Zdeněk Zeman

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Zdeněk Zeman
Zdenek Zeman.JPG
Zdeněk Zeman ai tempi del Lecce
Dati biografici
Nazionalità Cecoslovacchia Cecoslovacchia
Rep. Ceca Rep. Ceca (dal 1993)
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore
Squadra Cagliari Cagliari
Carriera
Carriera da allenatore
1966-1970 600px Celeste.png Cinisi
1970-1973 600px Bianco e Rosso.png Bacigalupo
1973-1976 600px Azzurro2.png Carini
1976-1977 600px Rosso2.png Misilmeri
1977-1979 600px Verde e Bianco.png Esakalsa
1979-1983 Palermo Palermo Giovanili
1983-1986 Licata Licata
1986-1987 Foggia Foggia
1987 Parma Parma
1988-1989 Messina Messina
1989-1994 Foggia Foggia
1994-1997 Lazio Lazio
1997-1999 Roma Roma
1999-2000 Fenerbahçe Fenerbahçe
2000 Napoli Napoli
2001-2002 Salernitana Salernitana
2003-2004 Avellino Avellino
2004-2005 Lecce Lecce
2006 Brescia Brescia
2006 Lecce Lecce
2008 Stella Rossa Stella Rossa
2010-2011 Foggia Foggia
2011-2012 Pescara Pescara
2012-2013 Roma Roma
2014- Cagliari Cagliari
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Zdeněk Zeman (Praga, 12 maggio 1947) è un allenatore di calcio ceco naturalizzato italiano, tecnico del Cagliari.

Biografia

Zdeněk Zeman nasce a Praga, in Cecoslovacchia, il 12 maggio 1947. Il padre Karel era primario ospedaliero mentre la madre, Květuše Vycpálková, era una casalinga.[2] Sarà lo zio materno Čestmír Vycpálek, ex allenatore della Juventus, a trasmettergli la passione per lo sport.

Nel 1968 Zeman si trasferisce a Palermo dallo zio Čestmír, ma proprio in questo periodo l'URSS invade la sua patria:[2] decide allora di rimanere in Italia. Qui otterrà la cittadinanza italiana nel 1975, nonché la sua laurea, all'ISEF di Palermo con una tesi sulla medicina dello sport, con il massimo dei voti. È stato professore di educazione fisica al liceo scientifico Gonzaga di Palermo.[3]

In Sicilia conosce Chiara Perricone, sua futura moglie, che gli darà due figli, Karel, anch'egli divenuto allenatore, e Andrea.[2] Conosce la donna, all'epoca una nuotatrice, nel periodo in cui è alla guida della società di nuoto Lauria.[3]

Zeman ha ispirato il cantautore Antonello Venditti, che nel 1999 ha scritto La coscienza di Zeman, contenuta nell'album Goodbye Novecento.

Nel 2009 esce il film-documentario Zemanlandia, con regia di Giuseppe Sansonna.

Viene chiamato giornalisticamente anche il boemo per via delle sue origini cecoslovacche, e Sdengo,[4] soprannome attribuitogli dal presidente del Foggia Pasquale Casillo negli anni di Zemanlandia.

Possiede il passaporto italiano.

Caratteristiche tecniche

Utilizza il modulo tattico 4-3-3,[5] offensivo e spettacolare[6] fin dal reparto difensivo che, schierato in linea, si muove a ridosso della linea mediana del campo.[7] I terzini effettuano sovrapposizioni a ripetizione,[7] mentre il centrocampista centrale è in grado di fare sia il regista che di inserirsi in area di rigore,[5] e anche gli altri due centrocampisti partecipano alla fase offensiva.[5] Le due ali, invece, si muovono liberamente su tutto il fronte d'attacco senza dare punti di riferimento.[5] Questo schema tattico è abbinato al ricorso a ripetute verticalizzazioni e alla palla giocata bassa.[7]

Carriera

Gli esordi

Quando era ancora in Cecoslovacchia ha praticato hockey su ghiaccio, pallanuoto e pallamano; anche in Italia giocava a quest'ultima disciplina, diventando allenatore e giocatore dell'Omeostasi.[3]

