Cultura italiana

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1leftarrow.pngVoce principale: Italia.

Un collage sulla cultura italiana. Al centro: David di Michelangelo. Nella cornice, dall'angolo in alto a sinistra in senso orario: teatro antico di Taormina; carnevale di Venezia; fontana di Trevi a Roma; panorama di Napoli; spaghetti alla carbonara e vino rosso; Ultima cena di Leonardo da Vinci a Milano; Galleria Vittorio Emanuele II a Milano; Autoritratto di Leonardo da Vinci

La cultura italiana è il patrimonio collettivo di conoscenze proprio dell'Italia. Fulcro dell'Impero romano e sede della Chiesa cattolica, punto d'incontro di molte civiltà mediterranee, culla di numerosi movimenti artistici, l'Italia è fin dall'antichità tra i più fiorenti centri culturali d'Europa.

In Italia c'è la più alta presenza di siti patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO: sono 50 su un totale di 981, ovvero il 5% del totale mondiale[1], e una stima dice che il paese ha la metà dei tesori d'arte del mondo.[2] Secondo la Corte dei conti, l'Italia ha 3.609 musei. Poi ci sono 479 siti archeologici, 5.000 beni culturali, 12.609 biblioteche, 46.025 beni architettonici vincolati, 65.431 chiese[3], 1.500 monasteri, 40.000 castelli assortiti, torri e fortezze, 30.000 dimore storiche, 4.000 giardini, 1.000 principali centri storici e non solo.[4]

Scuola, università e ricerca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Istruzione in Italia e Lista di università in Italia.

L'istruzione pubblica in Italia è gratuita e obbligatoria dai 6 ai 16 anni di età[5]. Gli ordinamenti scolastici sono: scuola dell'infanzia (per i bambini tra i 3 e i 5 anni, ha durata triennale e non è obbligatoria)[6], scuola primaria (della durata di 5 anni)[6], scuola secondaria di primo grado (della durata di 3 anni)[6], scuole del secondo ciclo, suddivise in: licei, istituti tecnici e istituti professionali. Questi hanno ulteriori suddivisioni a seconda dei diversi indirizzi. I licei si suddividono in:

  • Liceo artistico - indirizzo Arti figurative, Architettura e ambiente, indirizzo Design, Audiovisivo e multimediale, indirizzo Grafica, Scenografia
  • Liceo classico
  • Liceo linguistico
  • liceo musicale e coreutico, con le sezioni Musicale e Coreutica
  • Liceo scientifico e opzione scienze applicate
  • Liceo delle scienze umane e opzione economico-sociale.

Gli istituti tecnici hanno queste suddivisioni:

  • Settore economico:
    • Indirizzo Amministrazione, Finanza e marketing
    • Indirizzo Turismo
  • Settore tecnologico:
    • Indirizzo Meccanica, meccatronica ed energia
    • Indirizzo Trasporti e logistica
    • Indirizzo Elettronica ed elettrotecnica
    • Indirizzo Informatica e telecomunicazioni
    • Indirizzo Grafica e comunicazione
    • Indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie
    • Indirizzo Sistema moda
    • Indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria
    • Indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio.

Gli istituti professionali sono suddivisi in:

  • Settore dei Servizi:
    • Indirizzo Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
    • Indirizzo Servizi socio-sanitari
    • Indirizzo Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera
    • Indirizzo Servizi commerciali
  • Settore Industria e Artigianato:
    • Indirizzo Produzioni industriali e artigianali
    • Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica[6].

Il successivo livello della formazione per i cittadini italiani (e stranieri) è quello universitario. Le università italiane si possono suddividere in:

  • università statali;
  • università non statali ma promosse da enti pubblici (regioni, province, comuni);
  • scuole superiori universitarie e istituti di alta formazione dottorale che, per statuto, non tengono corsi di laurea ma solo di dottorato e/o di master[7];
  • università non statali ma riconosciute dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia d'Italia.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua italiana e Lingue parlate in Italia.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arte italiana.
Dante Alighieri detto il Sommo Poeta

La scuola italiana nell'arte è una delle più importanti a livello mondiale, in varie epoche traino per l'intera civiltà occidentale. In epoca romana, l'Italia era il centro dell'arte e dell'architettura. Nel periodo medievale vi ebbero luogo fondamentali esperienze nelle epoche romanica e gotica, fino all'esplodere del Rinascimento. Successivamente, si svilupparono il Manierismo, il Barocco e il Rococò. All'inizio del XX secolo, fu la culla del Futurismo.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Letteratura italiana e Storia della letteratura italiana.

Le prime opere in italiano risalgono attorno all'anno 1200, ma già prima di questo periodo la penisola italiana vide la nascita e lo sviluppo di due letterature: quella latina e quella medievale. Tra i più grandi scrittori, poeti e filosofi latini ricordiamo Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane, Virgilio, Orazio, Properzio, Ovidio e Tito Livio.

L'abbandono graduale della lingua latina avvenne dopo l'anno 1000, ovvero in periodo comunale. I primi scritti in lingua volgare, intorno all'VIII secolo, furono di carattere strettamente religioso, in quanto agli ecclesiastici, nelle loro prediche, era stato fatto obbligo di rivolgersi ai cittadini nella loro stessa lingua parlata. Per trovare, in Italia, testi a carattere propriamente letterario in un volgare solido bisogna risalire intorno alla metà del XII secolo con il Ritmo laurenziano (che si fa risalire al 1150-1157) ritrovato in un codice della Biblioteca Mediceo Laurenziana di Firenze, che consiste nella cantilena di un giullare toscano, o al Ritmo di Sant'Alessio trovato nelle Marche nel XIII secolo[8] o al 'Ritmo cassinese'.

Il periodo storico che va dal 1224, presumibile data della composizione del Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi, al 1321, anno in cui morì Dante Alighieri[9] (considerato uno dei padri della lingua italiana), si contraddistingue per i numerosi mutamenti in campo sociale e politico e per la viva attività intellettuale e religiosa. Il più celebre poema di questo periodo è La Divina Commedia, scritta da Dante Alighieri tra il 1304 e il 1321.

Tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV secolo nacque il Dolce Stil Novo, un movimento poetico che conduce la letteratura italiana ad una raffinata maturazione. Tra i poeti legati a questo nuovo stile si ricordano Guido Cavalcanti, Cino da Pistoia e lo stesso Dante Alighieri.

