Sport in Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cerimonia d'apertura delle XX Olimpiadi Invernali svolte a Torino nel 2006

La tradizione sportiva italiana è lunga quasi quanto la sua storia: in quasi tutti gli sport, sia individuali che di squadra, l'Italia può vantare molti successi. Tuttavia, quasi tutte le vittorie negli sport di squadra restano una prerogativa maschile, eccezion fatta per la pallavolo, la pallanuoto e la scherma.

Il colore sportivo nazionale dell'Italia è l'azzurro, mutuato dallo stemma araldico di Casa Savoia, dinastia regnante dal 1861 al 1946.

Il contesto sociale dello sport in Italia[modifica | modifica sorgente]

Settentrione e Meridione[modifica | modifica sorgente]

Il Genoa (Liguria) una delle squadre calcistiche più antiche d'Italia e tra le più scudettate agli albori della Serie A.

Capita spesso che a livello agonistico, lo sport, risenta dell'andamento socio-economico della nazione. Motivo che porta le statistiche a palesare, anche in campo sportivo, una netta differenza tra lo stato socio-economico del settentrione e quello del meridione.

Come si può notare dai vari campionati, nelle varie discipline dello sport italiano, il sud del paese non è adeguatamente rappresentato come invece lo è nord. Nel calcio, ad esempio, questa disuguaglianza è evidente; come risulta dai numeri: su 63 squadre italiane che hanno partecipato alla Serie A calcistica, dalla sua nascita ad oggi (2013), 49 sono tutte del nord Italia mentre solamente 14 sono del sud del paese.[1] Questa disparità ha comportato un altro dato eloquente, ovvero su 109 scudetti, 101 sono stati vinti da squadre del settentrione, solamente 8 da squadre del meridione.[1] Statistica che si ritrova, pressoché simile, anche nelle altre discipline e rappresentazioni, come ad esempio le olimpiadi, nella più recente rappresentazione olimpica di Londra 2012, dei 291 atleti azzurri partecipanti, 179 provenivano dalle regioni settentrionali, mentre 88 provenivano dal sud.[2]

Questa disparità deriva ovviamente[senza fonte] da fattori sociali ed economici. Una prima colpa è del programma politico sportivo nazionale, che non comprende voci integrative mirate a sviluppare la cultura dello sport in tutta la nazione. Un problema sociale dell'Italia che si nota anche in altri settori, specialmente in quello economico. Una seconda colpa è invece della politica sportiva a livello locale, la quale, come palesano i numeri, non dedica sufficienti attenzioni che la collochino a livelli eguali e competitivi con il resto del paese.[senza fonte]

Si può affermare che non è ancora stato compiuto un vero programma sportivo che renda all'Italia tutte le sue potenzialità, poiché una parte del paese non è ancora stata messa in condizioni di esprimersi al meglio e di completare l'altra metà della nazione nel settore sport.[3]

Il Bari (Puglia), definito la "Stella del Sud", una delle poche realtà del meridione ad aver disputato dei tornei in Serie A.

Ciò nonostante vi sono fattori positivi sociali che vanno elencati: vi sono comunque grandi società al sud che contribuiscono allo sport della nazione. Queste società, situate principalmente nelle città più popolose come Napoli, Palermo, Bari, Cagliari e Catania, sono riuscite, nonostante il particolare contesto di difficoltà economica, a competere nelle massime serie nazionali. Più di rado si possono vedere anche delle realtà eccellenti provenienti da località meno popolose del sud; realtà che al nord si vedono più frequentemente e con più facilità[senza fonte]; ne sono un esempio i paesi di provincia come il Sassuolo (Emilia-Romagna) che gioca nella Serie A calcistica, la massima serie che per molti paesi e città del sud risulta invece irraggiungibile proprio a causa degli elevati costi che essa comporta per poterne far parte[senza fonte].

Un altro fattore positivo è che, pur in minoranza numerica, il sud fornisce atleti che poi vanno a gareggiare, e quindi ad integrarsi, con atleti del nord, formando spesso squadre sportive.

Vi è una crescente attenzione, a livello nazionale, per lo sport interno, che non comprenda solo le massime serie e che vari nella categoria di disciplina. Per cui è possibile vedere e seguire, su canali televisivi nazionali o sui giornali quotidiani (cartacei e on-line), le tante realtà sportive italiane, come ad esempio la serie calcistica di Lega Pro,[4] la terza categoria, che, per i suoi costi più abbordabili, comprende una più eguale distribuzione geografica tra settentrione e meridione, quindi ha una classifica che diverte ciascuna parte del paese[senza fonte].

Il fatto poi che vi sia interesse nazionale a seguirla, è un dato positivo che sta ad indicare una più consistente base sociale che ambisce a creare più unità nella nazione.[senza fonte] Questo discorso riguarda anche altre discipline sportive meno note ma ugualmente valide.

