Mario Corso

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« Siamo stati battuti dal piede sinistro di Dio. »
(L'allenatore israeliano J. Mandi dopo l'incontro Israele-Italia del 15 ottobre 1961)
Mario Corso
Mariocorso.jpg
Corso all'Inter
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 175 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1975 - giocatore
Carriera
Giovanili
19??-195? Audace SME Audace SME
Squadre di club1
1957-1973 Inter Inter 413 (75)
1973-1975 Genoa Genoa 26 (3)
Nazionale
1961-1971 Italia Italia 23 (4)
Carriera da allenatore
1978-1982 Napoli Napoli Primavera
1982-1983 Lecce Lecce
1983-1984 Catanzaro Catanzaro
1984-1985 Inter Inter Primavera
1985-1986 Inter Inter
1987-1989 Mantova Mantova
1989-1990 Barletta Barletta
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 2007

Mario Corso (San Michele Extra, 25 agosto 1941) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Soprannominato Mariolino o Il piede sinistro di Dio, attualmente è osservatore per l'Inter.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Corso con la maglia del Genoa durante la stagione 1973-1974

Inizia a giocare a calcio nell'Azzurra Verona, società del rione di S.Giovanni in Valle per poi trasferirsi all'Audace San Michele, quindi viene scoperto dall'Inter, dove si trasferisce nel 1958 insieme a Mario Da Pozzo e a Claudio Guglielmoni. Prezzo totale dell'operazione, nove milioni di lire; a lui un contratto da settantamila lire al mese.[1]

In nerazzurro fece il suo debutto a 16 anni e 322 giorni, in una partita di Coppa Italia contro il Como vinta per 3-0 dall'Inter, segnando il gol del 2-0 e diventando il più giovane marcatore della storia interista. Il 23 novembre dello stesso anno esordì in Serie A, nell'incontro vinto per 5-1 contro la Sampdoria. Successivamente sarà una delle colonne della Grande Inter, ricoprendo, in modo decisamente atipico, il ruolo di ala sinistra (nel ruolo di mezzala già giocava il più anziano Luisito Suarez) e affermandosi come un fuoriclasse assoluto: tra il 1963 e il 1971 vinse quattro scudetti (1963, 1965, 1966 e 1971), due Coppe Campioni e due Coppe Intercontinentali (nel 1964 e 1965). Rimane celebre la sua rete segnata il 26 settembre 1964, nel terzo incontro tra i nerazzurri e l'Independiente valido per l'Intercontinentale: il suo gol, realizzato nel primo tempo supplementare, regalò al club milanese la vittoria e il titolo di Campione del Mondo. Sempre durante questo periodo, mise in mostra il cosiddetto calcio di punizione a foglia morta: calciando con il piede sinistro imprimeva un particolare effetto al pallone, che si insaccava all'incrocio dei pali. Inimitabili erano la sua capacità di palleggio, in grado di rimbambire gli avversari anche in uno spazio minimo, così come la precisione millimetrica dei suoi lunghissimi lanci, che, unite a una straordinaria intelligenza di gioco (la famosa corsa "a testa alta", secondo la terminologia di quegli anni) ne facevano un perfetto regista, fra i migliori a livello mondiale; il grandissimo giornalista Gianni Brera lo soprannominò anche "participio passato del verbo correre" (ma mai "abatino", etichetta che toccò, invece a Gianni Rivera, altro fuoriclasse di quel periodo), perché, come soltanto i più grandi sapevano fare, era in grado di far correre e mettere la palla ovunque, come di capire dove avrebbe dovuto arrivargli, senza bisogno di sfiancarsi in corse estenuanti e inutili, tipiche di modelli di gioco fondati su giocatori di non altrettanto superlative capacità tecniche. La sua ultima apparizione con l'Inter è datata 17 giugno 1973, quando scese in campo in un Inter-Juventus di Coppa Italia (finito 1-1): in quindici stagioni a Milano ha collezionato 502 presenze totali e segnato 94 reti.

