Eugenio Bersellini

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Eugenio Bersellini
Eugenio Bersellini 1978.jpg
Bersellini nel 1978 sulla panchina dell'Inter
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1968 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1954-1955 Fidenza Fidenza  ? (?)
1955-1960 Brescia Brescia 98 (19)
1960-1962 Monza Monza 60 (8)
1962-1963 Pro Patria Pro Patria 17 (1)
1963-1966 Monza Monza 70 (5)
1966-1968 Lecce Lecce 37 (4)
Carriera da allenatore
1968-1971 Lecce Lecce
1971-1973 Como Como
1973-1975 Cesena Cesena
1975-1977 Sampdoria
1977-1982 Inter
1982-1984 Torino Torino
1984-1986 Sampdoria
1986-1987 Fiorentina Fiorentina
1987-1988 Avellino Avellino
1988-1990 Ascoli Picchio Ascoli
1990-1991 Como Como
1991-1992 Modena Modena
1992-1993 Bologna
1994 Pisa Pisa
1995-1997 Saronno Saronno
1998-1999 Libia Libia
2001 Al-Ahly Tripoli Al-Ahly Tripoli
2002 Al-Ittihad Tripoli Al-Ittihad Tripoli
2006 Lavagnese Lavagnese
2006-2007 Sestri Levante Sestri Levante
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Eugenio Bersellini (Borgo Val di Taro, 10 giugno 1936) è un allenatore di calcio, ex calciatore e dirigente sportivo italiano, soprannominato il sergente di ferro[1] per i suoi duri metodi d'allenamento.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Bersellini ha alle spalle una lunga carriera alla guida di varie squadre di Serie A e di Serie B. I maggiori successi li ha ottenuto con l'Inter, con la quale ha vinto uno scudetto nella stagione 1979-1980.

Il suo debutto come allenatore risale alla stagione 1968 - 1969 quando venne chiamato a sedersi sulla panchina del Lecce nelle ultime 9 partite del campionato di Serie C. Dopo altre due stagioni nel Salento, Bersellini passa ad allenare il Como in Serie B. Il debutto in Serie A l'anno successivo a Cesena (1973-1975), poi passa alla Sampdoria (1975-1977). Nel 1977 l'allora presidente dell'Inter Ivanoe Fraizzoli lo chiama ad allenare la sua squadra. Le cinque stagioni trascorse Milano fruttarono al tecnico uno scudetto e due Coppe Italia. Dal 1982 al 1984 allena il Torino e nelle due stagioni successive di nuovo la Sampdoria. Poi sempre in massima categoria con Fiorentina (1986-1987), Avellino (1987-1988) e Ascoli. Torna in C1 a Como (1990-1991), in B a Modena (1991-1992), a Bologna (1992-1993), e a Pisa (da febbraio a giugno del 1994) e poi ancora in C1 con due anni al Saronno (1995-1997).

Dal 1998 al 1999 è chiamato alla guida della Libia. Nel 2001 lascia la nazionale per allenare il club del Al-Ahly, nel 2002, passato alla società Al-Ittihad vince il campionato di calcio libico allenando tra gli altri Al-Sa'adi Gheddafi. Nel 2006 gli viene affidato il compito di salvare la Lavagnese in Serie D: sotto la sua guida la squadra si risolleva in classifica, ma questo non basta per la salvezza diretta: la Lavagnese è così costretta a giocare i play-out contro la Narnese. La salvezza sembra sempre più difficile dopo la partita di andata, persa 2-0, ma nel ritorno la Lavagnese di Bersellini compie un miracolo: vittoria per 5-1 e salvezza acquisita.

Conta 490 panchine nella Serie A italiana (148 vittorie, 197 pareggi e 145 sconfitte) e ha conquistato da allenatore tre edizioni della Coppa Italia, due volte con l'Inter (1977-78 e 1981-82) e una con la Sampdoria (1984-85).

Il suo ultimo incarico nel mondo del calcio è stato quello di direttore sportivo del Sestri Levante nel 2007, squadra ligure di Serie D.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1979-1980
Inter: 1977-1978, 1981-1982
Sampdoria: 1984-1985
Al-Ittihad: 2001-2002

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Grandini, Bersellini, il sergente che piace al Colonnello in Corriere della Sera, 9 febbraio 2001, p. 47.

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