Italiani: un popolo di sportivi[modifica | modifica sorgente]

La nazionale di pallanuoto viene premiata dopo la vittoria ai Giochi di Roma 1960

Infine, non si può non notare come, nonostante un contesto sociale differente, lo sport italiano trovi solida unità durante le manifestazioni sportive della nazionale italiana, ovvero la rappresentanza dei colori italiani identificati con l'azzurro e la bandiera tricolore.

In queste occasioni non vengono fatte distinsioni geografiche, né viene data importanza alla squadra di provenienza dei vari atleti in azzurro. Ciò che conta per i tifosi è la buona riuscita della rappresentanza italiana.[senza fonte]

Fattore riscontrato in ogni disciplina sportiva: la nazionale di calcio, di nuoto, di pallavolo, di basket, di atletica e così via. Per far comprendere la portata di tale fenomeno sportivo, si possono annoverare persino delle canzoni composte da noti cantanti nazionali, come Gianna Nannini e Edoardo Bennato o ancora gruppi musicali di epoca contemporanea come i Finley, artisti canori che hanno dedicato testi musicali alle vittorie mondiali della nazionale calcistica; ad esempio molto famosa è la canzone intitolata Un'estate italiana[senza fonte], la quale parla della vittoria azzurra ai mondiali di calcio del 1990 o 9 luglio 2006, altro testo dedicato all'ultima vittoria mondiale azzurra che ne cita proprio la data.[5]


In questo contesto il popolo italiano si identifica nella nazionale sportiva. Trasformando il puro sport in un motivo di appartenenza, con sbocco sociale, che si manifesta in vari modi; è usanza diffusa ovunque, durante un mondiale di calcio o un europeo, mettere fuori dal proprio balcone una bandiera tricolore, a simboleggiare la partecipazione alla gara in corso. Oppure il festeggiare per le strade con clacson e musica una vittoria calcistica.[6][7]

Inoltre, a dimostrazione dell'importanza sociale data all'evento sportivo, quando una nazionale italiana vince, viene ricevuta al Palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica Italiana, il quale si congratula con gli atleti per lo sforzo sportivo sostenuto e per l'orgoglio e il rispetto che essi danno all'Italia dello sport.[8]

Non è infatti un caso che il governatore dell'Inghilterra, Winston Churchill, parlando del rapporto che gli italiani hanno con lo sport, abbia pronunciato la seguente frase:

« Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. »
(Winston Churchill[9])

Atletica leggera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Atletica leggera in Italia.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazionale di calcio dell'Italia, Campionato italiano di calcio, Campionato italiano di calcio a 5 e Campionato italiano di beach soccer.

Il calcio al primo posto in Italia per seguito di tifosi e per appassionati. La nazionale di calcio italiana è tra le più titolate al mondo, seconda solo a quella brasiliana, avendo vinto 4 Campionati mondiali di calcio (1934, 1938, 1982 e 2006), un Campionato Europeo nel 1968, una medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino 1936 e due di bronzo (con le sue compagini giovanili), alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 e alle Olimpiadi di Atene 2004. Anche le nazionali giovanili sono pluridecorate.

Varie squadre di calcio italiane hanno conquistato numerosi trofei a livello confederale e interconfederale, dando al calcio italiano visibilità internazionale. Si tratta per lo più del Milan, della Juventus – il club più blasonato del Paese – e dell'Internazionale che hanno conquistato insieme sinora 38 trofei internazionali complessivi (rispettivamente 18, 11 e 9) e che sono considerate dall'IFFHS, organizzazione statistica riconosciuta dalla FIFA, tra i dieci migliori club europei del XX secolo. Milano è l'unica città europea che può vantare due squadre che si sono laureate campioni d'Europa e annovera il maggior numero di vittorie nella competizione (10). Il Parma è la quarta squadra italiana per numero di vittorie in competizioni a livello UEFA/FIFA (4).

L'Italia ha ospitato due volte i Campionati mondiali di calcio: nel 1934 e nel 1990. Anche gli Europei sono stati organizzati due volte nel Belpaese: nel 1968 e nel 1980.

Sport motoristici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano superturismo e Campionato Italiano Velocità.
Ingresso della fabbrica della Ferrari a Maranello

L'Italia vanta ottime tradizioni negli sport del motore. Celebri nel mondo sono gli autodromi di Monza e di Imola e il circuito del Mugello.

