Torlonia

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Stemma della famiglia Torlonia

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La famiglia Torlonia - mercanti di tessuti e sarti in piazza di Spagna a Roma che, forti delle relazioni sociali create dall'attività commerciale, avevano fondato anche una piccola banca - è stata una delle ultime famiglie romane insignite di un titolo ducale (creato ex novo) dai papi, grazie all'enorme ricchezza accumulata, e successivamente principesco, per i ciclopici lavori nel Fucino da parte di Alessandro Torlonia. Fu così grande e visibile e anche ostentata, questa fortuna, che nel lessico popolare romano il nome Torlonia divenne sinonimo di ricchezza smisurata.

Genealogia[modifica | modifica sorgente]

Il capostipite fu Marin Tourlonias (1725-1785) che, giunto a Roma dall'Alvernia e impiegatosi come cameriere particolare del cardinale Troiano Acquaviva d'Aragona, ne ricevette in eredità una rendita con la quale fondò - italianizzando il proprio nome in Marino Torlonia - l'azienda di tessuti (e di prestiti) - su cui sorse la fortuna economica della famiglia. Nel 1753 Marin Tourlonias si sposò con Mariangela Lanci.

Il vero artefice delle fortune della famiglia nella Roma papalina fu però Giovanni Raimondo Torlonia (1754-1829), che incrementò notevolmente il patrimonio familiare attraverso fortunate speculazioni realizzate con i Francesi nel periodo in cui Roma era stata occupata dalle truppe napoleoniche. Partiti i francesi, Giovanni ebbe buon gioco ad offrire ai nobili romani prestiti garantiti dalle loro proprietà fondiarie e immobiliari, attraverso il Banco Marino Torlonia.

Fu così che molte di quelle proprietà - e i relativi titoli nobiliari - passarono nelle mani dei Torlonia, e Giovanni Torlonia ottenne da Pio VII, nel 1814, il titolo di Principe di Civitella Cesi (titolo di Princeps Romanus appositamente creato).

Attraverso un'accorta e fortunata politica di prestiti e acquisizioni, di attività caritative e anche di matrimoni, i Torlonia - imparentati dopo due generazioni con le più importanti famiglie romane - come i Colonna, gli Orsini e i Borghese - divennero nello spazio di un secolo una delle più ricche famiglie romane. Accumularono nel tempo molte opere d'arte, creando così il Museo Torlonia di via della Lungara a Roma e arricchendo notevolmente il Palazzo Torlonia di Piazza Venezia sempre a Roma demolito nel 1903.

Per le schede biografiche dettagliate si vedano:

I Torlonia-Borghese[modifica | modifica sorgente]

La maggiore delle due uniche figlie di Alessandro Torlonia e di Teresa Colonna, Anna Maria, sposò nel 1872 Giulio Borghese,[1] che in virtù di questo matrimonio divenne il secondo principe del Fucino e nel 1873 assunse il cognome Torlonia.

Anna Maria e Giulio Borghese ebbero quattro figli: due maschi, Giovanni e Carlo (da non confondere con l'omonimo terzogenito di Giovanni Raimondo Torlonia), e due femmine, Teresa (sposatasi con un conte bresciano) e Maria (maritata con il principe Francesco Chigi Albani della Rovere).

Di questa generazione della famiglia, il personaggio più rilevante e più simile al nonno Alessandro, per abilità finanziaria e spirito di iniziativa, fu indubbiamente Giovanni Torlonia (1873-1938) (da non confondere col nonno omonimo), terzo principe del Fucino.

La bonifica del Fucino aveva in effetti notevolmente incrementato il valore del patrimonio fondiario della famiglia (va ricordato che la zona di Avezzano rimase fino al secondo dopoguerra terra di latifondo, e assai ricca per la recente redenzione della terra). La modernizzazione della potenza economica dei Torlonia si radicò quindi in questo territorio.

Il principe fu deputato per il collegio di Avezzano per tre legislature consecutive, a partire dal 1904, e fu nominato senatore del Regno nel 1920.

A supporto delle attività economiche incrementate dalla bonifica, don Giovanni fondò nel 1923 la Banca del Fucino (nel consiglio d'amministrazione della banca, tuttora esistente ed autonoma nonostante i processi di accorpamento che hanno interessato tutto il sistema creditizio italiano nell'ultimo decennio, siedono ancora i rappresentanti della famiglia). Nell'Italia fascista, politicamente ben appoggiato, Giovanni Torlonia ricoprì importanti cariche finanziarie: Presidente della Banca del Fucino, Presidente dell'Istituto italiano di credito fondiario, Presidente dei Consorzi riuniti per la bonifica dell'Agro romano, Presidente del Consorzio della bonifica di Porto e Maccarese, e ministro nel 1937.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giulio Borghese (Roma, 19 dicembre 1847- Branca Umbra, 15 luglio 1914) era figlio del principe Marcantonio Borghese e di Marie Therèse de La Rochefoucauld.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Daniela Felisini, Quel capitalista per ricchezza principalissimo: Alessandro Torlonia principe, banchiere, imprenditore nell'Ottocento romano, Rubbettino Editore srl, 2004
  • Ignazio Silone, Fontamara, Mondadori, 1949

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