Simboli patri italiani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Diversi sono i simboli patri italiani, che identificano la Repubblica Italiana, il Regno d'Italia o più semplicemente l'ideale italiano durante il Risorgimento. Essi sono:

Stampa allegorica celebrante il 25 anniversario ("Nozze d'argento") della breccia di Porta Pia, la figura contiene numerosi simboli patri italiani associati a simboli della romanita': tre figure femminili con abiti formanti il tricolore, al centro una Vittoria alata, col collo ornato con lo stemma Savoia e sormontata dalla Stella d'Italia che unisce l'Italia turrita (a sinistra) con la Roma guerriera (lancia, elmo romano e scudo con l'immagine della lupa allattante i gemelli), a sinistra la palma della vittoria, sullo sfondo si riconosce il Vittoriale, la statua equestre di Marco Aurelio del Campidoglio, il Colosseo, la colonna traiana, la scritta SPQR, un putto alato suona la squilla della vittoria, l'immgine e'sormantata da un intreccio di rami di quercia e di corbezzolo, in basso un'aquila con ali spiegate entro una corona d'alloro

Vi sono poi degli ulteriori segni o emblemi dell'Italia che, pur non essendo definiti normativamente, fanno parte dell'identità italiana o non sono più utilizzati poiché sostituiti:

  • l'Italia turrita, ossia la personificazione dell'Italia, quale donna con una corona a forma di torre;
  • l'azzurro, quale colore nazionale;
  • il corbezzolo, la pianta nazionale, vista da Pascoli come una prefigurazione del tricolore[2][3][4][5];
  • la lira italiana, ossia la moneta che sino al 28 febbraio 2002 aveva corso legale in Italia, poi sostituita dall'euro;
  • la Stella d'Italia, il simbolo identitario più antico della terra italiana.

Bandiera d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera d'Italia.
Bandiera della Repubblica Italiana

La bandiera italiana è formata da tre bande verticali di pari dimensioni: la prima (vicino all'asta) di colore verde felce, la seconda (centrale) di colore bianco acceso, la terza (finale) di colore rosso scarlatto. La Costituzione all'art. 12 ne ha fissato il tipo, quale simbolo patrio italiano.

Come altre bandiere, anche l'italiana si ispira alla bandiera francese introdotta con la rivoluzione del 1789. Il primo tricolore italiano - con le bande ordinate orizzontalmente (similmente alla bandiera ungherese) - appare il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia come bandiera della Repubblica cispadana. Dopo il Congresso di Vienna e la Restaurazione il tricolore rimase come simbolo di libertà e venne utilizzato nei moti rivoluzionari del 1831 e del 1848. Nello stesso anno, con l'annuncio della prima guerra di indipendenza. La legge 5 febbraio 1998 n. 22 ne ha regolamentato l'uso.

Emblema della Repubblica Italiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emblema della Repubblica Italiana.
Emblem of Italy.svg

L'emblema ufficiale della Repubblica italiana è quello approvato dall'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana nella seduta del 31 gennaio 1948: il bozzetto iniziale fu realizzato dall'artista Paolo Paschetto, vincitore dei due concorsi pubblici indetti nel 1946 e nel 1947.

È formato dalla Stella d'Italia sovrapposta a una ruota dentata d'acciaio. L'insieme è racchiuso da un ramo di quercia e da uno di ulivo. È stato osservato che l'emblema manca dello scudo e che non avrebbe dunque dignità araldica.

Stendardo presidenziale italiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stendardo presidenziale italiano.
Presidential flag of Italy.svg

Lo stendardo presidenziale è il simbolo che rappresenta e accompagna il Capo di Stato italiano.

Lo stendardo richiama i colori della Bandiera nazionale, con riferimento particolare alla bandiera della storica Repubblica Italiana del 1802-1805 e del Regno d'Italia del 1805-1814 con Napoleone re d'Italia e imperatore dei Francesi; la forma quadrata e la bordatura azzurra simboleggiano le forze armate, comandate dal presidente.

Coccarda italiana tricolore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coccarda italiana tricolore.
Coccarda tricolore italiana

La coccarda italiana tricolore, nata all'inizio del Risorgimento, è la coccarda nazionale dell'Italia, ottenuta ripiegando il nastro verde, bianco e rosso mediante plissé. È importante ricordare che la coccarda tricolore italiana ha il verde al centro e il rosso all'esterno: la coccarda con i colori uguali ma invertiti (rosso al centro e verde periferico) è infatti la coccarda dell'Ungheria. Da molti anni la coccarda italiana tricolore viene assegnata, insieme alla coppa, alla squadra di calcio vincitrice della Coppa Italia.

Il Canto degli italiani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il Canto degli italiani.
Fratelli d'Italia part1.jpg
Aiuto
Inno di Mameli (info file)
Versione strumentale (Banda Centrale della Marina Militare)

Il Canto degli italiani (conosciuto anche come "Inno di Mameli" o "Fratelli d'Italia", dal verso introduttivo), è l'inno nazionale italiano. Fu adottato in via provvisoria il 12 ottobre 1946.