Automobilismo[modifica | modifica sorgente]

Nell'automobilismo, il secondo sport nel Paese per numero di appassionati, altrettanto importante è il palmares delle marche e dei piloti italiani, dalla Formula 1 alle corse di durata ai rally. Nella velocità, dalle prime corse del '900, Fiat, Alfa Romeo, Maserati (unica casa italiana a vincere, per due volte, la 500 miglia di Indianapolis), Ferrari, Abarth e Lancia, hanno vinto nelle gare più importanti (Targa Florio, Rally d'Italia, Mille Miglia, 24 Ore di Le Mans, Nurburgring, Carrera Panamericana) e conquistato titoli mondiali e continentali in tutte le categorie.

In Formula 1, la Scuderia Ferrari detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dalla istituzione del campionato del mondo, nel 1950. Dalle origini, i piloti più rappresentativi sono: Nazzaro, Cagno, Lancia, Antonio Ascari, Campari, Brilli-Peri, Borzacchini, Fagioli, Bordino, Masetti, Materazzi, Nuvolari, Varzi, Biondetti, Alberto Ascari, Villoresi, Taruffi, Musso, Castellotti, Baghetti, Bandini, Scarfiotti, Luciano Bianchi, Merzario, Alboreto, Patrese, Baldi, Trulli, Fisichella, Pirro, Capelli.

Nelle corse su strada, la Targa Florio, la Mille Miglia, la Coppa Acerbo e il Giro di Sicilia sono le tra le più antiche e celebri corse della storia. Nei rally, Lancia (con le indimenticabili Fulvia HF, Stratos, 037 e Delta) e Fiat (124 spyder, 131-Abarth), vantano numerosi titoli mondiali, costruttori e piloti (Munari, Biasion, Alessandro Fiorio, Alessandro Fassina), e titoli continentali (Pinto, Munari, Verini, Carello, Vudafieri, "Tony" Fassina, Biasion, Capone, Tabaton, Cerrato, Liatti, Bertone, Navarra, Travaglia e Basso, campione 2006 con la Fiat Grande Punto).

Motociclismo[modifica | modifica sorgente]

Nel motociclismo, i grandi campioni del passato, come Arcangeli, Masetti, Ubbiali, Provini e Giacomo Agostini (15 volte iridato nelle classi 350 e 500 c.c. con 10 vittorie al Tourist Trophy) sono degnamente seguiti dai campioni del presente, Max Biaggi, Loris Capirossi e Valentino Rossi, ben nove volte campione del mondo nelle varie formule. I marchi Bianchi, Aprilia, Beta Motor, Cagiva, Gilera, Guzzi, MV Agusta, TM Racing, Benelli e Ducati hanno vinto le corse più prestigiose e conquistato campionati mondiali in tutte le categorie.

Baseball[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di baseball, Italian Baseball League e storia del baseball in Italia.

In Italia il Baseball è praticato dal 1887. ma solo nel 1948 in Italia si formerà la prima federazione. La nazionale italiana vanta un ruolo di tutto rispetto in ambito europeo. Infatti la nazionale vanta agli Europei ben 9 ori,15 argenti e 3 bronzi, è la seconda squadra più forte in Europa (dietro sola aiPaesi Bassi), ha ospitato 7 volte il campionato europeo (l'ultima volta nel 1999). Però in ambito olimpico e mondiale non ha mai brillato. Non ha mai ottenuto una medaglia né all'Olimpiadi né ai Mondiali, il miglior risultato è rispettivamente, 6°(alle Olimpiadi di Sidney e alle Olimpiadi di Atlanta) e 4º posto(ai Mondiali del 1998). Ha ospitato ben 3 volte il campionato mondiale (nel 1978, 1988 e nel 1998). Nel campionato italiano la squadra più titolata è il Nettuno con 17 scudetti. In Coppa Europa le squadre italiane hanno quasi sempre brillato. La squadra italiana, nonché la squadra europea, che ha vinto più Coppe, è il Parma (con 13 vittorie). Altre squadre italiane che hanno vinto l'European Cup sono il già citato Nettuno (con 5 vittorie), il Rimini(con 4), la Fortitudo Bologna (con 4), il Milano (con 3) e il Grosseto (con una sola vittoria).

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di pallacanestro.

Il Basket o pallacanestro, per gli italiani, è il secondo sport di squadra, per seguito di tifosi, dopo il calcio (1.252.454 spettatori nei palazzetti nella stagione 2005/06 della Lega A). Questa disciplina è sempre stata avara di trofei mondiali, visto il monopolio statunitense e sovietico anche jugoslavo, ma nell'ultimo decennio anche la Nazionale, così come i club, ha attraversato un buon momento, grazie ad una generazione di campioni senza precedenti.