Il Trecento fu il periodo della decadenza dell'Impero e della Chiesa; nacque così una nuova cultura basata su uno studio attento e preciso dell'antichità classica, sempre più libera da preconcetti di carattere intellettualistico e intenzionata ad allargare ogni forma di pensiero. Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio furono i principali scrittori italiani di questo periodo.

Nel Quattrocento si andò incontro all'Umanesimo, un movimento letterario che affermava la dignità degli esseri umani. È in questo periodo che troviamo grandi scrittori poliedrici come Leon Battista Alberti e Leonardo da Vinci. Una nota particolare va fatta su Matteo Maria Boiardo, a cui è attribuito l'incompiuto poema cavalleresco Orlando innamorato, da cui poi Ludovico Ariosto, nel Cinquecento, trasse spunto per la stesura del più celebre Orlando furioso.

Durante il Rinascimento (XIV-XVI secolo) troviamo autori come il già citato Ludovico Ariosto e Niccolò Machiavelli, fino ad arrivare, nella seconda metà del secolo, a Torquato Tasso, autore del poema Gerusalemme liberata.

Il Settecento è il secolo caratterizzato dall'Illuminismo; il principale intellettuale italiano di questo periodo è Pietro Metastasio, considerato il riformatore del melodramma italiano.

Il XIX e il XX secolo sono caratterizzati dal movimento culturale noto come Romanticismo prime, e, in seguito, dal Verismo. Il primo movimento vide come principali esponenti Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni (un discorso a parte va fatto per illoro contemporaneo Ugo Foscolo, la cui poetica si distaccò dal Romanticismo). Il Verismo fu invece il movimento letterario di Giovanni Verga, Luigi Capuana e Matilde Serao.

Con le opere di Giosuè Carducci si passò al Neoclassicismo, per poi arrivare, nei primi anni del Novecento, al Decadentismo. I principali autori di questo periodo furono Giovanni Pascoli, Gabriele d'Annunzio, Italo Svevo e Luigi Pirandello. Nel contempo, intorno agli anni venti, si veniva rafforzando una tendenza antinovecentesca, cioè ostile ai caratteri sperimentali tipici del primo novecento, che trovava il suo punto di riferimento nel Canzoniere di Umberto Saba.

Nella seconda metà del XX secolo si andò incontro al Neorealismo, con scrittori come Primo Levi (autore dei romanzi Se questo è un uomo e La tregua), per poi passare al Crepuscolarismo (con Guido Gozzano, Sergio Corazzini, Corrado Govoni e Marino Moretti) e al Futurismo (Aldo Palazzeschi, Luciano Folgore, Ardengo Soffici e, nuovamente, Corrado Govoni). Si giunse in seguito all'Ermetismo, che ebbe come massimo esponente Giuseppe Ungaretti, ma anche Salvatore Quasimodo e Eugenio Montale, le cui poetiche passarono in un secondo tempo a linee poetiche originali ed innovative.

Altri autori della seconda metà del Novecento furono Alberto Moravia, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini e, appartenenti al movimento della Neo-avanguardia degli anni sessanta, Umberto Eco, Edoardo Sanguineti, Franco Fortini e Andrea Zanzotto.

Una parentesi va aperta per gli scrittori che vinsero il Premio Nobel per la Letteratura:

Pittura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della pittura.
Sposalizio della Vergine, opera di Raffaello del 1501-1504
Il Bucintoro al molo nel giorno dell'Ascensione, opera del Canaletto del 1740

Pitture rupestri di epoca nuragica come quelle presenti in Sardegna o quelle del neolitico della Grotta dei Cervi di Porto Badisco, precedono le pitture tombali dei Fenici e quelle monumentali delle colonie elleniche presenti in Magna Grecia, mentre le pitture tombali degli Etruschi di Tarquinia sono tra i migliori esempi conservati prima dell'ascesa di Roma. I Romani inventarono un nuovo genere, la pittura trionfale, da cui derivò la rappresentazione di episodi "storici", sconosciuta ai greci. Restano scarse tracce di tali rappresentazioni (citate abbondantemente dalle fonti), ma la fase imperiale è invece ben documentata da ritrovamenti archeologici a Roma, Pompei, Ercolano e Stabia.

Scarse sono le tracce pittoriche dopo la caduta dell'impero fino all'anno Mille, con alcune eccezioni di eccezionale interesse come gli affreschi di Castelseprio, di incerta datazione, ma comunque altomedievale, in cui si nota una forte fedeltà ai modelli della pittura bizantina.

A differenza di architettura e scultura, la pittura subisce sorti alterne nel Basso medioevo, restando fermamente ancorata ai modelli bizantini fino al XIII secolo. I mercanti delle Repubbliche marinare, soprattutto Pisa e Venezia, portando in patria modelli e spunti da tutto il Mediterraneo, danno impulso alle scuole locali, in cui non mancano di manifestarsi graduali progressi. In Toscana Cimabue e Giotto pongono infatti le basi per una vera e propria rivoluzione figurativa, dove la rappresentazione veritiera dello spazio, della figura umana e dei suoi affetti è alla base di futuri, straordinari sviluppi.[10] L'arte gotica fiorisce con risultati di estrema eleganza in centri come Siena, Napoli, Milano.

Il Rinascimento è un fenomeno culturale di ampia portata, che affonda le radici nell'Umanesimo letterario trecentesco e nel rinnovato interesse per l'arte romana. Agli albori del Quattrocento, a Firenze venne stimolato uno sviluppo delle arti all'insegna di un rinnovato rigore, della rinuncia all'"ornato" superfluo e della costruzione geometrica dello spazio, la prospettiva.[11] La loro lezione viene ripresa da altri artisti, che nei loro viaggi diffondono il nuovo stile contaminandolo con le scuole locali e dando origine al periodo straordinario delle corti, in cui centri come Urbino, Ferrara, Mantova, Padova, Rimini, Napoli e l'Umbria, oltre a Firenze, forniscono nuove idee all'insegna di un panorama estremamente ricco e variegato.

Il Cinquecento si apre con figure universali come Leonardo, Raffaello e soprattutto Michelangelo, facendo dell'Italia il modello imprescindibile di riferimento per tutta l'arte europea.[12] La straordinaria stagione della Roma papalina fornisce un modello artistico dominante, al quale solo Venezia, con Giorgione e Tiziano, è in grado di fornire un'alternativa altrettanto valida.[13] Eventi tragici come il Sacco del 1527 portano alla dispersione degli artisti, garantendo però una nuova fioritura periferica.