Le sue prime esperienze come allenatore in Italia avvengono in squadre siciliane dilettantistiche (Cinisi, Bacigalupo su segnalazione di Marcello Dell'Utri,[3] Carini, Misilmeri ed Esakalsa) per poi prendere il patentino di allenatore professionista a Coverciano nel 1979;[8][8] grazie anche all'intercessione dello zio, è chiamato ad allenare le giovanili del Palermo, dove resta fino al 1983 allenando Giovanissimi e Primavera.[8] Qui viene soprannominato il muto da parte di Franco Marchione, all'epoca accompagnatore delle giovanili della squadra rosanero.[3] Nel marzo del 1981 l'allenatore della prima squadra del Palermo Fernando Veneranda viene esonerato, ma Zeman non può prendere il suo posto in panchina poiché qualche giorno prima era stato squalificato per aver alzato la voce durante una partita della Primavera;[3] in panchina, in occasione della partita vinta per 3-1 sul Milan, ci va così Erminio Favalli, ma la gara era stata comunque preparata tatticamente proprio da Zeman.[3]

Dopo tre buone stagioni a Licata (tra cui la vittoria del campionato di Serie C2 del 1984-85 portando così la squadra siciliana per la prima volta nella sua storia in Serie C1), viene ingaggiato prima dal Foggia in Serie C1 chiudendo il campionato all'ottavo posto (con cinque punti di penalizzazione senza i quali la squadra avrebbe concluso quarta) e poi dal Parma in Serie B, dove durante il precampionato riuscirà a sconfiggere per 2-1 il Real Madrid per essere poi esonerato qualche mese dopo.[9] Zeman torna quindi in Sicilia alla guida del Messina, chiuderà il campionato all'ottavo posto con il miglior attacco del campionato lanciando Salvatore Schillaci che sarà capocannoniere a fine campionato.[8]

Zemanlandia: il "Foggia dei miracoli"

Zeman ai tempi della prima esperienza al Foggia

Dopo una stagione alla guida del Messina viene ingaggiato nuovamente dal Foggia, neopromosso in Serie B, alla cui presidenza c'è Pasquale Casillo.[8] Nasce quindi, nel 1989, il "Foggia dei miracoli",[8][10] caratterizzato da un 4-3-3 spiccatamente offensivo e da un gioco spumeggiante.[11] La squadra, dopo aver vinto il campionato di Serie B 1990-1991 con il miglior attacco del campionato grazie al contributo determinante del trio delle meraviglie composto da Francesco Baiano (capocannoniere del campionato), Giuseppe Signori e Roberto Rambaudi,[6] (i primi due riusciranno anche a giocare qualche partita in nazionale maggiore nel periodo a Foggia) si salverà per tre stagioni nella massima serie, ottenendo un nono posto (con il secondo migliore attacco del campionato, dietro al Milan campione) e, nonostante la cessione del trio delle meraviglie, un undicesimo e nuovamente un nono posto sfiorando l'ingresso in Coppa UEFA,[8] venendo sconfitto (0-1) dal Napoli all'ultima giornata di campionato. In queste stagioni lancerà nel calcio ad alti livelli anche Luigi Di Biagio,[12] che ritroverà nel suo periodo alla Roma in cui, sotto la gestione del Boemo, riuscirà anche a conquistare la nazionale maggiore, Francesco Mancini e i due russi Igor' Kolyvanov e Igor' Šalimov.

Le esperienze romane

Per la stagione 1994-1995 viene ingaggiato dalla Lazio in cui ritrova come giocatore Giuseppe Signori e acquisterà Roberto Rambaudi che raggiungerà anche la nazionale maggiore in questo periodo. Con la compagine biancoceleste il tecnico boemo centra al suo primo anno il secondo posto, dopo aver battagliato per un certo periodo per lo scudetto, con il miglior attacco del campionato merito anche delle vittorie con largo margine con Fiorentina (8-2) e Foggia (7-1), oltre alle vittorie contro Inter (4-1), Milan (4-0) e Juventus (3-0), che si alternano a sconfitte come lo 0-3 incassato nel derby d'andata contro la Roma. La compagine romana arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA persi col Borussia Dortmund, mentre in Coppa Italia la squadra capitolina si fermerà in semifinale eliminata da una doppia sconfitta con la Juventus.

