Chiesa evangelica valdese

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Chiesa evangelica valdese
Waldensians 05.jpg
Tempio valdese di Torre Pellice
Classificazione Protestante,
Evangelica,
Riformata.
Orientamento Valdese
Fondatore Pietro Valdo
Fondata XII secolo

Lione

Separata da Chiesa cattolica
Associazione Unione delle Chiese metodiste e valdesi,
Federazione delle Chiese evangeliche in Italia,
Alleanza mondiale delle Chiese riformate,
Consiglio ecumenico delle Chiese,
Iglesia evangélica valdense del Río de la Plata.
Diffusione Italia, Svizzera.
Congregazioni 170 in Italia[1]
7 in Svizzera
Membri 25.000
Sito ufficiale [1]

La Chiesa evangelica valdese è una chiesa riformata di tradizione valdese. È presente da quasi un millennio in Italia.

Ha una popolazione complessiva, al 31 dicembre 2010, di 25.693 fedeli in Italia (gran parte dei quali nelle valli valdesi) e in alcune comunità di lingua italiana nelle maggiori città della Svizzera[2] e circa 13.000 in Argentina e Uruguay[3].

La Chiesa evangelica valdese è membro della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, dell'Alleanza mondiale delle Chiese riformate e del Consiglio ecumenico delle Chiese.

Nel 1975 si è unita alla Chiesa metodista italiana, dando vita all'Unione delle Chiese metodiste e valdesi.

Storia recente[modifica | modifica sorgente]

Tempio valdese di Torino
Tempio valdese di Palermo
Iscrizione sul portale del tempio valdese di via IV Novembre a Roma

La Chiesa Valdese nacque a Lione nel XII secolo con gli insegnamenti di Valdo di Lione(Lione, 1140 – 1206 circa) come risposta alla corruzione dell'epoca della Chiesa di Roma.Presenti in Italia dal XIII secolo, per secoli i valdesi furono oggetto di dure persecuzioni. Tra queste, particolarmente cruente furono quelle del XVII secolo nelle valli Valdesi del Piemonte: le Pasque piemontesi del 1655, e le persecuzioni del 1686, sfociate nell'esilio e nel successivo Glorioso rimpatrio. I valdesi hanno conquistato i diritti civili nel 1848, sotto Carlo Alberto. Da allora la Chiesa valdese si è sviluppata e diffusa in tutta la penisola italiana.

Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale nella seconda guerra mondiale, i valdesi italiani erano attivi nel portare la salvezza agli ebrei, che sarebbero stati minacciati dallo sterminio imminente, nascondendo molti di loro nella stessa val Pellice, territorio in cui gli antenati valdesi trovarono rifugio.

I primi insediamenti di valdesi italiani in Sudamerica sono nati nel 1856 ed oggi la Chiesa valdese del Río de La Plata (Iglesia valdense de Rio de La Plata) ha 24 congregazioni e 13.000 membri divisi fra l'Uruguay e l'Argentina[3].

Oggi i valdesi sono diffusi soprattutto in Piemonte, dove contano 41 chiese (120 in tutta Italia) di cui 18 nelle cosiddette valli valdesi, ed hanno il loro centro a Torre Pellice, in provincia di Torino. La città di Torino ha ben quattro chiese valdesi. A Roma le chiese sono due: quella storica e più antica di via 4 novembre e quella di piazza Cavour collegata alla Facoltà valdese di teologia. Ogni anno nell'ultima settimana di agosto, i deputati delle chiese locali ed i pastori si riuniscono a Torre Pellice, per dare luogo al "Sinodo Valdese", massimo momento assembleare e decisionale nella vita delle chiese.

Il tempio valdese di Livorno

Da ricordare l'isola linguistico-religiosa di Guardia Piemontese in Calabria, dove la popolazione, pur non professando ormai la fede riformata valdese a seguito della strage del 1561 ad opera dell'inquisizione romana, parla ancora un dialetto provenzale. Sulla piazza centrale, chiamata piazza della Strage, la porta del Sangue ricorda il triste episodio.