Quando già le bizzarrie del manierismo, estremo sviluppo del Rinascimento romano e fiorentino, fanno presa in tutta Europa, la storiografia artistica vede la sua nascita con l'opera di Giorgio Vasari, il primo, grande, consapevole documentatore dei fatti artistici fin dai tempi della Grecia classica.

Il Seicento si apre con l'invenzione di un nuovo stile, il barocco, a Roma, che domina la scena artistica europea per un secolo e oltre. Artisti come Caravaggio, Bernini e Borromini sono i mattatori di un rinnovamento di grande impatto, che si affranca dai canoni dell'arte classica.[14]

Dopo essere diventata la meta di artisti di tutto il mondo, col Grand Tour, aver espresso la grande scuola dei vedutisti veneziani (Canaletto su tutti)[15] e figure del calibro di Giambattista Tiepolo,[16] l'Italia dell'arte perde peso culturale al cospetto degli altri paesi europei. Si deve aspettare la fine del XIX secolo per ritrovare esperienze figurative di rilevanza europea con il movimento dei macchiaioli[17] e quello dei divisionisti.[18]

Durante il XX secolo l'Italia partecipa a pieno titolo alle rapide vicissitudini dell'arte moderna, con il futurismo (la prima delle avanguardie storiche), la metafisica, l'arte povera e la transavanguardia, fino agli artisti contemporanei, alcuni vere e proprie celebrities rinomate anche all'estero.[19]

Scultura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della scultura, Scultura romana e Scultura rinascimentale.

L'arte scultorea nella penisola italiana ha radici in tempi antichi. Si hanno infatti sculture già del periodo etrusco (tra il VII secolo a.C. e il III secolo a.C.), come, per esempio, l'Apollo di Veio attribuito allo scultore etrusco Vulca e datato intorno al VI secolo a.C..

Ma un grande sviluppo di quest'arte si ebbe tra il VI secolo a.C. e il V secolo durante la crescita dell'Impero Romano. Sono di questo periodo opere d'arte come l'Augusto di Prima Porta dell'8 a.C. circa, o la statua colossale di Costantino I, databile intorno al 330.

Un ulteriore crescita della scultura italiana si ebbe nel XVI secolo, quando si affermarono tre grandi movimenti artistici tra loro strettamente collegati: Rinascimento, Manierismo e Barocco. Con il Rinascimento si assiste ad una riscoperta dell'arte classica e tra gli scultori di questo movimento si ricordano Michelangelo Buonarroti, Donatello e Filippo Brunelleschi. La scultura manieristica vide una maggiore complessità delle forme rispetto a quella rinascimentale. Con il Barocco, che rimase lo stile dominante per tutto il XVII secolo, si passò ad una scultura fortemente dinamica, che dovesse rispecchiare il fasto della Chiesa. Uno dei protagonisti di questo periodo fu Gian Lorenzo Bernini con sculture come il Apollo e Dafne o l'Estasi di santa Teresa d'Avila.

Verso la fine del XVIII secolo si sviluppò il Neoclassicismo, in opposizione al Barocco. Tra i grandi scultori dell'epoca si annovera Antonio Canova che realizzò opere come Amore e Psiche, la Maddalena penitente e le Tre Grazie.

In epoca più recente, vanno sicuramente ricordate le opere futuristiche di artisti come Umberto Boccioni (1882-1916), la cui opera più celebre è Forme uniche della continuità nello spazio, che compare sulla moneta italiana da 20 centesimi.

Fotografia[modifica | modifica sorgente]

Moda[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Moda italiana.

La moda italiana del XX secolo è celebre in tutto il mondo; stilisti come Giorgio Armani, Mario Prada, Guccio Gucci, Gianni e Donatella Versace, Valentino, Franco Moschino, Salvatore Ferragamo, Nicola Trussardi, Laura Biagiotti, Fendi, Max Mara, Miu Miu, Emilio Pucci, Ottavio Missoni, Roberto Cavalli, Gianfranco Ferré e la coppia di stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono considerati tra i più grandi designer della moda al mondo. La città di Milano è uno dei più importanti e prestigiosi centri della moda mondiale. Sono italiane anche alcune tra le più prestigiose etichette di accessori e gioielli, come Bulgari e Luxottica, la più grande azienda al mondo di occhialeria. Inoltre, la rivista Vogue Italia è considerata la rivista di moda più importante e prestigiosa del mondo.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architettura italiana.

Design[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Design italiano.

Animazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1961, su soggetto di Cesare Zavattini e per la grafica di Roberto Gavioli e Paolo Piffarerio, la Gamma film realizza La lunga calza verde, in omaggio al centenario dell'unità d'Italia. La situazione dell'animazione italiana non riesce però a diventare una realtà di rilievo, nonostante l'ausilio della legge sul cinema del 1965[20]. Le opere di animazione più notevoli di questo periodo sono i corti del Sig. Rossi di Bruno Bozzetto, macchietta dell'italiano medio, e il film Vip - Mio fratello superuomo, sceneggiato con Guido Manuli; Pulcinella, del 1974, e Il flauto magico, del 1978, di Emanuele Luzzati, e Il cavaliere inesistente del 1970 di Pino Zac (pseudonimo di Giuseppe Zaccaria).

Negli anni novanta, il motore principale dell'animazione italiana è stata la tv pubblica Rai, che ha finanziato numerose serie televisive d'animazione, spesso in coproduzione con le reti nazionali di altri paesi (Barbarossa, Sandokan - La tigre della Malesia, La Pimpa, Lupo Alberto).

Nel 2003 esce il primo film d'animazione in computer grafica di produzione interamente italiana: L'apetta Giulia e la signora Vita.

I lungometraggi più significativi sono stati La freccia azzurra del 1996 e La gabbianella e il gatto del 1998, entrambi animati da Lanterna Magica.

Nei giorni a cavallo fra il 2005 e il 2006 lo studio d'animazione Stranemani realizza la serie animata di Rat-Man, ispirata al fumetto di Leonardo Ortolani, con 52 episodi di una durata di 13 minuti, alcuni dei quali furono presentati in anteprima presso diverse manifestazioni dedicate a fumetti e all'animazione: Lucca Comics & Games (Lucca), Romics (Roma), Future Film Festival (Bologna), Comicon (Napoli) e Rimini Comix (Rimini). La Stranemani realizza successivamente il lungometraggio Rat-Man - Il segreto del supereroe.

