Giuseppe Samonà

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Giuseppe Samonà (Palermo, 8 aprile 1898Roma, 31 ottobre 1983) è stato un architetto, urbanista e politico italiano.

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Biografia[modifica]

Fra i maggiori architetti italiani del Novecento, Samonà è stato un celebre urbanista. Figlio di Don Carmelo Samonà e della Principessa Adele Monroy di Pandolfina, proviene dalla famiglia Samonà, una storica famiglia dell'aristocrazia siciliana. Laureatosi presso l'Università di Palermo nel 1922, nel 1927 intraprende la carriera da docente insegnando dapprima all'Università di Messina e poi, dal 1931 al 1936 all'Università Federico II a Napoli. Nel 1936 viene chiamato dall'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dove prosegue l'attività accademica fino al 1971 e dove fonda, fra l'altro, la cosiddetta "Scuola di Venezia". Ricordato anche per essere stato uno dei "quattro saggi" incaricati di redigere il piano particolareggiato del centro storico di Palermo (1961).

Fra i suoi progetti più importanti, quello del 1929, che prevede la riedificazione dello scenario portuale della città di Messina con la cosiddetta "Palazzata" o "Teatro marittimo", costituito da una cortina di tredici edifici, stilisticamente omogenei, collegati da porte monumentali. La ricostruzione della Palazzata non fu mai portata a termine, e furono solo i primi due edifici (quelli dell'INA) con la relativa porta intermedia ad essere costruiti secondo il progetto della ricostruzione.

Fra gli altri progetti di Samonà, l'Ospedale di Bari (1948), Villa Scimemi a Palermo (1950), l'attuale Palazzo dell'Enel di Palermo, un tempo "Edificio Sges" (1961), l'edificio sede della Banca d'Italia a Padova, il Municipio di Gibellina (1971) e il Teatro Popolare di Sciacca (1974), rimasto incompiuto.

Dal 25 maggio 1972 al 4 luglio 1976 è Senatore della Repubblica. Eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano in Veneto, aderisce, fin dal suo esordio in politica, al Gruppo della Sinistra Indipendente [1].

Principali opere[modifica]

La Palazzata di Messina progettata da Samonà con Viola, Autore e Leone
  • Ufficio delle Regie Poste a via Taranto a Roma (1937)
  • Palazzo Littorio a Messina (1940)
  • Palazzo dell'Inail a Messina
  • Ospedale di Bari (1948-53)
  • Villa Scimemi a Palermo (1950-54)
  • Edificio Sges (oggi Enel) a Palermo (1961-63), in collaborazione con Alberto Samonà e Giuseppina Marcialis Samonà
  • Banca d'Italia a Padova (1968-74)
  • Municipio di Gibellina (1971), in collaborazione con Alberto Samonà, Vittorio Gregotti e Gianni Pirrone
  • Comune di Vajont
  • Teatro Popolare di Sciacca (1974)
  • Palazzo delle poste a Via Taranto Roma (1932-1935)

I suoi scritti[modifica]

  • La casa popolare, E.P.S.A., Napoli 1935
  • I monumenti italiani: il duomo di Cefalù, La Libreria dello Stato, Roma 1939
  • Il duomo di Cefalù, Nuove Grafiche, Roma 1940
  • L'urbanistica e l'avvenire della città, Roma-Bari 1978

Note[modifica]

  1. ^ http://www.senato.it/leg/06/BGT/Schede/Attsen/00009741.htm

Bibliografia[modifica]

  • P. Lovero, La Professione dell'Urbanistica - Architettura. Progetti dello studio Giuseppe ed Alberto Samonà 1968-1972, in Controspazio n. 2, 1973
  • G. De Giorgi, Il dibattito architettonico in Italia 1945-1975 - Giuseppe Samonà, Bulzoni, Roma 1977
  • C. Doglio e P. Venturi, Giuseppe Samonà, La pianificazione organica, Cedam, Padova 1977
  • AA.VV., Giuseppe Samonà. 1923-1975 Cinquant'anni di architetture, Officina, Roma 1980
  • Giuseppina Marcialis, Il contributo di Giuseppe Samonà, in Urbanistica n. 78, 1985
  • Manfredo Tafuri, Due maestri: Carlo Scarpa e Giuseppe Samonà, Storia della architettura italiana 1944-1985, Einaudi, Torino 1986
  • Francesco Tentori, Giuseppe e Alberto Samonà, Universale di Architettura, 1997
  • Cardullo, Francesco, "Giuseppe ed Alberto Samonà e la Metropoli dello Stretto di Messina", Roma, Officina, 2006, pp. 167
  • Matteo Iannello, Glenda Scolaro, Palermo. Guida all'architetura del '900, Palermo, 2009

Voci correlate[modifica]

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Collegamenti esterni[modifica]

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