Mura di Padova

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La cinta muraria di Padova è il complesso di opere difensive che nel corso dei secoli sono state erette per difendere la città da attacchi ostili. Si possono distinguere almeno 4 fasi edificatorie diverse.

Mura romane e le fortificazioni altomedievali[modifica | modifica sorgente]

L'ansa del Medoacus su cui si sviluppò il nucleo originario della città (in rosso la cinta rinascimentale)

Le mura romane furono costruite durante il fiorire del municipium di Patavium che toccò i vertici del suo splendore nella prima età imperiale. Queste muraglie andarono a sostituire delle precedenti fortificazioni di età paleoveneta composte, stando ai ritrovamenti, da palificate e spalti. Della cerchia difensiva romana, costruita secondo il fine opus quadratum intorno all'insula formata dal Medoacus (il Brenta nel suo originario percorso), pervengono resti di varia consistenza ritrovati all'altezza del Palazzo della Cassa di Risparmio ed in Largo Europa (sotto l'edificio noto come Torre Medoacense) dove la muraglia - composta da imponenti blocchi di pietra - supera i due metri d'altezza. Altri brani importanti sono stati ritrovati in prossimità della Chiesa di San Pietro e alla Torlonga.

Il campanile della chiesa di San Fermo - già torre difensiva del IX secolo - e la garitta sulle mura di età comunale

Le mura romane furono probabilmente atterrate dagli ungari nel VI secolo e trasformate in cava nell'periodo altomedievale e in parte riutilizzate in nuove fortificazioni, come nel caso della Torlonga, eretta tra il X e l'XI secolo in un'area occupata da spalti e muraglie difensive di varie epoche precedenti, o come nell'area fortificata dove sorse la chiesa di San Fermo.

Mura di età comunale[modifica | modifica sorgente]

Le mura di età comunale sorsero in seguito alla Pace di Costanza: a partire del 1195, seguendo e rettificano le fortificazioni preesistenti, si costruì la cerchia attorno all'insula delimitata dai due rami del Bacchiglione, il Tronco Maestro ed il Naviglio Interno, con materiale di recupero, trachite euganea e cotto. Il monumentale cantiere, promosso dal libero comune padovano si concluse nel 1210. Un ulteriore impulso all'erezione di queste fortificazioni si diede intorno all'oscuro periodo della tirannide di Ezzelino III da Romano, con la costruzione di mura intorno ai principali "borghi" - tra cui quello sorto intorno alla Basilica di Sant'Antonio - impresa che proseguì per tutto il XIII secolo e poi conclusa durante la signoria dei Da Carrara.

Le mura del XIII secolo "del Soccorso"

Di questa fase edificatoria d'età comunale pervengono numerosi tratti, imponenti quelli attorno al Castello e vicino a Porta Molino. Altri sono visibili in Riviera Tito Livio e Riviera Albertino Mussato.

Delle porte che circondavano la città rimangono solo Porta Molino e Porta Altinate. Si aggiunge anche la Porta della Cittadella Vecchia, che dava accesso alle fortificazioni a meridione. Delle torri che difendevano la cinta rimane l'imponente Torre di Ezzelino, che difendeva l'accesso a Porta Molino, la Torre della Catena.

Mura carraresi[modifica | modifica sorgente]

Le mura carraresi furono fatte costruire dai Carraresi nel XIV secolo inglobando il sistema difensivo già eretto in età comunale: il tracciato esterno corrispondeva quasi interamente a quello delle successive mura cinquecentesche, che lo inglobarono. Alcuni tratti possono essere visti in via delle Dimesse, vicino a Prato della Valle. Fulgida testimonianza dell'attività edificatoria a destinazione bellica di questo periodo è il Castelvecchio.

Mura cinquecentesche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fortificazione alla moderna.
Il Torrione della Ghirlanda e le mura del cinquecento

Le mura cinquecentesche (dette anche mura rinascimentali o mura veneziane) furono fatte costruire dalla repubblica veneziana a partire dall'anno 1513 su progetto del condottiero Bartolomeo d'Alviano. Le mura rinascimentali erano protette sul fianco occidentale da un canale detto fossa Bastioni, tuttora esistente. Andarono a sostituire ed inglobare i tratti delle fortificazioni due e trecentesche. La cinta è quasi intatta, tranne i tratti demoliti negli anni sessanta per fare posto al nuovo Ospedale Civile.

Quasi tutte le porte della cinta muraria rinascimentale sono conservate. In particolare:

Va ricordato che alcune brecce nelle mura non sono porte nonostante il nome con cui sono conosciute (è il caso di Porta Trento) ma varchi creati nell'Ottocento per esigenze di viabilità.

Il dibattito sulla valorizzazione delle mura[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni le mura sono state al centro di numerose discussioni sulla loro valorizzazione: in molti chiedono la realizzazione dell'anello verde attorno alle mura, il polmone verde pensato dall'urbanista Luigi Piccinato. Gli interventi realizzati attorno alle mura sembrano però andare, secondo molti, nella direzione contraria (vedi il discusso monumento "Memoria e Luce" dell'architetto Daniel Libeskind, realizzato nella golena delle Porte Contarine).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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