Nell'ambito delle serie televisive, sempre d'iniziativa privata, l'esempio più significativo dal punto di vista commerciale è stata la serie Winx Club della casa di produzione Rainbow fondata da Iginio Straffi, diventata un lungometraggio (Il segreto del Regno Perduto) nel 2007 e un secondo film (Winx Club 3D - Magica avventura). Successivamente Iginio Straffi inventò e diresse le serie d'animazione Monster Allergy, PopPiXie e il cartone animato italiano Huntik, dove la magia si unisce all'avventura, all'archeologia alle leggende dei Titani e al Combattimento.

Un'altra realtà molto interessante nel panorama italiano, soprattutto in relazione alla ricerca e la sperimentazione artistica è Maga animation studio. Creata nel 1996 da Massimo Carrier Ragazzi, è lo studio italiano che ha ottenuto più riconoscimenti e premi nei principali festival ed eventi legati al mondo dell'animazione, sia in Italia che all'estero. Da segnalare infine il lungometraggio La Storia di Leo del 2007 di Mario Cambi vincitore del Giffoni Film Festival del 2008 Best Film - Golden Gryphon Award - Sezione Kidz.

Da segnalare la serie di lungometraggi animati prodotti da Ferrero in allegato ai suoi prodotti e merendine.

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fumetto italiano.

Le tecnologie avanzano e l'interattività con loro, ne è un esempio il lavoro di Ro Marcenaro che ha utilizzato il computer per creare le tavole della riproduzione a fumetti del Candido di Voltaire. Nel frattempo continua a imperversare la satira politica, con Danilo Marmotti e il suo Milan Dog. Dopo una crisi del fumetto negli anni ottanta verso l'inizio degli anni novanta avviene una ripresa, grazie alla rinascita dell'interesse verso i supereroi del fumetto americano, in particolare col nuovo ciclo di avventure di Batman, scritte da Frank Miller. L'importazione dei cartoni animati giapponesi ha dato il via ad un altro fenomeno che ha visto il boom in questo periodo: quello dei manga (fumetti giapponesi).

Rat-man, protagonista dell'omonimo fumetto di Leo Ortolani

Un altro motivo che riportò alla ripresa del mercato fu l'enorme successo del fumetto Dylan Dog di Tiziano Sclavi (edito da Bonelli). Uscito nelle edicole nel 1986 inizialmente non suscita molto interesse, dopo circa due anni tuttavia diventa un fenomeno cult, raggiungendo tali livelli di vendita da essere uguagliato, in Italia, solamente da Topolino e da Tex. Dylan Dog è rimasto tra i più conosciuti e la Bonelli Editore è divenuta una casa editrice di tendenza. A tutt’oggi è rimasta forse l'unica vera realtà editoriale di fumetto professionale qualitativamente eccellente nel panorama italiano.

Un altro fumetto particolarmente apprezzato in questo decennio e nel successivo è Rat-man di Leo Ortolani pubblicati dalla Panini Comics e Cult Comics in formato Rat-Man Collection. Il personaggio nasce come una parodia dei supereroi americani, è un supereroe che riesce sempre a risolvere le sfide contro i supercriminali come il Buffone Janus Valker ed altri con metodi buffi e impossibili, anche grazie ai suoi compagni di prodotti americani e giapponesi, con sempre meno spazio nelle case editrici per gli autori italiani, sempre a eccezione della Bonelli. Con la rete anche il modo di scambiare e creare fumetti sta cambiando. Infatti, oltre ai noti vantaggi offerti dal file-sharing, cominciano a nascere nuove testate edite e vendute direttamente ed esclusivamente su Internet, il cosiddetto “fumetto on-line”.

Il mondo dei fumetti cartacei continua comunque a sopravvivere, sia con le stampe dei vari classici Bonelli, Rat-man ecc., sia con la pubblicazione di nuove testate. Tra queste spicca W.I.T.C.H. di Elisabetta Gnone, prodotto dalla Disney Italia, e che ha riscosso un grande successo soprattutto tra le giovani lettrici. La Rainbow S.p.A. di Iginio Straffi produsse su Merchasting dei magazine su Winx Club e Huntik - Secrets & Seekers.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Fellini dietro la macchina da presa
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cinema italiano.

La storia del cinema italiano inizia pochi mesi dopo l'invenzione dei fratelli Lumière. La prima pellicola durava pochi secondi, e vi compariva il Papa Leone XIII intento a benedire verso la cinepresa.

La vera e propria industria cinematografica nacque tra il 1903 ed il 1908 con tre compagnie: la Società Anonima Ambrosio e la Itala Film a Torino e la Cines a Roma. Successivamente, nacquero altre compagnie a Milano e Napoli. Molte pellicole ebbero successo sia in Italia che all'estero, e quando il Fascismo salì al potere, Benito Mussolini lo sfruttò a fini propagandistici.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il cinema italiano conobbe il suo periodo migliore, che portò altissimi riconoscimenti in tutto il mondo, in particolare con il neorealismo. Vittorio De Sica, Federico Fellini, Sergio Leone, Pier Paolo Pasolini, Michelangelo Antonioni e Dario Argento sono considerati "maestri" ancora oggi negli Stati Uniti. Tra le pellicole più famose di quegli anni d'oro, si ricordano La dolce vita, Il buono, il brutto, il cattivo e Ladri di biciclette.

Dopo il 1980, il cinema italiano ha vissuto un periodo di decadenza, con alcuni vertici come nel 1994 la pellicola intitolata Il postino con Massimo Troisi, e nel 1999, il film di Roberto Benigni intitolato La vita è bella, che riuscì addirittura a vincere tre premi Oscar (migliore colonna sonora, miglior film straniero e, soprattutto, Miglior Attore Protagonista, fino ad allora unico non anglosassone a vincere questa statuetta) nella notte del 24 marzo 1999.

A Torino, la Mole Antonelliana ospita il Museo nazionale del Cinema.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

I Fratelli De Filippo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro in Italia.

Il teatro italiano risale all'epoca romana, quando fu pesantemente influenzata dalla tradizione greca.

Le stesse opere di quel periodo mostrano queste tracce: la Fedra di Seneca si basava su quella di Euripide, e molte commedie di Plauto furono traduzioni dirette delle opere di Menandro. Con la caduta dell'Impero Romano, il teatro ebbe un periodo di minor vigore a causa della religione cattolica che ne condannò il carattere ludico: fu proprio però durante il medioevo e grazie alle sacre rappresentazioni nonché all'opera buffonesca e satirica dei giullari che il teatro moderno riprese nuovo vigore.

In età moderna, non si può dimenticare Carlo Goldoni, così come bisogna ricordare che tra il XVI ed il XVIII secolo, si sviluppò la Commedia dell'arte.

