Giuliano Sarti

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Giuliano Sarti
Giuliano Sarti.png
Giuliano Sarti con la maglia della Fiorentina
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Portiere
Carriera
Giovanili
1949-195?
195?
San Matteo della Decima
Centese Centese
Squadre di club1
1953-1954 Bondenese Bondenese  ? (-?)
1954-1963 Fiorentina Fiorentina 220 (-206)
1963-1968 Inter Inter 147 (-122)
1968-1969 Juventus Juventus 10 (-10)
Nazionale
1959-1967 Italia Italia 8 (-5)
Carriera da allenatore
1970 Lucchese Lucchese
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giuliano Sarti (Castello d'Argile, 2 ottobre 1933) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Dopo essere cresciuto nel San Matteo della Decima (Seconda Categoria),[1] nella Centese e nella Bondenese, con la quale gioca titolare nel campionato di Promozione Regionale, arriva nel 1954 alla Fiorentina assieme a Raul Tassinari. Con la squadra viola esordisce in Serie A il 24 aprile 1955 contro il Napoli; all'inizio del campionato seguente, a 22 anni, si ritrova titolare al posto di Leonardo Costagliola: si tratta del campionato 1955-1956 e con lui fra i pali la Fiorentina vince il suo primo scudetto, perdendo solo all'ultima giornata contro il Genoa, subendo due gol negli ultimi dieci minuti. Lo scudetto porta la Fiorentina a disputare la Coppa dei Campioni, appena istituita, che la squadra viola perde in finale contro il Real Madrid di Raymond Kopaszewski, Alfredo Di Stefano, Rial e Francisco Gento. Nei quattro campionati che seguono quello vinto, la formazione toscana si piazza regolarmente al secondo posto, con Sarti ancora titolare.

L'errore di Sarti in Mantova-Inter del 1966-67

Dal 1958 il suo secondo diventa Enrico Albertosi, all'inizio della carriera. Con la Fiorentina conquista poi anche una Coppa Grasshoppers nel 1957, ed una Coppa Italia e Coppa delle Coppe, entrambe nel 1961. Con i gigliati perse le finali di Coppa delle Coppe 1961-1962, Coppa Italia 1958 e Coppa Italia 1959-1960.

Nell'estate 1963 passa all'Inter di Helenio Herrera, che si era imposta in campionato l'anno precedente. Nella prima stagione in nerazzurro perde lo spareggio scudetto con il Bologna, vincendo la Coppa dei Campioni, bissata l'anno successivo. Presto arrivano anche le vittorie in campionato, con gli scudetti del 1965 e 1966. Con i nerazzurri si aggiudica anche due Coppe intercontinentali nel 1964 e nel 1965.

Nel campionato 1966-1967, dopo un'annata condotta sempre in testa, l'Inter perde sia la finale di Coppa dei Campioni a Lisbona con il Celtic per 2-1, sia l'ultima partita della stagione, in trasferta, contro il Mantova per 1-0. In quest'ultimo incontro passa alla storia il suo errore decisivo in occasione della rete avversaria. La sconfitta relega l'Inter al secondo posto in classifica a vantaggio della Juventus.

Rimane in nerazzurro fino all'estate 1968, per poi trasferirsi alla Juventus, in cui chiude la carriera in Serie A, facendo da secondo a Roberto Anzolin, di cinque anni più giovane: trentenne Anzolin, trentacinquenne Sarti.

Gioca l'ultima stagione in Serie D, all'Unione Valdinievole, per poi abbandonare l'attività agonistica nel 1970.

È stato il primo portiere italiano - e finora l'unico - a disputare quattro finali di Coppa dei Campioni; perdendo la prima (con la Fiorentina contro il Real Madrid), vincendone due di fila (con l'Inter contro il Real Madrid e il Benfica) e perdendo la quarta (ancora con l'Inter, contro il Celtic). È stato pure, con Fabio Cudicini (Roma, Coppa delle Fiere) il primo portiere italiano a vincere un trofeo internazionale, ovvero la Coppa delle Coppe in maglia viola.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Arriva in Nazionale il 29 novembre 1959, contro l'Ungheria. Veste la maglia azzurra in otto partite.

Nel 1967 fa parte della selezione del Resto del Mondo che affronta la Nazionale spagnola, per celebrare il 65º compleanno del portiere Ricardo Zamora. La formazione FIFA vince 3-0 e ne fanno parte altri quattro italiani: Tarcisio Burgnich, Gianni Rivera, Sandro Mazzola e Mario Corso. È il terzo portiere italiano ad essere convocato dalla FIFA: prima di lui lo erano stati Aldo Olivieri negli anni quaranta e Lorenzo Buffon negli anni cinquanta. In seguito lo saranno Dino Zoff, Walter Zenga, Gianluca Pagliuca e Gianluigi Buffon.

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Benché intraprenda alcune attività nel settore del commercio e dei servizi, non lascia del tutto il mondo del calcio. Per un breve periodo siede sulla panchina della Lucchese, per poi occuparsi dei dilettanti dell'Audace Galluzzo. Si è stabilito da anni a pochi chilometri da Firenze, la città che lo ha lanciato nel giro del grande calcio. Nel 2013 entra nella Hall of Fame Viola.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Fiorentina: 1955-1956
Inter: 1964-1965, 1965-1966
Fiorentina: 1960-1961
Sarti con la maglia dell'Inter

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Inter: 1964, 1965
Inter: 1963-1964, 1964-1965
Fiorentina: 1960-1961
Fiorentina: 1952-1957
Fiorentina: 1959, 1960
Fiorentina: 1961

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giampiero Masieri, Il portiere che non è mai diventato un ex in La Nazione (Cronaca Firenze), 2 giugno 2013, p. 16.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franco Bovaio; Stefano Castelletti; Cristiano Ditta, Cuore viola. Il colore della passione, Firenze, Giunti, 2006, pp. 226-229.