Il testo fu scritto nell'autunno del 1847 da Goffredo Mameli che lo inviò il 10 novembre al maestro Michele Novaro il quale scrisse la musica: l'inno debuttò il 10 dicembre a Genova in occasione di una manifestazione per il centenario della cacciata degli austriaci.


Festa della Repubblica Italiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa della Repubblica Italiana.
Festa della republica 2005 con frecce tricolori.jpg

La festa della Repubblica Italiana ricorre il 2 giugno. In questa data si ricorda il referendum istituzionale indetto a suffragio universale il 2 e il 3 giugno 1946 con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese. Dopo 85 anni di regno, con 12.717.923 voti contro 10.719.284 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati. La legge 27 maggio 1949 n. 260 all'art. 1 già prevedeva il 2 giugno quale "data di fondazione della Repubblica", dichiarandolo festa nazionale, venne poi soppresso dalla legge 5 marzo 1977 n. 54, per essere ripristinato a far data dal 2001 con la legge 20 novembre 2000 n. 336, quale giorno festivo per volontà dell'allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi.

Vittoriano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vittoriano.
Piazza Venezia - Il Vittoriano.jpg

Il nome completo è Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II: è il complesso monumentale dedicato al primo re d'Italia, Vittorio Emanuele II. Esso è situato in Piazza Venezia, a Roma. Sulla scalinata si trova l'Altare della Patria.

L'idea di un monumento che celebrasse, attraverso il Padre della Patria, l'intera stagione risorgimentale fu partorita l'anno della morte del re, nel 1878, e il complesso fu inaugurato dal nipote, Vittorio Emanuele III, il 4 giugno 1911 in occasione dell'Esposizione Internazionale per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia.

Magistrale esempio dello stile neoclassico di fine Ottocento, il monumento nazionale italiano celebra la grandezza e la maestà di Roma, eletta al ruolo di legittima capitale d'Italia, rappresentando l'unità del paese (Patriae Unitati) e la libertà del suo popolo (Civium Libertati).

Italia turrita[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Italia turrita.
Italiaturrita unalira.jpg

L'Italia turrita è tradizionalmente la personificazione della nazione. È rappresentata da una figura femminile detta turrita in quanto ha come corona una cinta muraria munita di torri (dall'araldica comunale) e sovrastata da una stella a cinque punte, storico simbolo del paese (ancora presente nell'emblema della Repubblica). Si tratta di una rappresentazione usata in sculture, su alcune lire e, un tempo, in diversi francobolli, come nella celebre serie ordinaria detta appunto "Italia turrita" di cui è rappresentato l'esemplare da una lira qui sopra.

Azzurro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Azzurro Savoia e Maglia azzurra (Italia).
 
 

L'azzurro è il colore nazionale italiano. Le sue origini risalgono al 1366, quando il Conte Verde, in partenza per la crociata di Gallipoli, volle che sulla sua nave ammiraglia, accanto allo stendardo dei Savoia, sventolasse una grande bandiera azzurra in omaggio alla Madonna.

Sempre in omaggio alla figura religiosa, i nastri del Supremo Ordine della Santissima Annunziata, massima insegna cavalleresca italiana (fra le più antiche d'Europa) erano di colore azzurro, così come azzurri i nastri delle decorazioni al valor militare (Medaglia d'Oro al Valor Militare, Medaglia d'Argento al Valor Militare, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, Croce di Guerra al Valor Militare). Parimenti, gli ufficiali del Regio Esercito si contraddistinguevano per la sciarpa azzurra portata ad armacollo da destra a sinistra. Tradizione conservata anche nelle attuali forze armate repubblicane.

Lo stendardo presidenziale del Presidente della Repubblica è bordato di blu, il colore che in araldica significa legge e comando.

In campo sportivo, in omaggio alla Casa Reale d'Italia, venne adottato per la prima volta dalla nazionale di calcio il 6 gennaio 1911. Sull'onda dello straordinario successo del calcio come sport nazionale, l'azzurro divenne via via nel Novecento il colore delle maglie di tutti gli sportivi italiani,[6] tanto che nel secondo dopoguerra fu ormai considerato un simbolo patrio al pari della bandiera tricolore.

Corbezzolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corbezzolo.
Corbezzolo.jpg

 «i bianchi fiori metti quando rosse
hai già le bacche, e ricominci eterno,
quasi per gli altri ma per te non fosse
l'ozio del verno;
o verde albero italico,
il tuo maggio
è nella bruma: s'anche tutto muora,
tu il giovanile gonfalon selvaggio
spieghi alla bora.
Volgean la testa al feretro le vacche,
verde, che al morto su la fronte i fiocchi
ponea dei fiori candidi, e le bacche
rosse su gli occhi.
Il tricolore!… E il vecchio Fauno irsuto
del Palatino lo chiamava a nome,
alto piangendo, il primo eroe caduto
delle tre Rome.»