Passato al Genoa a seguito di poco comprensibili scelte della dirigenza interista (secondo talune voci di allora, condizionate da una rivalità interna con Sandro Mazzola), vi militò fino al 1975, anno del suo ritiro a seguito di un grave incidente in campo, con la rottura della tibia: ripresi gli allenamenti dopo l'operazione e la convalescenza, e rimossa la placca metallica, la tibia (ricomposta in modo imperfetto) si spezzò nuovamente proprio mentre il "piede sinistro di Dio" insaccava il suo ultimo goal nella partita di allenamento.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Corso con la maglia dell'Italia

Controversa è stata la carriera di Corso con la maglia azzurra, nonostante il giocatore possa vantare un palmarès difficilmente eguagliabile con l'Inter. Fece il suo esordio in Nazionale nel 1961, in occasione dell'amichevole persa contro l'Inghilterra per 2-3. Il 15 ottobre dello stesso anno segnò i primi gol in azzurro, realizzando una doppietta in una gara contro Israele (valida per le qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1962) vinta per 2-4. Segnò una rete anche nella gara di ritorno contro Israele, disputata a Torino il 4 novembre. Escluso dalla "rosa" dei convocati per la fallimentare spedizione in Cile a causa di un contrasto personale con l'allenatore Edmondo Fabbri (che probabilmente ebbe a pentirsene amaramente), tornò a segnare in Nazionale nel 1964: il 10 maggio mise a segno quello che sarebbe stato il suo ultimo gol in azzurro, andando in rete nell'incontro vinto 3-1 sulla Svizzera. Non fu poi convocato per il campionato del mondo 1966 e il campionato d'Europa 1968, vinto dall'Italia, e la geopolitica calcistica, allora segnata dalla contrapposizione Mazzola - Rivera e dall'esigenza di collocare anche ottimi centrocampisti non appartenenti alle società milanesi (deSisti, Juliano), comportò l'ennesima esclusione di Corso, il giocatore italiano più apprezzato (come espressamente dichiarato dal supercampione brasiliano) da Pelè: per qualcuno, il 4-1 di Ciudad Mexico 1970 fu una riedizione, in termini certamente meno ingloriosi, dello schiaffo cileno. Il 9 ottobre 1971 giocò la sua ultima partita in Nazionale, scendendo in campo in Italia-Svezia (3-0). Ha totalizzato 23 presenze e 4 reti in dieci anni.

Corso fa parte della schiera di grandi calciatori che, talvolta incomprensibilmente alla luce della normale logica, non hanno mai partecipato ad un Mondiale: come lui i compagni di squadra Giuliano Sarti (tre volte campione d'Italia, due con l'Inter e una con la Fiorentina), Armando Picchi, Gianfranco Bedin e Antonio Angelillo (in nerazzurro dal 1957 al 1961). Nel 1967 la FIFA lo inserì nella formazione del Resto del Mondo, per un'amichevole contro la Spagna in onore del portiere Ricardo Zamora: la selezione internazionale vinse per 3-0. Lo stesso Corso parlò così del suo rapporto con la Nazionale:

« È stato l'unico neo di tutta la mia carriera. Ho indossato solo ventitré volte la maglia azzurra senza avere la possibilità di disputare un Mondiale. Non sono mai riuscito a spiegarmi il perché, sta di fatto che ho sempre perso l'autobus giusto. Ammetto che certe volte le mancate convocazioni me le sono procurate io stesso, con il mio carattere, ma altre volte no, non è stata affatto colpa mia. Ed è questo ciò che rimpiango maggiormente. »

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Ritiratosi dai campi di gioco, si iscrive al corso per allenatori di Coverciano ottenendo il patentino nel 1977. La prima esperienza in panchina è con la Primavera del Napoli (1978-1979), che conduce alla vittoria dello scudetto di categoria. In seguito guida altre due squadre del Sud: Lecce e Catanzaro. Tornato all'Inter allena il settore giovanile ma nel novembre 1985 il presidente Ernesto Pellegrini gli affida la prima squadra, per rimpiazzare Ilario Castagner: esordisce il 24 novembre, con un pareggio per 1-1 contro la Juve di Trapattoni. Il 6 aprile 1986 vince il derby di ritorno per 1-0, in quella che è la prima stracittadina di Silvio Berlusconi al comando della società rossonera. L'Inter chiuderà il campionato 1985-1986 al sesto posto, davanti ai cugini, qualificandosi per la Coppa UEFA.

