Pigneto

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« La corona di spine che cinge la città di Dio »
(Pier Paolo Pasolini)
Sant'Elena fuori Porta Prenestina, titolo cardinalizio

Il Pigneto è un'area urbana del Municipio Roma V (ex Municipio Roma VI) di Roma Capitale. Fa parte principalmente del quartiere Q. VII Prenestino-Labicano e, in minor parte, del quartiere Q. VI Tiburtino ed è compresa nella zona urbanistica 6A Torpignattara.

Si estende, a mo' di triangolo isoscele, da piazzale Labicano (poco fuori Porta Maggiore) tra le vie Prenestina (lato destro e sinistro fino alla ferrovia Roma-Pescara), Casilina (lato sinistro) e di Acqua Bullicante. I vertici di questo triangolo possono essere identificati nella Porta Maggiore (fra la Prenestina e la Casilina), largo Preneste (fra la Prenestina e via di Acqua Bullicante) e la piazza della Marranella (fra Acqua Bullicante e la Casilina).

La via principale è la omonima via del Pigneto, che corre zigzagando da poche centinaia di metri fuori Porta Maggiore (piazza Caballini) a circa la metà di via di Acqua Bullicante, occupando una buona porzione dell'intero territorio del VII quartiere. La parte che si estende sulla sinistra della via Prenestina, fino alla ferrovia Roma-Pescara, appartiene al VI quartiere, dove si trova il complesso della ex SNIA Viscosa, dismesso nel 1952.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un pino al Pigneto. Sullo sfondo si intravedono gli archi dell'Acquedotto Felice

Si è formato a partire dal 1870 dall'unione di insediamenti abitativi quali il Prenestino, il Torrione, la borgata Galliano, l'Acqua Bullicante, la borgata Marranella ed il Casilino lungo tutto il perimetro del "triangolo" ed il Pigneto stesso al centro di esso.

In piazza Caballini si trova l'accesso al primo deposito per omnibus e tram, entrambi a cavallo, realizzato dalla Società Romana Tramways e Omnibus (SRT-O) tra il 1886 e il 1891, costruito fuori le Mura aureliane. Nel 1904, con la dismissione dei mezzi a cavallo e l'elettrificazione della linea tranviaria, il deposito diventa esclusivamente tranviario.

Durante la Seconda guerra mondiale, il Pigneto, di composizione sociale popolare come San Lorenzo, fu molto attivo nell'Antifascismo e, come questo, subì i bombardamenti alleati del 1943 e del 1944. Di recente è stata istituita una sezione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) del Pigneto - Torpignattara, intitolata a Giorgio Marincola.

Il 20 dicembre 2003 viene trovato, in una cantina sita in via Raimondo Montecuccoli 3, il covo delle nuove Brigate Rosse.[1]

Nella notte tra il 31 marzo e il 1º aprile 2009, le fiamme, probabilmente dolose[2], distruggono uno dei locali storici del quartiere: il Bar Necci in via Fanfulla da Lodi, noto ai più per essere stato una delle principali location del primo film di Pasolini Accattone. Il locale è stato riaperto 15 aprile successivo, ospitando l'anteprima del nuovo film di Francesca Archibugi Questione di cuore, con tutto il cast al completo.

Negli ultimi anni, anche grazie alla relativa vicinanza con l'Università di Roma "La Sapienza" ed essendo quindi abitato in larga parte da studenti fuori sede, è diventato uno dei centri più ferventi della movida della Capitale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Progetto dell'architetto Giovanni Michelucci.
Trasformato in un centro residenziale nel 2001.[4]
Trasformato in hotel nel 2010.[5]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Leone I, titolo cardinalizio

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il Torrione Prenestino visto dall'alto.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco delle Energie, nell'area dell'Ex SNIA Viscosa

Nel quartiere si sviluppa una rete di parchi urbani, spesso recenti, mentre al proprio interno il Pigneto accoglie solo qualche area verde di piccola entità, come i giardini Nuccitelli-Persiani e il giardino in piazza del Pigneto.

Le aree verdi di riferimento per gli amanti dei parchi sono i giardini pubblici del quartiere: la Tana dei Cuccioli (via Gentile da Mogliano), i già citati giardini Nuccitelli-Persiani (piazza Nuccitelli Persiani) e quelli di piazza del Pigneto, parco delle Energie (ex-SNIA, su via Prenestina), parco del Torrione Prenestino e il parco Almagià (via Zenodossio)[6].

Persone legate a Pigneto[modifica | modifica wikitesto]

una tappa del Percorso della Memoria del quartiere, intitolata a Fernando Nuccitelli
Sul muro di cinta ferroviario, all'altezza della discesa di via del Mandrione sulla via Casilina, è posta una croce di travertino a ricordo del parroco, ucciso dall'esplosione di una bomba mentre soccorreva i feriti del bombardamento anglo-americano sulla città di Roma del 13 agosto 1943, che colpì il trenino, pieno di rimpatriati dall'Africa, dell'allora ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone.

I deportati del quartiere che si opponevano al Nazifascismo, commemorati con dei pannelli illustrativi in un Percorso della Memoria chiamato Pigneto '44 tra l'isola pedonale, via Ascoli Piceno, via Fortebraccio, via Ettore Giovenale, via Romanello da Forlì. Sulla soglia della casa dove abitava ciascuno dei deportati a Mauthausen è stata posta, nel 2010, una pietra d'inciampo:

  • Antonio Atzori (morto a Mauthausen)
  • Angelo Galafati (morto alle Fosse Ardeatine)
  • Ferdinando Nuccitelli (morto a Mauthausen)
  • Fernando Persiani (morto a Mauthausen)

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Zone limitrofe[modifica | modifica wikitesto]

Odonomastica[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Pigneto" deriva dalla presenza di una lunga fila di pini, piantati dalla famiglia Caballini, posti lungo il muraglione della settecentesca villa Serventi.