Il bilancio maschile italiano nei Campionati Europei (ospitati 3 volte: 1969, 1979 e 1991) è di 10 trofei, nel dettaglio: 2 ori (1983, 1999), 4 argenti (1937, 1946, 1991, 1997) e 4 bronzi (1971, 1975, 1985, 2003). L'Italia non ha ancora vinto un Campionato Mondiale, manifestazione mai ospitata. Alle Olimpiadi, la nazionale si è aggiudicata due medaglie d'argento, a Mosca nel 1980 e ad Atene, nel 2004. Dopo quest'ultimo successo, gli azzurri non hanno più brillato.

La pallacanestro femminile, monopolio della Russia (22 vittorie in 30 edizioni), ha riservato negli Europei un oro (1938), un argento (1995) ed un bronzo (1974), mentre è anch'essa sempre rimasta a secco ai Mondiali.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di pallavolo.

Altro discorso merita invece la pallavolo: quella maschile vanta nei Campionati Europei (ospitati nel 1948 e nel 2005 a Roma e nel 1971 a Milano) ben 6 ori (1989, 1993, 1995, 1999, 2003, 2005), 2 argenti (1991, 2001) e 2 bronzi (1948, 1997); ai Mondiali, invece, il bilancio diminuisce, ma rimane di altissimo livello: 3 ori consecutivi (1990, 1994, 1998) ed il quarto sfuggito proprio quando si giocavano a Roma (1978): sconfitti dai russi, gli azzurri ottennero anche l'unica medaglia d'argento mondiale (1978). Mancano però i bronzi mondiali. Nel 2010, tuttavia, torneranno i mondiali a Roma. L'Italia si è anche aggiudicata una medaglia d'oro al torneo di Coppa del Mondo (da non confondere con i Mondiali), una medaglia d'argento ed una di bronzo. La Nazionale Italiana inoltre venne riconosciuta e premiata dalla Federazione Internazionale della Pallavolo (FIVB), come la squadra del XX secolo, e tra i giocatori a ricevere l'alloro di pallavolista del secolo fu Lorenzo Bernardi.

Nella pallavolo femminile invece, ai Mondiali, le azzurre hanno conquistato il primo oro nell'edizione in terra tedesca (2002) dopo una straordinaria gara con gli USA. In campo Europeo, storicamente dominato prima dall'Unione Sovietica e poi dalla Russia (13 ori in 26 edizioni), l'oro arriva nel 2007, e si aggiunge ai 2 argenti (2001, 2005) ed ai 2 bronzi (1989, 1999) a cui si aggiunge anche una Coppa del Mondo vinta nel novembre 2007.

Rugby a 15[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato di Eccellenza di rugby a 15.

Il rugby a 15 in Italia viene praticato da quasi 100 anni e il suo sviluppo maggiore si ebbe quando cominciarono ad affermarsi, anche all'estero, giocatori di scuola italiana come Sergio Lanfranchi, Mario Battaglini e Paolo Rosi.

Nel 1987, anno della prima Coppa del Mondo, toccò proprio all'Italia giocare la prima partita in assoluto di tale competizione, anche se fu una netta sconfitta contro la Nuova Zelanda.

Nel 2000, grazie al grande lavoro diplomatco Giancarlo Dondi (presidente del Federazione Italiana Rugby), l'Italia fa il suo ingresso nello storico torneo delle 5 nazioni, cambiandone il nome in sei nazioni.

L'11 marzo 2006 per la prima volta l'Italia riuscì a conquistare un punto in trasferta durante il torneo delle Sei Nazioni pareggiando 18-18 a Cardiff, contro il Galles.

Il 24 febbraio 2007 è un'altra data storica per la nazionale italiana: primo successo esterno assoluto azzurro nel 6 Nazioni a Murrayfield, col punteggio di 17 a 37. Il 6 Nazioni di quell'anno passerà alla storia come il primo con due successi. Infatti dopo soltanto due settimane dallo storico incontro di Edimburgo il 10 marzo 2007 la squadra Italiana si impone per 23 a 20 contro la compagine Gallese in uno stadio Flaminio al completo. Con questo successo l'Italia riesce a sopravanzare il Galles per la prima volta nella storia nel Ranking mondiale portandosi all'8 posto.

Il 12 marzo 2011, l'Italia compie un'altra impresa storica battendo nel Sei Nazioni per la prima volta, in una gara tiratissima, i titolatissimi francesi per 22-21.

Il massimo campionato rugbistico è l'Eccellenza, seguito da 3 campionati Nazionali, Serie A, Serie B, seguiti a loro volta dai campionati regionali di Serie C e di Serie D e le leghe minori dilettantistiche. Dal 2010 due squadre italiane partecipano alla Celtic League.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Competizioni ciclistiche italiane.