In tempi recenti, la tradizione teatrale italiana ha avuto tra i suoi massimi esponenti Eduardo Scarpetta ed Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, i tre fratelli più famosi della storia del teatro italiano, e Dario Fo.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Musica in Italia e Storia della musica.

La musica nella penisola italiana ha origine già prima dell'affermazione del dominio di Roma, quando una modesta presenza di musiche etrusche o italiche si sviluppavano e influenzavano nella stessa città. È in questo periodo che si fa risalire la diffusione di strumenti di metallo usati a scopi militari, come la buccina, il lituo e l tuba di bronzo a canna dritta. In seguito, dopo la conquista della Magna Grecia e di quell'antica da parte dei romani, vi fu una forte influenza della cultura ellenistica (e quindi della musica greca). La musica dei romani, rispetto a quella greca, era più vivace, in quanto mescolata con elementi di origine italica ed eseguita da grandi complessi in cui dominavano gli strumenti a fiato come la tibia e ancora la buccina e il lituo. Si faceva anche uso dell'organo idraulico e di vari strumenti a percussione. In periodo romano, dunque, oltre agli scopi militari, la musica veniva utilizzata per accompagnare gli spettacoli dei gladiatori e le pantomime.

Con la diffusione del Cristianesimo, si vide la nascita del canto cristiano e della musica corale, alle quali venne affiancato, successivamente, l'accompagnamento del'organo.

Agli inizi del VI secolo si ebbe la nascita del canto gregoriano che classificò i brani di musica sacra secondo un sistema di modi ispirati ai modi della musica greca. Dal IX secolo e per tutto il Medio Evo venne introdotto l'uso del neuma, che fu la prima forma di notazione musicale, che venne abbandonata intorno al XV secolo dopo l'introduzione del pentagramma.

Ma il Medio Evo fu anche caratterizzato dalla produzione di musica di carattere non sacro, per accompagnare spettacoli teatrali, recitazioni di poesie o semplicemente per ballare.

Il primo volume di musica a stampa fu pubblicato nel 1501 a Venezia ad opera di Ottaviano Petrucci: si trattava dell'Harmonice Musices Odhecaton. Alla fine del secolo, il trattato De Institutioni Harmonica (1589) di Gioseffo Zarlino definisce in modo completo ed esauriente le leggi dell'armonia (e quindi della polifonia).

Passando all'Ottocento, si giunge alla grande stagione operistica italiana. Tra i maggiori protagonisti si annoverano Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, le cui opere sono tutt'oggi rappresentate in tutto il mondo. È questo anche il periodo d'oro della canzone napoletana, grazie ad autori come Salvatore di Giacomo, Libero Bovio, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo. Alcune canzoni di quel periodo sono ancora oggi molto popolari, e diverse sono state tradotte anche in lingua straniera. La canzone "'O sole mio", datata 1898, è ritenuta da molti una delle canzoni più famose al mondo.

Da non dimenticare Il Canto degli italiani scritto da Goffredo Mameli (testo) e Michele Novaro (musica) nella prima metà del XIX secolo, che è l'inno nazionale della Repubblica Italiana.

Si giunge, infine, al Novecento, che vede la nascita della musica pop e rock (oltre agli altri numerosi generi musicali del periodo) negli Stati Uniti, che giunse, più tardi, anche in Italia.

Così la Musica Italiana si identifica adesso quasi totalmente con la Canzone che e ' da sempre conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Nei primi anni del novecento la canzone italiana subisce l'influenza sia della lirica, sia della tradizione popolare napoletana; sono impiegati gli strumenti dell'orchestra e la voce e ' prevalentemente impostata. Per avvertire la presenza di strumenti nuovi e di ritmi più vivaci, bisogna attendere gli anni venti, quando dagli USA giungono le note del jazz sotto forma di musica da ballo. Dagli anni trenta le canzoni trovano nella radio un nuovo mezzo di diffusione ed i cantanti radiofonici raggiungono il successo. Tra gli interpreti di quegli anni, si ricordano le 3 sorelle (di origine nederlandese) conosciute come Trio Lescano. Nel 1951 " nasce " la Musica Italiana mainstream con lo svolgimento del primo festival di Sanremo, manifestazione che costituirà un trampolino di lancio " obbligato " per i cantanti di Musica Italiana contemporanea. Nel 1954 iniziano le trasmissioni televisive ed i cantanti, che prima erano solo " voci " , diventano veri e propri personaggi, alla ribalta della cronaca ed al centro della curiosità pubblica al pari degli attori. Qualcuno di loro raggiunge una tale popolarita ' da " entrare nella leggenda": fra questi c'è Fred Buscaglione nato nel 1922 e morto prematuramente in un incidente automobilistico sulla sua thunderbird rosa confetto nel centro di Roma, di notte, nel 1960, pochi minuti dopo essere uscito da un locale. In Italia il consumo di musica leggera aumenta notevolmente intorno al 1960. Le forme tendono ad imitare quelle statunitensi: gli " urlatori " riprendono lo stile vocale del rock and roll e Little Tony si rifa ' , nel genere e nei modi ad Elvis Presley. Negli anni ' 60 la canzone italiana gode di un momento favorevolissimo negli Stati Uniti d'America. In Italia la situazione fortunata si deve alla creazione di canzoni " leggere " (canzonette) , spesso ispirate ai temi dell ' estate. Dagli USA, intanto giunge il rock e prende l ' avvio uno stile dai ritmi veloci che impiega strumenti elettrici. un cantante notevolmente influenzato dalla nuova musica e ' Adriano Celentano: la sua carriera inizia proprio con brani da " urlatore " (così ' vengono chiamati i primi imitatori italiani del genere rock) . Si diffonde inoltre uno stile più impegnato, in cui si dà rilievo ai testi, sia che si basino su temi d'amore, sia che trattino argomenti ed aspetti della vita quotidiana. Molti di questi brani vengono eseguiti e scritti dalla stessa persona, il cantautore, che conquista una posizione di notevole importanza nel panorama della musica italiana. Negli anni '80 nasce il neomelodico, genere musicale napoletano.

Scienza[modifica | modifica sorgente]

La scienza in Italia nasce, per come la si intende oggi, all'inizio del III secolo con il medico greco antico Galeno, il quale, dopo i suoi studi a Smirne, Corinto e Alessandria d'Egitto, giunse a Roma, dove lavorò, inizialmente, come medico alla scuola dei gladiatori, per poi diventare medico di corte dell'imperatore Marco Aurelio. I punti di vista di Galeno hanno dominato la medicina europea per più di mille anni.