La seconda stagione sulla panchina della Lazio segue la falsariga della prima, con risultati come il 4-0 sulla Juventus campione d'Italia che permettono ai biancocelesti di giungere al terzo posto (con il miglior attacco del campionato e Giuseppe Signori caponnoniere). In Coppa Italia i biancocelesti sono eliminati dall'Inter ai quarti di finale, mentre in Coppa UEFA dove la Lazio non andrà oltre i sedicesimi eliminati dai francesi del Lione.

Alla terza stagione, dopo la cessione di giocatori chiave come Bokšić, Di Matteo e Winter[13], la Lazio non riesce ad esprimersi bene durante il girone d'andata e viene eliminata in Coppa Italia ai quarti contro il Napoli (poi finalista perdente della competizione) e in Coppa UEFA ai sedicesimi da parte del Tenerife. Dopo la sconfitta interna subita da parte del Bologna per 1-2, il 27 gennaio 1997, il tecnico boemo viene esonerato. In quest'esperienza ha lanciato Alessandro Nesta, Marco Di Vaio[7] e Pavel Nedvěd.[14]

Per l'annata successiva il presidente Franco Sensi gli offre la panchina della Roma e Zeman accetta di prendere la squadra che l'anno precedente era arrivata dodicesima in Serie A salvandosi alla quartultima giornata. Con l'acquisto di Cafu e Candela[13] ottiene il quarto posto e nel campionato 1998-1999, ancora alla Roma, Zeman giunge quinto non venendo confermato per la stagione successiva, avendo comunque in entrambi gli anni il miglior attacco del campionato.

Nella parentesi giallorossa Marco Delvecchio e Francesco Totti (che diventa capitano in quel periodo[15][16]) sono autori di notevoli prestazioni.[7][17]

Dalla Turchia alla Campania

Dopo l'esperienza in Turchia con il Fenerbahçe di tre mesi, in cui conquista tre vittorie, cinque pareggi e due sconfitte,[9] si dimette e ritorna in Italia per allenare il Napoli appena promosso in Serie A. Dopo due punti conquistati in 6 partite viene esonerato dal neo presidente Corbelli; a fine stagione il Napoli, guidato da Mondonico, retrocederà in Serie B. L'anno successivo Zeman torna in Serie B sempre in Campania, prima con la Salernitana (raggiungendo un sesto posto con Fabio Vignaroli vice-capocannoniere del campionato e venendo esonerato l'anno dopo[18] con una squadra formata da giocatori presi da categorie inferiori tra cui un giovane Gennaro Sardo[19]) successivamente nella stagione 2003-2004, con l'Avellino dove ritrova il presidente Pasquale Casillo e il direttore sportivo Peppino Pavone. Con gli irpini lancia l'attaccante bielorusso Vitali Kutuzaŭ, il difensore Matteo Contini[20] e fa esordire da titolare il giovane centrocampista italiano Antonio Nocerino, al primo anno da professionista: la squadra retrocede in Serie C1 e il boemo lascia la panchina campana.

La prima esperienza a Lecce

Lo schema tattico preferito da Zeman: il 4-3-3.

Nella stagione 2004-2005 Zeman torna in Serie A sulla panchina del Lecce, ottenendo la salvezza e lanciando Mirko Vučinić, Valeri Božinov[7] (ceduto a metà campionato) e Marco Cassetti che riceverà anche la convocazione nella nazionale italiana[21] (primo giocatore nella storia del Lecce). Al termine della stagione il rapporto contrattuale non è rinnovato. Zeman conclude l'annata con il secondo migliore attacco del campionato, con un solo gol in meno della Juventus campione, anche se la difesa giallorossa risulta la più battuta del campionato italiano (per la prima volta nella storia del Campionato il club che aveva subito più gol non retrocedette).