Negli ultimi decenni si è sviluppato, nonostante le ben comprensibili diffidenze dovute alle vicende storiche, un certo seppur tiepido dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica, il cui risultato più concreto è stata l'intesa sui matrimoni misti negli anni novanta. Resta invece la critica valdese al meccanismo dell'otto per mille per il sostentamento della Chiesa cattolica: i valdesi vi hanno aderito solo dal 1993, utilizzando però tutti i fondi per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale, senza riservare alcuna somma al mantenimento dei pastori e alle attività cultuali della chiesa. Permangono notevoli distanze anche riguardo alle questioni etiche, quali la contraccezione, l'interruzione di gravidanza, l'accanimento terapeutico e l'eutanasia contro le inutili sofferenze.

Sempre forte è stato l'impegno politico dei valdesi, i quali hanno partecipato attivamente al Risorgimento e alla Resistenza. Da sempre, esponenti della chiesa - tra i quali spesso anche pastori (come Tullio Vinay, Lino De Benetti e Domenico Maselli negli ultimi anni) - sono stati eletti al Parlamento italiano. Attualmente sono membri della Chiesa evangelica valdese due ex ministri (Valdo Spini e Paolo Ferrero), un ex presidente di regione (Riccardo Illy), un ex deputato (Domenico Maselli), un senatore (Lucio Malan), un sindaco di città capoluogo di provincia (Rosario Olivo), alcuni consiglieri regionali e l'eurodeputato Niccolò Rinaldi.

Laicità dello stato, temi etici e progressismo sociale[modifica | modifica sorgente]

Il tempio valdese di Napoli

I valdesi si sono sempre impegnati per favorire la piena laicità dello stato.

La chiesa valdese si è pronunciata in senso fortemente contrario all'esposizione del crocifisso, e più in generale di ogni simbolo religioso, in luoghi pubblici. Per quanto riguarda i "temi etici", i valdesi hanno sempre favorito il dibattito su temi quali omosessualità, aborto, testamento biologico ed eutanasia. Si è anche detta molto favorevole ai registri per il testamento biologico, che in molte città sono gestiti dalle comunità valdesi.

La Chiesa evangelica valdese, durante il sinodo del 2010, si è espressa a favore della ricerca sulle cellule staminali[4].

Valdismo e omosessualità[modifica | modifica sorgente]

Tempio valdese di Firenze

Nella Chiesa valdese di oggi è largamente prevalente un'apertura ai temi dell'omoaffettività. Il sinodo valdese, a larga maggioranza, ha deliberato in favore della benedizione delle coppie omosessuali.[5] La Chiesa valdese si impegna attivamente nella lotta all'omofobia[6] e nel supporto alla comunità LGBT. Il dibattito sul tema dell'omosessualità avviene anche tramite la R.E.F.O. (Rete Evangelica Fede e Omosessualità)[7] e l'"Associazione Fiumi d'acqua viva - Evangelici su fede e omosessualità"[8]. La benedizione delle coppie omoaffettive è stata approvata da un ordine del giorno del sinodo della Chiesa valdese il 26 agosto 2010 « laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni »[9]; l'orientamento è stato confermato nel corso del Sinodo 2011.[10].

A tale posizione si oppone un gruppo di valdesi dissenzienti che trovano voce nell'associazione Sentieri antichi,[11] e si ritengono più fedeli ai principi espressi dalla Confessione di fede della Chiesa valdese e alla posizione di chi considera l'omosessualità una « degenerazione » dell'ordinamento divino ed un « peccato » dal quale ravvedersi.

Dottrina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Valdismo.

Intesa con lo Stato italiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni in Italia#Concordato e intese.