Nel corso del Medio Evo, nacquero in Italia varie università, tra cui, ancora in attività, quelle di Bologna (1088), di Parma (XII secolo), di Modena (1175) e altre ancora (vedi Lista delle università più antiche).

Nel Rinascimento, il contatto con il mondo islamico in Sicilia consentì l'accesso a copie dei trattati romani e greci che erano andati perduti, nonché all'opera dei filosofi del Medio Oriente. Le opere di Marco Polo e le Crociate accesero l'interesse per la geografia, e lo sviluppo della stampa intorno al 1450 permise alle nuove idee di raggiungere velocemente molte persone.

Con la rivoluzione scientifica (XVI secolo) iniziò ad affermarsi la scienza moderna. In questo periodo, in Italia Galileo Galilei sviluppò le basi del metodo scientifico, che metteva l'accento sulla sperimentazione e sulla ragione.

A partire dal Novecento, numerosi italiani si aggiudicarono il Premio Nobel in ambiti scientifici: nel 1906 Camillo Golgi, insieme allo spagnolo Santiago Ramón y Cajal, vinse il Premio Nobel per la medicina "in riconoscimento del loro lavoro sulla struttura del sistema nervoso". Nel 1909 Guglielmo Marconi vinse il Premio Nobel per la fisica "in riconoscimento del suo contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili". Nel 1938 Enrico Fermi si aggiudicò il Premio Nobel per la fisica "per la sua dimostrazione dell'esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da irraggiamento neutronico, e per la relativa scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti". Nel 1957 lo svizzero naturalizzato italiano Daniel Bovet vinse il Premio Nobel per la medicina "per le sue scoperte in relazione a composti sintetici che inibiscono l'azione di alcune sostanze dell'organismo, e soprattutto alla loro azione sul sistema vascolare e i muscoli scheletrici". Nel 1959 Emilio Gino Segrè vinse il Premio Nobel per la fisica con lo statunitense Owen Chamberlain "per la loro scoperta dell'antiprotone". Nel 1963 Giulio Natta e il tedesco Karl Ziegler vinsero il Premio Nobel per la chimica "per le loro scoperte nel campo della chimica e della tecnologia dei polimeri". Nel 1969 Salvador Luria si aggiudicò il Premio Nobel per la medicina, insieme a due scienziati statunitensi "per le loro scoperte sul meccanismo di replicazione e la struttura genetica dei virus". Nel 1975 il biologo Renato Dulbecco vinse il medesimo premio, insieme ad altri due biologi statunitensi, "per le loro scoperte concernenti le interazioni fra virus tumorali e il materiale genetico della cellula". Nel 1984 Carlo Rubbia e l'Olandese Simon van der Meer si aggiudicarono il Premio Nobel per la fisica "per il loro contributo decisivo al grande progetto, che ha portato alla scoperta delle particelle W e Z, comunicatori di interazione debole". Nel 1986 Rita Levi-Montalcini e lo statunitense Stanley Cohen vinsero il Premio Nobel per la medicina "per le loro scoperte e l'individuazione di fattori di crescita cellulare". Nel 2002 Riccardo Giacconi vinse il Premio Nobel per la fisica "per i contributi pionieristici all'astrofisica, che hanno portato alla scoperta di sorgenti cosmiche di raggi X". Nel 2007 Mario Capecchi con un team di scienziati inglesi e statunitensi, vinse il Premio Nobel "per le loro scoperte del principio per introdurre specifici geni nei topi tramite cellule staminali embrionali".

Da non dimenticare i contributi alla scienza di Leonardo da Vinci, oltre che di scienziati moderni quali il fisico e matematico Evangelista Torricelli (1607-1647), il fisico e inventore della pila Alessandro Volta (1745-1827), il fisico e chimico Amedeo Avogadro (1776-1856), l'inventore del telefono Antonio Meucci (1808-1889), Maria Montessori (1870-1952), il matematico e geodeta Giovanni Boaga (1902-1961), il fisico Ettore Majorana (1906-1938), l'astrofisica Margherita Hack (1922 - 2013), l'astrofisico e astronauta Umberto Guidoni (n. 1954).

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musei italiani, Musei nazionali italiani, Musei diocesani italiani e Musei universitari italiani.

Media[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

In Italia sono presenti molti quotidiani tra cui i più famosi sono: Corriere della Sera, La Repubblica, La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Mattino e tanti altri quotidiani locali

Radio[modifica | modifica sorgente]

In Italia sono presenti molte radio locali e nazionali private tra cui Radio Deejay, RDS, RTL 102.5, Radio Kiss Kiss, Radio m2o, Radio Italia e radio pubbliche tra cui quelle della Rai: Radio 1, Radio 2, Radio 3.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Sede della RAI a Torino
Gli studi televisivi Mediaset di Cologno Monzese (MI)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Televisione in Italia e Storia della televisione italiana.

In Italia le prime trasmissioni sperimentali sono iniziate nel 1934 a Torino con l'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR), fondato nel 1927, nell'Italia fascista. Queste trasmissioni vennero chiuse nel 1940 con l'inizio della seconda guerra mondiale. Le trasmissioni ripresero con la Radio Audizioni Italiane nel 1952. Le trasmissioni ufficiali partirono nel 1954 con la RAI - Radiotelevisione Italiana. Nel 1957 la RAI iniziò a trasmettere messaggi pubblicitari con Carosello e, a Roma, inaugurò lo storico centro televisivo di Via Teulada 66, mentre nel 1961 nacque il Secondo Programma della televisione pubblica (l'attuale Rai 2). Il 14 aprile 1975 venne approvata la Legge n. 104 che riformò il servizio pubblico radiotelevisivo. Fra i cardini, nomine parlamentari anziché governative e l'implementazione di una terza rete da affiancare alle prime due. Nel 1977 iniziarono ufficialmente le trasmissioni a colori, un mese dopo che Carosello cessò di andare in onda. Nel 1979 venne inaugurata la Terza Rete (oggi Rai 3). Nel 1996 la RAI inaugurò i programmi via satellite in digitale su Hotbird; l'anno successivo nacque Rai Sat. Nel 1980 Silvio Berlusconi, unendo alcune emittenti televisive locali, fondò Canale 5 per il nord Italia e Canale 10 per il sud, unificate nel 1982. Nel 1983 Fininvest (società di proprietà di Berlusconi) acquisì Italia 1 e nel 1984 Rete 4. Nel 2001, da TMC (canale televisivo in lingua italiana del Principato di Monaco) nacque LA7, canale di proprietà di Telecom Italia Media che, insieme a MTV (fondata nel 1997) è parte del cosiddetto "terzo polo" televisivo italiano. Nel 2003 TELE+ e Stream TV vennero unificate sotto SKY Italia. Dall'ottobre 2008 partì lo Switch-off che segnò il passaggio dalla tradizionale televisione analogica terrestre alla televisione digitale terrestre.

