Gianicolense

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Coordinate: 41°52′22.28″N 12°26′38.32″E / 41.872856°N 12.443977°E41.872856; 12.443977

Gianicolense
Bandiera ufficiale
Le mura tagliate a Porta San Pancrazio
Le mura tagliate a Porta San Pancrazio
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma XI
Municipio Roma XII
Data istituzione 24 maggio 1926[1]
Codice 212
Superficie 7,5682 km²
Abitanti 91 398 ab.[2] (2013)
Densità 12 076,58 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Gianicolense è il dodicesimo quartiere di Roma, indicato con Q. XII.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 16D del Municipio Roma XII (ex Municipio Roma XVI) di Roma Capitale. Popolazione della zona urbanistica: 54 820[3] abitanti.

È comunemente chiamato "Monteverde".

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere si trova nell'area ovest della città, dalle Mura Gianicolensi fino a via del Casaletto e alla Valle dei Casali, compreso tra via Aurelia Antica e via Portuense, e confina:

Il quartiere comprende diverse aree urbane: Monteverde Vecchio, Monteverde Nuovo, Ponte Bianco, Donna Olimpia, Porta Portese, Colli Portuensi e Nuovo Trastevere (l'unica area appartenente al Municipio Roma XI).

Il nome deriva dal colle Gianicolo, che è compreso nel rione di Trastevere, ma le cui propaggini occidentali corrispondono a Monteverde, che a sua volta potrebbe fare riferimento al tufo di colore verde-giallognolo che veniva estratto dalle cave che un tempo costellavano la zona, analogamente al termine Mons Aureus, ossia Monte d'oro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è ricco di testimonianze storiche[9], essendo prossimo alla città antica, poiché sorgevano qui gli Orti di Cesare, numerosi luoghi di culto pagani ed alcune catacombe ebraiche e cristiane, tra cui quelle di Ponziano e di San Pancrazio, al di sotto dell'antichissima Basilica omonima. Nell'antichità era attraversato dall'attuale via di Monteverde, che era un diverticolo della via Portuense, e il cui tratto iniziale è oggi individuabile nella via Parini, e dalla via Vitellia che collegava il Gianicolo con la costa tirrenica.

Nel Seicento, dalla fusione di diverse vigne, fu realizzata a nord del quartiere la villa Doria Pamphilj, il parco pubblico più grande di Roma, al cui interno sorge il Casino progettato da Alessandro Algardi e che fu espropriato e poi aperto al pubblico nel 1972. L'area della villa, insieme col Vascello e porta San Pancrazio, fu teatro nel 1849 di cruenti battaglie per la difesa della Repubblica Romana.

Sulla base del piano regolatore del 1909, nell'area più prossima alle Mura, è avvenuta agli inizi del Novecento la prima espansione urbana di Monteverde Vecchio (via Carini e piazza Rosolino Pilo), caratterizzato da bellissimi villini signorili con giardino, inclusi dal vigente piano regolatore nella "città storica". L'edificazione è poi proseguita durante il fascismo con le case popolari (soprannominate "i grattacieli") nella vallata di via di Donna Olimpia (occupata un tempo dal fosso di Tiradiavoli fino al Ponte Bianco, struttura ferroviaria degli anni venti), con l'ospedale del Littorio, oggi San Camillo, e con le palazzine sull'altro rilievo di Monteverde Nuovo, incentrato su piazza San Giovanni di Dio. Solo nel secondo dopoguerra è invece cominciata l'edificazione dei Colli Portuensi, in concomitanza con l'apertura dell'omonima strada come parte della via Olimpica.

Nella vasta spianata sotto il Ponte Bianco si apre il primo capitolo (Il Ferrobedò) di Ragazzi di vita, il celebre romanzo di Pier Paolo Pasolini, nel quale il ponte ritorna spesso come presenza funzionale e simbolica.

« Dietro il Ponte Bianco non c'erano case ma tutta una immensa area da costruzione, in fondo alla quale, attorno al solco del viale dei Quattro Venti, profondo come un torrente, si stendeva calcinante Monteverde »
(Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita)

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Di verde alla testa di Giano bifronte d'oro.[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Tomba dell'airone. Presenta affreschi con quattro volatili, un airone, un pavone, un'anatra e tre cavalli marini.[11]
  • Tomba di Epinico. Detta anche Ipogeo di Epinico o Ipogeo di Epinico e Primitiba.[12]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Edificio dell'architetto/scultore Alessandro Algardi, con la collaborazione di Giovanni Maria Baratta. Decorazioni interne di Giovanni Francesco Grimaldi.
Progetto dell'architetto Andrea Busiri Vici. Ricostruzione del casino dei Quattro Venti, andato distrutto nei combattimenti del 1849.
Da documenti ottocenteschi e novecenteschi l'area è nota come Villa Signorini. È costituita da un casino nobile, di forme eclettiche ispirate a modelli neomedioevali e neorinascimentali, con torre provvista di bifore e merli.[13]

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro Vascello, su via Giacinto Carini.
  • Teatro Verde, sulla circonvallazione Gianicolense.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del Gianicolense si estende l'omonima zona urbanistica 16D, gran parte della zona urbanistica 16A Colli Portuensi e l'intera zona 16X Villa Pamphili.

Odonomastica[modifica | modifica wikitesto]

Le strade fanno riferimento a diversi ambiti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è servito dalle due stazioni ferroviarie di Trastevere e Quattro Venti, ed è attraversato dalla linea del tram 8 che lo collega con piazza Venezia.

Ferrovia regionale laziale FR1.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Roma Trastevere.
Ferrovia regionale laziale FR3.svg
 È raggiungibile dalle stazioni di: Roma Trastevere e Quattro Venti.
Ferrovia regionale laziale FR5.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Roma Trastevere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera del Governatore di Roma n. 3454 del 24 maggio 1926.
  2. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe. Suddivisioni Territoriali Toponomastiche - 2013.
  3. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe. Zone Urbanistiche 2013.
  4. ^ Separato da via Aurelia Antica, da via Leone XIII a piazzale Aurelio (porta San Pancrazio).
  5. ^ Separato dall'intero viale delle Mura Gianicolensi a partire da piazzale Aurelio (porta San Pancrazio) e da viale Aurelio Saffi e viale delle Mura Portuensi fino a piazzale Portuense (porta Portese).
  6. ^ Separato da via Portuense, nel tratto da piazzale Portuense a largo Gaetano La Loggia.
  7. ^ Separato da via Portuense, da largo Gaetano La Loggia a via del Casaletto.
  8. ^ Separato dall'intera via del Casaletto, da via Portuense alla piazzetta del Bel Respiro e dall'intera via della Nocetta fino a via Aurelia Antica.
  9. ^ Marco Arizza, Cinzia Palombi, Tipologie insediative nella zona di Monteverde dalla tarda Repubblica all'epoca tardoantica in La catacomba ebraica di Monteverde: vecchi dati e nuove scoperte, a cura di D. Rossi e M. Di Mento, Roma, Provincia di Roma - Roma Capitale, 2013.
  10. ^ Carlo Pietrangeli, p. 192.
  11. ^ Antonello Anappo, 1, Tomba dell'airone.
  12. ^ Antonello Anappo, 2, Tomba di Epinico.
  13. ^ Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Villa Flora.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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