Stendardo presidenziale italiano

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IV Stendardo presidenziale
(9 ottobre 2000 - oggi)
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Lo stendardo presidenziale italiano è il segno distintivo della presenza del Presidente della Repubblica Italiana. Esso segue, pertanto, il Capo dello Stato ogni qual volta si allontana dal Palazzo del Quirinale, presso il quale è esposto durante la sua presenza. Lo stendardo è esposto sui mezzi di trasporto a bordo dei quali sale il presidente, all'esterno delle Prefetture quando il Presidente è in visita ad una città, all'interno delle sale dove egli interviene in veste ufficiale.

Lo stendardo richiama i colori della Bandiera nazionale, con riferimento particolare alla bandiera della storica Repubblica Italiana del 1802-1805; la forma quadrata e la bordatura azzurra simboleggiano le forze armate, comandate dal presidente.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo stendardo (ma provvisorio) usato fin dalla proclamazione della Repubblica, il 2 giugno 1946 fu la Bandiera nazionale, in seguito, il 22 settembre 1965, fu deciso di istituire uno specifico stendardo presidenziale.

Fu subito scartata l'idea iniziale di realizzare come stendardo la sovrapposizione dell'emblema della Repubblica alla Bandiera nazionale, a causa della somiglianza con la bandiera messicana.

Bandiere italiana e messicana a confronto.

Con Foglio d'Ordine n° 76 del 22 settembre 1965, il Presidente Giuseppe Saragat, su impulso del Ministero della Difesa, scelse allora il I stendardo "Modello 1965", che prevedeva un drappo quadrato azzurro caricato con l'emblema della Repubblica, alto 3/5 del lato del drappo, in oro. I colori, secondo la tradizione militare italiana, simboleggiano, rispettivamente, il comando ed il valore.

Nel 1986 fu istituito uno stendardo per il Presidente della Repubblica supplente, il quale è il Presidente del Senato della Repubblica. Tale stendardo è simile a quello del Presidente effettivo, ma anziché azzurro, è bianco, con "cornice" azzurra; inoltre, l'emblema della Repubblica, anziché essere color oro, è color argento.

In seguito, con Decreto del presidente della Repubblica del 22 marzo 1990, il Presidente Francesco Cossiga adottò il II stendardo "Modello 1990", che prevedeva un drappo quadrato tricolore con bordo azzurro, largo 1/8 (alcune fonti 1/6) del lato del drappo, ed introdusse un regolamento d'uso che ne regolamentava l'utilizzazione e l'esposizione nelle cerimonie e negli edifici pubblici. Ma questo modello durò solo due anni.

Infatti, con Decreto del presidente della Repubblica del 29 giugno 1992, il Presidente Oscar Luigi Scalfaro ripristinò lo stendardo "Modello 1965", "di colore azzurro di foggia quadrata, con al centro l'emblema dello Stato in oro", però con l'emblema della Repubblica, ridotto di dimensione, cioè alto 1/3 del lato del drappo: III stendardo "Modello 1992".

Infine, con Decreto del presidente della Repubblica del 9 ottobre 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale241 del 14 ottobre 2000, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi introdusse il IV stendardo "Modello 2000", stendardo attualmente in uso. Esso prevede un drappo quadrato "di rosso, bordato d'azzurro (bordo pari a 1/10 del lato del drappo), al grande rombo appuntato ai lembi, di bianco, caricato dal carello di verde appuntato ai margini del rombo, esso carello sopraccaricato dall'emblema della Repubblica Italiana d'oro", che richiama la bandiera della storica Repubblica Italiana del 1802-1805. Questo stendardo sembra che sia stato introdotto per meglio differenziarlo dalla bandiera europea, che deve essere esposta insieme al Tricolore.

Lo stendardo attualmente in uso fu portato in orbita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dall'astronauta Umberto Guidoni e mostrato durante la videoconferenza con il Presidente Ciampi il 25 aprile 2001.

Con Decreto del presidente della Repubblica del 17 maggio 2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale117 del 22 maggio 2001, si è creata, invece, l'insegna distintiva per i presidenti emeriti; esso così recita: "L'insegna distintiva degli ex Presidenti della Repubblica è costituita da uno stendardo la cui foggia, quadrata, è conforme al modello allegato" ... "inquadrato: nel I e IV di verde, nel II e nel III di rosso, al grande rombo appuntato ai lembi di bianco, esso rombo caricato dalla Cifra d’Onore della Presidenza della Repubblica di cui al D.P. 14 ottobre 1986, n° 19/N".

Il Reggimento Corazzieri, di stanza nella Caserma "Alessandro Negri di Sanfront", Maggiore Comandante dei tre Squadroni da Guerra dei Carabinieri Reali nel glorioso episodio della Carica di Pastrengo del 30 aprile 1848, la quale fa parte del complesso di costruzioni monastiche annesse alla Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano in Roma, custodisce, nell'ufficio del Colonnello Comandante sia lo stendardo in carica sia i vecchi stendardi presidenziali, oltre la Bandiera di Guerra (assegnata al Reggimento nel 1878) e l'Antica Bandiera Colonnella, simbolo della sua speciale missione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo Stendardo presidenziale, Quirinale.it. URL consultato il 22 settembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]