I canali televisivi italiani, secondo i dati della Federazione radio televisioni, sono 640, circa un quinto delle tv mondiali (al pari degli Stati Uniti)[21].

Internet[modifica | modifica sorgente]

I domini di primo livello d'Europa. In rosso quello italiano (le dimensioni sono in base alla diffusione)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet#Internet in Italia.

Nel 1986 l'Italia fu il terzo paese europeo, dopo Norvegia e Inghilterra, ad essere connesso in rete. Il dominio di primo livello dell'Italia è .it (ma viene anche utilizzato .eu, condiviso con gli altri Paesi membri dell'Unione europea). Nel 2009 l'accesso a Internet a banda larga raggiungeva il 18,1% della popolazione italiana, dato al di sotto della media europea del periodo (22%)[22]. Il 54,3% delle famiglie disponeva, sempre nel 2009, di un computer (ma il 60% di loro non aveva mai seguito un corso di informatica)[23] e il 47,3% aveva accesso a Internet[23][24] (il 43% nel 2007, il 42% nel 2008), ben al di sotto della media europea (60%)[25].
Nel 2009, il 73% degli utenti Internet italiani utilizzava servizi di messaggistica istantanea, in particolare 11,4 milioni di persone (83%) usavano Windows Live Messenger[26].

Politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica italiana.

Società[modifica | modifica sorgente]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il Duomo di Milano, la chiesa più grande d'Italia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni in Italia.

Il Cattolicesimo Romano è la religione, almeno nominalmente, più diffusa (57.665.000 fedeli[27], il 96,55% della popolazione nativa); a seguire le comunità protestanti, ebraiche e islamiche, derivate dalla forte presenza di immigrati.

Tutte le religioni sono considerate uguali di fronte alla legge, come si evince dalla Costituzione italiana. Prima dell'avvento del Cristianesimo, il paese era pagano e pregava gli Dei Romani. Il Cristianesimo, comunque, riuscì a prevalere e si estese velocemente a tutta la penisola. Il Papa della Chiesa cattolica risiede, ormai da millenni, a Roma, e per la precisione nell'enclave italiano di Città del Vaticano. Anche l'Anglicanesimo ha i suoi seguaci italiani, e tradizionalmente le due religioni conservano buoni rapporti in territorio italiano, tanto che spesso tengono messa in chiese comuni[senza fonte].

L'Islam, dopo una breve parentesi nel Medioevo, quando la Sicilia fu conquistata dagli arabi, è stato praticamente sempre assente dal territorio italiano fino al 1970, quando iniziò l'arrivo dei primi immigrati dal Nordafrica. Attualmente, le comunità nordafricane maggiori sono quelle del Marocco, della Libia (ex-colonia italiana) e dell'Egitto. Ma in tempi recenti, sono aumentati anche gli arrivi di popolazioni dalla Tunisia, l'Albania (altra ex-colonia italiana), mediorientali e Curdi e Pachistani.

Molte anche le conversioni: circa 10.000 italiani hanno ufficialmente cambiato religione, spesso per esigenze matrimoniali, ma sempre più abbracciano nuove fedi per scelta libera.

Cattolicesimo Romano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica in Italia.

Come già detto, la religione cattolica e la confessione religiosa più diffusa in Italia. Il Paese conta 225 diocesi, di cui la più grande è l'Arcidiocesi di Milano, che è anche la più grande al mondo. Rientrano nelle diocesi italiane anche due stati stranieri: San Marino e lo Stato della Città del Vaticano; in quest'ultimo, sede della Chiesa cattolica, la lingua più parlata è l'italiano (seconda lingua ufficiale dopo il latino). L'Italia è anche la sede del maggior numero di cardinali al mondo. In Italia è presente una forte cultura cattolica, soprattutto per il fatto che un gran numero di santi, martiri e papi sono italiani. L'arte sacra cattolica ebbe una grande fioritura a partire dal Medio Evo, nel Rinascimento e nel periodo barocco. Altrettanto ricca e fiorente è l'architettura cattolica, con chiese, basiliche, cattedrali, abbazie, conventi, monasteri e seminari. Le più celebri architetture religiose italiane sono la basilica di San Pietro in Vaticano, il duomo di Firenze, il duomo di Milano, la basilica di San Marco a Venezia, il duomo di Pisa e il duomo di Orvieto.

Altre forme di Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cristianesimo in Italia.

Nonostante la prevalenza di cattolici in Italia, sono presenti minoranze di protestanti, valdesi, ortodossi e di altre componenti cristiane. Secondo i dati del 2008, i Cattolici sono l'87,7% del totale dei Cristiani italiani, gli Ortodossi sono 1.200.000 (4/4,5% del totale dei Crisatiani), i Protestanti sono 700.000 (1,5%), mentre gli altri Cristiani sono 500.000 (1,2% del totale).

Islam[modifica | modifica sorgente]

La Moschea di Roma, la più grande d'Europa
La sinagoga di Torino, inaugurata nel 1884
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Islam in Italia.

La storia dell'Islam in Italia ha origini nel IX secolo, quando le guerre di espansione araba portarono alla conquista islamica della Sicilia, arrivando a toccare, successivamente, anche Calabria, Campania, Puglia e Sardegna. La dominazione araba cessò, dopo secoli di attriti con le popolazioni locali, nel XIII secolo, quando Federico II, favorito anche dal sostegno della Chiesa di Roma, condusse una serie di campagne contro i ribelli musulmani, dando inizio alle prime deportazioni di musulmani a Lucera[28]. L'annientamento dell'Islam in Sicilia fu completato entro la fine degli anni '40 del XIII secolo, quando ebbero luogo le ultime deportazioni a Lucera.[29]. Successivamente, fino agli anni '70 del XX secolo l'Islam è stato quasi del tutto assente in Italia.

