Čestmír Vycpálek

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Čestmír Vycpálek
Čestmír Vycpálek, Juventus.jpg
Vycpálek alla guida della Juventus negli anni settanta
Dati biografici
Nazionalità Cecoslovacchia Cecoslovacchia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1958 - giocatore
1974 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1939-1941 Slavia Praga Slavia Praga 11 (7)
1941-1942 Zidenice Židenice 19 (19)
1942-1943 Slavia Praga Slavia Praga 36 (15)
1943-1944 Nitra Nitra  ? (?)
1944-1946 Slavia Praga Slavia Praga  ? (14)
1946-1947 Juventus Juventus 27 (5)
1947-1952 Palermo Palermo 143 (23)
1952-1958 Parma Parma 151 (28)
Nazionale
 ???? Cecoslovacchia Cecoslovacchia  ? (?)
Carriera da allenatore
1958-1960 Palermo Palermo
1960-1961 Siracusa Siracusa
1962-1964 Marzotto Marzotto
 ???? Palermo Palermo Giovanili
 ???? 600px Nero e Azzurro (Strisce).png Juve Bagheria
1970 Mazara Mazara
1970-1971 Juventus Juventus Giovanili
1971-1974 Juventus Juventus
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Čestmír Vycpálek (Praga, 15 maggio 1921Palermo, 5 maggio 2002) è stato un allenatore di calcio e calciatore cecoslovacco, di ruolo centrocampista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Přemysl vedeva in lui un grande campione, e da grande tifoso dello Slavia Praga, ogni settimana portava Čestmír allo stadio "Spartan". Invece la madre Jarmila voleva che il giovane concludesse gli studi. Čestmír supera con successo le classi del ginnasio e quelle dell'Accademia Commerciale e a 17 anni ha già un diploma ed il lasciapassare dei dirigenti dello Slavia Praga per giocare nella prima squadra. Nel 1944, in piena seconda guerra mondiale Čestmír viene deportato nel campo di concentramento di Dachau ove passò otto mesi in condizioni estreme.[1]

È morto la mattina del 5 maggio 2002, lo stesso giorno in cui la Juventus vinceva il suo 26º scudetto e – trent'anni prima – era morto un suo figlio (nato a Palermo) nell'incidente aereo del Volo Alitalia 112.

Era lo zio materno di Zdeněk Zeman e veniva soprannominato informalmente Cesto.[2] Aveva vissuto a Mondello una volta finita la carriera sportiva.[3] È sepolto a Palermo.[4]

Il 31 luglio 2013 il Comune di Palermo e la Prefettura hanno deliberato l'istanza di rinomina del piazzale antistante lo Stadio Renzo Barbera a favore di Vycpálek.[5]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Giocava come centrocampista, in particolare mezzala destra, e possedeva una buona visione di gioco.[6]

Giocatore di classe, aveva un carattere forte, trascinatore, da leader.[2] Assomigliava come tipo di gioco a Giovanni Ferrari: aveva un'ottima tecnica, un eccellente controllo di palla e una buona visione di gioco e la capacità di valutare le situazioni tattiche per comportarsi di conseguenza. Quando si avvicinava all'area di rigore diventava molto pericoloso per gli avversari perché era dotato di un tiro molto potente e preciso.[1]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Era bravo a valorizzare i giovani.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Vycpálek in maglia bianconera nel secondo dopoguerra

Iniziò a giocare con lo Slavia Praga. Dopo la fine della seconda guerra mondiale (nel corso della quale fu internato nel campo di concentramento di Dachau), nel 1945 impressiona positivamente i tecnici dello Slavia Praga che lo vogliono nella rappresentativa boema.[1]

Il segretario generale della Juventus Artino era rimasto impressionato dalla coppia dello Slavia Praga Vycpálek-Korostelev. Il duo accetta l'offerta della squadra torinese divenendo entrambi i primi calciatori stranieri della squadra bianconera nel dopoguerra. Esordisce il 6 ottobre 1946 nella sfida contro il Milan: anche grazie a Vycpálek la Juventus rimonta da 3-1 a 3-3 e il calciatore cecoslovacco segnerà la rete del 3-2.[1]