Parentesi bresciana e ritorno in Salento

Il 5 marzo 2006 Zeman assume la guida tecnica del Brescia, squadra di Serie B, dichiarando di voler giocare le restanti undici partite per vincere e per portare la squadra a giocare i play-off per la promozione in Serie A.[22] Il boemo è chiamato a sostituire Rolando Maran, esonerato dal presidente Gino Corioni malgrado fosse reduce da una vittoria per 3-0 e nonostante la squadra si trovasse al quinto posto in classifica. Alla fine della stagione il Brescia guidato da Zeman resta in Serie B dopo aver mancato la qualificazione ai play-off.

Il 21 giugno 2006 il Lecce ufficializza l'ingaggio di Zeman, che ritorna così sulla panchina dei giallorossi dopo un anno. In Serie B, dopo aver chiuso l'anno solare nella seconda metà della classifica e dopo 10 sconfitte in 18 partite di campionato, la dirigenza salentina decide di esonerare il tecnico boemo alla vigilia di Natale, il 24 dicembre 2006, mentre si trova in vacanza a Praga. Al suo posto è ingaggiato Giuseppe Papadopulo. In quell’anno comunque Zeman lancia un giovane Pablo Osvaldo[23] e Giuseppe Vives [24] da lui voluti nel calciomercato estivo.

Stella Rossa

Il 17 giugno 2008 diventa allenatore della Stella Rossa,[8] subentrando ad Aleksandar Janković. I risultati sono negativi:[25] la squadra non riesce ad accedere alla Coppa UEFA venendo eliminata dai ciprioti dell'Apoel Nicosia. In campionato la Stella Rossa dopo tre giornate si trova ultima in classifica con un punto e zero gol segnati, posizione che, insieme a qualche polemica con la dirigenza, conduce alla rescissione consensuale di Zeman con il club.[26]

Il ritorno a Foggia

Il 20 luglio 2010 il vecchio presidente degli anni della ribalta Pasquale Casillo e altri imprenditori riacquistano ufficialmente il Foggia,[27] richiamando come allenatore Zeman[28] e riformando il trio del "Foggia dei miracoli" con Giuseppe Pavone come direttore sportivo.[29]

Dopo aver concluso la stagione al sesto posto con il miglior attacco (in larga parte conseguito con la coppia formata da Lorenzo Insigne e Marco Sau capocannoniere del campionato), e la difesa più battuta, sfiorando i play-off, il 23 maggio 2011 dichiara in conferenza stampa che la sua avventura in rossonero è terminata, poiché deluso dai risultati conseguiti.[30] In questa stagione ha lanciato Vasco Regini[31] e Moussa Koné che verrà convocato anche per la nazionale olimpica della Costa d'Avorio[32]

Pescara

Il 21 giugno 2011 diventa l'allenatore del Pescara, in Serie B.[33][34] Il 20 maggio 2012 riporta la squadra abruzzese in Serie A dopo diciannove anni,[35] vincendo il campionato.[36] La squadra adriatica totalizza 83 punti in 42 partite, vincendone 26, pareggiandone 5 e perdendone 11. Le vittorie conseguite in trasferta sono 12. La sua squadra realizza 90 gol (miglior attacco del campionato) e ne subisce 55. In questa stagione ha lanciato Ciro Immobile (capocannoniere del campionato), Lorenzo Insigne (già allenato a Foggia) e Marco Verratti,[5][7] che assieme a Marco Capuano e Simone Romagnoli saranno convocati nella Nazionale Under-21 e Moussa Koné (questi ultimi due già allenati a Foggia) esordirà in nazionale maggiore della Costa d'Avorio[37], stabilendo così anche il record di convocazioni per il Pescara.[38]

Il 17 febbraio 2013 viene premiato con la Panchina d'argento, riferita all'annata precedente alla guida del Pescara.[39]