L'Islam non è formalmente riconosciuto dallo Stato italiano, pur essendo la fede più diffusa dopo il Cattolicesimo. Altre religioni minori (l'Unione delle comunità ebraiche italiane, le Assemblee di Dio, l'Unione Italiana delle Chiese Avventiste del Settimo Giorno, la Tavola Valdese e la Chiesa Evangelica Luterana) sono invece riconosciute ufficialmente mediante accordi firmati con il Governo italiano. Questo riconoscimento dà ad una confessione religiosa il diritto di poter beneficiare dell'8 per mille.

Con un decreto del 10 settembre 2005, il Ministero dell'Interno ha istituito la Consulta per l'islam italiano[30], che ha il compito di esprimere pareri e formulare proposte sulle questioni indicate dal ministro, fornendo elementi concreti per la soluzione dei problemi dell´integrazione delle comunità musulmane nella società nazionale, nel pieno rispetto della costituzione e delle leggi. Oggi vivono in Italia circa 1.293.000 musulmani[27] (1,9% della popolazione totale).

Giudaismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ebraismo in Italia.

Gli ebrei sono il gruppo religioso più antico d'Italia, in quanto erano già presenti nell'antica Roma. Nel corso dei secoli, come in altre nazioni, gli ebrei furono perseguitati, uccisi e cacciati, soprattutto durante il pontificato di Innocenzo III (1198-1213). Un'importante data per l'ebraismo in Italia è il 1418, quando si tenne il congresso ebraico di Forlì. Durante l'Olocausto l'Italia ha avuto molti rifugiati ebrei provenienti dalla Germania nazista. Tuttavia, nella Repubblica Sociale Italiana di Benito Mussolini, circa il 15% degli ebrei italiani fu deportato nei campi di sterminio nazisti. Oggi in Italia si contano circa 36.000 ebrei[27] (circa lo 0,1% del totale della popolazione).

Sikhismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sikhismo in Italia.

L'Italia ha la più grande popolazione Sikh d'Europa dopo il Regno Unito. Essi sono stimati in circa 25.000 fedeli[27] (ovvero lo 0,1% della popolazione). Ci sono circa 33 Gurdwara, edifici dedicati al culto sikh, in Italia; il più antico è quello di Novellara (RE). Nel 2011 è stato inaugurato il più grande tempio sikh d'Italia a Pessina Cremonese (CR), che è anche uno dei più grandi d'Europa.

Induismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Induismo in Italia.

In Italia si contano circa 108.950 indù[27] (ovvero lo 0,2% della popolazione totale). Sono presenti sul territorio italiano numerose associazioni e organizzazioni indù, tra cui l'Unione Induista Italiana (UII). Anche l'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna ha trovato in Italia una capillare diffusione. Gli indù stanno facendo pressioni per il riconoscimento ufficiale della loro religione in Italia. La UII ha firmato nel 2007 un accordo con il Governo italiano. Il documento è ora in attesa di approvazione da parte del Parlamento.

Buddhismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Buddhismo in Italia.

Il Buddhismo è la terza religione per diffusione in Italia. Conta circa 103.000 professanti[27] (circa lo 0,3% della popolazione italiana).

Tradizioni e folklore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Folclore d'Italia.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina italiana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati riferiti al 2013.
  2. ^ Abbot, Charles. Italy. Morellini Editore, 2006. p. 101. Web. 24 Sep. 2011.
  3. ^ Chiese delle diocesi in Italia
  4. ^ Rizzo, Sergio. Italy Neglects Art Treasures. Corriere della Sera. Web. 26 Jul. 2012.
  5. ^ Legge 296/2007, articolo 1, comma 622. URL consultato il 02-09-2011.
  6. ^ a b c d Ministero dell'Istruzione, dell'Universita e della Ricerca - Ordinamenti. URL consultato il 02-09-2011.
  7. ^ L'elenco è disponibile sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (link)
  8. ^ Confronta I documenti delle origini con testo
  9. ^ Per la classificazione di questo periodo storico si prende in considerazione la suddivisione fatta da Alberto Asor Rosa in Sintesi di storia della letteratura italiana, La Nuova Italia, Firenze, 1986
  10. ^ Dorfles et al., op. cit., pp. 117-121.
  11. ^ Dorfles et al., op. cit., pp. 139-146.
  12. ^ Dorfles et al., op. cit., pp. 147-159.
  13. ^ Dorfles et al., op. cit., p. 131.
  14. ^ Bora et al., op. cit., p. 195.
  15. ^ Dorfles et al., op. cit., p. 216.
  16. ^ Dorfles et al., op. cit., pp. 226-229.
  17. ^ Dorfles et al., op. cit., pp. 238-239.
  18. ^ Dorfles et al., op. cit., pp. 272-273.
  19. ^ Dorfles et al., op. cit., pp. 303-351.
  20. ^ Archivio LUCE, disegni d'autore. URL consultato il 24 ottobre 2007. - LEGGE 4 NOVEMBRE 1965, n. 1213 (GU n. 282 del 12/11/1965). URL consultato il 24 ottobre 2007.
  21. ^ Societàcivile.it - Lo stato della tv in Italia. URL consultato il 01-09-2011.
  22. ^ La banda larga si diffonde in Europa in La Stampa, 28 novembre 2008.
  23. ^ a b Pc e internet avanzano nelle case italiane in Corriere della Sera, 28 dicembre 2009.
  24. ^ Più tecnologie e più Internet ma l'Italia è ancora indietro in la Repubblica, 28 dicembre 2009.
  25. ^ La Stampa, 2 dicembre 2008, http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=5426&ID_sezione=38&sezione=News .
  26. ^ Per italiani Rete strumento utile per avvicinarsi alla politica e affrontare la crisi in La Stampa, 27 maggio 2009.
  27. ^ a b c d e f Statistiche riferite al 2008.
  28. ^ (EN) Alfonso Lowe, The barrier and the bridge: historic Sicily, illustrato da Alfonso Lowe, Norton, 1972, p. 92.
  29. ^ (EN) Abulafia David, Frederick II: a medieval emperor, Allen Lane The Penguin Press, 1988, ISBN 978-0-7139-9004-1.; traduzione italiana di Gianluigi Mainardi: Federico II: un imperatore medievale, Einaudi, 1993. ISBN 978-88-06-13197-5
  30. ^ Ministero dell'Interno - La Consulta per l'islam italiano. URL consultato il 01-09-2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Marcello Sorce Keller, “Italy in Music. A Sweeping (and Somewhat Audacious) Reconstruction of a Problematic Identity”, in Franco Fabbri, Goffredo Plastino (eds). Made in Italy. Routledge Global Popular Music Series. Routledge, 2013, 17-27.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]