È praticato soprattutto su strada, mentre la versione su pista ha segnato il passo negli ultimi anni. Tra le competizioni maggiori, ci sono sicuramente il Giro d'Italia tra le corse a tappe e la Milano-Sanremo tra le corse di un giorno. Il ciclismo è stato lo sport più seguito in Italia dalla fine dell'Ottocento e per tutta la prima metà del novecento. Le strade del Giro d'Italia erano sempre piene di gente, come del resto ai nostri giorni, e il ciclismo era il primo sport nazionale. I nomi dei grandi ciclisti dell'epoca sono ancora indelebili: Girardengo, Brunero, Binda, Bottecchia, Guerra, Coppi e Bartali. Dagli anni sessanta in poi, nonostante fosse ancora uno sport molto seguito, a causa della diffusione dell'automobile il ciclismo ha subito una grave crisi, lasciando pian piano al Calcio i riflettori di sport più amato dagli Italiani. Negli ultimi anni inoltre, gli scandali a ripetizione legati al doping hanno ulteriormente ridotto l'interesse dei tifosi verso questo sport. Ciononostante il Giro d'Italia è ancora molto seguito e nei venti giorni in cui si corre, il numero di appassionati che segue questa competizione per le strade o in televisione è ancora molto alto. Grandi campioni Italiani di ciclismo dell'"epoca moderna" sono: Gastone Nencini, Felice Gimondi, Franco Bitossi, Vittorio Adorni, Francesco Moser, Giuseppe Saronni, Moreno Argentin, Maurizio Fondriest, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Franco Chioccioli, Mario Cipollini, Paolo Savoldelli, Ivan Gotti, Stefano Garzelli, Gilberto Simoni, Alessandro Petacchi, Danilo Di Luca, Paolo Bettini, Damiano Cunego, Ivan Basso e Alessandro Ballan. Ma chi più di tutti ha fatto sognare gli Italiani riaccendendo la passione per il ciclismo come ai tempi eroici è stato il "Pirata" Marco Pantani, che con le sue imprese in salita ha infiammato la passione dei tifosi ed è stato in grado di vincere nello stesso anno (1998) sia il Giro d'Italia che il Tour de France, la corsa ciclistica più importante al mondo, ridando la vittoria nella "grande Boucle" ai colori italiani dopo 33 anni dalla vittoria di Felice Gimondi. Pantani è tragicamente scomparso il 14 febbraio 2004.

Cricket[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di cricket.

Footbal americano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Superbowl italiano e Italian Football League.

Floorball[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di floorball.

Lacrosse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di lacrosse.

Il Lacrosse in Italia è uno sport ancora molto giovane e viene praticato da alcune società con sede in varie città. Gli attuali campioni d'Italia e detentori della coppa nazionale sono i Roma Leones. La nazionale italiana è molto giovane ed ai Mondiali del 2010 è arrivata 19º su 30 nazioni partecipanti.

Pallamano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di pallamano.

Le nazionali non hanno mai brillato, ma il campionato gode comunque di un buon seguito nelle zone dove è praticato.

Pallanuoto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di pallanuoto.

Nella pallanuoto, l'Italia vanta un'ottima tradizione. La nazionale maschile (detta Settebello) ha vinto l'oro olimpico in tre occasioni Londra 1948 (XIV Olimpiade), Roma 1960 (XVII Olimpiade) e Barcellona 1992 (XXV Olimpiade). Ha inoltre vinto 3 titoli mondiali (1978, 1994 e 2011) e 3 titoli europei.

La Nazionale femminile (detta Setterosa) ha vinto l'oro ad Atene 2004 XXVIII Olimpiade, oltre a 2 titoli mondiali e 4 titoli europei.

Hockey[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di hockey su ghiaccio, Campionato italiano di hockey su slittino, Campionato italiano di hockey su prato, Campionato italiano di hockey su pista e in-line.

L'hockey su ghiaccio italiano nasce a Milano, dopo l'apertura del palazzo del ghiaccio nel 1924, che fu l'anno delle Olimpiadi di Chamonix. In realtà già prima della prima guerra mondiale alcuni incontri si erano svolti a Torino, ma è solo con la nascita di una struttura ad hoc ed in seguito all'interesse che lo sport aveva suscitato alle prime olimpiadi invernali, a cui l'hockey aveva partecipato dopo l'apparizione a quelle estive del 1920, che l'hockey su ghiaccio comincia a diffondersi.

