Bandiera italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Tricolore italiano

Bandiera italiana

FIAV
Proporzioni 2:3
Colori Pantone

██  (17-6153)

██  (0.0.0.0)

██  (18-1662)

Tipologia Bandiera nazionale
Data di adozione {{{adozione}}}
Cessazione {{{cessazione}}}
Nazione Italia
Ente {{{ente}}}
Soprannome: {{{soprannome}}}
Altre bandiere ufficiali
Insegna navale militare
Insegna navale civile
Bompresso
Insegna presidenziale
Stendardo reale [[Image:{{{reale}}}|55px|border|]]
Insegna governativa [[Image:|55px|border|]]
Bandiera civile [[Image:{{{bandiera civile}}}|55px|border|]]
Aeronautica [[Image:{{{aeronautica}}}|55px|border]]
Bompresso (verso)
[[Bandiera italiana#{{{altre1 link}}}|{{{altre1 titolo}}}]] [[Image:{{{altre1}}}|55px ]] Immagine:FIAV .svg Immagine:FIAV .svg
[[Bandiera italiana#{{{altre2 link}}}|{{{altre2 titolo}}}]] [[Image:{{{altre2}}}|55px ]] Immagine:FIAV .svg Immagine:FIAV .svg
[[Bandiera italiana#{{{altre3 link}}}|{{{altre3 titolo}}}]] [[Image:{{{altre3}}}|55px ]] Immagine:FIAV .svg Immagine:FIAV .svg
[[Bandiera italiana#{{{altre4 link}}}|{{{altre4 titolo}}}]] [[Image:{{{altre4}}}|55px ]] Immagine:FIAV .svg Immagine:FIAV .svg
[[Bandiera italiana#{{{altre5 link}}}|{{{altre5 titolo}}}]] [[Image:{{{altre5}}}|55px ]] Immagine:FIAV .svg Immagine:FIAV .svg
[[Bandiera italiana#{{{altre6 link}}}|{{{altre6 titolo}}}]] [[Image:{{{altre6}}}|55px ]] Immagine:FIAV .svg Immagine:FIAV .svg
Foto

Il Tricolore italiano sventola su Piazza Venezia a Roma

La bandiera italiana è un tricolore composto da tre bande verticali di uguali dimensioni. Partendo dall'asta i colori sono: verde, bianco e rosso. Il 7 gennaio la stessa bandiera è protagonista della Giornata Nazionale della Bandiera.


Indice

[modifica] Le Repubbliche giacobine

Come altre bandiere, anche l'italiana si ispira alla bandiera francese introdotta con la rivoluzione del 1789. Quando l'armata di Napoleone attraversò l'Italia, a partire dal marzo 1796, bandiere di foggia tricolore vennero adottate tanto dalle varie neonate repubbliche giacobine, quanto dai reparti militari che affiancavano l'esercito francese.

[modifica] La Legione Lombarda

Il primo esempio di tricolore italiano fu adottato l'8 ottobre 1796 come distintivo della Guardia Civile milanese, la Legione Lombarda, e subito dopo dalla Legione Italiana composta da soldati provenienti dall'Emilia e dalla Romagna.

Il bianco e rosso dall'antichissimo stemma comunale di Milano (il vessillo crociato rosso su campo bianco, poi diffusosi in tutta la Pianura Padana) furono abbinati al verde che già a partire dal 1782 costituiva la tonalità delle uniformi della Guardia Civile milanese: il verde era infatti il colore di Milano fin dai tempi dei Visconti, dinastia che si fregiava di tale cromatismo nel proprio stemma araldico.

Le prime bandiere militari furono certamente composte ad imitazione della forma del tricolore francese, tanto che una piccola leggenda di parte francese volle che essa comparve la prima volta quando un soldato portò in battaglia contro gli austriaci una bandiera francese in cui il blu era stato sostituito dal verde per errore o per mancanza della tintura necessaria.

