Bacchiglione

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Bacchiglione
Bacchiglione
Stato Italia Italia
Regioni Veneto Veneto
Province Vicenza Vicenza
Padova Padova
Lunghezza 94,39 km[1]
Portata media ~ 30 m³/s
Bacino idrografico 1400 km²
Altitudine sorgente 60 m s.l.m.
Nasce risorgive
Affluenti Timonchio, Retrone, Astichello, Tesina, Ceresone, Orolo
Sfocia Mare Adriatico insieme al Brenta

Il Bacchiglione (Latino Medoacus minor) è un fiume del Veneto lungo 118 km che scorre nelle province di Vicenza e di Padova.

Corso[modifica | modifica sorgente]

Il fiume nasce da alcune risorgive nei comuni di Dueville e di Villaverla (VI), prendendo inizialmente il nome di "Bacchiglioncello". Poco a monte della città di Vicenza riceve le acque provenienti dal sottobacino del Leogra-Timonchio (che scende dal monte Pasubio) e assume il nome di Bacchiglione.

In località Ponte del Bò a Maddalene riceve il torrente Orolo e a Vicenza riceve da destra le acque del fiume Retrone e da sinistra quelle del torrente Astichello. Altri tributari giungono da sinistra a sud est del capoluogo: il fiume Astico-Tesina e il Ceresone. Dopo Selvazzano Dentro il fiume entra canalizzato nell'area urbana di Padova attraversando canalizzato tutta l'area sud della città da ovest a est.

Nel tratto vicentino presenta un andamento ricco di meandri e anse mentre nel tratto padovano presenta una fisionomia differente con un corso rettilineo, in seguito ai numerosi interventi dell'uomo.

Il corso totale del fiume è lungo circa 118 km ed ha un bacino di raccolta che si estende per 1400 km².

La portata media del Bacchiglione presso Padova è di circa 30 m³/sec e si presenta sufficientemente copiosa anche in estate grazie all'apporto sorgivo di parte del bacino. Il fiume è comunque soggetto a piene autunnali e primaverili, talvolta anche disastrose.

Canale Bisatto[modifica | modifica sorgente]

I canali tra Brenta e Bacchiglione

A Longare, se ne distacca il Canale Bisatto (o "Canale Bisato"), costruito nel XII secolo da veronesi e vicentini per poter privare Padova delle acque del fiume durante le numerose contese dell'epoca, come racconta Dante nel IX canto del "Paradiso". Il canale si dirige verso Lozzo Atestino ed Este; prosegue poi verso Monselice ("Canale Este-Montelice") e oltre verso Battaglia Terme ("Canale Battaglia" o "Canale di Monselice"), dove si riunisce al Canale Battaglia, proveniente da Padova. Attraverso il Canale Vigenzone ("Canale Cagnola") le acque si ricongiungono quindi con il fiume Bacchiglione ("Canale di Pontelongo"), permettendo ai vicentini di arrivare a Chioggia senza passare da Padova.

Canale Brentella[modifica | modifica sorgente]

Poco prima di Padova il fiume riceve le acque del Canale Brentella, costruito nel 1314 dai padovani in modo da impedire ai vicentini di togliere alla città le acque del fiume deviandole nel Canale Bisatto. Il Canale Brentella si origina dal fiume Brenta a Limena, dove l'afflusso è regolato da una barriera idraulica (i "Colmelloni"), e si unisce al Bacchiglione poco prima dell'odierno aeroporto patavino.

Canale Battaglia[modifica | modifica sorgente]

Poco oltre, dalla località Bassanello (attualmente nella periferia meridionale di Padova) si distacca dal fiume Bacchiglione il Canale Battaglia (XII secolo), diretto a sud verso Battaglia Terme: qui si collega con le acque provenienti dal Canale Bisatto, che si distacca dal fiume presso Vicenza. Attraverso il Canale Vigenzone, poi "Canale Cagnola", le acque confluiscono quindi nuovamente nel tratto finale del Bacchiglione ("Canale di Pontelongo").