Il ritorno alla Roma

Il 2 giugno 2012 annuncia l'addio alla precedente squadra e il conseguente passaggio sulla panchina della Roma[40] a partire dal 1º luglio 2012.[41] Con la società giallorossa, alla quale ritorna a distanza di tredici anni, firma un contratto biennale[42]: nella sua carriera mai aveva firmato contratti di questa durata, ma solo accordi annuali.[43] Il suo staff tecnico consta di Vincenzo Cangelosi come allenatore in seconda, Giacomo Modica come collaboratore tecnico e Roberto Ferola come preparatore atletico.[41]

Dopo aver debuttato in campionato in casa contro il Catania (2-2), il 2 settembre ottiene la vittoria a Milano contro l'Inter per 3-1 permettendo ai giallorossi di tornare a vincere in casa dei nerazzurri in campionato dopo cinque anni. Il 2 febbraio 2013, dopo la sconfitta interna contro il Cagliari (2-4) della 23ª giornata e con la Roma all'ottavo posto in graduatoria, viene esonerato dall'incarico.[44]

Nel corso della stagione ha lanciato i giovani Alessandro Florenzi[45][46] (che nel corso dell'annata esordirà con la Nazionale maggiore) e Marquinhos[47][48], calciatori voluti dall'allenatore boemo.

Cagliari

Il 2 luglio 2014 diventa l'allenatore del Cagliari.[49]

Controversie

Accuse di abuso di farmaci nel calcio italiano (1998)

Dopo un quarto posto in campionato con la Roma, nel luglio del 1998 Zeman lanciò la sua accusa di abuso di farmaci nei confronti del mondo del calcio:[50] Le polemiche si estesero all'intero campionato italiano coinvolgendo lo stesso Zeman, al quale si imputò d'aver fatto assumere, per alcuni giorni, la creatina ai giocatori della Lazio mentre era tecnico del club.[51] Da tali dichiarazioni di Zeman nacque una indagine diretta dal pubblico ministero torinese Raffaele Guariniello che coinvolse diverse squadre, tra cui, la Juventus, il Torino, la Roma e il Parma;[52][53] solo nel caso delle squadre torinesi fu aperto un processo in quanto erano originarie della giurisdizione di Guariniello.[54]

Il 12 agosto Zeman fu ascoltato dalla procura di Torino mentre il 29 agosto toccò al presidente della Federcalcio Luciano Nizzola; nel frattempo vennero sequestrate le cartelle cliniche dei giocatori della Juventus. Il 4 settembre si cominciò a parlare di irregolarità nei controlli antidoping e venne fuori che nei laboratori del CONI all'Acquacetosa gli esami del doping erano solo parziali e così fu sospeso il dottor Gasbarrone. Il 19 settembre il laboratorio dell'Acquacetosa dovette ammettere che era scomparsa una parte dei controlli antidoping riguardanti i calciatori. Due settimane dopo il presidente del CONI Mario Pescante si dimise. L'11 febbraio 1999 la commissione sanità del Senato approvò la legge che prevedeva da 1 a 3 anni di reclusione per chi somministrava o metteva in commercio sostanze dopanti. A fine maggio fu infine approvata questa legge: erano previste pene da 3 mesi a 3 anni.

Il 1º luglio a Zeman non fu rinnovato il contratto dalla Roma[55]. Il processo penale iniziò nel 2002: l'accusa fu di frode sportiva mediante somministrazione sistematica d'eritropoietina umana recombinante e attraverso l'abuso di altri farmaci. Tra il 1994 e il 1998, secondo l'accusa, la Juventus arrivò ad avere ben 281 tipi di specialità medicinali. Per la difesa ogni prodotto aveva una motivazione precisa. Il 31 gennaio di quell'anno il giudice Giuseppe Casalbore respinse tutte le eccezioni presentate dalla società bianconera. Nell'estate dell'anno successivo in tribunale inizia la processione di giocatori, dirigenti, medici e giornalisti chiamati in causa a testimoniare. Tra di loro i giocatori dell'epoca dei fatti contestati Fabrizio Ravanelli, Ciro Ferrara, Alessandro Birindelli, Nicola Amoruso, Paolo Montero, Angelo Peruzzi, Antonio Conte, Zinédine Zidane e proprio Gianluca Vialli. In aula quasi tutti dichiarano di non ricordare e ammisero di aver assunto soltanto medicine, antidolorifici e integranti.

