Acqua Marcia
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L'Acqua Marcia (in latino Aqua Marcia) è un acquedotto di Roma antica, costruito nel 144 a.C. dal pretore Quinto Marcio Re.
Raccoglieva l'acqua dell'alto bacino dell'Aniene, attingendo direttamente dalle sorgenti, abbondanti e di ottima qualità e purezza. Plinio il Vecchio la considerava l'acqua migliore tra quelle che arrivavano a Roma (clarissima aquarum omnium) e "come un dono fatto all'Urbe dagli dei". Partiva nei pressi di Agosta, dove ancora oggi è possibile riscontrarne tracce nell'ex cava di pietra.
La lunghezza dell'acquedotto era di 61.710 passi, pari a poco più di 91 km. Il percorso era sia sotterraneo, sia su arcate (per circa 7.463 passi, pari a 11 km circa); un tratto di circa 9 km di arcate fiancheggiava la via Latina). Arrivava a Roma nella località "ad spem veterem, a cui giungevano anche altri acquedotti, scavalcava la via Tiburtina su un arco che fu poi trasformato nella Porta Tiburtina delle mura aureliane e terminava in prossimità della porta Viminale. La distribuzione raggiungeva il Campidoglio, mentre un ramo secondario (rivus Herculaneus) raggiungeva il Celio e l'Aventino.
L'acquedotto subì nel tempo numerosi restauri e fu in gran parte ricostruito in seguito ad un incremento di portata, pressoché raddoppiata con la captazione di una nuova sorgente (detta "Augusta" o Aqua Augusta), tra l'11 e il 4 a.C., sotto Augusto. Sotto Caracalla (213 d.C.) venne realizzata la diramazione dell'aqua Antoniniana, destinata ad alimentare le nuove terme di Caracalla, che attraversava la via Appia su un arco ("arco di Druso"). Un altro ramo secondario fu utilizzato per l'alimentazione delle terme di Diocleziano.
[modifica] Successivi utilizzi del nome
Dal 1868 una società che provvedeva alla distribuzione dell'acqua potabile alla città di Roma ha assunto il nome di Acqua Pia Antica Marcia
[modifica] Voci correlate
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