Nell'annata 1987-1988 guida il Mantova, portandolo a vincere il campionato di Serie C2: confermato anche l'anno seguente, porta i lombardi al sesto posto nel campionato di C1. Nel 1989-1990 viene chiamato sulla panchina del Barletta, che riesce a condurre alla salvezza nel campionato cadetto. È questo l'ultimo atto della sua carriera da tecnico, in quanto diviene poi osservatore per l'Inter.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1957-1958 Italia Inter A 0 0 CI 1 1 - - - - - - 1 1
1958-1959 A 18 4 CI 4 1 CF 1 0 - - - 23 5
1959-1960 A 31 7 CI 1 3 - - - - - - 32 10
1960-1961 A 31 10 CI 3 1 CF 5 3 - - - 39 14
1961-1962 A 30 9 - - - CF 2 0 - - - 32 9
1962-1963 A 30 8 CI 1 0 - - - - - - 31 8
1963-1964 A 28+1[2] 6+0 - - - CC 5 2 - - - 34 8
1964-1965 A 30 8 CI 2 0 CC 5 1 CInt 3 2 40 11
1965-1966 A 30 3 - - - CC 4 1 CInt 2 0 36 4
1966-1967 A 32 4 - - - CC 9 1 - - - 41 5
1967-1968 A 24 2 CI 7 1 - - - - - - 31 3
1968-1969 A 27 4 - - - - - - - - - 27 4
1969-1970 A 23 2 CI 5 1 CF 8 0 - - - 36 3
1970-1971 A 29 3 CI 1 0 CF 2 0 - - - 32 3
1971-1972 A 29 2 CI 9 1 CC 2 0 - - - 40 3
1972-1973 A 21 3 CI 6 0 - - - - - - 27 3
Totale Inter 413+1 75+0 40 9 48 10 - - 502 94
1973-1974 Italia Genoa A 23 3 - - - - - - - - - 23 3
1974-1975 B 3 0 - - - - - - - - - 3 0
Totale Genoa 26 3 - - - - - - 26 3
Totale 439+1 78+0 40 9 42 10 - - 528 97

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
24/05/1961 Roma Italia Italia 2 – 3 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
15/06/1961 Firenze Italia Italia 4 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
15/10/1961 Tel Aviv Israele Israele 2 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 1962 2
04/11/1961 Torino Italia Italia 6 – 0 Israele Israele Qual. Mondiali 1962 1
27/03/1963 Istanbul Turchia Turchia 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1964 -
12/05/1963 Milano Italia Italia 3 – 0 Brasile Brasile Amichevole -
09/06/1963 Vienna Austria Austria 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
13/10/1963 Mosca URSS URSS 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1964 -
14/12/1963 Torino Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Amichevole -
10/05/1964 Losanna Svizzera Svizzera 1 – 3 Italia Italia Amichevole 1
04/11/1964 Genova Italia Italia 6 – 1 Finlandia Finlandia Qual. Mondiali 1966 -
13/03/1965 Amburgo Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
18/04/1965 Varsavia Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1966 -
16/06/1965 Malmö Svezia Svezia 2 – 2 Italia Italia Amichevole -
19/03/1966 Parigi Francia Francia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
18/06/1966 Milano Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Amichevole -
01/11/1966 Milano Italia Italia 1 – 0 URSS URSS Amichevole -
26/11/1966 Napoli Italia Italia 3 – 1 Romania Romania Qual. Euro 1968 -
22/03/1967 Nicosia Cipro Cipro 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1968 -
27/03/1967 Roma Italia Italia 1 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
10/05/1971 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
25/09/1971 Genova Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
09/10/1971 Milano Italia Italia 3 – 0 Svezia Svezia Qual. Euro 1972 -
Totale Presenze 23 Reti 4

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Compleanno Inter per Corso mitico «piede sinistro di Dio», gazzetta.it, 25 agosto 2001. URL consultato il 10 marzo 2014.
  2. ^ Spareggio scudetto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]