Vycpálek in acrobazia con la maglia del Palermo

Vycpálek giocò a Torino soltanto la stagione 1946-1947 collezionando 27 presenze e 5 reti, dopodiché passò al Palermo, all'epoca in Serie B. Con il club siciliano, dove rimase per cinque stagioni, vede la definitiva consacrazione, centrando la promozione in Serie A già alla prima (1947-1948) e divenendo capitano della squadra: così facendo, diventò il primo straniero ad aver vestito la fascia da capitano in un campionato italiano di Serie A.[2] È stato anche il primo calciatore straniero del Palermo a segnare una tripletta in Serie A, nella partita del 23 ottobre 1949 vinta per 3-0 sulla Roma.[8]

Nella stagione 1952-1953 si trasferì al Parma, con cui terminò la carriera da calciatore.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Allo stadio "Spartan" la selezione boema ospita la Jugoslavia: Vycpálek realizza un gol di testa e la partita si conclude 1-1. Vycpálek rimarrà in Nazionale per sette anni.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Vycpálek iniziò la carriera di allenatore nel 1958 a Palermo, città in cui fece in seguito trasferire la sua famiglia dopo l'occupazione della Cecoslovacchia da parte dell'Armata Rossa durante la primavera di Praga. Venne esonerato dalla panchina del Palermo il 15 maggio 1960, poco ore prima dell'inizio di Inter-Palermo (3-3) per decisione del segretario Totò Vilardo.[9][10]

Oltre al Palermo, guidò Siracusa, Valdagno e Juve Bagheria.

Nel 1970, dopo essere stato esonerato dal Mazara, che giocava nel campionato di Serie D, ritornò alla Juventus, grazie anche al suo vecchio amico Giampiero Boniperti, diventando allenatore delle giovanili. Nel 1971, dopo l'improvvisa morte di Armando Picchi, fu nominato allenatore della prima squadra. Alla guida della squadra torinese per il successivo triennio, Vycpálek vinse due scudetti consecutivi nelle stagioni 1971-1972 e 1972-1973, disputando poi nel 1973 le finali di Coppa dei Campioni e Intercontinentale. Nell'annata 1971-1972 ricevette inoltre il trofeo Seminatore d'oro, unico allenatore non italiano (insieme a Nils Liedholm) a essere stato insignito con tale riconoscimento.

Nel 1974 lasciò la panchina bianconera a Carlo Parola, rimanendo nello staff tecnico della Juventus divenendone osservatore.[1]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Slavia Praga: 1939-1940, 1941-1942, 1942-1943
Palermo: 1947-1948
Parma: 1953-1954

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Juventus: 1971-1972, 1972-1973

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1971-1972

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Gli eroi in bianconero: Cestmír VYCPALEK Tuttojuve.com
  2. ^ a b c I personaggi più rappresentativi nella storia Cuorerosanero.com
  3. ^ Luigi Tripisciano, Album rosanero, Palermo, Flaccovio Editore, giugno 2004, p. 124, ISBN 88-7804-260-9.
  4. ^ Dal Nord con amore: rosanero venuti dal ‘continente’ Golsicilia.it
  5. ^ Palermo, piazzale antistante il "Barbera" intitolato a Vycpalek Tuttomercatoweb.com
  6. ^ Marco Sappino, Dizionario del calcio italiano, vol. 1, Baldini & Castoldi, novembre 2000, p. 612.
  7. ^ Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, p.71, ISBN 88-8207-144-8.
  8. ^ Pastore nella storia del derby di Sicilia Ilpalermocalcio.it
  9. ^ Vecchie glorie: Vernazza allenatore per un giorno Repubblica.it
  10. ^ Glorie Rosanero, Santiago "Ghito" Vernazza Tuttopalermo.net

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]