Canale Scaricatore[modifica | modifica sorgente]

Per evitare i danni delle alluvioni nella seconda metà del XIX secolo (con un sostanziale rifacimento a partire dagli anni venti) venne costruito il canale Scaricatore, che partendo da Bassanello permette di riversare le acque in eccesso nella prosecuzione del fiume dopo l'uscita da Padova (canale di Roncajette), presso la località di Voltabarozzo.

Canali interni di Padova[modifica | modifica sorgente]

Il fiume entra quindi a Padova da sud (ponte dei Cavai).

Una prima diramazione avviene all'inizio delle mura rinascimentali, al bastione Alicorno: il piccolo canale prende tale nome, costeggiando le antiche mura fino a Porta Santa Croce, dove piega internamente; quindi tombinato sotto Via 58º Fanteria (fra il Foro Boario e la Caserma Salomone) entra infine in Prato della Valle dove va ad alimentare la canaletta dell'Isola Memmia.

Da qui si dipartivano altri due antichi canali, quello ancora esistente dell'Orto Botanico e quello detto di San Leonino (che serviva i monaci dell'Abbazia di Santa Giustina). Il primo è visibile in un piccolo tratto all'interno del giardino dell'Antonianum, dietro la chiesetta; riemerge quindi dietro la Basilica di Sant'Antonio, ed all'altezza del Ponte Corvo si unisce al Canale di Santa Chiara (vedi sotto).

Una seconda diramazione del fiume avviene davanti alla Riviera Paleocapa, subito dopo la cosiddetta Torre del Diavolo, dove si diparte il Canale delle Acquette, oggi tombinato, che prosegue dritto verso la chiesa del Torresino e quindi il Prato; dove però non entra, ma attraversando Via Umberto va poi ad unirsi dietro le case al Canale di Santa Chiara (vedi sotto).

Alla Specola il Bacchiglione si divide in due rami principali: il Tronco maestro, verso nord, costeggiando le antiche mura medievali; e il Naviglio Interno, verso est, che percorre internamente tutto il centro storico medievale, e fu tombinato fra il Ponte delle Torricelle e le Porte Contarine negli anni '50-'60.

Qui i due rami principali confluiscono nuovamente, dopo la chiusa che permette al Naviglio di superarne il dislivello, e formano il Canale Piovego. Esso prosegue quindi verso est fino al fiume Brenta, che raggiunge nei pressi di Stra, dove si collega inoltre con la riviera del Brenta, ed il lungargine di Altichiero (che viene da Padova nord-ovest).

Dal Naviglio si diparte, all'altezza del Ponte delle Torricelle (Toresee), dove oggi sorge la questura, il Canale di Santa Chiara, che prendendo la direzione opposta arriva all'Orto Botanico e quindi a Ponte Corvo.

Infine, il Canale di Santa Chiara, ricevendo le acque del Canale dell'Orto Botanico, diviene il Canale di San Massimo, tombinato nel secondo dopo guerra sotto l'Ospedale, per poi riemergere dopo l'ex obitorio e gettarsi nel Piovego alla Stanga.

Prima di questo, però, laddove esce dalle mura rinascimentali alla Golena di San Massimo, da esso si diparte il Canale Roncajette, che prosegue in direzione sud-est verso Legnaro attraversando tutta l'area urbana.

Il Canale di San Gregorio[modifica | modifica sorgente]

All'altezza delle chiuse di Voltabarozzo, il Canale Scaricatore si divide in due rami: uno prosegue verso sud-est, dove si unirà al Canale Roncajette ripristinando il basso corso del Bacchiglione; l'altro piega verso nord-est, divenendo il Canale di San Gregorio. Dopo aver attraversato la zona della chiesa dell'Internato Ignoto, supera il Canale Roncajette grazie ad una "volta a botte" (che gli permette letteralmente di "saltarlo"), ed in località Camin (sempre comune di Padova) si unisce al Piovego.