Lo Stemma Valdese[modifica | modifica sorgente]

Vetrata del tempio valdese di via 4 novembre di Roma

Le chiese valdesi hanno oggi come stemma un candeliere con una candela accesa, attorno alla cui fiamma stanno sette stelle e la scritta Lux lucet in tenebris. Scarsi e sparsi sono gli scritti sullo stemma valdese pubblicati nel corso del tempo sui periodici valdesi e altrove. Essi sono di vario tipo, dal carattere storico all'araldico, dal pastorale al poetico, dal meditativo all'esortativo. La forma dell'emblema valdese ha subito non poche modificazioni, secondo l'epoca, l'estro e le intenzioni del disegnatore di turno, causando a volte dibattiti e polemiche alla vana ricerca della sua forma originale o di quella considerata più acconcia. Apparso per la prima volta nel 1640 sul frontespizio di un libro di Valerio Grosso, allora pastore a Bobbio Pellice, una trentina di anni più tardi lo si trova nell'opera di Jean Léger, Histoire des Vaudois des Alpes. Il simbolo di una lampada e la menzione della luce nelle tenebre sono riferimenti espliciti alla parola dell'Evangelo che parla di Gesù come di una luce nel mondo (Vangelo di Giovanni 1, 5). Le stelle sono quasi sicuramente un riferimento alla visione dell'Apocalisse (cap. 1, 16) dove Gesù è presentato come un sacerdote nella cui mano destra stanno sette stelle che rappresentano le chiese dell'Asia allora perseguitate. Con questa immagine le chiese valdesi intendevano comunicare: siamo come una lampada che regge la luce dell'Evangelo e siamo come le sette chiese perseguitate dell'Apocalisse.

La croce ugonotta, uno dei simboli valdesi

Molto probabilmente i valdesi del XVII secolo hanno tratto quest'idea dal blasone dei conti di Luserna San Giovanni, allora signori della val Pellice, che per questo si chiamava val Luserna fino al tempo della Rivoluzione francese. Si tratta di una lampada accesa, in latino appunto lucerna, con una scritta anch'essa di origine biblica: Verbum tuum lampada pedibus meis (la tua parola è lampada ai miei piedi; Salmo 119, 105).

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La più alta autorità valdese è il Sinodo, cioè l'assemblea generale composta da 180 membri che si riunisce ogni anno in agosto a Torre Pellice.

L'organo che rappresenta la Chiesa verso lo Stato e le altre organizzazioni ecumeniche è la Tavola Valdese, composta da 7 membri e presieduta dal moderatore. Le cariche hanno una durata limitata a 7 anni.[12] L'attuale moderatore è il pastore Eugenio Bernardini, in carica dal 2012, subentrato alla pastora Maria Bonafede, prima donna a ricoprire l'incarico.[13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Incluse le chiese Metodiste, una chiesa presbiteriana coreana e una chiesa evangelica coreana Hanmaum
  2. ^ Chiesa evangelica valdese (Unione della Chiese metodiste e valdesi), Relazione al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi sedente in Torre Pellice dal 21 al 26 agosto 2011, Torino, 2011, p. 181
  3. ^ a b Iglesia Evangélica Valdense del Río de la Plata / Organización. URL consultato il 2 settembre 2011.
  4. ^ Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi
  5. ^ Dibattito e decisioni del Sinodo Valdese 2010. È bene precisare che la Chiesa valdese non considera il matrimonio come sacramento, ma lo intende come benedizione da parte di Dio di una coppia sposata civilmente.
  6. ^ Atto del Sinodo Valdese 2007
  7. ^ Chi siamo « Refo – Rete Evangelica Fede e OmosessualitÃ
  8. ^ Chi siamo « Associazione "Fiumi d'acqua viva"
  9. ^ Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi. Come le altre chiese storiche del protestantesimo, la Chiesa valdese ritiene che il singolo credente sia guidato dallo Spirito Santo, e quindi le linee approvate dal sinodo, sia nel campo dell'etica sessuale come in quello politico-sociale, non sono vincolanti per le comunità locali.
  10. ^ Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi: Sinodo 2011 - Comunicati Stampa Sinodo - Comunicato stampa n. 5. URL consultato il 2 settembre 2011.
  11. ^ Sentieri antichi valdesi
  12. ^ Chiesa Evangelica Valdese, Sinodo. URL consultato il 16 settembre 2012.
  13. ^ Valdesi: il pastore Eugenio Bernardini eletto nuovo moderatore in ASCA, 31 agosto 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]