Giovanni Pascoli nell'ode "Al corbezzolo"

«L’eroe Pallante era caduto. Offerse
l’àlbatro il bianco de’ suoi fiori, il rosso
delle sue bacche e le immortali frondi.
Gli fu tessuto il letto di quei rami
de’ tre colori, e furono compagni
mille al fanciullo nel ritorno a casa.
E fisi in quella bara tricolore
i mille eroi con le possenti mani
premean le spade; ed era in esse il fato.»

Giovanni Pascoli Hymnus in Romam

Il corbezzolo è la pianta nazionale italiana[7][8]; esso infatti, nel periodo di Natale ha contemporaneamente le foglie verdi, i fiori bianchi e i frutti rossi, gli stessi colori della bandiera italiana[9][10][11][12]. L'ideatore di questa simbologia fu Giovanni Pascoli, che per commentare il passo dell'Eneide di Virgilio in cui si parla del cadavere di Pallante adagiato su rami di corbezzolo, scrisse un'ode ("Al corbezzolo") in cui considera Pallante il primo eroe morto per la causa nazionale, e il corbezzolo come una prefigurazione del tricolore[13][14][8]. Il tema fu ripreso in lingua latina nel Carme Hymnus in Romam[15]

Lira italiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lira italiana.
1 Lira italiana del 1954.

La lira è stata, prima dell'introduzione dell'euro (ufficialmente il 1º gennaio 1999 ma in circolazione dal 1º gennaio 2002), la valuta ufficiale dell'Italia. Viene rappresentata dal simbolo , posto davanti alla cifra. Il suo codice ISO 4217 era ITL.

La lira, come unità di conto, era presente già all'epoca di Carlo Magno col nome di libbra e sopravvive oggi in molti paesi esteri, tra i quali il Regno Unito, dove è usata la "li(bb)ra sterlina" (rappresentata dal simbolo ), e la Turchia. Anche la moneta maltese, prima dell'avvento dell'euro (il 1º gennaio 2008) era denominata lira. L'introduzione della "lira italiana" è fatta risalire, come per il tricolore, al periodo napoleonico.

Stella d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stella d'Italia.
Lo Stellone d'Italia in una carolina postale della Prima Guerra Mondiale

La Stella d'Italia (detta anche "Stellone d'Italia") è una stella bianca a cinque punte ed è il più antico simbolo dell'Italia (risale al VI secolo a.C.) e deriva dalla Stella di Venere[senza fonte]: originariamente indicava quindi l'Italia come "Esperia", la terra del tramonto (essendo Venere la stella della sera), ma anche come figlia dell'Impero Romano, nato da Enea (figlio di Venere) e dal suo discendente Caio Giulio Cesare. Non solo, ma rappresentando la dea dell'amore in quanto forza universale, la Stella Veneris consacra l'Italia come la terra dell'Eros cantata dai poeti. Successivamente, dopo l'Unità d'Italia si iniziò a rappresentare lo Stellone d'Italia come astro protettivo e salvifico nei confronti degli Italiani, significato che si raffozerà dopo la Prima Guerra Mondiale, fino all'inserimento dello Stellone nell'emblema ufficiale della Repubblica Italiana, ufficializzazione di questo simbolo della cultura latina e italiana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I simboli della Repubblica
  2. ^ Romano Luperini
  3. ^ Su un uso ed abuso del passo durante il ventennio vedi Giovanni Lazzari, Le parole del fascismo
  4. ^ Piero Gibellini, Il mito nella letteratura italiana
  5. ^ Borgese La vita e il libro
  6. ^ tranne che negli sport automobilistici, dove il colore è il rosso (si veda per esempio il rosso della Scuderia Ferrari)
  7. ^ http://www.risorgimentopugliese.it/?p=1405
  8. ^ a b vedi pag 321 in Alfredo Cattabiani, Florario: miti, leggende e simboli di fiori e piante,Mondadori, 1996
  9. ^ vedi pag 175 Giuseppe Antonio Borgese in Hermes: rivista mensile dell'arte e del pensiero moderno, Volume 2, 1906
  10. ^ Alberi di corbezzolo per festeggiare l´Unità d´Italia - Il Grecale
  11. ^ "Dell"- +Voce
  12. ^ autori vari - Guida pratica agli alberi e arbusti in Italia; Biblioteca per chi ama la natura - Selezione dal Reader's Digest Milano 1983, 1991
  13. ^ vedi pag 48-49 di Romano Luperini, Letteratura e identità nazionale nel Novecento, Manni Editori, 2004
  14. ^ http://www.classicitaliani.it/pascoli/pascoli_nota_odi_inni.htm Classici italiani Bisogna ricordare alcunché del nostro poema eroico nazionale: l'Eneide; e del libro xi la descrizione del trasporto di Pallante, e i versi 59 segg. sopra tutti. Mille dell'esercito accompagnano il feretro che è tessuto di rami di corbezzolo o albatro: arbuteis... virgis
  15. ^ Classici italiani con la vicenda del conferimento del premio del Comune di Roma e della polemica con D'Annunzio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Italia Portale Italia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Italia