Nicolò Tron

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Nicolò Troncone
Nicolò Troncone
Testone di Nicolò Trone (1472). Vi compare per la prima volta, in tratti realistici, il profilo del doge. Questa moneta rompeva decisamente con la tradizione medievale, oltreché dal punto di vista iconografico, anche per il suo valore intriseco, essendo più pesante dei precedenti medievali (pesava 6,43 grammi).[1]
Doge di Venezia
Doge Niccolò Tron.png
In carica 1471 - 1473
Predecessore Cristoforo Moro
Successore Nicolò Marcello
Nome completo Nicolò Troncone
Padre Luca Trevisan
Madre Lucia Trevisan

Niccolò Troncone, o Nicolò Trono (Venezia, 1399Venezia, 28 luglio 1473), fu il sessantottesimo doge della Repubblica di Venezia.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Nacque da Luca e da Lucia Trevisan. Della sua gioventù si hanno poche informazioni ma è noto come si dedicasse con passione ed abilità all'arte della mercanzia, riuscendo in pochi anni ad accumulare un ingente capitale (circa 60.000 ducati secondo alcune fonti!)

Dopo numerosi viaggi in Oriente (Egitto e soprattutto Rodi) acquistò case e botteghe che gli consentirono sempre di vivere una vita agiata e comoda.

Secondo alcuni gran parte di questa ricchezza gli derivò dall'attività di strozzinaggio che egli esercitava verso i suoi colleghi mercanti meno fortunati, ma ciò non è dimostrato.

Si sposò con Dea Morosini ed ebbe un solo figlio, Giovanni, morto nel 1471 prigioniero dei turchi (morì segato vivo).

In età avanzata entrò nella carriera pubblica dove si distinse per la sua abilità e l'estrema cura degli interessi a lui affidati.

All'epoca era noto per la sua bruttezza e per il carattere brusco; nonostante ciò il 25 novembre 1471, stesso anno della morte del figlio (avvenuta probabilmente in luglio o agosto) venne eletto doge.

Dogato[modifica | modifica sorgente]

Durante il dogato di Nicolò Troncone, non molto lungo visto che durò appena venti mesi, proseguì la guerra contro i turchi che tentavano d'insidiare le colonie veneziane in Oriente (la guerra, iniziata sotto il doge Cristoforo Moro nel 1463, si sarebbe conclusa soltanto nel gennaio 1479 sotto il dogato di Giovanni Mocenigo).

Per allentare la pressione contro gli insediamenti veneziani vennero spediti ambasciatori presso il re della Persia Ussan Hassan (1473) nella speranza che così si aprisse un secondo fronte alle spalle della Turchia ma, in realtà, queste manovre ebbero scarso frutto e presto Ussan venne sconfitto.

Nel 1471, Nicolò Troncone demanializzò la collina del Montello, i cui preziosi roveri servivano per la costruzione delle galee veneziane. I roveri del Montello giungevano all'Arsenale attraverso il fiume Piave.

Importante segnalare come nel settembre 1472 la nobile veneziana Caterina Corner andasse sposa all'ultimo re di Cipro, Giacomo II di Cipro; costui la sposò per onorare così gli ingenti debiti contratti con la famiglia di lei che, dopo averlo generosamente finanziato, voleva una contropartita.

La morte di Giacomo II il 6 luglio 1473 aprì una grave crisi internazionale (Caterina era incinta ma il figlio morì poco dopo la nascita) con numerosi stati che rivendicavano il nuovo regno, tra i quali il Regno di Napoli e il Ducato di Savoia. Verso il finire dell'anno una rivolta mal riuscita diretta dai Sabaudi e dai Aragonesi di Napoli, dove vennero uccisi i parenti e il medico della regina davanti agli occhi della Corner, indusse Venezia ad inviare una flotta ed a prendere possesso dell'isola, accrescendo così il suo impero marittimo. A quell'epoca però Nicolò Troncone non vi era già più: era morto, settantaquattrenne, il 28 luglio 1473.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlo M. Cipolla, Storia economica dell'Europa pre-industriale, Il Mulino, Bologna 1974, nuova ed. 2002, p. 253

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Doge di Venezia Successore
Cristoforo Moro 1471-1473 Nicolò Marcello

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