Arena Civica

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Coordinate: 45°28′33″N 9°10′45″E / 45.475833°N 9.179167°E45.475833; 9.179167

Arena Civica "Gianni Brera"
2012-04-27 Milano Arena Civica ingresso.jpg
Informazioni
Ubicazione Viale Giorgio Byron, 2
20154 Milano
Italia Italia
Inizio lavori 1805
Inaugurazione 1807
Pista d'atletica 400 m
Dim. del terreno 100 × 68 m
Proprietario Comune di Milano
Progetto Luigi Canonica
Uso e beneficiari
Atletica leggera Atletica Riccardi flag.svg Atletica Riccardi
Rugby a 15 Amatori Milano Amatori Milano
Calcio Inter Inter (1930-1958)
600px Verde e Nero (Strisce).png Brera
Capienza
Posti a sedere 10 000
 

L'Arena Civica "Gianni Brera" (prima del 2002 semplicemente Arena Civica[1]) di Milano, opera dell'architetto neoclassico Luigi Canonica, è un impianto sportivo polifunzionale inaugurato il 18 agosto 1807, tuttora uno dei più notevoli monumenti della città.

Dal gennaio 2010 è sede delle gare interne dell'Amatori Milano, storico club rugbistico cittadino, 18 volte campione d'Italia[2].

Concezione[modifica | modifica sorgente]

Fu realizzata dall'architetto Luigi Canonica all'interno di un ampio progetto di ristrutturazione dell'area commissionatogli dalla Commissione di Pubblico Ornato, della quale egli era autorevole membro, sin dalla costituzione.

Tale progetto andava a colmare parzialmente il vuoto lasciato dalla demolizione delle fortificazioni spagnole che avevano circondato il nucleo rinascimentale del Castello Sforzesco, sino agli abbattimenti ordinati da Napoleone nel 1800. Una prima proposta, quella dell'Antolini, era stata bocciata sin dal 1801 dal Buonaparte perché troppo costosa e sostituita da una, ben più modesta, disegnata dal Canonica, il quale aveva provveduto a sistemare il semiarco verso la città.

Era rimasta interrotta, invece, la sistemazione dell'intera area retrostante, adibita a piazza d'armi, alla quale in quel 1805 si mise mano. Canonica venne incaricato del disegno di un grande edificio civico per le feste, gli spettacoli e le celebrazioni.

L'edificio[modifica | modifica sorgente]

Stampa del 1837: la Piazza d'Armi (l'attuale Parco Sempione), e a destra l'Arena da poco costruita

Venne scelta la forma dell'anfiteatro, come richiamo alla tradizione imperiale romana, cui Napoleone esplicitamente si richiamava. Canonica disegnò ispirandosi al circo di Massenzio, situato fuori Roma sulla via Appia Antica, vicino alla basilica di San Sebastiano fuori le mura, forse il meglio conservato degli antichi monumenti romani. Ha forma ellittica, con una lunghezza di 238 metri e una larghezza di 116 e poteva contenere fino a 30.000 spettatori, ovvero poco meno di un quarto dell'intera popolazione di Milano dell'epoca.

La struttura richiama quella tipica dei templi greci in antis con i due pilastri quadrangolari, posti agli estremi della facciata, tra i quali ci sono le colonne; queste però non sono due, come da tradizione, ma sono ben otto, cosa che contribuisce ad allargare l'intera struttura. Questo è probabilmente dovuto all'esigenza di dover contenere un elevato numero di persone, che una struttura più slanciata non avrebbe potuto fare. Particolare imponenza fu riservata alla realizzazione del pulvinare, il palco dove sedeva il monarca, e della porta principale.

Per la costruzione furono impiegate le pietre ricavate dalla demolizione delle fortificazioni spagnole del Castello Sforzesco e gli avanzi del castello di Trezzo sull'Adda, cosicché la struttura venne realizzata interamente in pietra viva. Venne inaugurato, dopo soli due anni di lavori, il 17 dicembre 1807 con una grande naumachia, alla presenza di Napoleone.

Una disparata serie di manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Durante la Repubblica Cisalpina ed il Regno d'Italia l'Arena fu usata per rappresentazioni teatrali, naumachie (allagandola con l'acqua di un'attigua roggia), corse di cavalli e, perfino, di bighe, giochi pirotecnici.

