Silvestri e Stefano Desideri. Dal 1929 al 1935 abitò in via Alessandro Poerio anche l'artista olandese Maurits Cornelis Escher.

Vita culturale[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio sono presenti diverse istituzioni culturali di rilievo internazionale: in primo luogo l'Accademia americana in Roma, che ha sede nella storica villa Aurelia.

Nella villa "Il Vascello" ha invece sede "il Grande Oriente d'Italia", sede dell'organo direttivo della Massoneria. Nell'edificio, il cosiddetto Casino Barberini, situato all'interno del parco di Villa Sciarra al Gianicolo ha invece sede l'Istituto Italiano di Studi Germanici. Il teatro "Il Vascello" è un'importante istituzione culturale a livello romano.

D'estate, il municipio XVI organizza in varie piazze del quartiere proiezioni di film.

Monteverde Vecchio[modifica | modifica sorgente]

Monteverde Vecchio è una zona del quartiere Gianicolense, incluso dal nuovo Piano regolatore del 2002 nella "città storica".

Il quartiere occupa parte della collina tufacea del Gianicolo. Essa fa parte delle ultime colline che si trovano sulla sponda destra del Tevere. Le altre colline sulla sponda destra sono: Monte Mario e il Vaticano, mentre i celeberrimi sette colli storici si trovano sul lato sinistro del fiume.

Il quartiere di Monteverde Vecchio è sorto intorno a strade previste dal Piano Regolatore del 1909. Si snoda intorno al rettifilo di via Carini che inizia quasi davanti alla storica porta San Pancrazio e arriva con diverse denominazioni nei pressi di Ponte Bianco, ponte ferroviario degli anni Venti, ai confini del quartiere. A un certo punto, la via Carini si allarga nella Piazza Rosolino Pilo, vero centro del quartiere, dove sorge la chiesa parrocchiale "Regina Pacis".

I confini sono: via di porta San Pancrazio, via Vitellia (lungo villa Pamphilj), via di Donna Olimpia (intitolata a Donna Olimpia Maidalchini), circonvallazione Gianicolense, viale Trastevere, mura gianicolensi, porta San Pancrazio.

Una zona più recente, detta Monteverde Nuovo, si estende oltre via di Donna Olimpia. I due quartieri di Monteverde Vecchio e Monteverde Nuovo sorgono su dei rilievi, divisi da una sorta di fondovalle, occupato un tempo dal fosso di Tiradiavoli, oggi ricoperto dall'attuale via di Donna Olimpia.

Ai margini di Monteverde Vecchio si trova il Ponte Bianco, mediante il quale la circonvallazione Gianicolense scavalca la ferrovia Roma-Viterbo. Il ponte presentava sui parapetti i fasci littori, completamente scalpellati nel dopoguerra, ma ancora facilmente riconoscibili. Nella vasta spianata sotto il ponte bianco si apre il primo capitolo (Il Ferrobedò) di Ragazzi di vita, il celebre romanzo di Pier Paolo Pasolini, nel quale il ponte ritorna spesso come presenza funzionale e simbolica.

« Dietro il Ponte Bianco non c'erano case ma tutta una immensa area da costruzione, in fondo alla quale, attorno al solco del viale dei Quattro Venti, profondo come un torrente, si stendeva calcinante Monteverde »
(Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita)

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Di verde alla testa di Giano bifronte d'oro.[7]

Edifici di culto[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovia regionale laziale FR1.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Roma Trastevere.
Ferrovia regionale laziale FR3.svg
 È raggiungibile dalle stazioni di: Roma Trastevere e Quattro Venti.
Ferrovia regionale laziale FR5.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Roma Trastevere.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
  2. ^ Separato da via Aurelia Antica, da via Leone XIII a piazzale Aurelio (porta San Pancrazio)
  3. ^ Separato dall'intero viale delle Mura Gianicolensi a partire da piazzale Aurelio (porta San Pancrazio) e da viale Aurelio Saffi e viale delle Mura Portuensi fino a piazzale Portuense (porta Portese)
  4. ^ Separato da via Portuense, nel tratto da piazzale Portuense a largo Gaetano La Loggia
  5. ^ Separato da via Portuense, da largo Gaetano La Loggia a via del Casaletto
  6. ^ Separato dall'intera via del Casaletto, da via Portuense alla piazzetta del Bel Respiro e da via Leone XIII fino a via Aurelia Antica
  7. ^ Insegne e stemmi..., pag. 192

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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