Piazza Venezia

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Coordinate: 41°53′47″N 12°28′57″E / 41.896389°N 12.4825°E41.896389; 12.4825

La piazza vista dal Vittoriano. Si notano il Palazzo delle Assicurazioni Generali (a destra) e il Palazzo Bonaparte a sinistra dell'imbocco di via del Corso)

Piazza Venezia è una celebre piazza di Roma. È situata ai piedi del Campidoglio, dove si incrociano alcune cinque fra le più importanti strade della capitale: via dei Fori Imperiali, via del Corso, l'asse via del Plebiscito-Corso Vittorio, l'asse via C. Battisti- via Nazionale, via del teatro di Marcello.

La piazza[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto attuale della piazza deriva largamente dagli interventi di demolizione e ricostruzione realizzati tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento in seguito alla costruzione del Vittoriano, costruito appunto a cavallo dei due secoli, colossale monumento a Vittorio Emanuele II, spesso per metonimia identificato con l'Altare della Patria, che ne è la parte centrale, quella dove poi - nel 1921- fu inumato il Milite ignoto[1].

Il bianco complesso di marmo botticino[2] domina ora la piazza. Per fare spazio ad esso furono abbattute costruzioni di varia antichità situate nel colle del Campidoglio, dal convento dell'Aracoeli con i suoi chiostri, alla Torre di Paolo III (costruita nel 1534-1542, era collegata al palazzetto Venezia da un camminamento simile al Corridore di Borgo); nell'immediata vigilia dell'inaugurazione (1911) venne spostato il palazzetto Venezia che, saldato all'angolo sudorientale di palazzo Venezia si frapponeva tra il monumento e la piazza[3]. Fu demolito anche palazzo Torlonia, che si affacciava sulla piazza ed era ritenuto uno dei più belli di Roma; i Torlonia lo avevano fatto erigere pochi decenni prima (nel 1827) al posto di palazzo Bolognetti, che fu demolito. Il nuovo edificio era stato edificato in forme grandiose ed era stato fatto affrescare da uno dei più celebri pittori dell'epoca, Francesco Podesti. La demolizione fu ritenuta necessaria per adeguare le dimensioni della piazza alla presenza del Vittoriano e per conferirle una forma simmetrica.

La forma della piazza, dopo la costruzione del Vittoriano, venne ridisegnata dallo stesso architetto del monumento, Giuseppe Sacconi. A lui si deve l'idea iniziale del Palazzo delle Assicurazioni Generali, di fronte al palazzo Venezia, la cui facciata riprende le linee essenziali del più antico palazzo che lo fronteggia. Il progetto del palazzo fu poi redatto da Arturo Pazzi, Alberto Manassei e Guido Cirilli; è ornato da un leone di San Marco prelevato da un bastione delle mura di Padova. Esso venne costruito in posizione arretrata rispetto agli edifici demoliti: palazzo Paracciani-Nepoti, palazzo Torlonia (o Del Nero-Bolognetti-Torlonia, di Carlo Fontana) e palazzo Frangipane-Vincenzi. Essi erano situati sull'asse di via del Corso: la piazza, ormai punto nodale delle nuove vie realizzate per Roma capitale, venne così considerevolmente ampliata.

Mussolini proclama la nascita dell'Impero il 9 maggio 1936 da Palazzo Venezia

Sul lato ovest è la facciata del Palazzo Venezia, che fu inizialmente sede pontificia: papa Giulio II assisteva dal balcone del palazzo alla corsa dei cavalli barberi, che fino al 1883 si disputava lungo via del Corso e terminava nei pressi della piazza, nella scomparsa via della Ripresa dei barberi. Successivamente, dal 1564 al 1797, ospitò la rappresentanza veneziana presso lo Stato Pontificio. Quando il Congresso di Vienna assegnò agli Asburgo i territori della Serenissima, anche il palazzo seguì la stessa sorte e funse da ambasciata dell'Impero Austro-Ungarico fino al 1914, quando fu confiscato dallo Stato. Nel 1929 Benito Mussolini lo scelse come sede del Governo e dal balcone pronunciava i suoi discorsi alle "adunate oceaniche" fasciste. Per questa ragione, la piazza, che in quegli anni era sentita come il centro della città, fu proclamata "Foro d'Italia"[4].

Oltre a Palazzo Venezia, della sistemazione originaria della piazza si è conservato il lato nord con il Palazzo Bonaparte, dove visse dal 1818 fino alla morte Letizia Ramolino, madre di Napoleone. Dietro il balconcino coperto (detto "mignano") che ancora oggi si fa notare sull'angolo con via del Corso, la vecchia signora - che faceva vita ritiratissima - passava le giornate osservando la vita della piazza sottostante (allora assai più stretta e irregolare). Quando, molto vecchia, era divenuta cieca non rinunciò al suo passatempo, e si faceva raccontare la vita di strada dalla sua governante[5].

Durante il periodo natalizio nella piazza è collocato un grande abete decorato (spostato dal 2006 a piazza del Colosseo di fronte all'uscita della metro Colosseo a causa dei lavori di costruzione della nuova linea di metropolitana), mentre all'incrocio con via del Corso la pedana rialzata per i vigili urbani è da anni elemento di ispirazione per molti film e spot pubblicitari, da Vacanze romane di William Wyler a To Rome with Love di Woody Allen che ha diretto la scena iniziale con Pierluigi Marchionne, effettivo vigile della Polizia Roma Capitale.

A inizio di settembre 2009 era stata proposta la reintitolazione come «piazza dell'Unità d'Italia» nel 2011, in occasione del 150º anniversario della proclamazione del Regno d'Italia, proposta poi bocciata.[6][7]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg
 È raggiungibile dalla stazione Colosseo.
Metropolitana di Roma C.svg
Sarà raggiungibile dalla stazione Venezia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Vittoriano conserva i resti del Milite Ignoto, a ricordo dei soldati caduti senza degna sepoltura, vegliati incessantemente da due militari e da una fiamma sempre accesa. Il complesso del Vittoriano ospita periodicamente importanti mostre, oltre al Sacrario delle bandiere
  2. ^ Il botticino è un marmo bresciano mai usato a Roma prima che ne decretasse l'uso monumentale il bresciano ministro Giuseppe Zanardelli)
  3. ^ Come segnala una lapide murata sul lato del palazzo che guarda il Vittoriano nel 1871, tra gli edifici demoliti vi era la casa dove visse e morì Michelangelo Buonarroti, in una piazza detta di Macel de' Corvi.
  4. ^ Così nella Guida di Roma del TCI[1]
  5. ^ Per il palazzo Bonaparte a piazza Venezia si veda Memorie napoleoniche a Roma: il Palazzo di Letizia Bonaparte
  6. ^ Articolo da "Il Messaggero" del 06.09.2009
  7. ^ Il Messaggero

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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