Nel corso dell'Ottocento venne continuamente utilizzata per feste, tornei, gare su bighe, spettacoli circensi, ascensioni in pallone aerostatico, pattinaggio invernale, oltre a diverse "meraviglie": per esempio nel 1894 e nel 1906 ospitò il grandioso circo "western" di Buffalo Bill, ed il 25 luglio 1895 i campionati italiani di ciclismo. Il 15 maggio 1910 la nazionale italiana di calcio vi batté quella francese per 6-2; Luigi Beccali vi realizzò il record sui 1500 metri, poi sulle 1.000 iarde; Adolfo Consolini nel 1948 stabilì il record nel lancio del disco; Carlo Lievore, nel 1961, quello del tiro del giavellotto; Marcello Fiasconaro, nel 1973, quello degli 800 metri.

Nei primi anni del Novecento divenne il centro del calcio milanese. L'Arena diventa stabilmente il campo dell'Inter dal campionato 1930-31 fino al 1958. Durante la seconda guerra mondiale subì una forte crisi perché non era più in grado di contenere i tifosi del calcio, che l'abbandonarono definitivamente con la costruzione dello stadio di San Siro. L'ultima partita in Arena fu disputata dall'Inter il 10 dicembre 1958, per la seconda edizione della Coppa delle Fiere, gara d'andata contro i francesi del Lione, superati per 7-0.

Dopo un breve periodo di abbandono, a partire dagli anni settanta l'Arena ricominciò a ospitare gare di atletica, incontri di rugby (anche della nazionale italiana), di calcio e di football americano, oltre che spettacoli all'aperto.

Ha ospitato 15 edizioni dei campionati italiani assoluti di atletica leggera (1906, 1928, 1934, 1940, 1943, 1946, 1951, 1955, 1969, 1988, 1997, 2000, 2009 e 2013).

Il 16 luglio 1944 i VV.FF Spezia, giocarono la finale del campionato alta Italia contro il blasonato "Grande Torino" vinsero la partita per 2-1 e misero in cassaforte il titolo di campioni d'Italia.

Attualmente l'Arena è un impianto rinnovato, con una capienza di 10.000 posti, ed è il campo di gioco di una squadra di calcio milanese, il Brera, militante nel campionato di Seconda categoria. All'Arena ha anche sede la società Atletica Riccardi.

Altri eventi[modifica | modifica sorgente]

Incisione con schizzi dal vero di spettacoli all'Arena (1875 circa)

L'edificio venne acquisito, nel 1870, dal comune di Milano e fu denominato Arena Civica.

Venne danneggiata dai bombardamenti alleati del luglio-settembre 1943.

La mattina del 19 dicembre 1943, a seguito dell'uccisione da parte dei GAP del federale di Milano Aldo Resega avvenuta il giorno prima, per rappresaglia i repubblichini vi fucilarono 9 antifascisti detenuti nel carcere di San Vittore: Carmine Capolongo, Giovanni Cervi, Fedele Cerini, Luciano Gaban, Alberto Maddalena, Giuseppe Ottolenghi, Carlo Mendel, Amedeo Rossin[3].

Il 2 luglio 1944, al termine di una partita tra Milano e Juventus, i nazisti bloccarono le uscite e sequestrarono circa trecento giovani, molti dei quali furono deportati nei campi di concentramento in Germania.

Nel 2002 l'Arena fu intitolata a Gianni Brera.[1] L'allora sindaco di Milano Gabriele Albertini insistette sul grande legame tra il giornalista e la città: «È giusto che sia l'Arena, un pezzo di storia di Milano, più che uno stadio moderno, ad essere intitolata dalla città al suo Giovanni Brera fu Carlo», ricordando poi anche la capacità di Brera di «andare oltre le tradizioni locali, comprendendo la lettura attenta della nostra società e spingendosi anche al di là dei nostri confini. Arena Civica era una definizione troppo formale, finalmente questo luogo ha un nome che sa di grande umanità e dedizione allo sport».

Sabato 6 e Domenica 7 luglio 2013 si è svolto il primo torneo di calcio a 7 della città, la "Milano Cup 2013" (www.milanocup.it). La Milano Cup 2013 è un torneo benefico di calcio amatoriale il cui ricavato viene donato a Mani Tese ONG ONLUS.

Attrezzature[modifica | modifica sorgente]

Preparazione del saggio ginnico della Gioventù italiana del littorio all'Arena (anni trenta)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Arena Civica "Gianni Brera" - Portale del Turismo Città di Milano, turismo.milano.it. URL consultato il 14 settembre 2012.
  2. ^ Arena Civica "Gianni Brera" in Corriere della Sera, 18 gennaio 2010. URL consultato il 15 marzo 2010.
  3. ^ Aldo Resega

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Matteo Lunardini, I fantasmi dell'Arena Civica, Milieu edizioni, Milano, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]