Delio Rossi

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Delio Rossi
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Dati biografici
Nome Delio Rossi
Nato 26 gennaio 1960
Rimini
Paese bandiera Italia
Nazionalità
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Morto
Altezza {{{altezza}}} cm
Peso {{{peso}}} kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Squadra
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
Squadre di club1
1978-1980 Forlimpopoli 54 (2)
1980-1981 Cattolica 29 (3)
1981-1987 Foggia 127 (43)
1987-1988 Vis Pesaro 22 (0)
1988-1989 Fidelis Andria 15 (0)
Nazionale
Carriera da allenatore
1990-1991 Torremaggiore
1991-1993 Foggia (giovanili)
1993-1995 Salernitana
1995-1996 Foggia
1996-1997 Pescara
1997-1999 Salernitana
1999-2000 Genoa
2000-2001 Pescara
2002-2004 Lecce
2004-2005 Atalanta
2005-2009 Lazio
Incontri disputati

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Palmarès

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 19 agosto 2007

Delio Rossi (Rimini, 26 gennaio 1960) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.


Indice

[modifica] Carriera

Esordisce come giocatore nella Puteolana dove trascorre due stagioni dal 1978 al 1980, poi passa al Cattolica ed infine approda nel 1981 al Foggia nel quale giocherà fino al 1987 (130 presenze e 3 reti). Dopo un anno al Vis Pesaro (87-88) ed un altro all'Andria conclude la sua carriera da calciatore. Conseguito quasi subito il patentino di allenatore, inizia nel 1990 nel campionato promozione allenando l'US Torremaggiore per poi passare alle giovanili del Foggia e, nel 1993, passa ad allenare la Salernitana nella serie C1. Fu questa una stagione memorabile per il tecnico romagnolo, che, partito tra gli scetticismi della piazza (vedi contestazione dei tifosi in una amichevole precampionato a Lagonegro), al termine della stagione regolare, conclude il campionato di C1-B al secondo posto con la Reggina e alle spalle del Perugia e conquistando l'accesso ai play off. Le vittorie contro la Lodigiani per 4 - 0 e la Juve Stabia per 3 - 0 permettono a Rossi di ottenere la promozione in Serie B al primo anno da allenatore professionista. L'esordio in Serie B con i campani è brillante: la Salernitana esprime un gioco a tratti esaltante, riuscendo quasi nell'impresa del doppio salto dalla C alla A in due anni. Il sogno granata si spezza allo stadio Azzurri d'Italia di Bergamo, all'ultima giornata di campionato contro l'Atalanta che vincendo 2 ad 1, conquista la promozione proprio ai danni della Salernitana. Al termine del campionato, nel luglio 1995 Rossi torna al Foggia, per passare poi al Pescara nel 1996, dove dopo un girone d'andata strepitoso (imbattuto per le prime 12 giornate), la squadra ebbe un grosso calo di forma nel girone di ritorno, non riuscendo a trovare la promozione in A e posizionandosi al sesto posto.

Nel 1997 ritorna a Salerno e con una fantastica cavalcata - il cui apice è toccato nel dicembre '97 con la vittoria a Venezia e il sorpasso in classifica proprio ai danni del Venezia - conquista la promozione in Serie A. La Salernitana con un campionato esaltante riesce a stabilire il record di punti in serie cadetta e così gli venne affibiato il sopranome di "Profeta"[1] . L'anno seguente (1998-99) Rossi è esonerato due volte dal presidente Aniello Aliberti . La prima all'indomani della sconfitta di Vicenza, ma rimane in sella a furor di popolo - vedasi episodi incresciosi in una torrida conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Francesco Oddo; la seconda all'indomani della sconfitta di Perugia. Salerno lo ricorda ancora con grande affetto e tuttora i cori di incitamento provenienti dalla curva sud ancora inneggiano il suo nome, anche Mr.Delio non ha mai negato il suo amore per la città campana che non solo gli ha regalato le prime soddisfazioni importanti da tecnico ma ha dato i natali alla sua terzogenita Giulia. Delio Rossi, inoltre, ha ricevuto la cittadinanza salernitana ad honorem. Seguono le esperienze al Genoa e ancora al Pescara, sempre in B, grazie alla grande amicizia nata con Antonio Oliveri vice-presidente all'epoca della squadra abruzzese[senza fonte], dove fu esonerato e poi richiamato per concludere un campionato disastroso che finì con la retrocessione degli adriatici in serie C1. Rossi non dimenticò mai quella stagione disastrosa che tutt'ora rimane il suo più grande rimorso, come dichiarato in più momenti.

Nel gennaio 2002 subentra ad Alberto Cavasin sulla panchina del Lecce, ma non riesce ad imprimere la svolta ad una stagione ormai compromessa, conclusasi con la retrocessione in serie B. Nel 2002-2003 conquista la promozione in Serie A con i giallorossi salentini e l'anno successivo, dopo un girone di andata molto negativo, guida il Lecce ad uno straordinario recupero (10° posto finale e salvezza in Serie A), grazie anche a due vittorie di fila contro la Juventus al Delle Alpi (prima volta per i salentini) e l'Inter al Via del Mare.