Gli anni venti vedono il dominio dell'unica vera squadra ben organizzata, l'Hockey Club Milano. Nel 1925 la casa vinicola Marone Cinzano mette in palio una coppa, che viene disputata dall'HC Milano, dal Gruppo Sportivo Dolomiti Cortina e dai pattinatori del Valentino di Torino e vinta dai meneghini. A partire dalla terza edizione la coppa Cinzano è riconosciuta come titolo italiano, riconoscimento esteso retroattivamente anche alle due edizioni precedenti. Nel 1928 e nel 1929 il campionato non si disputò. Gli anni trenta e la diffusione dell'hockey in Italia Diavoli Rossoneri Milano vs HC Slavia Praha in un match del novembre 1935

Nel corso degli anni trenta il dominio dell'HC Milano prosegue, ma il movimento hockeystico cresce: nel 1929-30 le squadre iscritte sono 7, finché nel 1934-35 nasce anche la serie B. Due società intanto cominciano ad insidiare i rossoblu: il Cortina e un'altra squadra milanese, i Diavoli Rossoneri. La prima toglierà il titolo all'HC Milano nel 1932, mentre l'altra ne vincerà due (1934-35 e 1935-36) e due Coppa Spengler (1934 e 1935).

Il fascismo colpirà anche l'hockey ghiaccio: in tempi di autarchia linguistica, ad alcune società viene imposto il cambio del nome. Così l'HC Milano diventa Associazione Disco Ghiaccio Milano (nome con cui vince il campionato 1936-37), il GSD Cortina Hockey diviene Sportivi Ghiaccio Cortina.

La federazione - per promuovere l'hockey - decide di imporre la fusione delle due compagini milanesi: è il 1937 quando nasce l'Associazione Milanese Disco Ghiaccio Milano, che vincerà facilmente i due campionati disputati prima dell'inizio della guerra. Il declino dell'hockey a Milano e il dominio del Cortina La formazione dell'SG Cortina campione d'Italia 1957

Nel secondo dopoguerra tornano a separarsi le due squadre milanesi e l'hockey riparte da dove era rimasto: il dominio dei rossoblu (che dal 1951, per un accordo con l'Inter, diventano Hockey Club Milano Inter), con i soli Diavoli a contrastarli (nelle nove stagioni tra il 1947 e il 1955 vincono rispettivamente 7 e 2 scudetti). Subito dopo la guerra l'hockey aveva lasciato la FISI per far nascere la Federazione Italiana Hockey Ghiaccio, che già nel 1952 viene però sostituita dalla FISG.

Il dominio milanese è destinato a terminare: per problemi finanziari le due compagini sono costrette a fondersi per non scomparire (1957), ma il declino è solo rallentato: dopo altri due scudetti, la piazza milanese scompare sostanzialmente per alcuni decenni. Complici anche le olimpiadi, il nuovo dominatore è lo Sportivi Ghiaccio Cortina, che tra la fine degli anni cinquanta e la metà degli anni settanta lascia agli avversari solo le briciole: 14 scudetti in 19 stagioni. I successi altoatesini

Le uniche due squadre in grado di contrastare il Cortina sono l'Hockey Club Bolzano e l'Hockey Club Gardena, che, dopo il declino degli ampezzani, si divideranno la scena fino alla fine degli anni ottanta, con i gardenesi vincitori di tre titoli (1976, 1980 e 1981) e i biancorossi di 8 (tre consecutivi tra il 1977 e il 1979, quattro tra il 1982 e il 1985 e poi nel 1988). A completare il dominio altoatesino, vince uno scudetto anche l'HC Merano (1986), vittorioso sull'HC Asiago. L'epoca d'oro dell'hockey italiano Jari Kurri, fuoriclasse finlandese, firmò coi Devils Milano di Silvio Berlusconi nella stagione 1990/91 Jari Kurri, fuoriclasse finlandese, firmò coi Devils Milano di Silvio Berlusconi nella stagione 1990/91 Jari Kurri, fuoriclasse finlandese, firmò coi Devils Milano di Silvio Berlusconi nella stagione 1990/91

Jaromir Jagr, stella NHL, complice il lockout del 1994/95 approdò in Italia, nelle fila del Bolzano

A cavallo fra anni ottanta e novanta si rifà viva la scuola lombarda, dapprima coi due titoli dei Mastini Varese poi soprattutto con il ritorno di due squadre milanesi al vertice. Si tratta dell'HC Milano Saima e dell'HC Devils Milano, che ripropongono - anche nei nomi e nei colori sociali - i fasti dei derby di 40 anni prima. La vittoria del Saima nel 1991 riporta uno scudetto a Milano dopo 31 anni, ed a quello seguiranno i tre dei Devils (uno dei quali come Milan Hockey).

È il periodo d'oro dell'hockey italiano: il campionato è uno dei migliori in Europa, e si vedono sulle piste campioni NHL come Jari Kurri (coi Devils) e Jaromir Jagr (a Bolzano). Le squadre italiane ben figurano anche nelle coppe europee, con le milanesi che raggiungono (il Saima nel 1991, i Devils nel 1992) le finali di Coppa Campioni, la vittoria di squadre italiane nelle prime edizioni dell'Alpenliga (Saima, Alleghe e Bolzano) e del Torneo Sei Nazioni (il Bolzano) e Varese che si aggiudica l'unica vittoria tricolore in una competizione continentale organizzata dalla Federazione internazionale, la Federation Cup (1996).