[modifica] La Repubblica Cispadana, Reggio Emilia e la nascita del tricolore italiano

La settecentesca Sala del Tricolore, oggi sala consiliare del comune di Reggio Emilia. Qui nasce la bandiera italiana.
La settecentesca Sala del Tricolore, oggi sala consiliare del comune di Reggio Emilia. Qui nasce la bandiera italiana.

Il tricolore italiano nasce ufficialmente il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana, proposto da Giuseppe Compagnoni.

Il 27 dicembre 1796, si riunì, a Reggio nell'Emilia, il Congresso Cispadano, riunito per decretare la nascita della Repubblica Cispadana, che comprendeva i territori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio. L'assemblea si componeva di 110 delegati, sotto la presidenza del ferrarese Carlo Facci. Nella riunione del 7 gennaio 1797 il sacerdote Giuseppe Compagnoni fece decretare "che lo stemma della Repubblica Cispadana sia innalzato in tutti quei luoghi né quali è solito che si tenga lo stemma della sovranità" e che "l'era della Repubblica Cispadana incominci dal primo giorno di Gennaio del corrente anno del 1797". Egli, inoltre, propose che lo stendardo o bandiera Cispadana, formato dai colori verde, bianco e rosso, fosse "reso universale". La proposta venne approvata nella seduta del 21 gennaio, tenutasi a Modena dove, nel frattempo, erano stati spostati i lavori del congresso.

[modifica] Una precedente richiesta dei cittadini del borgo di Felina

Una origine di circa ottanta giorni più remota, rispetto a Reggio Emilia, è stata ipotizzata dal professor Giuseppe Giovanelli. Egli faceva riferimento alla seduta comunale del 22 ottobre 1796, tenuta presso il palazzo comunale del Fariolo, allora ancora sede del Comune di Felina, in cui si trattava l'unione dei paesi di Felina e Braglia alla Repubblica Reggiana. L'ordine del giorno venne discusso alla presenza dell'avvocato Antonio Francesco Rondoni, rappresentante plenipotenziario reggiano, ed era composto da dodici punti e il settimo di questi era così formulato: "Potrà il Popolo suddetto distruggere la bandiera dell'ex feudatario e farne una tricolorata colle parole: Libertà, Egualianza".

L'ordine del giorno di quella seduta è conservato presso gli archivi comunali di Reggio, fra i fascicoli dell'anno 1796 che riguardano la richiesta dei diversi comuni per riunirsi alla città. Che esso sia stato anche approvato proprio il 22 ottobre, Giovanelli lo desumeva dal fatto che tra i punti discussi e riportati mancano il quinto e il sesto. Ciò fa supporre che siano stati trascritti solo gli argomenti discussi e approvati.[1]

[modifica] Un possibile precedente a Novellara

Bisogna da ultimo aggiungere che abbiamo altre testimonianze, precedenti il 22 ottobre, che attestano come vi fosse già una diffusa sensibilità nell'identificare i colori bianco, rosso e verde come simbolo della libertà e della nazione italiana. Infatti, il 19 ottobre 1796 venne dato a Novellara un pranzo in onore di Napoleone. Nei documenti che testimoniano quest'avvenimento si legge:[2]

« I Quattordici, con i cingoli a tre colori, si recavano festanti ad incontrare il generale.  »

Più avanti, nello stesso documento si dice che alle domande di Napoleone riguardanti il motivo della carcerazione dell'avvocato Giuseppe Quoghi, giudice di Novellara, gli fu risposto che:[2]

« fece atterrare l'albero della libertà a Bagnolo, secondo paese degli ex conti Gonzaghi, dipinto a tre colori, coccarda italiana nazionale rosso, verde, bianca.  »

[modifica] La Repubblica Italiana ed il Regno d'Italia

  • Il tricolore a tre bande verticali (così come lo conosciamo oggi), venne ereditato dalla Repubblica Cisalpina (1797-1802).
  • Con la nascita della Repubblica Italiana (1802-1805), invece, vennero conservati i colori ma la forma mutò in un quadrato verde, inserito in un rombo bianco, a sua volta inserito inserito in un quadrato rosso: si tratta di una composizione identica alla attuale Insegna presidenziale, salvo che quest'ultima è a sua volta contenuta dal blu dei Savoia (a sua volta frutto di una antica dedica alla Madonna).
  • Con la nascita del Regno d'Italia (1805-1814), nel primo quadrato verde venne iscritta l'Aquila Imperiale.

