Catacombe di Roma

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Coordinate: 41°51′31″N 12°30′48″E / 41.858611°N 12.513333°E41.858611; 12.513333

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Una processione nelle catacombe di San Callisto.

Le catacombe di Roma sono antiche aree cimiteriali sotterranee ebraiche e cristiane. Erano solitamente scavate nel tufo al di fuori dell'antica cinta muraria della città, dato che all'interno di quest'ultima non era possibile seppellire i defunti (hominem mortuum in urbe neve sepelito neve urito, "Non si seppellisca né si cremi nessun cadavere in città").[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

I e II secolo[modifica | modifica sorgente]

I nuclei più antichi delle catacombe romane risalgono alla fine del II secolo. Precedentemente i cristiani venivano sepolti insieme con i pagani; quando la comunità divenne più numerosa, fu necessario creare cimiteri collettivi. Per risolvere il problema dello spazio e grazie alla facilità dello scavo nel banco di tenero tufo sottostante la città, essi vennero realizzati con gallerie sotterranee a più piani. All'inizio le catacombe vennero utilizzate esclusivamente per scopi funerari e per il culto dei martiri ivi sepolti. L'opinione comune che vuole che esse fossero utilizzate come nascondigli dai cristiani perseguitati è probabilmente priva di fondamento. Del resto le persecuzioni caratterizzarono solamente alcuni periodi dell'Impero Romano, al tempo di Nerone (tra il 64 e il 67), Domiziano (solo nel 96), Decio (249-251), Valeriano (253-260) e Diocleziano (303-305).

III e IV secolo[modifica | modifica sorgente]

Nel III secolo, già nella sola Roma, si contavano 25 cimiteri, alcuni dei quali erano in possesso della Chiesa (ad esempio le catacombe di San Callisto, dato che Ippolito Romano scrisse nei Philosophumena che papa Zefirino nominò il diacono Callisto custode e amministratore della catacomba[2]). Nella prima metà del III secolo, inoltre, Roma fu suddivisa in sette regioni ecclesiastiche[3]: ad ognuna di esse vennero assegnati luoghi di culto e diverse catacombe per la sepoltura dei cristiani. Nel 313, il Cristianesimo diventò religione legittima ed almeno all'inizio furono in molti a voler essere sepolti vicino ai martiri.

Dal V al IX secolo[modifica | modifica sorgente]

Già dal V secolo si cominciò ad abbandonare l'uso della sepoltura nelle catacombe, che continuarono comunque ad essere meta di pellegrini a scopo di devozione.

Tra l'VIII ed il IX secolo, in seguito ai saccheggi dei barbari, i santuari vennero gradualmente abbandonati e le sacre reliquie furono traslate nelle chiese.

Dal basso Medioevo al XVI secolo[modifica | modifica sorgente]

Traslate le reliquie all'interno della città, le catacombe furono completamente abbandonate; gli accessi furono ostacolati dalla vegetazione e dalle frane, i santuari e i cimiteri caddero nell'oblio[4].

Durante il Medioevo si perse ogni traccia della loro ubicazione e si faceva gran confusione sui nomi. Le uniche catacombe ad essere ricordate furono quelle di San Sebastiano, di San Lorenzo (o di Ciriaca) e di San Pancrazio[4].

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

In epoca moderna furono accidentalmente riscoperte nel XVI secolo e cominciarono ad essere esplorate prima con Antonio Bosio (1575-1629 col suo libro postumo Roma Sotterranea del 1634) e soprattutto con le ricerche di Giovanni Battista de Rossi (1822-1894). Negli anni cinquanta del XX secolo furono ritrovate molte catacombe nei pressi di Roma.

Tipi di sepoltura[modifica | modifica sorgente]

Le catacombe romane sono costituite da gallerie sotterranee (ambulacra), lungo le cui pareti erano ricavate le tombe (loculi). I loculi, generalmente disposti su file verticali (pilae), potevano contenere uno o più cadaveri; esternamente erano chiusi da lastre di marmo, su cui spesso erano incisi il nome del defunto ed il mestiere, accompagnati da elementi simbolici cristiani o ebraici.

Un'altra tipologia di sepoltura, tipica delle catacombe romane, è l'arcosolio (arcosolium), costituito da una nicchia arcuata sovrastante una lastra marmorea posta in orizzontale, che chiudeva la tomba (il solium sub arcu). L'arcosolio poteva essere semplice (ossia per una sola persona), oppure composito, fino ad accogliere le sepolture di una intera famiglia.

Lungo i corridoi non sono infrequenti i cubicoli (cubicula), camere sepolcrali di forma quadrata o poligonale, contenenti più loculi o arcosoli destinati a membri della stessa famiglia o di famiglie imparentate tra loro; oppure le cripte (cryptae), cappelle decorate con affreschi (la più conosciuta è la "cripta dei papi" nella catacomba di san Callisto).

Infine, per ragioni di spazio alcune tombe erano scavate anche nel pavimento dei corridoi (formae): questa tipologia di sepoltura era diffusa soprattutto nei pressi della tomba di un martire, luogo ricercato dai primi cristiani per la loro ultima dimora.

Elenco delle catacombe[modifica | modifica sorgente]

Le catacombe romane, in numero di quaranta nel suburbio, furono costruite lungo le vie consolari, come la via Appia, la via Ostiense, la via Labicana, la via Tiburtina, e la via Nomentana. La cura delle catacombe cristiane è affidata alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, che dirige scavi e restauri. A Roma esistono anche catacombe ebraiche come quelle di Vigna Randanini e Villa Torlonia.

L'elenco che segue enuclea i cimiteri ipogei romani a partire dal colle Vaticano in senso antiorario fino alla via Flaminia.

Con * le catacombe ebraiche; con ** le catacombe non identificate.

Via Cornelia
Via Aurelia
Via Portuense
Via Ostiense
Via Ardeatina
Via Appia
Via Latina
Via Labicana
Via Tiburtina
Via Nomentana
Via Salaria nova
Via Salaria vetus
Via Flaminia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Leggi delle XII tavole, Tabula I, III
  2. ^ Baruffa, 2004, op. cit., 12-13.
  3. ^ Baruffa, 2004, op. cit., 13.
  4. ^ a b Baruffa, 2004, op. cit., 16.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]