Alla 15a giornata del campionato 2004-2005 gli viene affidata la guida tecnica dell'Atalanta ultima in classifica. Nonostante alcune prove di orgoglio, però, i nerazzurri non riescono a salvarsi dalla retrocessione. Delio Rossi ha comunque lasciato un ottimo ricordo a Bergamo venendo applaudito da tutto lo stadio nonostante la retrocessione gia matematica da alcune giornate

[modifica] Il periodo biancoceleste

Nell'estate 2005 approda alla Lazio di Claudio Lotito con un contratto per una stagione[2]. Nella prima stagione (2005-2006) ottiene sul campo un ottimo sesto posto, con la conseguente qualificazione alla Coppa Uefa ma, in seguito allo scoppio di Calciopoli, e la penalità di trenta punti da scontare nella stagione appena conclusa, la Lazio perde i requisiti per la partecipazione alla Coppa Uefa 2007. Il 10 marzo 2006 Rossi firma l'estensione del contratto fino al 30 giugno 2009.[3]

La seconda stagione (2006-2007) dei biancocelesti di Rossi è anch'essa condizionata dal verdetto di Calciopoli. La penalità inizialmente è di 11 punti, ma in appello verranno ridotti a 3. Sul terreno di gioco la sua squadra, obbligata a recuperare nel più breve tempo possibile lo svantaggio, nella prima fase del campionato pare incapace di vincere costantemente, ma i risultati auspicati non tarderanno ad arrivare grazie ad una buona gestione dello spogliatoio ed alla valorizzazione della coppia d'attacco Rocchi-Pandev. Alla fine la squadra arriverà terza in campionato garantendo all'allenatore la prima qualificazione ai preliminari della massima competizione europea. Da segnalare nel dicembre 2006 la storica vittoria al derby per 3-0.

La terza stagione (2007-2008) inizia con la qualificazione in Champions League, grazie al pareggio all'Olimpico per 1-1 e alla vittoria ottenuta nella gara di ritorno a Bucarest per 3-1, ai danni della Dinamo. I problemi principali per Delio Rossi riguardano in campionato gli infortuni, che colpiscono in particolare la difesa, e in Champions League, l'inesperienza della squadra che è molto giovane. Fuori dal campo inoltre, il 9 ottobre 2007 viene deferito dalla Procura Federale alla Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC per aver violato l'art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva tentando di indurre il presidente Lotito ad influenzare le prestazioni del Lecce al termine della stagione 2004-2005[4]. Il tecnico si è dichiarato estraneo ai fatti, definendo la questione "pura spazzatura"[5] e in seguito ha proclamato un silenzio stampa. Ciò non gli evita, nel maggio del 2008, la condanna, da parte della Commissione Disciplinare della FIGC , ad una squalifica di sole tre giornate. Nel girone di Champions League la qualificazione resta, sino all'ultimo turno possibile, e solo l'inesperienza al livello internazionale della squadra, che esce sconfitta per 1-2 all'Olimpico, non gli permette di accedere agli ottavi di finale con un turno di anticipo. Dopo la brutta prestazione in campionato (0-1 contro il Cagliari) il 24 febbraio 2008, la posizione del tecnico dei biancocelesti appariva molto delicata, ma la vittoria per 3-2 al derby (19 marzo 2008) riaccendeva gli entusiasmi della tifoseria e dei suoi sostenitori[senza fonte]. Nella parte finale del campionato però la sua posizione si fa sempre più precaria per i negativi risultati della squadra[senza fonte] che in particolare subisce tre sconfitte consecutive ad opera di Catania, Juventus e Palermo. Al termine del campionato 2007-2008 la Lazio si classifica al 12° posto; il presidente Lotito decide comunque di confermarlo per la stagione successiva.

La quarta stagione 2008-2009. Durante il mercato estivo la squadra viene rafforzata dal presidente acquistando giocatori come Francelino Matuzalem, Cristian Brocchi , Stephan Lichtsteiner, Juan Pablo Carrizo, ma soprattutto Mauro Zarate giovane talento argentino. Nonostante un campionato abbastanza altalenante, Rossi porta il team alla vittoria della Coppa Italia 2008-2009 nella finale unica di Roma, dopo aver eliminato squadre come Milan e Juventus: è il primo trofeo per l'allenatore che, visibilmente commosso, riceve gli allori dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il 3 giugno 2009 Rossi annuncia che dalla prossima stagione non sarà più l'allenatore della Lazio. L'ufficialità di tale addio la darà tramite una conferenza stampa a Formello l'8 giugno 2009.

[modifica] Palmarès

[modifica] Allenatore

Lazio: 2008-2009

[modifica] Note

  1. ^ Malfitano Mimmo. «Salerno: adesso Delio Rossi chiede una punta italiana». La Gazzetta dello Sport, 20-01-1999, pag. 9. URL consultato in data 28 gennaio 2008.
  2. ^ Cieri Stefano. «Lotito Rossi, è quasi fatta». La Gazzetta dello Sport, 04-06-2005, pag. 15. URL consultato in data 28 gennaio 2009.
  3. ^ Pinelli Pietro. «La firma di Rossi non placa la tifoseria». Corriere della Sera, 11-03-2006, pag. 11. URL consultato in data 28 gennaio 2009.
  4. ^ «Comunicato ufficiale». Federazione Italiana Giuoco Calcio, 09-10-2007.
  5. ^ Intercettazioni, deferito Delio Rossi. Corriere Della Sera.it, 9 ottobre 2007
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