Nella seconda metà degli anni novanta torna sugli scudi il Bolzano, con 5 scudetti in sei stagioni, tra il 1995 e il 2000: con 16 scudetti è la squadra più titolata, assieme al Cortina che la raggiungerà nel 2007. La crisi di fine anni novanta

Molte protagoniste degli anni novanta scompaiono nel periodo di crisi successivo, e molte altre si ridimensionano. Nel campionato 1996/97 alla Serie A risultano iscritte soltanto due squadre: tutte le altre formazioni si autoretrocedono in A2. Dopo la vittoria dell'Asiago nel 2001, l'unica squadra ad elevarsi sopra la media è quella dei Milano Vipers, eredi del Saima, che si aggiudica cinque campionati consecutivi (dal 2002 al 2006), oltre a tre coppe Italia e due supercoppe, ben figurando anche a livello europeo (miglior risultato, un secondo posto in Continental Cup nel 2002).

Il campionato 2004-2005 viene impreziosito dalla presenza temporanea di alcuni giocatori NHL dopo il lock-out di tale stagione. Giorni nostri Festeggiamenti al Pala Hodegart di Asiago per la conquista del secondo titolo tricolore dell'HC Asiago (15/04/2010)

Il 16 novembre 2006 nasce la Lega Italiana Hockey Ghiaccio, che - sul modello di quella calcistica - riunisce le squadre di Serie A e di Serie A2. Primo presidente è Alvise di Canossa, presidente dell'HCJ Milano Vipers.

La stagione 2007/08 vede il ritorno alla gloria del Bolzano, che vince il proprio 17º scudetto. Ma le sorprese non sono finite: il 12 giugno 2008 i Vipers chiudono i battenti e il presidente di Canossa lascia la neonata LIHG. L'ex presidente della lega spiegava in un comunicato ufficiale le motivazioni della decisione: di Canossa denunciava infatti i limiti del movimento hockeistico italiano e soprattutto il fatto di aver sprecato l'occasione olimpica di Torino 2006 per dare «una nuova strada e una nuova visione della presenza di questo meraviglioso Sport su scala nazionale».

Dopo un altro scudetto vinto dal Bolzano, che ha avuto la meglio sui cugini del Renon, il biennio successivo ha visto il dominio dell'Asiago che sì è aggiudicato due titoli consecutivi, battendo nella stagione 2009/10 nuovamente la squadra di Collalbo, alla sua quarta finale scudetto, la terza consecutiva. Dopo i successi asiaghesi, la stagione seguente è ancora il Bolzano a tornare a vincere lo scudetto, il 19° della sua storia.

Dalla stagione 2011/12 viene assegnata inoltre, alla squadra vincitrice della regular season, la coppa di Lega. Tuttavia, tale assegnazione viene sospesa già a partire dalla stagione seguente[1].

La stagione attuale vede la novità del ritorno di una squadra di Milano nella massima serie: il Milano Rossoblu sale infatti di categoria dopo aver vinto la A2, stagione durante la quale, con grande sorpresa degli addetti ai lavori, la società stringe un accordo di collaborazione con la KHL per la partecipazione dalla stagione sportiva 2013/2014 alla Kontinental Hockey League, il secondo campionato di hockey a livello mondiale.

Slittino[modifica | modifica sorgente]

In Italia lo slittino è diffuso quasi esclusivamente nella zona del Trentino-Alto Adige e tutti i più grandi campioni italiani provengono da quella regione. A livello di impianti l'unico tracciato artificiale omologato per poter disputare prove di livello internazionale è quello di Cesana Pariol, costruito per ospitare le prove di bob, slittino e skeleton dei XX Giochi olimpici invernali assegnati a Torino. A causa degli elevati costi di gestione questa pista, che ha ospitato anche alcune tappe di Coppa del Mondo, una edizione dei campionati europei ed una rassegna iridata, è di fatto inattiva dal 2011. L'unico altro tracciato italiano in cui in passato si sono disputate gare di Coppa del Mondo, campionati europei (tre volte) e mondiali è quello che sorge nel Comune di Valdaora, una pista naturale che ora non risponde più ai criteri imposti dalla FIL per le gare su pista artificiale, ma in cui si corre ancora relativamente alle gare su pista naturale. Esiste una sola altra pista in Italia ad aver ospitato eventi internazionali: quella di Cortina d'Ampezzo, successivamente denominata "pista Eugenio Monti", che ospitò nel 1953 la rassegna continentale, ma da quel momento in poi sul tracciato che tre anni più tardi sarà sede dei VII Giochi olimpici invernali di Cortina per il bob, non si disputò più alcuna gara di slittino, non rientrando nei parametri imposti dalla FIL, ma esclusivamente di bob e skeleton.