Il 26 novembre 2004 in primo grado Antonio Giraudo fu assolto per insussistenza dei fatti a lui attribuiti, oltre a non esistere prove che confermassero la responsabilità diretta della società nella vicenda, mentre il dottor Riccardo Agricola fu condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione e viene riconosciuto colpevole di frode sportiva per la somministrazione off-label di medicinali compreso l'eritropoietina in base ai valori ematologici medi nonostante i risultati negativi riscontrati in tutti i controlli antidoping.[56]

In aprile 2005, la pubblica accusa ricorse contro la sentenza di primo grado, che venne ribaltata in favore della difesa in secondo grado. Il 26 aprile del medesimo anno, il Tribunale di Arbitraggio dello Sport (CAS/TAS) di Losanna, il massimo organismo mondiale giudicante lo sport, su richiesta presentata dalla Commissione Scientifica Antidoping del CONI il 7 marzo precedente, sancì che «l'uso di sostanze farmacologiche che non sono espressamente proibite dalla legge sportiva, e che non possono essere considerate come sostanze simili o associate a quelle espressamente proibite non può essere sanzionato con provvedimenti disciplinari[57][58] [...]». Il 14 dicembre 2005 si arrivò all'assoluzione sia per le accusi di doping e per l'uso off-label di farmaci a tutti gli imputati per insufficienza dei fatti e perché il fatto non era previsto come reato dalla legge, rispettivamente.[59] Nel primo caso, in quanto il presunto acquisto di EPO e/o la sua somministrazione – divenuta l'accusa principale del processo penale – non era stato provato, e dalla somministrazione delle medicinali non vietate «perché il fatto non costituisce reato».[59] Su questo punto, la Corte d'appello sancì che i farmaci somministrati ai calciatori della Juventus non rappresentavano doping e che la somministrazione di sostanze lecite atta a migliorare le prestazioni sportive non poteva (in generale, e quindi a prescindere dal club ed il suo medico) essere giudicata come tale in base della legislazione in vigore all'inizio dell'inchiesta della procura (L. 401/1989 sul calcio scommesse).[59]

Il processo ordinario si chiuse il 30 marzo 2007 con la sentenza della Corte di Cassazione che confermò l'assoluzione, pronunciata in Appello, degli imputati Riccardo Agricola e Antonio Giraudo dalle accuse legate al doping, concludendo che nel periodo indagato non era stato accertato alcun tipo di positività a sostanze dopanti da parte dei calciatori bianconeri, i cui valori ematologici medi erano simili alla media della popolazione nazionale, e che l'acquisto e/o somministrazione di EPO agli atleti della società non è stato ritenuto provato da nessun atto del processo,[60] ma accolto il ricorso della procura, che annullò in parte qua[61] la sentenza di secondo grado per la somministrazione, a carico del medico sociale, di medicinali non vietate diversi dall'eritropoietina, in quanto la Corte d'Appello, pur ribaltando l'esito in primo grado, non considerò alcuni argomenti trattati in quel processo, tra le quali le dichiarazioni dei propri atleti,[62] pur non essendo all'epoca ancora in vigore la legge sul particolare – introdotta il 14 dicembre 2000 –, è stato ritenuto che la somministrazione eccessiva di farmaci (o uso in condizioni off-label) potesse costituire una violazione della L.401/1989, l'unica applicabile al periodo indagato.[63] La corte giudicò la necessità di svolgere un nuovo processo per confermare tale ipotesi poiché nel frattempo le liste di farmaci consentiti era stata modificata,[61] il quale non ebbe luogo per la prescrizione della accusa in oggetto dal 12 febbraio 2007.[61]

Querela contro Luciano Moggi (2009)

