Tuscolano

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Q. VIII Tuscolano
Stemma ufficiale
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma V, Municipio Roma VII
Data istituzione 20 agosto 1921[1]
Codice 208
Superficie 7,1572 km²
Abitanti 103 771 ab.[2] (2013)
Densità 14 498,83 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Tuscolano è l'ottavo quartiere di Roma, indicato con Q. VIII.

Prende il nome dalla via Tuscolana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'area sud-est della città, a ridosso delle Mura Aureliane.

Il quartiere confina:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del territorio Tuscolano, che da un punto di vista sia paesaggistico sia storico sia sociale sarebbe opportuno formasse un tutt'uno con quello Appio-Latino, non risale oltre l'età medievale se si ci si riferisce alla via che gli dà in prestito il nome: la via Tuscolana, per l'appunto. Tale strada, pensata per mettere in collegamento Roma con Tuscolo, non sembra infatti avere una origine classica per l'assenza di documentazioni archeologiche e storiche ad essa collegate che risalgano a questo periodo. La prima menzione della via Tuscolana è in una bolla di papa Onorio III del 1217. Né sembrerrebbero avere a che vedere con questo asse viario il Mausoleo imperiale conosciuto come "Monte del Grano" (150-250 d.C.), riconducibile alla vicina villa romana Ad duas lauros, alla quale si accedeva dalla via Labicana (l'attuale Casilina), né i Colombari di via Pescara, più vicini a Roma, probabilmente allineati su un qualche diverticolo della Labicana. Primo monumento inerente per certo alla via Tuscolana è la Torre del Quadraro, del XII-XIII secolo, che ancora oggi dà il nome al quartiere che sorge poco oltre Porta Furba, sulla sinistra della strada per Frascati. Segnano l'infrastrutturazione del territorio, come nel caso dell'Appio-Latino, cinque imponenti acquedotti lungo la dorsale rappresentata da via del Mandrione, costruiti tra il 144 a.C. e il 212 d.C.: l'Aqua Marcia, l'Aqua Tepula e l'Aqua Iulia- raggruppate in un'unica struttura - l'Aqua Claudia e l'Anio Novus - riunite in una seconda teoria d'arcate - nonché l'Aqua Antoniniana, diramazione verso S-O della Marcia. Solcava il territorio, almeno fino alla prima metà degli anni Trenta del secolo scorso, l'Acqua Mariana, che il Liber Pontificalis data all'anno 1122. La commissionò papa Callisto II per consentire l'irrigazione dell'Agro Lateranense, ma anche per garantire la vita di tutto quell'ecosistema che dalle sorgenti, Tepula e Iulia (Grottaferrata Squarciarelli), si estendeva fino a Roma.

Il quartiere Tuscolano è fra i primi 15 tracciati nel 1911, ufficialmente istituiti nel 1921 con delibera di Giunta n. 20 del 20 agosto 1921.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

D'argento alla collina tricipite di verde, con la vite di uva verde fruttifera di porpora.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata nel 1585 da papa Sisto V contemporaneamente all'acquedotto Felice, fu fatta restaurare ed ampliare nel 1733 da papa Clemente XII.
Complesso di tre edifici in stile barocchetto dell'architetto Camillo Palmerini. Gli edifici sono disposti in linea; i due laterali hanno una pianta a C allineata al filo stradale, mentre quello centrale, leggermente arretrato, presenta una conformazione a doppio T.
Progetto del 1924 degli architetti Alberto Calza Bini e Mario De Renzi.
  • Palazzina di Mario Marchi, su via Castrovillari. Edificio in stile barocchetto del XX secolo.
Progetto del 1929 dell'architetto Mario Marchi.

Acquedotti[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture scolastiche[modifica | modifica wikitesto]

Complesso monumentale tardo liberty del 1926-28 dell'architetto Vincenzo Fasolo.
Edificio razionalista del 1930.
Nello stesso edificio monumentale dell'IISS Armando Diaz.
Progetto dell'architetto Nicola Mosso. L'istituto comprende una scuola secondaria di primo grado, un liceo classico e un liceo scientifico.
L'istituto si sviluppa su due edifici attigui e comprende una scuola per l'infanzia, una primaria e una secondaria di primo grado.
Edificio in stile barocchetto del 1926-30 dell'architetto Vincenzo Fasolo.
Edificio del 1932 in stile barocchetto dell'architetto Cesare Valle. L'istituto comprende 3 scuole:

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Al VII miglio della via Latina gli acquedotti Claudio e Marcio si incrociano due volte formando un recinto trapezoidale, utilizzato dagli Ostrogoti di Vitige come fortificazione nell'assedio di Roma del 537.

Il parco archeologico delle Tombe di via Latina[modifica | modifica wikitesto]

Il parco archeologico delle Tombe di via Latina è un complesso funerario del II secolo al III miglio della via Latina antica. Gli scavi furono svolti tra il 1857 e il 1858 ad opera di Lorenzo Fortunati[13]. Si trova su via dell'Arco di Travertino.

Nella metà del V secolo, la matrona Demetriade trasformò la villa nella Basilica di Santo Stefano. 41°51′42.02″N 12°32′14.38″E / 41.861673°N 12.537328°E41.861673; 12.537328
Sul lato verso la via Latina papa Pio IX fece porre una targa marmorea a ricordo degli scavi di Fortunati.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Internamente al giardino si trova un monumento in ricordo del rastrellamento del Quadraro del 17 aprile 1944.
Parco pubblico progettato dall'architetto Raffaele De Vico nel 1931.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del Tuscolano si estendono le zone urbanistiche 9A Tuscolano Nord, 9B Tuscolano Sud, 9C Tor Fiscale, 6C Quadraro e parte della zone urbanistiche 10A Don Bosco e 10B Appio Claudio.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Odonomastica[modifica | modifica wikitesto]

Data la notevole estensione del quartiere, la odonomastica del Tuscolano comprende diverse tematiche, dai comuni di tutta Italia, ai personaggi di Roma antica e architetti italiani del 1400 e 1500.

