Quadraro

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Quadraro è la zona urbanistica 6c del Municipio Roma V (ex Municipio Roma VI) di Roma Capitale. Si estende sul quartiere Q. VIII Tuscolano.

Popolazione: 21.104[1] abitanti.

È posta fra la via Tuscolana e la via Casilina dopo la Porta Furba.
Suoi ideali confini sono per l'appunto la Porta Furba, che lo separa, attraverso una breve salita, dalla zona dell'Arco di Travertino e la via del Quadraro - Piazza dei Consoli, che lo separa dalla zona Don Bosco - Cinecittà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti conservate all'Archivio di Stato di Roma (per l'esattezza il Catasto Alessandrino) parlano di Quadraro già dal 1600, ma esso si riferiva genericamente alla zona che dalla Porta Furba si estendeva verso i Castelli Romani. In seguito, verso gli anni dieci - venti, iniziò la sua costruzione per come ancora oggi lo si può osservare.

Con il toponimo Quadraro (derivazione del lemma latino Guadralis) si indicava, fino agli anni trenta circa, tutta la zona a sud-est di Roma che va da Porta Furba agli attuali stabilimenti di Cinecittà.
Dopo la costruzione degli stabilimenti cinematografici la zona venne sempre più frequentemente indicata con il termine "Cinecittà", e così il quartiere che sorse attorno.
Il toponimo Quadraro indica oggi l'area dove sorge l'insediamento urbano più antico della zona, circoscritto dalle vie Tuscolana, Casilina e di Centocelle. Questo insediamento risale all'inizio del '900 ed era una lottizzazione piuttosto ben progettata che aveva prodotto una struttura urbanistica basata su villini di due, o al massimo tre, piani con attorno un'area verde di 2.000 2.500 m² circa. Assimilabile alla zona dei villini del Pigneto, anche se di natura più spontanea ed a quest'ultimo, precedente.

Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, il Quadraro vide un'importante crescita. Considerato dal Governatorato di forte importanza per lo sviluppo della città verso i Castelli Romani, al Quadraro vennero realizzati due cinema, l'ufficio postale, la casa del fascio, un istituto per ciechi. Erano presenti inoltre molte osterie e trattorie spesso frequentate dagli attori e dalle maestranze della nuova città del cinema.

Il Rastrellamento del Quadraro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rastrellamento del Quadraro.
Il monumento ai caduti nel Parco XVII Aprile 1944 (ex giardino di Monte del Grano)

Il quartiere era definito "nido di vespe" dai tedeschi, a causa del disprezzo verso tedeschi e fascisti nella zona, abitata da fasce di popolazione povera e da sfollati delle zone del fronte. Era tanto antifascista che si diceva che, per sfuggire dai tedeschi, "o vai al Vaticano o al Quadraro". Il seguente rastrellamento non fu che il modo per liberare la zona sud-orientale di Roma dalle masse comuniste, per facilitare l'eventuale ritirata tedesca. Il 17 aprile 1944 l'esercito tedesco rastrellò per rappresaglia il quartiere e oltre 900 uomini furono deportati in Germania. Alla fine del conflitto solo la metà di questi fece ritorno a casa.

Negli ultimi mesi della guerra il Quadraro fu meta di moltissimi immigrati dalle città bombardate come Cassino e di sfollati dalla Roma più centrale, obiettivo dell'assalto degli alleati.
Questo comportò il sorgere di case e casette, il più delle volte costruite con mezzi di fortuna, che riempirono i lotti non ancora edificati e molti spazi dei giardini e degli orti, dando al Quadraro un aspetto più di "borgata" che di quartiere. Questo processo di edificazione spontanea ebbe poi il suo apice negli anni dopo la guerra fino agli anni sessanta e in misura minore, settanta. Attualmente il Quadraro sta vivendo un periodo di recupero e rivalutazione dei suoi aspetti storici e urbanistici. È stato definito un "paese nella città".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Centro dei più attivi e organizzati dell'antifascismo, il quartiere Quadraro fu teatro del più feroce rastrellamento da parte delle truppe naziste. L'operazione, scattata all'alba del 17 aprile 1944 e diretta personalmente dal maggiore Kappler, si concluse con la deportazione in Germania di circa un migliaio di uomini, tra i 18 e i 60 anni, costretti a lavorare nelle fabbriche in condizioni disumane. Molti di essi vennero uccisi nei campi di sterminio, altri, fuggiti per unirsi alle formazioni partigiane, caddero in combattimento. Fulgida testimonianza di resistenza all'oppressore ed ammirevole esempio di coraggio, di solidarietà e di amor patrio.»
— 17 aprile 1944/Quartiere Quadraro - Roma

Zone e rioni del Quadraro[modifica | modifica wikitesto]

  • Quadraro Vecchio: si trova immediatamente a sinistra della Tuscolana, scendendo da Porta Furba; i suoi confini sono: via degli Angeli, via di Centocelle, parco Monte del Grano, via Tuscolana e l'ex sanatorio Ramazzini[2];
  • Quadraretto: immediatamente a destra scendendo dalla Porta Furba;
  • INA Casa 49: a ridosso di via Tuscolana, all'altezza della fermata della metropolitana linea A Numidio Quadrato;
  • Cecafumo: in corrispondenza della fermata della metropolitana linea A Lucio Sestio.

Edifici di culto[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

La Quercia del Quadraro rimessa in sito dopo la mobilitazione

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Porta Furba - Quadraro e Numidio Quadrato.
Ferrovia Roma-Pantano.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: AlessiFilareteTor PignattaraBerardi e Balzani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
  2. ^ Laura Pugno, Il Quadraro coltiva un sogno diventare una seconda Trastevere in la Repubblica, 1° ottobre 2003, p. 7. URL consultato il 15 aprile 2010.
  3. ^ La Quercia del Quadraro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Margherita Guccione, Maria Margarita Segarra Lagunes, Rosalia Vittorini (a cura di), Guida ai quartieri romani Ina casa, Roma, Gangemi Editore, 2002, pp. 51-57, ISBN 978-88-492-0239-7.
  • Gina D'Alonzo, Il rastrellamento del Quadraro del 17 aprile 1944, Evoé Edizioni, 2009, ISBN 978-88-96234-05-1.
  • Carla Guidi, Operazione balena, Edizioni Associate, 2004, ISBN 978-88-267-0353-4.
  • Carla Guidi, Operazione Balena. Roma 17 aprile 1944: nazifascisti al Quadraro, Roma, Edilazio, 2013, ISBN 978-88-98135-14-1.
  • Luca Pietrafesa, Dal Quadraro all'inferno e ritorno. La storia del rastrellamento del 17 aprile 1944 raccontata dalla voce degli ultimi sopravvissuti, Roma, Reality book, 2013, ISBN 978-88-95284-32-3.
  • Francesco Sirleto, Quadraro: Una Storia Esemplare. Le vite e le lotte dei lavoratori edili in un quartiere periferico romano, Roma, Ediesse, 2006, ISBN 978-88-230-1072-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 41°51′43.73″N 12°33′00.74″E / 41.862146°N 12.550206°E41.862146; 12.550206

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