Mario Beretta

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Mario Beretta
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Dati biografici
Nome Mario Beretta
Nato 30 ottobre 1959
Milano
Paese bandiera Italia
Nazionalità {{{codicenazione}}}
Passaporto {{{passaporto}}}
Morto
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Altezza cm
Peso kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club1
 ?-? Pro Patria  ? (?)
Nazionale
{{{Anni nazionale}}} {{{nazionale}}} {{{presenzenazionale(goal)}}}
Carriera da allenatore
1982-1984 Abbiategrasso (Giovanili)
1984-1989 Monza (Giovanili)
1989-1991 Como (Giovanili)
1991-1994 Monza (Giovanili)
1994-1995 Corsico
1995-1996 Pro Patria
1996-1997 Saronno
1997-1998 Como
1998-1999 Lumezzane
1999-2002 Varese
2002-2004 Ternana
2004-2005 Chievo
2005-2006 Parma
2006-2007 Siena
2007-2008 Siena
2008-2009 Lecce
Incontri disputati

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Palmarès

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al gennaio 2009

Mario Beretta (Milano, 30 ottobre 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

[modifica] Carriera

Dopo aver giocato per breve tempo in Serie D con la Pro Patria[1], frequenta il Liceo Scientifico "Volta" di Milano e si diploma quindi all'I.S.E.F.. In seguito insegna educazione fisica nella scuole milanesi e nel tempo libero allena nel settore giovanile del Centro Schuster, storica società milanese che opera sotto l'egida della diocesi. In seguito allena il Corsico e quindi la Pro Patria nel 1995, in Serie C2. L'anno dopo è in C1 al Saronno, e viene quindi chiamato dal presidente Preziosi ad allenare il Como, per passare poi al Lumezzane e, per tre stagioni, al Varese, sempre in C1.

Nel 2002 passa in Serie B alla Ternana, appena ripescata in cadetteria dopo il fallimento della Fiorentina. Nel campionato 2002-2003 la squadra umbra giunge 7° in classifica, applicando un calcio offensivo che rende noto Beretta agli addetti ai lavori. Dopo un ulteriore potenziamento della squadra nel calcio-mercato che anticipa la stagione 2003-2004 (quella delle 5 promozioni in Serie A, e dei play-off per la sesta classificata), il gioco organizzato dal mister procede a gonfie vele, confermato dalla classifica nel girone di andata (terminato al primo posto in coabitazione con l'Atalanta). Nel girone di ritorno, però, la Ternana non ottiene più gli stessi risultati, e il tecnico viene sostituito da Bruno Bolchi dopo la sconfitta nello scontro diretto contro la Fiorentina e dopo un cambio societario. A fine stagione la Ternana arriverà nuovamente 7° in classifica, mancando l'agognata promozione in Serie A che aspettava da 30 anni.

Nel 2004 debutta in Serie A con il Chievo, con l'obiettivo di portare i gialloblù alla salvezza. La prima parte della stagione è discreta e vede la squadra di Beretta nelle parti alte della classifica. Nella seconda parte, però, la squadra inizia un periodo di crisi e di risultati negativi che la portano a giocarsi la salvezza nelle ultime giornate. E proprio quando mancano 3 partite alla fine, la società decide di esonerare il tecnico Beretta e di assumere Maurizio D'Angelo (che poi condurrà il Chievo Verona alla salvezza con il pareggio per 0-0 a Roma all'ultima di campionato).

Nell'estate 2005 è assunto dal Parma. L'esperienza emiliana parte male: la classifica del girone di andata è deficitaria e il tecnico deve convivere periodicamente con le voci che lo vogliono esonerato. Beretta, tuttavia, non si lascia intimidire e, grazie ad un ottimo filotto di utili risultati, riesce a condurre la squadra alla salvezza con quattro giornate di anticipo. La salvezza si trasformerà in qualificazione alla Coppa UEFA dopo gli eventi di Calciopoli.

A fine stagione lascia gli emiliani per accasarsi al Siena, che conduce ad una difficile salvezza nella stagione 2006-07. Sostituito da Andrea Mandorlini alla guida della squadra toscana, torna sulla medesima panchina nel novembre del 2007,con l'arduo compito di salvare nuovamente la squadra senese che al suo arrivo è fanalino di coda della Serie A, con soli 9 punti frutto della precedente gestione di Mandorlini (1 vittoria e 6 pareggi) e ci riesce, portando la squadra a salvarsi con 3 giornate di anticipo rispetto alla chiusura del campionato, ed ottenendo così il miglior risultato nella storia dell'A.C. Siena. Ciononostante la società non gli rinnova la fiducia e al suo posto chiama Marco Giampaolo.

Il 23 giugno 2008 diventa il nuovo allenatore del Lecce, neopromosso in Serie A, al posto di Papadopulo a cui non è stata data fiducia per la nuova stagione dopo un acceso diverbio con il direttore sportivo del club salentino Guido Angelozzi, e chiama ancora con sé il vice Carlo Garavaglia, il preparatore Paolo Lazzarin ed il collaboratore tecnico Max Canzi, tutti e tre con lui nel biennio passato a Siena. L'esperienza salentina per Beretta si conclude il 9 marzo, dopo 27 giornate, quando viene esonerato dopo una pesante contestazione nei confronti della società da parte della Curva leccese con la squadra penultima in classifica, ma ancora in lotta per la salvezza. Gli succede sulla panchina leccese Luigi De Canio, ed al termine della stagione il Lecce viene retrocesso in serie B classificandosi all'ultimo posto. Per concludere è un grande tifoso del Milan.

[modifica] Note

  1. ^ Info su calcioblog.it

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