Vitige

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vitige
Re degli Ostrogoti
In carica 536 –
540
Predecessore Teodato
Successore Ildibaldo
Morte Costantinopoli, 540
Consorte Matasunta
Religione Arianesimo

Vitige (... – Costantinopoli, 540) fu re degli Ostrogoti (re d'Italia de facto) dal 536 al 540.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

Vitige non era di famiglia nobile. Generale dell'esercito ostrogoto, domò con energia una rivolta scoppiata nella città di Locri a causa delle angherie di alcuni funzionari reali. Fu acclamato re nel 534 al posto di Teodato, eliminato da una rivolta, e ne prese il posto a Ravenna. Sposò Matasunta, l'unica figlia della regina Amalasunta[1] (536), creando così un legame con la famiglia di Teodorico, di cui quest’ultima era figlia.

La Guerra gotica[2][3][modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra gotica (535-553).

Nel 535 l'esercito bizantino dell’imperatore Giustiniano I aveva conquistato la Sicilia, e sotto il comando di Belisario aveva risalito l'Italia conquistando Napoli ed ottenendo la resa degli Ostrogoti nel Sannio. Questi ultimi avvenimenti in particolare, oltre all’inettitudine militare e politica, produssero una rivolta contro il re Teodato, che fu ucciso mentre era in fuga verso Ravenna, e sostituito da Vitige il quale, esperto militare, dopo essersi assicurato l’alleanza dei Franchi con la cessione della Provenza ed il pagamento di una cospicua quantità d’oro, riorganizzò l'esercito, occupò Roma cacciandone Belisario, ne fu a sua volta cacciato per il tradimento degli stessi Romani (causato oltre all’odio per gli Ostrogoti, anche dal timore dell’attacco dei bizantini), e nel 537 assediò di nuovo la città, facendo tagliare tutti gli antichi acquedotti cha l’approvvigionavano d’acqua. Nel marzo del 538 fu costretto ad interrompere l'assedio per riprendere le operazioni militari nel nord Italia, dove il generale Giovanni stava rapidamente avvicinandosi a Ravenna e dove in breve i bizantini presero il controllo.

Nel 539, grazie anche alle discordie sorte tra Belisario e il collega Narsete, inviato da Costantinopoli per affiancarlo, Vitige riuscì a riconquistare l’Italia settentrionale, radendo tra l’altro al suolo Milano e trucidandone la popolazione.

Ma l’anno successivo Belisario, grazie anche all’abbandono dell’alleanza che i Franchi avevano stretto con Vitige, riuscì a riprendere in mano la situazione e attaccò la capitale degli Ostrogoti. Vitige si rese conto che ormai la situazione era irrimediabilmente compromessa e tentò infruttuosi accordi con Costantinopoli, ma data la forte opposizione interna si offrì anche di rinunciare al trono in favore di Belisario. Costui finse di tradire il suo imperatore ed accettò la corona d’Italia, ma in realtà tradì la fiducia degli Ostrogoti, occupò Ravenna, prese prigioniero Vitige e lo portò a Costantinopoli assieme alla moglie Matasunta[1] e al tesoro reale di Teodorico.

Là Vitige morì, nello stesso anno, senza eredi. La sua successione era destinata al nipote Uraia, che tuttavia preferì cedere il posto a Ildibaldo[4].

Dopo la sua morte Matasunta sposò Germano Giustino, un cugino dell'imperatore d’Oriente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Enciclopedia Treccani - Vitige Re Degli Ostrogoti
  2. ^ Gabriele Pepe, Il Medio Evo barbarico d’Italia, pagg. 85 e segg.
  3. ^ Paolo Brezzi, La civiltà del Medio Evo europeo, pagg. 86 e segg.
  4. ^ Uraia su treccani.it. URL consultato il 21 giu 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gabriele Pepe, Il Medio Evo barbarico d’Italia, Einaudi, Torino, 1959
  • Paolo Brezzi, La civiltà del Medio Evo europeo, Eurodes, Roma, 1978
Predecessore Re degli Ostrogoti Successore
Teodato 536-540 Ildibaldo
Predecessore Re d'Italia Successore Crown of Italy.svg
Teodato 536 - 540 Ildibaldo
Controllo di autorità VIAF: 42247154 · GND: 103146407