[modifica] Bandiere napoleoniche

[modifica] La Restaurazione

Con la rioccupazione austriaca, completata nel 1814 dal Bellegarde ai danni di Eugenio di Beauharnais, il tricolore italiano venne del tutto abbandonato, quale simbolo del trascorso regime napoleonico. Con esso, infatti, certamente si identificava. Così, il primo segnale pubblico delle intenzioni austriache di dissolvere l'esercito del Regno d'Italia consistette nel divieto, impartito dal Bellegarde il 13 giugno 1814, di indossare coccarde tricolori, evidentemente assai diffuse.

Con certezza Francesco II e Bellegarde erano piuttosto convinti che non fossero, nel frattempo, maturati altri legami. Nonostante una prima, assai pavida, riapparizione, nei moti dell'Emilia e della Romagna del 1831.

[modifica] Il Risorgimento

[modifica] La grande ricomparsa del 1848

Abbandonato per un'intera generazione, quasi d'improvviso il tricolore ricomparve un po' dappertutto in Italia grossomodo a partire dalla fine del 1847. In Toscana, ad esempio, esso riapparve una prima volta a Lucca, ai primi di settembre, in mano a manifestanti che richiedevano al Granduca la concessione della Guardia Civica. Alcuni giorni più tardi nelle mani dei giovani della comunità israelitica di Livorno. Sinché anche a Firenze, il 12 settembre, esse comparvero accanto a quelle del Granducato rosse e bianche.

Semplicemente, esso veniva riconosciuto quale "la bandiera nazionale italiana" ed i suoi colori erano "quei colori più simpatici al Popolo sotto i quali già combattono i nostri in Lombardia", come recita una petizione datata 17 aprile 1848, e sottoposta dalla guardia civica livornese in procinto di partire per il fronte.

Da lì in avanti fu un diluvio, seppur nella diversità delle fogge e degli stemmi distintivi: Milano ci combatté le cinque giornate dal 18 marzo, Pio IX lo adottò il 18 marzo, Venezia il 22 marzo, Ferdinando II il 3 aprile (e sino al 19 maggio, poco oltre il colpo di stato), Parma il 9 aprile, il Granducato di Toscana il 17 aprile, il Regno di Sardegna il 23 marzo, giusto il primo giorno della prima guerra di indipendenza. Al passaggio del Ticino Carlo Alberto lo consegnava ai reparti, mentre un proclama rivolto ai popoli del Lombardo-Veneto spiegava la adozione con la necessità di "meglio mostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana". I reparti che non ricevettero in tempo la nuova bandiera iniziarono la campagna del 1848 con la bandiera azzurra dei Savoia sulla quale venne applicato un nastro tricolore.

[modifica] Bandiere pre-unitarie (1848-1849)

[modifica] L'Italia unita

[modifica] Il Regno d'Italia

Questa bandiera diverrà, a partire dal 14 marzo 1861 la bandiera del Regno d'Italia, anche se la legge che definisce la forma esatta della bandiera arriverà solo nel 1925. Con essa si sancì che la Bandiera Nazionale è quella con lo stemma della Casa Savoia, mentre la Bandiera di Stato è quella con lo stemma sormontato dalla Corona. Quest'ultima si utilizzava per residenze dei sovrani, sedi parlamentari, pubblici uffici e rappresentanze diplomatiche.

[modifica] La Repubblica Italiana

Con la fine della Seconda guerra mondiale e la proclamazione della repubblica, la bandiera italiana perde lo stemma di Casa Savoia e assume la foggia odierna. L'importanza di questo passaggio è testimoniata dall'inserimento nella Costituzione di un articolo - il 12 - compreso tra i principi fondamentali ad esso dedicato: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni".