Le strade più importanti sono la via Tuscolana, che divide in due sezioni il quartiere, e le consolari di confine sud via Appia Nuova e nord via Casilina, mentre piazza dei Re di Roma costituisce il centro nevralgico del traffico automobilistico proveniente dalle due direzioni di via Appia Nuova e dai quartieri Tuscolano da nord e Appio-Latino da sud, con il quale condivide la piazza.

Altre strade, con toponimi di zona, sono via del Mandrione, via di Tor Pignattara, via delle Cave, via di Porta Furba e via della Marrana.

Le città

L'area nord del quartiere è dedicata a città italiane. Con la via dedicata alle fonti del Clitunno troviamo:

Comuni e località del Lazio

L'area centrale del quartiere è dedicata a comuni e località della regione Lazio.

Provincia di Roma

Con largo dei Colli Albani, piazzale dei Castelli Romani, via di Tor Caldara e via dell'Arco di Travertino, troviamo:

Province del Lazio

L'area sud del quartiere è dedicata a località del Lazio.

Comuni fuori confine
Roma antica

L'area centrale stretta fra la via Tuscolana a est, la via Appia Nuova a ovest, le ferrovie FL1 e FL5 a nord e via delle Cave a sud, è dedicata a personaggi, perlopiù consoli, della Roma antica, anche mitologici. Con piazza dei Tribuni troviamo:

Famiglie tuscolane
Città dell'impero romano
Personaggi della mitologia e divinità romane
Personaggi dell'Eneide
Agronomi
Architetti
Calciatori
Pionieri dell'aviazione e aviatori della prima guerra mondiale
Santi e persone illustri della Congregazione salesiana
Storici

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: San GiovanniRe di RomaPonte LungoFurio CamilloColli AlbaniArco di TravertinoPorta Furba/Quadraro e Numidio Quadrato.
Ferrovia Roma-Giardinetti.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Ponte CasilinoSant'ElenaVilliniAlessiFilareteTor Pignattara e Balzani.
Ferrovia regionale laziale FR1.svg
Ferrovia regionale laziale FR5.svg Il quartiere è servito dalla stazione di: Roma Tuscolana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera di Giunta n. 20 del 20 agosto 1921.
  2. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe. Suddivisioni Territoriali Toponomastiche - 2013.
  3. ^ Separato da via Casilina, nel tratto da piazzale Labicano (Porta Maggiore) a via di Centocelle.
  4. ^ Separato dall'intera via di Centocelle e dall'intera via dell'Aeroporto, fino a via Tuscolana.
  5. ^ Separato dall'intera via del Quadraro, da via Tuscolana a via Appia Nuova.
  6. ^ Separato da via Appia Nuova, nel tratto da via del Quadraro a via dell'Almone.
  7. ^ Separato da via Appia Nuova, nel tratto da via dell'Almone a piazzale Appio (Porta San Giovanni).
  8. ^ Separato dalle Mura Aureliane, da piazzale Appio (Porta San Giovanni) a piazzale Labicano (Porta Maggiore).
  9. ^ Carlo Pietrangeli, p. 192.
  10. ^ ATER, L'archivio storico iconografico IACP, pp. 54-55.
  11. ^ Sepolcro di via Filarete.
  12. ^ Colombari di via Taranto.
  13. ^ Parco delle Tombe di via Latina.
  14. ^ Sepolcro dei Valeri.
  15. ^ Sepolcro dei Pancrazi.
  16. ^ Parco di Tor Fiscale.
  17. ^ Giardino di Monte del Grano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Carpaneto e altri, I quartieri di Roma, Roma, Newton Compton Editori, 1997, ISBN 978-88-8183-639-0.
  • Giorgio Carpaneto, QUARTIERE VIII. TUSCOLANO in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 6, Roma, Newton Compton Editori, 1991.
  • Paolo Montanari, Appio Latino Tuscolano. Un profilo storico e archeologico del territorio, Roma, Europa Edizioni, 2015, ISBN 978-88-6854-476-8.
  • Carlo Pietrangeli, Insegne e stemmi dei rioni di Roma in Capitolium. Rassegna di attività municipali, anno XXVIII, nº 6, Roma, Tumminelli - Istituto Romano di Arti Grafiche, 1953.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.
  • Claudio Rendina, I quartieri di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2006, ISBN 978-88-541-0594-2.
  • Lorenzo Fortunati, Brevi cenni intorno allo scoprimento della basilica del primo martire della chiesa S. Stefano ed altri monumenti sacri e profani lungo la via latina a 3 miglia da Roma, vol. 1, Roma, Tipografia Tiberina, 1858.
  • Raffaele Garrucci, Relazione generale degli scavi e scoperte fatte lungo la via latina: redatta dalle stesso intraprendente e scopritore Lorenzo Fortunati dall'ottobre 1857 all'ottobre 1858, Roma, Tipografia Tiberina, 1859.
  • Alice Sotgia, Ina Casa Tuscolano. Biografia di un quartiere romano, Milano, FrancoAngeli, 2010, ISBN 978-88-568-1627-3.
  • Tommaso Dore, Alessandro Nocera e Maria Vittoria Rinaldi (a cura di), L'archivio storico iconografico IACP. I progetti delle case popolari a Roma dal 1903 agli anni '50 (PDF) in Catalogo della mostra, Roma, Ater del Comune di Roma, 2010.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 41°52′08.54″N 12°32′11.3″E / 41.869038°N 12.536473°E41.869038; 12.536473