La prosecuzione del fiume come "canale Roncajette" e "canale Pontelongo"[modifica | modifica sorgente]

Il fiume esce da Padova con il nome di Canale Roncajette e piega a sud-est. A Bovolenta riceve le acque del canale Vigenzone (o "Canale Cagnola"), provenienti dal Canale Bisatto (diramazione del Bacchiglione dai pressi di Vicenza) e dal Canale Battaglia, e le acque del Canale Scaricatore (diramazione del Bacchiglione proveniente da Padova). Prosegue quindi in un alveo canalizzato prendendo anche il nome di canale di Pontelongo e confluisce presso la località "Ca' Pasqua" nel fiume Brenta.

Il fiume Bacchiglione dopo essersi congiunto con il Brenta si getta, a pochi chilometri, nell'Adriatico, con foce ad estuario.

Alluvione del novembre 2010[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alluvione del Veneto del 2010.

Dopo due giorni continui di piogge incessanti ed ingrossato dallo scioglimento delle nevi in montagna, nella mattinata del 1º novembre 2010 il Bacchiglione ruppe gli argini nel territorio comunale di Caldogno, poco a nord di Vicenza, allagando completamente i centri abitati di Cresole e Rettorgole. Nella stessa mattinata il fiume esondò nell'attraversamento di Vicenza allagando una grossa fetta del centro storico, la zona dello Stadio Menti, il quartiere sportivo di San Paolo, il quartiere di Santa Bertilla, la zona della Riviera Berica e di Casale e bloccando sia la circonvallazione esterna (allagamento di viale Diaz) sia la tangenziale Sud nonché la linea ferroviaria Milano-Venezia. Il 20% del capoluogo berico finisce sott'acqua.

Durante la notte proseguendo nel suo corso verso Padova, travolse la chiusa del quartiere Bassanello, porta sud della città ed importante nodo del traffico cittadino, spazzando via gli impianti sportivi della storica società canottieri Rari Nantes, dalla quale fuoriuscì nei giorni successivi il cloro solitamente utilizzato nella depurazione delle piscine, provocando l'intossicazione di un operaio e il blocco della zona per presenza nube irritante.[2] Anche il limitrofo quartiere Paltana viene allagato.

Sorpassata la città, mentre la diga che interessa il canale Scaricatore rilasciava quantità d'acqua enormi per salvare il centro storico patavino e la zona industriale, il fiume ruppe poco dopo l'argine destro in località Roncajette di Ponte San Nicolò,[3] inondando completamente la stessa ed il centro abitato di Casalserugo.
La falla era larga quasi 50 metri e venne chiusa nella notte del 2 novembre, alle 5 di mattina, provocando l'innalzamento del livello del fiume e la tracimazione nella zona di Bovolenta e Rio di Ponte San Nicolò.

Durante la giornata il Bacchiglione aveva già allagato i comuni di Tencarola di Selvazzano, Saletto, Veggiano e Vighizzolo d'Este,[4] alcuni di questi colpiti anche dalla tracimazione del fiume Frassine e del canale Battaglia, oltre a Cervarese Santa Croce ed Ospedaletto Euganeo.[5]

Sirene d'allarme[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di ottobre del 2012, in diverse zone del centro storico della città di Vicenza, sono state installate delle sirene per lanciare l'allarme in caso di pericolo di esondazione del Bacchiglione, i suoni emessi sono i seguenti:

- Stato di Preallarme

5 suoni della durata di 10 secondi ciascuno intervallati da una pausa di 5 secondi. Il segnale indica che entro 3/5 ore, persistendo le condizioni meteorologiche avverse in corso, è possibile un'esondazione.

- Stato di Allarme

1 suono della durata di 60 secondi modulato e senza intervalli. Il segnale viene emesso 1 ora prima della possibile esondazione.

- Fine Allarme - Ripristino

2 suoni della durata di 20 secondi ciascuno intervallati da una pausa di 30 secondi. Il segnale indica il rientro delle condizioni meteorologiche avverse e il ritiro delle acque alluvionali.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Solo tratto veneto; Piano straordinario triennale interventi di difesa idrogeologica - Elenco corsi d'acqua della rete idrografica regionale
  2. ^ Fuoriuscita di cloro
  3. ^ Alluvione a Ponte San Nicolò
  4. ^ Alluvione provincia di Padova
  5. ^ Mappa esondazione
  6. ^ Città di Vicenza - Rischio alluvione

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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