[modifica] I colori

[modifica] Esatta definizione cromatica

I toni cromatici dei colori della bandiera della Repubblica Italiana, indicati dall'art. 12 della Costituzione, sono definiti dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 giugno 2004, UCE 3.3.1/14545/1, con i seguenti codici Pantone tessile, su tessuto stamina (fiocco) di poliestere, e dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 14 aprile 2006:

« Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche - Gazzetta Ufficiale n.174 del 28 luglio 2006 - il verde prato brillante (17-6153), il bianco latte (11-0601) e il rosso pomodoro (18-1662). »

Il colore nazionale dell'Italia è invece l'azzurro (derivato dal blu di Casa Savoia, a sua volta frutto di una antica dedica alla Madonna), il quale campeggia parallelamente alla bandiera in eventi militari, sportivi ed istituzionali.

[modifica] Origine storica

La bandiera milanese.
La bandiera milanese.
Il serpente verde visconteo.
Il serpente verde visconteo.

I colori della bandiera italiana derivano da quelli in uso a Milano al momento dell'invasione napoleonica. La bandiera bianca con croce rossa, vessillo della città, ha origine ancor prima delle Crociate e rappresenta l'autonomia comunale. Sull'onda della centralità economica e del prestigio politico di Milano, fu rapidamente adottata da numerose altre città del Nord, tra cui Genova la quale, potenza marinara, la diffuse anche in Europa, e in particolare in Inghilterra.

Di poco più tarda è l'adozione del verde, colore che campeggiava negli stemmi araldici della famiglia ducale dei Visconti, e poi di quella degli Sforza. La genesi regale dei colori nazionali era comune in Europa, avendo dato origine ad esempio al blu francese (Capetingi), al rosso inglese (Lancaster) e al bianco tedesco (Asburgo). Essendo il capoluogo lombardo la sede del formale Regno Italico, i suoi Signori godevano di un particolare prestigio sui regnanti dei restanti ducati italiani, e il simbolismo del colore verde travalicò così facilmente gli angusti confini del Ducato di Milano.

[modifica] Origine poetica

Il significato romantico della scelta dei colori, e quello più apprezzato, è:[2]

  • Verde come le nostre pianure
  • Bianco come le nevi delle Alpi e degli Appennini
  • Rosso come il sangue versato dai nostri compatrioti per l'unione della nostra terra

Un'altra interpretazione si riferisce alle virtù teologali:

  • verde per la speranza
  • bianco per la fede
  • rosso per la carità

[modifica] Bandiere del Regno

[modifica] Altre bandiere

[modifica] Le bandiere navali

Nel 1947 oltre alla bandiera nazionale vennero definite anche la bandiera usata dalla marina mercantile, che reca sulla banda bianca uno stemma nei cui quadranti compaiono gli stemmi delle quattro repubbliche marinare (Amalfi, Genova, Pisa e Venezia); e quella della Marina Militare, nella quale lo stemma è sovrastato da una corona navale, cioè una corona turrita e rostrata. Lo stemma fu introdotto per distinguere le navi italiane da quelle messicane dato che all'epoca il paese americano batteva una bandiera che era appunto un puro tricolore senza simboli.

Un'altra differenza è che nella bandiera della Marina Militare il leone di San Marco (simbolo di Venezia) ha il libro chiuso, la coda alzata e regge una spada (come nella bandiera di guerra della Repubblica di Venezia).