Gli odonimi delle strade dividono, idealmente, in tre 'aree' il Pigneto.

Le città

L'area del triangolo delimitato da via Prenestina, circonvallazione Casilina e via Casilina, è dedicata a città italiane. Insieme alla piazza del Pigneto, troviamo le seguenti vie e piazze:

Qui si trovano anche piazza Caballini, via degli Orti Variani, vicolo del Pigneto e via Padre Raffaele Melis.

I condottieri

L'area nel quadrilatero delimitato da via Prenestina, via di Acqua Bullicante, via del Pigneto e la circonvallazione Casilina, è dedicata a capitani di guerra e condottieri di ventura italiani del periodo 1330-1550. Alcuni di essi parteciparono alla famosa Disfida di Barletta e, altri, alla Battaglia di Anghiari.

Sul lato sinistro di via Prenestina, insieme a via Luigi Ferdinando Marsigli, militare del XVII secolo, troviamo le seguenti vie e piazze:

Sul lato destro di via Prenestina, insieme alla piazza dei Condottieri, via Anghiari e via di Villa Lauricella, troviamo le seguenti vie e piazze:

I geografi

L'area nel quadrilatero delimitato da via del Pigneto, via di Acqua Bullicante, via Casilina e la circonvallazione Casilina, è dedicata a geografi, cartografi ed incisori. Insieme alla piazza dei Geografi, troviamo le seguenti vie e piazze:

Qui si trovano anche via di Villa Serventi, via Auconi[8], via di San Barnaba e via della Marranella.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia Roma-Giardinetti.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Porta MaggiorePonte CasilinoSant'ElenaVillini e Alessi.
È raggiungibile dalle fermate Prenestina/Officine ATAC, Prenestina/Giovenale e P.le Prenestino del tram Rete tranviaria di Roma
È raggiungibile dalle fermate Prenestina/Officine ATAC, Prenestina/Giovenale e P.le Prenestino del tram Rete tranviaria di Roma
È raggiungibile dalle fermate Prenestina/Officine ATAC, Prenestina/Giovenale e P.le Prenestino del tram Rete tranviaria di Roma

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il Pigneto ha fatto da scenario cinematografico a diverse pellicole, alcune famose come "Roma città aperta" di cui è memorabile la scena di Pina, interpretata da Anna Magnani, uccisa dai tedeschi in via Raimondo Montecuccoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere della Sera, 2001, La Pantanella si trasforma in residence.
  2. ^ I Vigili del Fuoco, infatti, rilevarono tracce di benzina e alcuni frammenti di stracci imbevuti della stessa, segni inequivocabili del dolo.
  3. ^ MUSIS, Pastificio Pantanella.
  4. ^ Corriere della Sera, 2001, La Pantanella si trasforma in residence.
  5. ^ Abitare a Roma.net, La ex Serono sarà un albergo a 4 stelle.
  6. ^ pigneto.it, Parchi e giardini
  7. ^ Dedicata ai fratelli Nicolò e Antonio
  8. ^ Famiglia proprietaria della tenuta locale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dal Pigneto agli acquedotti: Accattone e Mamma Roma, Roma, Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, 1995.
  • AA. VV., Esquilino Pigneto. Due sistemi urbani a confronto­, Roma, EdUP, 2009, ISBN 978-88-8421-206-1.
  • Associazione culturale Futuro (a cura di), Invito al Pigneto. La città giardino del Prenestino, Roma, Fratelli Palombi, 2000, ISBN 978-88-7621-697-8.
  • Collettivo Malatempora (a cura di), Guida al Pigneto: dove pulsa ancora la vita di quartiere, Roma, Edizioni Malatempora, 2007.
  • Simone Ghelli, Il Pigneto liberato, Cocquio Trevisago, Zerounoundici, 2008, ISBN 978-88-6307-063-7.
  • Ludovico Pratesi (a cura di), Invito al Pigneto - Una passeggiata con l'arte, Roma, Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, 2000.
  • Giuseppe Scandurra, Il Pigneto: un'etnografia fuori le mura di Roma. Le storie, le voci e le rappresentazioni dei suoi abitanti, Padova, Cleup, 2007, ISBN 978-88-6129-066-2.
  • Carmelo G. Severino, La migrazione di una ragione sociale: come fu che la concorrenza divenne Pantanella in Imprese e imprenditori, Roma moderna e contemporanea, Roma, Università degli Studi Roma Tre, 2004, pp. 399-411, ISSN 1122-0244.
  • Carmelo G. Severino, ROMA MOSAICO URBANO. Il Pigneto fuori Porta Maggiore, Roma, Gangemi, 2005, ISBN 978-88-492-0926-6.
  • Francesco Sirleto, Le storie e le memorie, Roma, Viavai, 2001.
  • Valentina Temporin (a cura di), Disegno dal vero. Sostenibilità urbana nel quartiere Pigneto di Roma, Padova, Il Poligrafo, 2010, ISBN 978-88-7115-488-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 41°53′11.73″N 12°32′06.51″E / 41.886592°N 12.535143°E41.886592; 12.535143

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