Il 20 novembre 2009 Zeman è intervenuto nel corso del processo di Calciopoli a Napoli affermando che Luciano Moggi, direttore generale della Juventus ai tempi dello scandalo del doping e definito dal boemo "il grande burattinaio del calcio italiano", gli avrebbe rovinato la carriera perché la sua colpa sarebbe stata quella di aver innescato, con le sue affermazioni, il processo doping alla Juventus e così i vertici del "sistema" avrebbero fatto terra bruciata intorno al suo nome. Secondo il boemo sarebbero stati manipolati i suoi esoneri con il Napoli (ingaggiato con il consenso di Moggi e esonerato già alla settima giornata), la Salernitana e il Lecce (quando ebbe l'incarico, il vicepresidente dei salentini Moroni "fu rimproverato perché mi aveva preso" da Antonio Giraudo, allora dirigente bianconero); al Palermo e al presidente del Bologna Gazzoni Frascara fu vietato l'ingaggio di Zeman; al presidente dell'Avellino Pasquale Casillo nel 2004 fu consigliato il suo esonero per evitare la caduta degli irpini in Serie C1 che poi puntualmente si sarebbe realizzata lo stesso a causa del "sistema". Si è inoltre soffermato su Lecce-Juventus, che l'arbitro avrebbe fatto giocare nonostante a giudizio di Zeman il campo fosse impraticabile, e Lecce-Parma, quando "fino a mezz'ora dalla fine abbiamo giocato poi abbiamo smesso, anzi la squadra smise..." e lui per protesta si mise con le spalle alla panchina.[64][65]

Nell'udienza successiva, uscendo dal tribunale, Moggi ha detto a La Gazzetta dello Sport: "Se Zeman pensa che sia stato io a farlo esonerare per rovinargli la carriera, dovrebbe ringraziarmi perché ha guadagnato cinque miliardi di lire netti per un anno". Moggi ha spiegato inoltre che Zeman è stato esonerato dal Napoli, dalla Lazio, dalla Salernitana, dal Lecce, dal Fenerbahce e dalla Stella Rossa "perché non sa allenare, è lento e impacciato nel parlare e i giocatori non lo capiscono". Per queste frasi Zeman ha querelato Moggi, un giornalista e l'allora direttore del quotidiano per diffamazione. La Procura di Milano ha poi chiesto il rinvio a giudizio per Moggi ma il 7 novembre 2012 il gup Varanelli lo ha prosciolto perché il "fatto non costituisce reato".[66]