[modifica] La bandiera della Repubblica Sociale Italiana

La bandiera militare della Repubblica Sociale Italiana adottava un'aquila posata su di un fascio littorio orizzontale. La bandiera civile era identica a quella dell'attuale Repubblica italiana, ma essendo la RSI esistita solo in stato di guerra essa non fu mai utilizzata per identificarla. L'aquila argentea fu il tradizionale simbolo dell'antica repubblica romana (l'aquila aurea lo era dell'impero romano). Il fascio littorio dorato è un antico simbolo romano che fu scelto da Mussolini ad emblema ufficiale del fascismo. Esso intendeva rappresentare l'unità degli italiani (il fascio di verghe tenuto assieme), la libertà e l'autorità intesa come potere legale (in origine il fascio littorio era usato come insegna dai magistrati aventi iuris dictio, ovvero aventi potere di presiedere i processi, giudicare i casi e emettere le sentenze).

[modifica] La bandiera della comunità arbëreshë

La bandiera arbëreshë.
La bandiera arbëreshë.

Gli Arbëreshë, popolazione di lingua e origine albanese che vive nell'Italia meridionale, adottano una bandiera simile al tricolore italiano con al centro un'aquila nera a due teste;[citazione necessaria] quest'ultima appare anche sull'attuale bandiera albanese e deriva probabilmente dal sigillo di Gjergj Kastriot Skanderbeg, eroe nazionale dell'Albania.

[modifica] Analogie e differenze rispetto ad altre bandiere

Bandiere italiana e messicana a confronto.
Bandiere italiana e messicana a confronto.

Per via della disposizione comune dei colori, molti ritengono che l'unica differenza che passa tra la bandiera italiana e la bandiera messicana sia soltanto lo stemma presente nella seconda. In realtà, la bandiera italiana non solo utilizza tonalità più chiare di verde e rosso, ma inoltre ha proporzioni completamente diverse rispetto a quella messicana: infatti quelle della bandiera italiana sono pari a 2:3, mentre quelle della bandiera messicana risultano essere 4:7. La somiglianza fra le due bandiere pose comunque, come si è già detto, un serio problema nei trasporti marittimi, dato che in origine la bandiera mercantile messicana era priva di stemmi e conseguentemente identica al tricolore repubblicano italiano del 1946. Per ovviare a tale inconveniente, su richiesta delle autorità marittime internazionali, sia l'Italia che il Messico adottarono così bandiere navali con due stemmi differenti.

Inoltre, sempre per via della disposizione tricolore, la bandiera italiana risulta piuttosto simile anche alla bandiera irlandese, ad eccezione dell'arancione al posto del rosso (sebbene le tonalità impiegate per i due colori si rassomiglino molto) e delle proporzioni (2:3 contro 1:2).

[modifica] Curiosità ed aneddoti

Nel marzo 2007 il cantautore reggiano Graziano Romani pubblica il suo album Tre colori, ispirato appunto al tricolore italiano ed alla circostanza che, proprio nella sua città natale, venne adottata la prima bandiera nazionale. Il testo della canzone "Tre colori" sembra accogliere le interpretazioni romantiche e teologiche del tricolore.

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Stefano Ales, Franco dell'Uomo e Giovanni Cecini Bandiere, stendardi, labari e gagliardetti dei Corpi militari dello Stato, Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, Roma 2008.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Bandiere degli stati dell'Europa

Albania · Andorra · Armenia · Austria · Azerbaijan · Belgio · Bielorussia · Bosnia-Erzegovina · Bulgaria · Cipro · Croazia · Danimarca · Estonia · Finlandia · Francia · Georgia · Germania · Grecia · Irlanda · Islanda · Italia · Kazakistan · Kosovo · Lettonia · Liechtenstein · Lituania · Lussemburgo · Macedonia · Malta · Moldavia · Monaco · Montenegro · Norvegia · Paesi Bassi · Polonia · Portogallo · Regno Unito · Repubblica Ceca · Romania · Russia · San Marino · Serbia · Slovacchia · Slovenia · Spagna · Svezia · Svizzera · Turchia · Ucraina · Ungheria · Vaticano

Bandiera italiana Istituzioni della Repubblica italiana - Costituzione Bandiera italiana
Parlamento: Camera - Senato | Governo: Consiglio dei Ministri - Presidente del Consiglio | Presidente della Repubblica | Corte costituzionale
Strumenti personali