Per quanto concerne i risultati ottenuti in questa disciplina l'Italia vanta un ruolo di tutto rispetto in ambito internazionale. Nel medagliere olimpico solo la Germania può contare più ori a cinque cerchi di quelli ottenuti dagli atleti italiani; allargando il discorso anche a campionati europei, mondiali e Coppe del Mondo l'Italia è da considerare come terza potenza assoluta, dietro a Germania ed Austria. La parte del leone tra gli atleti azzurri spetta indubbiamente ad Armin Zöggeler, capace di vincere, nella specialità del singolo, due medaglie d'oro, una d'argento e due di bronzo in cinque edizioni dei Giochi olimpici, oltre a sei titoli iridati, tre europei e dieci Coppe del Mondo. Tra gli altri è impossibile dimenticare Paul Hildgartner, l'unico atleta in grado di conquistare la medaglia d'oro sia nel singolo che nel doppio alle Olimpiadi, agli europei ed ai mondiali e vincitore di tre Coppe del Mondo nel singolo. Molti altri sono comunque gli azzurri che hanno scritto pagine importanti nella storia di questo sport, partendo da Erika Lechner, la prima donna italiana che riuscì ad aggiudicarsi la medaglia d'oro in una edizione dei Giochi olimpici invernali, per giungere a Gerda Weissensteiner, che dopo aver vinto tutto quello che si poteva vincere nello slittino si dedicò al bob, riuscendo ad ottenere una medaglia olimpica anche in quella disciplina e divenendo così l'unica atleta azzurra a salire sul podio dei Giochi in due diversi sport, passando per i vari Roman Pichler, Karl Prinoth, Giovanni Graber, Gianpaolo Ambrosi, Walter Aussendorfer, Sigisfredo Mair, Walter Plaikner, Karl Brunner, Peter Gschnitzer, Ernst Haspinger, Marie-Luise Rainer, Hansjörg Raffl, Kurt Brugger, Gerhard Plankensteiner, Oswald Haselrieder, Christian Oberstolz, Patrick Gruber, che insieme all'intera dinastia dei fratelli Huber: Arnold, Norbert e Wilfried (senza contare Günther che gareggiava nel bob) hanno portato in alto il tricolore conquistando tutte le altre medaglie olimpiche, gli ori mondiali e le Coppe del Mondo per l'Italia.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Grandi successi sono stati raccolti nello sci e nella scherma. In anni passati l'Italia ha raccolto delle vittorie anche nel tennis.

Nella ginnastica ritmica, le atlete azzurre hanno vinto un argento olimpico ad Atene nel 2004 e la medaglia d'oro ai mondiali di Baku nel 2005 superando le squadre dell'est, specialmente la Russia, che da sempre detengono il monopolio in questo sport. Il 27 gennaio 2007 la gardenese Carolina Kostner ha conquistato la prima medaglia d'oro italiana nel pattinaggio di figura femminile vincendo gli Europei di pattinaggio che si sono svolti a Varsavia.

Anche nel Nuoto, dalla seconda metà degli anni novanta è emersa una schiera di atleti capaci di mettersi in luce in tutte le più importanti competizioni internazionali; ricordiamo Federica Pellegrini, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 nei 200 m stile libero, e detentrice del record mondiale nella stessa disciplina, e Filippo Magnini, ex pluricampione Mondiale ed Europeo dei 100 m stile libero. Menzioniamo anche Domenico Fioravanti ex nuotatore a rana ritiratosi dalla scena agonistica ancora giovane per problemi al cuore, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sidney nel 2000 nei 100 e nei 200 m rana; Alessio Boggiatto, campione mondiale nei 400 m misti a Fukuoka nel 2001 ed europeo a Budapest nel 2002; Massimiliano Rosolino, pluricampione olimpico e mondiale in varie discipline fra cui 200 m misti e 200 m stile libero; ed altri ancora fra cui Alessia Filippi, Luca Marin e Vanessa Ferrari pluricampionessa mondiale ed europea di ginnastica artistica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Serie A calcistica.
  2. ^ Londra 2012 - la mappa degli azzurri.
  3. ^ La sportività nelle città italiane.
  4. ^ La Lega Pro in tv.
  5. ^ 9 luglio 2006 - Finley - YouTube.
  6. ^ Gli italiani e il tifo sportivo (PDF).
  7. ^ lo sport in Italia - Italica.
  8. ^ LONDRA 2012: Medagliati olimpici e paralimpici premiati al Quirinale.
  9. ^ Citato in Carlo Baroni, Guardiola ha ragione: gli allenatori non bastano per vincere le partite, Corriere della sera, 4 ottobre 2011

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]