Palmarès

Allenatore

Licata: 1984-1985
Foggia: 1990-1991
Pescara: 2011-2012

Individuale

1996
2011-2012

Curiosità

Note

  1. ^ UltimoUomo.com - Oltre al risultato
  2. ^ a b c Biografia, zeman.org. URL consultato il 20 aprile 2010.
  3. ^ a b c d e f g ZEMAN, il "palermitano" che allena la Roma. Dalla Bacigalupo al Palermo. E Mondello, la moglie... Manierosanero.it
  4. ^ Zdenek, Sidonio e Sdengo: i nomi di un enigma archiviostorico.corriere.it
  5. ^ a b c d e La storia di Zeman Super-calcio.it
  6. ^ a b Zeman: "Roma, un giorno tornerò" sport.notizie.it
  7. ^ a b c d e f g I grandi moduli del calcio: il 4-3-3 di Zeman Foggialandia.it
  8. ^ a b c d e f g h Carriera, zeman.org. URL consultato il 20 aprile 2010.
  9. ^ a b Selcuk Manav, Fabio Licari, Zeman abbandona il Fenerbahce: «Ho fallito» in La Gazzetta dello Sport, 13 gennaio 2000, p. 16. URL consultato il 20 aprile 2010.
  10. ^ Fabio Monti, C'era una volta il Foggia dei miracoli in Corriere della Sera, 23 luglio 1992. URL consultato il 22 giugno 2011.
  11. ^ Foggia torna Zemanlandia: Casillo di nuovo presidente in Tuttosport.com, 14 luglio 2010. URL consultato il 21 luglio 2010.
  12. ^ la Repubblica/sport: Di Biagio, uno nato alla scuola Zeman
  13. ^ a b Zeman e gli invidiosi etici « Guerin Sportivo
  14. ^ Juventus, Nedved: «Sempre grato a Zeman, Cavani ideale. Inter..» | Calcio News 24
  15. ^ Scheda di Totti Francesco, ANSA.it. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  16. ^ Gaetano Imparato, Totti capitano di lungo corso in La Gazzetta dello Sport, 2 novembre 1998, p. 18. URL consultato il 5 dicembre 2009.
  17. ^ Totti, più muscoli al servizio della fantasia
  18. ^ Federico Magnifici, Salernitana:Zeman esonerato in Tuttomercatoweb.com, 27 dicembre 2002. URL consultato il 29 maggio 2011.
  19. ^ Salerno, la carica degli sconosciuti - la Repubblica.it
  20. ^ Matteo Contini, ecco il profilo del calciatore - Tutto Napoli
  21. ^ CASSETTI: "De Rossi, dai retta a Zeman. Sono arrivato in Nazionale grazie a lui" - RomaNews.eu | Notizie di calciomercato as Roma, news di calcio italiano ed internazionale
  22. ^ Livia Taglioli, Zeman: "Basta col giardinaggio" in Gazzetta.it, 06 marzo 2010. URL consultato il 14 luglio 2010.
  23. ^ Juventus, Osvaldo e la scuola Zeman: «Nemmeno lui sa quanto è forte» | Calcio News 24
  24. ^ La Stampa - Il Toro ha il suo regista:Vives, pupillo di Zeman
  25. ^ Stella Rossa ultima Esonerato Zeman in Gazzetta.it, 7 settembre 2008. URL consultato il 21 aprile 2010.
  26. ^ Zeman addio, anche la Stella Rossa lo caccia - la Repubblica.it
  27. ^ Ufficiale: Zeman a Foggia in corrieredellosport.it, 20 luglio 2010. URL consultato il 20 luglio 2010.
  28. ^ Ufficio Stampa, Zdenek Zeman è il nuovo allenatore del Foggia. Domani la presentazione in USFoggia.it, 20 luglio 2010. URL consultato il 21 luglio 2010.
  29. ^ Lino Zingarelli, Casillo e Zeman si riprendono il Foggia. Con Pavone torna la «triade» da sogno in CorrieredelMezzogiorno.it, 14 luglio 2010. URL consultato il 14 luglio 2010.
  30. ^ Zeman lascia il Foggia, non ho vinto in CorrieredellaSera.it, 23 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  31. ^ Regini: "Zeman? Mi ha fatto crescere tanto" - Sampdoria - TMW
  32. ^ Pescara, Konè out tre settimane per gli mpegni con la Nazionale Olimpica della Costa D'Avorio - SerieBnews.com | SerieBnews.com | Serie Bwin News | Notizie in diretta e tempo ...
  33. ^ Ufficiale: Zeman sarà presentato sabato in PescaraCalcio.com, 21 giugno 2011. URL consultato il 10 ottobre 2011.
  34. ^ L'ennesima ripartenza di Zeman Lo spettacolo ora è a Pescara in Gazzetta.it, 22 giugno 2011. URL consultato il 22 giugno 2011.
  35. ^ Il Pescara sbanca anche Marassi:Zeman le regala la A dopo 19 anni, gazzetta.it, 20 maggio 2012.
  36. ^ Serie B: Pescara vince e chiude primo, gazzetta.it, 26 maggio 2012.
  37. ^ http://www.forzapescara.tv/pescara-calcio/959-moussa-kone-seguendo-zeman-possiamo-fare-un-bel-campionato.html
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Bibliografia

  • Nicola Berardino, Pino Autunno, Zèman o Zemàn, Mancosu, 1995.
  • Manlio Cancogni, Il mister, Fazi, 2000.
  • Stefano Marsiglia, Zeman. L'ultimo ribelle, Malatempora, 2005. ISBN 88-8425-097-8

Filmografia

  • Giuseppe Sansonna, Zemanlandia, 2009
  • Giuseppe Sansonna, Due o tre cose che so di lui, 2010

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